Dieta per insufficienza renale: cosa mangiare, cosa evitare e 5 alimenti utili

L’insufficienza renale prevede una dieta ben strutturata. Ecco alcune indicazioni pratiche su cosa mangiare e cosa evitare.

L’insufficienza renale cronica è una problematica importante e tenerla sotto controllo è fondamentale per ritardarne il più possibile le conseguenze. La dieta si colloca tra i pilastri fondamentali per la gestione di questa patologia. Nei paragrafi seguenti, descriveremo i cibi consigliati e quelli da evitare, soffermandoci anche su un’opzione importantissima per il paziente nefropatico: i cibi aproteici. Prenderemo in esame l’assunzione di liquidi, per poi passare a qualche suggerimento concreto per la dieta giornaliera.

Dieta e insufficienza renale cronica

Insufficienza renale: cos’è, cause e conseguenze

L’insufficienza renale cronica è una condizione patologica e degenerativa che consiste nella progressiva perdita funzionale dei reni. Tra le altre cose, questi organi sono implicati nella rimozione delle sostanze di scarto presenti nel sangue e nella relativa escrezione con le urine. Laddove la funzionalità dei reni risulti alterata, si può arrivare al rischioso accumulo ematico di tali sostanze, ma anche alla ritenzione dei liquidi in eccesso e allo squilibrio elettrolitico. Le complicazioni che ne conseguono sono generalizzate, compromettendo diverse funzioni, come quella cardiovascolare e immunitaria, nonché la salute del sistema nervoso centrale e delle ossa [1,2].

Le cause dell’insufficienza renale sono molteplici e spesso di origine patologica. Tra queste si collocano il diabete e l’ipertensione arteriosa, così come varie problematiche a carico dell’apparato escretore. Ne sono esempi le pielonefriti, la nefrite interstiziale e la glomerulonefrite.

La dieta per l’insufficienza renale

La dieta per insufficienza renale si basa su esigenze ben precise, sia a livello qualitativo che quantitativo. Si tratta di scelte dettate dal quadro clinico soggettivo e dunque variabili a seconda del paziente. Volendo tracciare delle linee generali, la dieta dovrà apportare una quota proteica strettamente controllata, ma anche quantità limitate di sodio, fosforo e potassio [3,4,5].

L’introito di liquidi è un ulteriore aspetto da valutare con cura, tenendo conto anche dell’acqua contenuta negli alimenti. Nello stesso tempo, è importante non trascurare il fabbisogno energetico giornaliero, mirando a preservare la massa magra e a ottimizzare lo stato nutrizionale in tutte le sue componenti. A tal proposito, anche l’apporto di fibre e di micronutrienti rientra tra gli aspetti non trascurabili. Passiamo, adesso, alle indicazioni pratiche.

Cosa mangiare in caso di insufficienza renale

L’alimentazione per l’insufficienza renale cronica prevede un apporto adeguato di tutti i macronutrienti. Vediamo di seguito una panoramica generale sui cibi che potrebbero essere consentiti.

Proteine

Il consumo di proteine, in particolare, non verrà escluso totalmente, ma limitato a seconda della funzionalità dei reni. Alcuni parametri (GFR e proteinuria) definiscono lo stadio della patologia, da cui dipenderà l’apporto proteico giornaliero. A partire da un certo apporto di proteine per kg di peso corporeo (in genere da 0,6g, ma a stabilirlo è il medico nefrologo) vengono proposti i prodotti aproteici. Una compromissione elevata della funzione renale può richiedere una dieta aproteica o comunque fortemente ipoproteica (0,3g di proteine per kg di peso corporeo). Le proteine ad alto valore biologico possono essere ricavate da carni magre e pesce fresco o surgelato, ma anche dagli albumi. Tenendo conto dell’apporto di fosforo e proteine, sono consentiti con moderazione latte e alcuni formaggi freschi, come ricotta e mozzarella.

Cereali

Nel complesso, consumare cereali “normali”, e quindi pane, pasta e riso, è consentito laddove la quota proteica stabilita sia di almeno 0,8g/kg di peso corporeo. Una situazione di questo tipo si riferisce alla fase solo iniziale della patologia. In ogni caso, è preferibile utilizzarne le versioni raffinate, essendo quelle integrali più ricche di potassio.

Frutta e verdura

La frutta fresca e le verdure, fresche o surgelate, rientrano tra gli alimenti consentiti, purché siano povere di potassio. Tra i frutti sono consentiti, per esempio, mele (non cotogne), mirtilli, ciliege e clementine. Quantità moderate di marmellata sono concesse. Mentre tra le verdure permesse rientrano peperoni, radicchio rosso e cetrioli. Per ridurre il contenuto di potassio delle verdure, è buona norma sminuzzarle e tenerle in ammollo, per poi procedere alla bollitura. L’acqua di cottura, da utilizzare in abbondanza, non può essere riutilizzata. La frutta va invece sbucciata, tagliata a pezzi e posta in ammollo.

