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Dieta e reflusso gastrico: cosa mangiare e cosa evitare per ridurre i sintomi

Ultima modifica:8 Giugno 2022

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Il reflusso gastrico è una fastidiosa condizione associata a una sensazione di bruciore in gola che può essere controllata attraverso la dieta. Vediamo cosa mangiare e cosa evitare in caso di reflusso.

Il reflusso gastrico è una condizione fastidiosa sperimentata, almeno una volta nella vita, dalla maggior parte delle persone. Tale condizione è contraddistinta da una sensazione di acidità e bruciore a livello della gola ed è determinata dalla risalita dei succhi gastrici verso l’esofago. Si tratta di una condizione che può cronicizzarsi, quando legata ad altre patologie, o che si sperimenta in sporadiche occasioni, a causa di errori alimentari.

Donna con dolore da reflusso gastrico

Frequentemente si può presentare durante la notte, poiché la posizione sdraiata favorisce la risalita stessa, ma in molti altri casi viene riferita immediatamente dopo il pasto. Chiunque soffra in modo cronico di questa condizione è spesso alla ricerca di rimedi naturali o farmacologici per tenerla sotto controllo: la buona notizia è che molto spesso adeguate abitudini alimentari e l’utilizzo di specifici alimenti possono aiutare a gestire il reflusso gastrico.

Cos’è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è determinato dalla risalita di succhi acidi dallo stomaco verso l’esofago. Le sostanze che risalgono dallo stomaco, tra cui troviamo l’acido cloridrico, sono caratterizzate da un pH molto acido: per tale motivo quando questi succhi entrano in contatto con la parete dell’esofago si percepisce una sensazione di acidità e forte bruciore a livello della gola. Inoltre è possibile riportare una sensazione di amaro in bocca e dolori a livello toracico: tali dolori possono essere talmente forti che non di rado vengono confusi con i segnali di un infarto. In aggiunta a questi fastidi più comuni talvolta è possibile che si presenti anche la tosse, la nausea o il vomito e un fastidioso gonfiore a livello della bocca dello stomaco.

Le cause del reflusso gastroeseofageo possono essere diverse. In molti casi questa condizione è determinata dal fatto che la valvola che separa l’esofago dallo stomaco, detta cardias, non funzioni efficacemente. Molto spesso questo malfunzionamento è dovuto alla presenza di un’ernia iatale, una condizione anatomica determinata dalla risalita di una parte dello stomaco verso l’alto. In questi casi il reflusso gastroesofageo può divenire una condizione cronica, che necessita di un trattamento adeguato, al fine di escludere eventuali complicanze della malattia da reflusso gastroesofageo, come le ulcerazioni e le lesioni precancerose.

Un’altra causa del reflusso è un ritardo nello svuotamento dello stomaco: quando consumiamo un pasto, una piccola risalita di acidi a livello dell’esofago può avvenire frequentemente senza che ce ne accorgiamo. Può capitare, però, che un pasto eccessivamente abbondante, consumato troppo velocemente, o troppo ricco di grassi determini un rallentamento digestivo e che il cibo stazioni nello stomaco per molto tempo, aumentando così il rischio di sperimentare il reflusso gastroesofageo.

Anche lo stress può essere una causa del reflusso, così come della gastrite o della sindrome dell’intestino irritabile, in quanto può modificare la motilità del tratto gastrointestinale [1].

Infine una condizione fisiologica durante la quale è molto frequente soffrire di reflusso gastrico è la gravidanza: in questo caso la causa è determinata dall’aumento delle dimensioni dell’utero della donna, che spinge sullo stomaco. Anche in questo caso è importante rivolgersi al proprio specialista di fiducia e adottare corrette abitudini alimentari: molti farmaci comunemente utilizzati per il reflusso non sono infatti suggeriti in gravidanza. Vediamo ora, invece, cosa mangiare e cosa evitare per tenere sotto controllo questo disturbo.

Reflusso gastrico: cosa mangiare e bere?

