Curcumina, antiossidante ed antinfiammatoria: benefici e uso

La curcumina è il principio attivo contenuto nella radice di curcuma e vanta incredibili proprietà per la salute. Vediamo i suoi benefici e come utilizzarla correttamente.

La curcumina è una sostanza appartenente al gruppo dei curcuminoidi, polifenoli presenti nel Turmerico, una pianta che fa parte del gruppo della Curcuma che a sua volta fa parte della famiglia botanica delle Zingiberaceae, cui appartiene anche lo zenzero. Si tratta di un pigmento giallo estratto dalle radici delle piante di curcuma, che causa la tipica colorazione di questa spezia molto usata nei paesi asiatici.

Immagine con integratori e polvere di curcuma

La curcumina è usata da secoli come rimedio naturale per molte patologie, soprattutto nella medicina Ayurvedica. Si tratta di un polifenolo solubile nei grassi e non in acqua, che è particolarmente stabile anche ai valori di pH acidi tipici dello stomaco.

La letteratura scientifica è molto ricca di studi sulle proprietà della curcumina e le sue possibili applicazioni in ambito medico e farmacologico. Vediamo quali benefici potrebbe apportare alla nostra salute.

Curcumina: proprietà e benefici

La curcumina vanta proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e aiuta a sostenere la salute in modo efficace e su diversi fronti. Vediamo in dettaglio tutte le virtù di questa sostanza e come assumerla per trarne benefici.

✓ La curcumina è un potente antinfiammatorio

Vari studi dimostrano che la curcumina ha proprietà antinfiammatorie, dovute alla sua capacità di inibire enzimi come la ciclossigenasi, la lipossigenasi, l’ossido nitrico sintetasi, che sono molecole chiave delle reazioni infiammatorie. La curcumina, pertanto, si presta ad essere utilizzata per la cura di varie patologie infiammatorie.

✓ Ha capacità antiossidanti

È stato ampiamente dimostrato che la curcumina esercita attività antiossidante e protettiva nei confronti dell’emoglobina attraverso l’attivazione di enzimi che regolano reazioni di neutralizzazione dei radicali liberi, molecole che sono in grado di danneggiare le membrane cellulari ed il DNA, con conseguenze anche gravi sulla salute del nostro organismo. Dal momento che i danni ossidativi al DNA e la perossidazione delle membrane cellulari dovute ai radicali liberi sono la causa di molte patologie fra cui il cancro, l’aterosclerosi e le malattie neurodegenerative, la curcumina potrebbe essere un valido aiuto in tutte queste condizioni.

✓ Abbassa il rischio di malattie cardiovascolari

Studi preliminari suggeriscono che la curcumina possa contrastare l’insorgenza dell’aterosclerosi, dell’ipertensione e dell’ischemia. Lo stress ossidativo e la conseguente risposta infiammatoria sembrano giocare un ruolo chiave nell’insorgenza delle patologie cardiovascolari e la curcumina, contrastando questi due meccanismi, può contrastarne l’insorgenza.

✓ Possibile ruolo nella prevenzione del cancro

La curcumina prevenire il cancro attraverso più vie: essendo un potente antiossidante ed antinfiammatorio aiuta a contrastare molti processi alla base della genesi del tumore, ma è anche in grado di favorire la morte cellulare programmata, cioè il meccanismo attraverso il quale il nostro organismo è in grado di liberarsi delle cellule che vanno incontro a proliferazione incontrollata, cioè quel meccanismo patologico che è all’origine del cancro.

✓ Curcumina e malattie neurodegenerative

Sempre in virtù delle sue proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie la curcumina si rivela utile nel trattamento e nella prevenzione di malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla. I fenomeni di stress ossidativo, infatti, si ritiene siano coinvolti nella patogenesi di queste malattie.

✓ Proprietà antimicrobiche e antifungine

La curcumina ha anche spiccate proprietà antibatteriche, come dimostrato da un recentissimo studio indiano in cui è stata testata l’attività della curcumina su vari ceppi batterici Gram positivi e Gram negativi, cause di varie patologie nell’uomo.

La curcumina è in grado di neutralizzare i batteri danneggiando la loro membrana cellulare. Inoltre è in grado di agire contro funghi patogeni, come dimostrato da vari lavori scientifici. Tra gli altri, uno studio del 2008 mostra che la curcumina è in grado di impedire l’adesione del fungo Candida albicans (responsabile della candidosi umana) alle cellule, con una efficacia paragonabile a quella del fluconazolo, il farmaco antifungino di largo utilizzo per combattere la candida.

✓ Proprietà antidepressive

Le proprietà antidepressive della curcumina sono state studiate approfonditamente. Tra gli ultimi, uno studio del 2015 ha dimostrato l’efficacia della curcumina nel trattamento di pazienti affetti da depressione, nei quali si è avuta una remissione dei sintomi, oltre che una riduzione del livello di alcune molecole pro-infiammatorie nel sangue. Secondo altri studi precedenti la curcumina avrebbe un’efficacia paragonabile alla fluoxetina, principio attivo usato per la cura dei sintomi della depressione, ma senza gli effetti collaterali.

✓ Attività anticoagulante e anti-diabetica

La curcumina possiede proprietà anticoagulanti che contrastano la formazione di trombi e difende, quindi, dalle malattie cardiovascolari. Inoltre è in grado di ridurre i livelli di glucosio nel sangue e di conseguenza dell’emoglobina glicosilata agendo specificamente sulle vie metaboliche che controllano tali processi. Per approfondimenti vi invitiamo a leggere:Curcuma e diabete: i benefici e le evidenze scientifiche.