Legumi

I legumi si collocano tra gli alimenti consentiti con moderazione e in porzioni controllate, poiché contengono proteine, potassio e fosforo. Anche per questo alimento è preferibile utilizzare una fase di ammollo (anche per quelli già pronti) e bollitura, così da ridurre la presenza di potassio.

Condimenti

Per condire le pietanze, è possibile ricorrere a olio extravergine di oliva a crudo, erbe aromatiche e spezie. Dovendo controllare l’apporto di sodio, è preferibile ridurre fortemente le aggiunte di sale, restando nei limiti di circa 3g al giorno.

È importante, ovviamente, definire le porzioni di ciascun alimento nel modo ottimale. Per questo, è buona norma affidarsi al nefrologo e a un nutrizionista/dietista.

Quali cibi evitare in caso di insufficienza renale

I cibi da evitare in caso di insufficienza renale comprendono, senza dubbio, le carni grasse e/o lavorate, quali salumi e insaccati, così come dadi da brodo e prodotti in scatola, affumicati e sotto sale. I tuorli d’uovo contengono una certa quantità di fosforo, per cui è preferibile escluderli dalla dieta. Tra gli alimenti vietati anche salse da condimento preconfezionate (maionese, senape, ecc.) e grassi di origine animale, come strutto e burro.

Escludendo quelli consentiti con moderazione, è preferibile evitare il consumo di formaggi in ragione dell’apporto di fosforo. Lo stesso vale per crostacei e molluschi. Tra gli alimenti vegetali, è meglio evitare la frutta secca a guscio, poiché ricca di potassio. Per il contenuto di questo minerale, anche cacao e cioccolato non risultano indicati. Alcolici, superalcolici e bevande industriali, intuibilmente, non sono adatti alla dieta per nefropatici.

Tabella: cibi si e cibi no

Per una visione d’insieme, segue una tabella riassuntiva dei cibi consentiti e non consentiti in caso di insufficienza renale cronica.

Cibi consigliati Alimenti da preferire: Cibi sconsigliati Alimenti da evitare o ridurre:
Pasta, pane, riso (in base all’apporto proteico); prodotti aproteici Cereali integrali
Carni magre Insaccati, salumi, carne in scatola
Pesce fresco o surgelato Pesce affumicato, in scatola, sotto sale; molluschi, crostacei
Albume Tuorlo
Legumi Sale, salse da condimento preconfezionate, dadi da brodo
Latte, ricotta, mozzarella Formaggi (tranne quelli consentiti)
Verdure (preferire tipologie povere di potassio) Verdure e frutta fresca ricche di potassio
Frutta fresca (tipologie povere di potassio) Frutta secca a guscio
Olio extravergine di oliva Strutto, burro
Erbe e spezie Alcolici, superalcolici, bevande industriali
Marmellate Cacao, cioccolato

Alimenti aproteici: di cosa si tratta, come vengono prodotti e dove si comprano

In presenza di una funzionalità renale ridotta, il nefrologo è solito indirizzare il paziente verso il consumo di alimenti aproteici. Questi vengono realizzati in modo da contenere non più dell’1% di proteine totali. Poveri anche di potassio, fosforo e sodio, questi prodotti si compongono per lo più di amidi e sostituiscono alimenti di uso comune, come pasta, pane e prodotti da forno.

Relativamente alle controparti “comuni”, gli alimenti aproteici vantano un contenuto energetico del tutto sovrapponibile. Utilizzarli nel contesto dietetico dell’insufficienza renale limita l’apporto proteico a basso valore biologico e riduce il carico di lavoro degli organi escretori. In questo modo, è possibile soddisfare il fabbisogno calorico e ricavare gli aminoacidi che servono dalle proteine ad alto valore biologico (contenute, ad esempio, in una porzione adeguata di carne o pesce).

Si tratta di prodotti acquistabili in farmacia previa prescrizione medica e, in modo importante, rimborsabili da parte del servizio sanitario nazionale.

Assunzione di liquidi e insufficienza renale: come comportarsi

Gli organi escretori sono deputati anche all’eliminazione dei liquidi in eccesso. In presenza di insufficienza renale, tale funzione risulta compromessa, con la conseguente ritenzione dei liquidi. Ciò comporta edemi in varie aree del corpo (es.: piedi, gambe, mani) e accumuli a livello polmonare, così come un aumento dell’ipertensione arteriosa. Intuibilmente, la ritenzione dei liquidi non escreti può comportare delle complicanze anche importanti.

La quantità di liquidi da assumere con l’alimentazione viene stabilita dal nefrologo sulla base della diuresi giornaliera e del volume dei fluidi corporei. Questo ultimo aspetto viene monitorato attraverso un costante controllo del peso: un aumento repentino è suggestivo di un sovraccarico di liquidi.

