Rambutan, uno strano frutto esotico: ecco a cosa fa bene, come si mangia e dove trovarlo

Il rambutan è un piccolo frutto tropicale dalla forma strana e dal sapore dolce, ricco di vitamina C e dalle grandi proprietà antiossidanti. Vediamo a cosa fa bene e dove trovarlo.

Il rambutan è un frutto tropicale originario della Malesia, che ricorda per consistenza, grandezza e colore un altro frutto tropicale più conosciuto: il litchi. Proprio per questa sua similitudine, il rambutan è anche conosciuto come il litchi peloso: la parte esterna è infatti interamente coperta da punte morbide di colore giallo, rosso o verde, che sono associate a della peluria o a dei capelli. Il nome di questo frutto strano, infatti, deriva dal termine malese “Rambut” che significa proprio “capelli”.

Frutto del rambutan aperto dentro un cesto

La polpa di questo frutto è bianca e lucida e in mezzo troviamo un seme con forma ovale, che viene generalmente scartato in quanto ricco di antinutrienti. Il gusto della polpa di questo alimento è tendenzialmente dolce, ma possono esserci delle note acide e pungenti, a seconda della varietà e del grado di maturazione.

Il rambutan è il frutto della pianta Naphelium Iappaceum, appartenente a sua volta alla famiglia delle Sapindacee: questa pianta produce i frutti due volte all’anno e ogni albero può produrre un gran numero di frutti, fino a oltre 5000.

Rambutan: calorie e proprietà nutrizionali

Dal punto di vista calorico ci troviamo davanti ad un alimento con un basso contenuto di calorie (circa 68kcal/100gr), quasi totalmente privo di proteine e grassi e con un contenuto apprezzabile solo di carboidrati e zuccheri. Buono anche l’apporto di fibre.

Il piccolo frutto del rambutan, che può pesare dai 22 ai 35 grammi circa, è però un alimento ricco di antiossidanti e di vitamina C: sono sufficienti 4 o 5 frutti per apportare oltre il 50% del quantitativo giornaliero consigliato di questa vitamina. Inoltre, contiene alcuni sali minerali importanti per la salute, come il rame, il potassio ed il ferro, che le rendono un alimento molto interessante e giustificano la sua recente diffusione e il crescente interesse nei suoi confronti [1,2]. Vi riportiamo di seguito i valori nutrizionali del rambutan conosciuti: i valori sono espressi per 100 g di frutto.

Valori nutrizionali per 100g di rambutan:
Energia 68 kcal
Proteine 1 g
Carboidrati totali 16 g
Di cui zuccheri 13 g
Fibra 3 g
Grassi 0 g
Potassio 324,9 mg
Sodio 6,3 mg
Vitamina C 36,4 mg

Rambutan: proprietà e benefici per la salute

Il rambutan, oltre alle vitamine e ai minerali visti sopra, contiene molte sostanze bioattive dalle notevoli proprietà e in particolare di spiccato interesse per le industrie farmaceutiche e cosmetiche sono le sostanze contenute nella buccia, le quali una volta estratte hanno mostrato di avere molteplici effetti sulla salute dell’uomo. A tal proposito però è bene ricordare che, sebbene alcune persone li mangino, la buccia ed i semi non sono considerati edibili. Vediamo ora più in dettaglio le proprietà del rambutan più conosciute.

✓ Attività antiossidante

Tra i benefici del rambutan troviamo innanzitutto quello di avere un buon effetto antiossidante. Sostanze con questo effetto sono state ritrovate sia nel seme del rambutan, sia nella polpa e nella buccia di questo frutto. I risultati hanno dimostrato che l’attività antiossidante è maggiore nell’estratto di semi e nella buccia rispetto ai risultati ottenuti con la polpa. Quest’ultima però, è ricca di vitamina C, un potente antiossidante naturale. Mangiare il frutto del rambutan, quindi, può contribuire positivamente a ridurre i radicali liberi e lo stress ossidativo.

✓ Favorisce la digestione

La presenza di fibre solubili ed insolubili contribuisce a migliorare la digestione e regolarizzare l’intestino. Inoltre, svolge una buona azione prebiotica, fornendo quindi nutrimento alla flora batterica dell’intestino migliorandone la salute complessiva.

✓ Attività antidiabete

Per secoli il rambutan è stato utilizzato e conosciuto per la sua utilità in caso di diabete e anche in ottica preventiva. Recenti studi hanno inoltre isolato dalla buccia del frutto alcuni composti dalle proprietà antidiabetiche, che svolgono anche un’azione protettiva nei confronti di fegato, reni e pancreas [3].

✓ Attività antipertensiva

In Malesia il frutto del rambutan viene utilizzato tradizionalmente anche per prevenire problematiche di ipertensione. Questo effetto potrebbe essere dovuto alla presenza di buone quantità di acqua e di potassio.

✓ Proprietà antimicrobica

La buccia del rambutan viene utilizzata in Malesia per il trattamento degli stati febbrili e anche come antielmintico. Più di recente sono stati analizzati gli estratti di semi e della buccia del frutto ed entrambi hanno mostrato una moderata attività di inibizione contro i batteri patogeni, sia gram-positivi tra cui Staphylococcus aureus, Streptococcus pyogenes e Bacillus subtillis sia batteri gram-negativi tra cui Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa [4,5].