✓ È utile nel contrastare l’ipercolesterolemia

Alcuni lavori scientifici hanno suggerito che la curcumina sia in grado di abbassare i livelli di colesterolo LDL (quello “cattivo”) nel sangue e di aumentare i livelli di colesterolo HDL (quello “buono”). Contemporaneamente è in grado di aumentare i livelli di alfa-tocoferolo, che potrebbe a sua volta aumentare la biodisponibilità di vitamina E, ossia la capacità di assorbimento da parte dell’organismo, e diminuire i livelli di colesterolo totale.

✓ Curcumina e malattie infiammatorie del tratto digerente

La curcumina è utile contro i problemi digestivi poiché stimola la colecisti a produrre la bile, facilitando così la digestione e alleviando anche i gonfiori intestinali e la produzione di gas. La curcumina è in grado di diminuire la sintesi di molecole pre-infiammatorie e si rivela particolarmente efficace nel trattamento della sindrome del colon irritabile, una patologia infiammatoria dell’intestino.

Grazie alle già citate proprietà antinfiammatorie, la curcumina è utile anche per la cura della colite ulcerosa e della pancreatite.

La colite ulcerosa è una patologia cronica a carico dell’intestino. Uno studio giapponese del 2006 ha preso in considerazione dei pazienti, circa la metà dei quali sono stati trattati con curcumina e la restante metà con un placebo. Dopo 6 mesi di trattamento nei pazienti trattati con curcumina si è avuta una netta remissione dei sintomi rispetto a quelli trattati con il placebo, dimostrando che la curcumina è un valido aiuto contro questa patologia. Da esperimenti effettuati su topi da laboratorio affetti da pancreatite si è visto che la curcumina era in grado di ridurre l’infiammazione.

✓ Utile per la cura dell’uveite

L’uveite è una condizione infiammatoria dell’occhio, che se non curata può causare danni permanenti all’occhio. Uno studio del 1999 condotto su pazienti affetti da uveite anteriore ha dimostrato l’efficacia del trattamento con curcumina.

Curcumina: come si assume

La curcuma è la fonte vegetale primaria con cui è possibile assumere la curcumina, ma la quantità di curcumina presente in questa spezia nella sua forma naturale non è così elevata da apportare dei benefici significativi.

La curcumina si compra in farmacia o in erboristeria, anche online. In commercio la si può trovare in polvere, da utilizzare ad esempio in cucina o sotto forma di estratto secco puro al 95% in concentrazione standardizzata. Anche sotto questa forma però la curcumina è scarsamente assorbita dal nostro corpo, per cui è necessario che venga assunta insieme a delle sostanze che ne favoriscano l’assorbimento.

Una di queste è la piperina, contenuta nel pepe nero. Inoltre, come accennato precedentemente, la curcumina è un composto insolubile in acqua ma solubile nei grassi, per cui è possibile trovare in commercio delle formulazioni ottimizzate che la rendano solubile in acqua, oppure la si può trovare abbinata con fosfatidilcolina, un lipide che ne rende più semplice il trasporto e la stabilità nel nostro corpo.

Un altro importante fattore da tener presente è il dosaggio e dal momento che sono ancora in corso numerosi studi che ne definiscano la dose opportuna per ogni particolare patologia, è improprio dare delle informazioni precise a questo proposito. Attualmente sono state definite delle dosi che si ritiene possano apportare dei benefici senza arrecare danni alla nostra salute.

Affinché la curcumina possa essere utile negli stati infiammatori (come, ad esempio, osteoartrite ed artrite reumatoide) 500 mg di estratto di curcumina al 95% due volte al giorno è la dose più appropriata. Sembra invece che per il trattamento dei disturbi neurodegenerativi sia necessaria una dose almeno doppia, in una formulazione più efficace, che è quella complessata con un fosfolipide.

Curcumina: le controindicazioni

Trattandosi di una molecola che ha influenza su molteplici meccanismi del nostro organismo, non è strano che la curcumina abbia delle controindicazioni, in particolare quando assunta ad alto dosaggio.

Se assunta in grandi quantità la curcumina può causare mal di stomaco, nausea, ulcere gastriche o reazioni allergiche. Per questo chi ha problemi di ulcere gastriche o iperacidità dovrebbe evitarla. Inoltre, le donne gravide o che allattano al seno dovrebbero evitare di assumerla poiché non sono a disposizione studi a riguardo.

Anche coloro che sono predisposti alla formazione di calcoli renali o biliari dovrebbero stare molto attenti poiché si è visto che la curcumina interferisce con il metabolismo dell’ossalato, spesso responsabile della formazione dei calcoli.

Inoltre la curcumina interferisce con l’assorbimento e l’efficacia dei farmaci anticoagulanti, proprio in virtù del suo effetto sulla coagulazione del sangue, degli antinfiammatori, di alcuni antibiotici, degli antiacidi, e dei farmaci utilizzati contro il diabete, poiché potrebbe causare ipoglicemia. Infine, particolare cautela dovrebbe adottare chi è sottoposto a farmaci chemioterapici poiché è stato visto che la curcumina potrebbe interferire con alcuni di essi, contrastandone gli effetti.

Conclusione

In conclusione, la curcumina è una sostanza straordinaria ed estremamente promettente come possibile coadiuvante nella cura di molte patologie, ed è infatti oggetto di numerosi studi scientifici il cui fine è quello di renderne sicuro l’utilizzo come farmaco. Nel frattempo, introducendo la curcuma nella nostra alimentazione quotidiana e utilizzando questa spezia in varie gustose ricette, possiamo sicuramente trarre anche noi numerosi benefici.

Dott.ssa Azzurra De Luca

Biologa nutrizionista con un dottorato di ricerca in Scienze Morfologiche Molecolari. Negli ultimi anni ha lavorato negli Stati Uniti presso la Stanford University nel campo della biochimica e della biologia molecolare.

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