Nel rispetto delle quantità prescritte dal medico, occorre tenere conto anche delle bevande diverse dall’acqua, come tè, caffè, succhi di frutta, ecc. Lo stesso vale per gli alimenti particolarmente liquidi, come zuppe e minestre, o molto ricchi di acqua, come frutta (soprattutto alcune tipologie, come l’anguria) e verdura cruda.

Guarda il nostro video:

Esempio di una dieta per insufficienza renale

A puro titolo di esempio, mostriamo uno schema giornaliero suddiviso in tre pasti principali e due spuntini. La grammatura si riferisce a un soggetto generico di circa 70 kg di peso corporeo, mentre la quota proteica considerata è di 0,6g per kg di peso. Vengono inseriti, pertanto, dei prodotti aproteici.

✓ Colazione

  • 50 ml di latte intero + un goccio di caffè;
  • 50g di biscotti aproteici;
  • 2 cucchiai di marmellata;
  • 2 cucchiaini rasi di zucchero.

✓ Spuntino

  • 150g di frutta.

✓ Pranzo

  • 70 g di pasta o riso aproteici al sugo di verdure;
  • 90 – 100 g di petto di pollo ai ferri;
  • 100 g di verdure;
  • 40 g di pane aproteico;
  • 2 cucchiai e mezzo di olio extravergine di oliva.

✓ Merenda

  • 50g di pane o biscotti aproteici;
  • 2 cucchiai di marmellata.

✓ Cena

  • 40 g di pasta aproteica in brodo vegetale;
  • 80 g di ricotta vaccina;
  • 100 g di verdure;
  • 50 g di pane aproteico;
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
  • 150 g di frutta.

5 alimenti che favoriscono la salute dei reni

Passiamo ad alcuni alimenti specifici, utili per la salute generale e degli organi escretori, oltre che indicati in caso di insufficienza renale.

1 Olio extravergine di oliva

Da consumare rigorosamente a crudo, l’olio extravergine di oliva è un acerrimo nemico dei radicali liberi. Si tratta, inoltre, di un alimento antinfiammatorio e funzionale al benessere cardiovascolare. Il suo utilizzo giornaliero, nelle quantità adeguate, aiuta a preservare anche il benessere dei reni. L’olio d’oliva si colloca anche tra gli alimenti da mangiare in caso di insufficienza renale cronica, quale fonte di grassi vegetali monoinsaturi e altre sostanze benefiche.

2 Mirtilli rossi

Ricchi di vitamina C e diversi componenti antiossidanti, i mirtilli rossi rappresentano un alimento alleato contro lo stress ossidativo. In modo importante, si tratta di frutti poveri di potassio, rendendosi adatti e benefici anche in presenza di insufficienza renale.

3 Cetrioli

Drenanti e depurativi, i cetrioli rientrano tra le scelte più indicate per conservare il benessere degli organi escretori. L’apporto di potassio è piuttosto moderato, per cui un consumo controllato di cetrioli è adatto anche in caso di insufficienza renale, in alternanza con le altre verdure consentite. Se volete spunti pratici per usarli in cucina, vi consigliamo di leggere: Cetriolo in cucina: cottura, idee e abbinamenti.

4 Curcuma

Questa spezia vanta svariate proprietà, tra cui si evidenzia il potenziale antinfiammatorio, antiossidante e immunostimolante. Grazie alla sua spiccata aromaticità, la curcuma è un valido sostituto del sale, e può essere utilizzata per insaporire svariate pietanze. In virtù di tali caratteristiche, può essere utilizzata come spezia anche in caso di insufficienza renale. Per avere idee su come usarla, vi invitiamo a leggere: Come usare la curcuma in cucina: idee e consigli.

5 Nasello

Tenendo conto della patologia renale cronica, il consumo di fonti proteiche deve essere impostato con attenzione. In linea generale, il pesce contiene, a parità di peso, meno proteine rispetto alla carne, mentre vanta grassi polinsaturi essenziali. Tra le fonti di proteine ad alto valore biologico, il nasello costituisce una buona scelta, apportando una quota lipidica equilibrata.

Bibliografia

  • [1] Chronic Kidney Disease – PubMed (nih.gov)
  • [2] Chronic Kidney Disease as a Comorbidity in Heart Failure – PubMed (nih.gov)
  • [3] Chronic Kidney Disease and Dietary Measures to Improve Outcomes – PubMed (nih.gov)
  • [4] Diet and Chronic Kidney Disease – PubMed (nih.gov)
  • [5] Nutritional management in patients with chronic kidney disease – PubMed (nih.gov)

Dott.ssa Gabriella Reggina

La Dott.ssa Gabriella Reggina è laureata in biologia presso l’Università Federico II di Napoli e ha proseguito gli studi post-laurea in materia di nutrizione e igiene degli alimenti. È iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi.

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