✓ Attività astringente

Il frutto essiccato del rambutan viene utilizzato nella medicina tradizionale in caso di mal di stomaco e di dissenteria, come agente astringente [6].

✓ Proprietà del rambutan in cosmetica

Gli estratti del rambutan trovano impiego anche in cosmesi per la cura di pelle e capelli. In particolare, viene utilizzato per contrastare funghi e batteri, arrossamenti e infiammazioni della pelle, ma non solo. La presenza di antiossidanti ne fa un ingrediente utile ad essere inserito anche nelle formulazioni di prodotti antiage ed elasticizzanti, utile per combattere l’azione dannosa dei radicali liberi. I suoi benefici si estendono anche sui capelli, dove svolge un’azione rinforzante e ne favorisce la crescita, aiutando a rafforzare i follicoli.

Che gusto ha il rambutan?

Esistono oltre 50 varietà di questo frutto: il sapore del rambutan è generalmente dolce, ma alcune varietà possono presentare delle note più acide. In generale in cucina viene sfruttata la sua dolcezza e la sua capacità di zuccherare in modo naturale alcune bevande come il tè.

Quanto rambutan mangiare?

Il rambutan è un frutto e come abbiamo visto, dal punto di vista nutrizionale, possiede poche calorie e un quantitativo non trascurabile di zuccheri semplici, che peraltro donano al frutto il suo caratteristico sapore dolce. È bene dunque non esagerare con il consumo di questo alimento e seguire le indicazioni delle nostre linee guida che ci invitano a mangiare due porzioni di frutta ogni giorno, tenendo presente che una porzione corrisponde a circa 150 gr di frutta. Nel caso del rambutan, una porzione equivale a circa 5 o 6 frutti.

Il rambutan si mangia in qualsiasi momento della giornata: può essere utilizzato alla fine del pasto, così da terminare con una nota dolce e toglierci un’eventuale voglia di dolce; oppure può essere utilizzato come spuntino, eventualmente abbinato a uno yogurt bianco in modo tale da bilanciare i sapori. Una volta che vi siete procurati il rambutan potete mangiarlo anche per più giorni di fila: tenete presente che a temperatura ambiente ha una durata di circa una settimana.

Come aprire e mangiare il rambutan

Aprire il rambutan quando il frutto si trova al giusto grado di maturazione è molto semplice: vi basterà prendere il piccolo frutto in una mano e schicciarlo utilizzando il pollice e l’indice dell’altra mano. Una leggera pressione sarà sufficiente per aprire la buccia e potrete quindi gustare il frutto, facendo attenzione a scartare poi il seme centrale, come fareste con il nocciolo di una ciliegia.

Una volta aperto, il rambutan può essere mangiato fresco come un qualsiasi frutto, o può essere aggiunto a macedonie tropicali o a estratti di frutta e verdura. Potete provare ad abbinarlo ad altri frutti tropicali come il litchi, il frutto della passione o il mango e sperimentare nuovi sapori e profumi in cucina!

Come coltivare un seme di rambutan

Per coltivare un albero di rambutan è importante fare attenzione al clima: questa pianta preferisce climi tropicali o sub-tropicali e zone dove sono frequenti e forti le piogge. La temperatura ideale per la crescita si aggira tra i 20 e i 30°C; temperature più basse di 10°C non sono compatibili con la sua crescita. Non ama invece i terreni aridi e sabbiosi; per tutti questi motivi se volete crescere una piantina di rambutan dovrete avere una veranda o una serra.

Potrete poi partire ordinando online un seme di rambutan (o se siete fortunati consumatori di questo frutto potrete raccoglierlo voi stessi) e procurandovi del terriccio organico e del concime naturale: il rambutan va piantato in piano su una superficie dotata di fori di drenaggio e va mantenuto umido. Ci vorranno circa 2-3 settimane prima che il seme germogli.

Quindi potrete trasferirlo in vaso, facendo sempre attenzione a mantenerlo umido e alla giusta temperatura; dopo un paio di anni si otterrà un albero alto circa 30 cm, che può essere piantato all’aperto nelle zone dove il clima lo permette. La pianta inizierà a fruttificare in modo ottimale dopo 5 o 6 anni di vita.

Rambutan: le possibili controindicazioni

Non sono conosciute delle controindicazioni del rambutan, sempre facendo attenzione a consumare solo la polpa di questo frutto ed evitare o limitare il seme o la buccia, ricchi di antinutrienti. Come già visto contiene una quantità apprezzabile di zuccheri semplici, come la maggior parte dei frutti. Per questo motivo si consiglia a chi soffre di diabete o di insulino resistenza di consumare questo alimento con moderazione e seguendo le indicazioni fornite dallo specialista di riferimento. In ogni caso il consumo di rambutan non è vietato neanche in caso di diabete.

Rambutan: dove si compra in Italia

Il frutto del rambutan in Italia non è ancora molto diffuso e difficilmente vi capiterà di trovarlo nelle corsie del supermercato. Viceversa è molto più semplice trovarlo online (lo possono recuperare alcuni grossisti) o in alcuni negozi etnici. Ancora più semplice è reperire i semi di rambutan o il frutto trasformato e, in particolare, sciroppato o disidratato.

Dott.ssa Stefania Cocolo

Biologa nutrizionista laureata in Biotecnologie molecolari e bioinformatica presso l’Università degli studi di Milano. Ha conseguito la specializzazione in Biotecnologie industriali e ambientali presso l’Università degli studi di Milano.

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