Approfondendo l’argomento possiamo scoprire che esiste una dieta per reflusso gastrico, intesa come una serie di abitudini e stili di vita che possono migliorare questa condizione. Tali indicazioni sono utili soprattutto quando il reflusso è collegato a cattive abitudini alimentari, ma possono aiutare anche in caso di gravidanza.

Innanzitutto è importante ricordarsi che pasti molto abbondanti possono essere collegati a un ritardato svuotamento dello stomaco e pertanto a una maggiore probabilità di reflusso. Si consiglia quindi di fare pasti piccoli e più frequenti: 5 o 6 pasti al giorno intesti come colazione, pranzo e cena e 2 o 3 spuntini. Durante i pasti ricordatevi di masticare ogni boccone lentamente e a lungo, aiuterete la digestione.

Tali pasti dovranno essere leggeri e facili da digerire: a tal proposito si consiglia di prediligere pasti ricchi di carboidrati e proteine, limitando tuttavia il consumo di grassi, che risultano essere il macronutriente più lungo e complesso da digerire.

A tal proposito quindi sono sconsigliate le fritture e il consumo di alimenti molto conditi, così come l’utilizzo di grassi animali (es. lardo o pancetta) per le preparazioni. Per il condimento dei vostri piatti prediligete l’utilizzo di olio extravergine di oliva a crudo, in modo tale che possa mantenere le sue proprietà antinfiammatorie [2].

Aldilà degli alimenti molto grassi (carni grasse, salsicce, burro, panna, formaggi stagionati etc) non ci sono alimenti da non mangiare in caso di reflusso: i cereali (ad esempio pasta, riso, farro, possibilmente integrali) sono consentiti e consigliati, così come le carni magre, il pesce magro e i legumi. Anche frutta e ortaggi sono ottimi alimenti per chi soffre di reflusso, quindi bene zucchine, carote, zucca, broccoli, insalata, mele, pere, banane, pesche, melone e anguria. In caso di forte infiammazione della parete dello stomaco e dell’esofago, situazione che si può verificare dopo diversi giorni di reflusso, si può consigliare di limitare il consumo di frutti molto acidi come gli agrumi e i kiwi, oltre al pomodoro. Tali alimenti, infatti, possono contribuire a infiammare una mucosa già infiammata.

Le cotture consigliate

In una dieta antireflusso è consigliabile prediligere cotture semplici e veloci: la cottura al forno, la cottura in padella antiaderente e la cottura a vapore. La bollitura invece è sconsigliata perché l’aggiunta di acqua in eccesso porterebbe a una diluizione dei succhi gastrici nello stomaco e, quindi, a un rallentamento della digestione.

Bevande utili

Da quanto appena detto, si evince che anche bere acqua o tisane durante il pasto possa risultare sconsigliato: è importante concentrare il consumo di liquidi lontano dai pasti principali.

Per quanto riguarda le bevande, oltre all’acqua (possibilmente non gassata) suggeriamo l’utilizzo di alcune tisane, da consumare prevalentemente lontano dai pasti, che sono risultate utili in caso di reflusso: tra quelle più conosciute è doveroso citare il decotto di malva con azione cicatrizzante, la tisana a base di camomilla o melissa, che hanno azione lenitiva e calmante. Altre tisane utili sono quella allo zenzero, in grado di diminuire alcuni sintomi come quello del vomito, la tisana alla liquirizia, che ha mostrato effetti protettivi e la tisana al mirto, il cui utilizzo è stato paragonato a quello degli inibitori di pompa.

Reflusso gastroesofageo: i cibi da evitare

In caso di reflusso gastrico ci sono alcuni cibi da evitare, così come abbiamo accennato nel paragrafo precedente. Innanzitutto ricordiamo le cotture da limitare: la bollitura (a causa della possibile diluizione dei succhi gastrici nello stomaco) e le cotture o preparazioni che utilizzano grandi quantità di grassi (olio o burro), come la frittura.

Tra i cibi da evitare col reflusso troviamo le carni molto grasse o cotte a lungo, come la salsiccia, le costine, gli affettati grassi, i brasati o gli spezzatini. Talvolta anche i pesci grassi come il salmone o lo sgombro possono risultare più difficili da digerire e pertanto associabili al reflusso. Anche i cibi molto piccanti o speziati possono risultare fastidiosi, così come il consumo di alimenti “acidi” come gli agrumi o il pomodoro (soprattutto quando è crudo). Evitare anche cipolle, succhi di frutta confezionati, bevande gassate e chewing-gum.

Tra le sostanze da limitare in caso di reflusso troviamo anche gli alcolici: il consumo di alcolici e in particolare il loro abuso è infatti da considerare una delle possibili cause del reflusso gastrico.

A causa del contenuto in teina, che può irritare e quindi peggiorare i sintomi del reflusso, sarebbe meglio ridurre al minimo il consumo di tè in bustina o in foglie. Sconsigliati anche i tè in bottiglia deteinati per via dell’alto contenuto di zuccheri. Si consiglia di limitare anche il consumo di caffè e cioccolato, che possono contribuire ad aumentare la probabilità di reflusso [3].

Una particolare riflessione la merita invece la frutta secca, che conosciamo come alimento sano, suggerito da tutte le linee guida. Si tratta tuttavia di un alimento ricco di grassi, che consigliamo di consumare se vi piace, ma senza eccessi. In particolare è possibile includerla anche negli spuntini, evitando il consumo in tarda serata, prima di coricarsi per la notte.

Reflusso gastroesofageo: cibi si e cibi no

Abbiamo visto insieme nei paragrafi precedenti cosa mangiare e cosa evitare in caso di reflusso gastrico. Vi riportiamo di seguito una tabella riassuntiva che possa aiutarvi nella gestione di questa fastidiosa condizione.

Cibi consigliati Alimenti da preferire Cibi sconsigliati Alimenti da evitare o ridurre
Carni magre (petto di pollo, filetto di manzo …) Carni grasse (salsiccia, pollo con pelle, costine di maiale)
Pesce magro (sogliola, branzino …) Pesce grasso (salmone, sgombro)
Olio EVO a crudo Eccesso di condimenti: burro, panna, fritture
Acqua lontano dai pasti principali Bevande gasate, caffè, tè e alcolici
Formaggi e latticini freschi o scremati Formaggi grassi e stagionati
Erbe aromatiche Spezie piccanti
Verdura (non bollita) Pomodori crudi
Frutta “non acida” come mele, pere, banane, melone Agrumi, kiwi, ananas
Cereali (grano, riso, farro etc)
Legumi

Reflusso gastroesofageo: esempio pratico di una dieta ideale

Se ancora vi rimanesse qualche dubbio e vi steste chiedendo cosa mangiare durante il giorno in caso soffriate di reflusso, vediamo insieme come costruire i pasti principali. Vi ricordiamo che è consigliato aggiungere uno spuntino tra la colazione e il pranzo, uno spuntino tra il pranzo e la cena e talvolta anche uno spuntino dopo la cena. I pasti, infatti, dovranno essere poco abbondanti e la cena dovrà essere consumata diverse ore prima di coricarsi per la notte. Vediamo ora un esempio pratico di dieta per il reflusso.

✓ Colazione

Per quanto riguarda la colazione vi consigliamo di prediligere alimenti poco grassi: se siete abituati a consumare latticini preferite latte o yogurt scremato. Se amate la colazione salata potete scegliere affettati magri e/o sgrassati e uova con cotture semplici. Potete accompagnare questi alimenti a fette biscottate o pane integrale, ma anche a della frutta fresca (escludendo agrumi, kiwi e ananas).
Esempi di colazione:

  • 1) Pane lievemente tostato con prosciutto crudo sgrassato;
  • 2) Yogurt magro con una mela a pezzetti e fiocchi d’avena.
Se vuoi altre idee per la colazione, puoi leggere il nostro approfondimento: Cosa mangiare a colazione: ecco i consigli per una colazione sana e nutriente

✓ Pranzo

In base alle vostre abitudini ed esigenze alimentari potrete scegliere un primo piatto, un secondo piatto o un piatto unico. Accompagnate la pietanza con verdure, ma evitate cotture in umido o ricche di grassi. Se scegliete un primo piatto potrete consumare il vostro cereale preferito, eventualmente condito con delle verdure o dei legumi. Viceversa se preferite un secondo piatto fate attenzione a scegliere carni o pesci magri. Se la vostra pausa pranzo è breve e dovete accontentarvi di un panino, fate attenzione a non scegliere affettati grassi e a limitare o escludere il consumo di salse.

Esempi di pranzo:

  • 1) Petto di pollo ai ferri con zucchine grigliate;
  • 2) Insalata di farro con piselli e carote;
  • 3) Panino integrale con bresaola e rucola.
Se vuoi altre idee per il pranzo, puoi leggere il nostro approfondimento: Pranzo leggero e veloce: 10 idee sane ed equilibrate per chi pranza fuori casa

✓ Cena

Per quanto riguarda la cena vi suggeriamo di consumare un pasto leggero e poco abbondante, soprattutto se siete abituati a consumarla a tarda ora. In particolare vi consigliamo di limitare gli alimenti più grassi come i formaggi o le uova e fare attenzione a utilizzare i condimenti in quantità limitate. Potrete scegliere anche in questo caso un primo piatto o un secondo piatto in base alle vostre esigenze, ma vi consigliamo di non consumare zuppe o minestre e prediligere piatti asciutti.

Esempi di cena:

  • 1) Filetto di pesce al forno + biete;
  • 2) Pasta integrale con frutti di mare e zucchine.
Se vuoi altre idee per la cena, puoi leggere il nostro approfondimento: Cosa mangiare a cena? Ecco gli alimenti da preferire, quelli da evitare e 5 ricette pratiche

Reflusso gastroesofageo: 5 cibi che aiutano a ridurre i sintomi

Ci sono infine alcuni alimenti che possono essere utilizzati in modo funzionale per migliorare i sintomi del reflusso, in aggiunta alle indicazioni che vi abbiamo elencato nel corso dell’articolo.

1 Prezzemolo e coriandolo

Tra gli alimenti che possono aiutare a contrastare il reflusso troviamo il prezzemolo, un’erba aromatica utile per aiutare e supportare la digestione e, quindi, a prevenire il problema. Simile al prezzemolo, anche il coriandolo è indicato in caso di reflusso gastroesofageo per via delle sue proprietà calmanti e digestive.

2 Finocchio

Il finocchio è un ottimo rimedio contro il reflusso gastroeseofageo ed è in grado di migliorare la funzionalità dello stomaco, oltre a ridurre il meteorismo causato da una digestione rallentata.

3 Farina di carrube

La farina di carrube, ricca di fibre, può migliorare i sintomi del reflusso. Ci sono infatti diverse evidenze che il consumo di fibre aiuta a diminuire la probabilità di reflusso. La carruba inoltre possiede documentate attività gastroprotettive [4,5].

4 Zenzero

Lo zenzero è in grado di facilitare la digestione e possiede proprietà anti-nausea; può pertanto diminuire questo fastidioso sintomo talvolta associato al reflusso. Inoltre ha proprietà rinfrescanti ed è in grado di sedare le fitte dolorose causate dall’acidità gastrica.

5 Liquirizia

L’utilizzo di liquirizia permette di stimolare la produzione di muco a livello gastrico, così da aumentare la protezione di tale organo dall’eccesso di succhi gastrici. Inoltre, grazie alla presenza di glicirrizina, la liquirizia ha proprietà antinfiammatorie, facilita la digestione e seda i fenomeni di eruttazione. È controindicata in caso di pressione alta.

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