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Dieta per la colite: cosa mangiare? Ecco i cibi si e quelli no

Ultima modifica:26 Settembre 2022

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Come deve mangiare chi soffre di colite? Quali sono le abitudini alimentari errate? Quali cibi inserire preferibilmente nella dieta e quali, invece, evitare? Vediamo le linee guida per la dieta in caso di colite.

I disturbi intestinali sono sempre più frequenti nella popolazione occidentale: è infatti molto comune sperimentare una sensazione anche persistente di gonfiore intestinale, che si può accompagnare anche a ulteriori sintomi, a volte invalidanti, come dolore alla pancia, meteorismo, stipsi o diarrea. Talvolta questi disturbi intestinali vengono associati al termine generico di colite, che come vedremo nel prossimo paragrafo indica un insieme di condizioni anche molto diverse tra loro.

Dolore alla pancia causato dalla colite

Le cause della colite non sono sempre identificabili, ma spesso sono associate allo stile di vita inadeguato, in particolare alla sedentarietà, allo stress e a una cattiva alimentazione, oltre al fumo e all’abuso di alcolici. In alcuni casi, la modifica di alcune errate abitudini può essere sufficiente per migliorare la propria condizione. Prima di vedere nel pratico cosa mangiare e cosa evitare, approfondiamo meglio cos’è la colite.

Cos’è la colite

Con il termine colite si identifica un’infiammazione del colon (una parte del nostro intestino, deputata al riassorbimento di acqua ed elettroliti e al passaggio delle feci verso il retto), che può essere acuta o cronica. In medicina, il termine colite è associato ad alcune patologie croniche come la colite ulcerosa, una delle condizioni facente parte delle “MICI” (malattie infiammatorie croniche intestinali) insieme al più conosciuto morbo di Crohn. Si tratta, in questo caso, di un’infiammazione della mucosa intestinale che si genera generalmente nel retto e si estende a parte del colon, la cui causa è da ricercare in un mix di fattori tra cui genetica, sistema immunitario e fattori ambientali. Si accompagna a diarrea persistente e a sanguinamenti rettali, oltre a forte astenia e perdita di appetito ed è caratterizzata da periodi di riacutizzazione alternati a periodi di calma [1].

In alcuni casi inoltre, al cospetto di una MICI, non è possibile determinare con precisione se si tratti di colite ulcerosa o di morbo di Crohn: in tal caso lo specialista potrebbe fare diagnosi di colite aspecifica o indeterminata. A differenza delle altre due condizioni, nella colite aspecifica si assiste più raramente a una perdita di peso e più frequentemente alla presenza di sintomi extraintestinali.

Altre condizioni mediche meno frequenti a cui si associa il termine colite sono quella microscopica e quella infettiva. La prima, riconoscibile solo attraverso un esame istologico, è considerata una patologia autoimmune e si associa a dolori crampiformi e diarrea cronica, in assenza di sanguinamento [2]. La colite infettiva è una forma acuta, conseguente a un’infezione generalmente batterica o virale. Tra i vari agenti eziologici di questa tipologia di colite si può ricordare il clostridium difficile. Questa tipologia di colite è divenuta negli ultimi anni molto comune e si trasmette frequentemente negli ospedali o nelle case di cura [3].

Tuttavia, sebbene sia associabile a diverse tipologie e forme (che abbiamo appena visto), il termine colite nel gergo comune è stato spesso utilizzato per identificare la sindrome del colon irritabile, anni fa meglio conosciuta come colite spastica o colite nervosa. I sintomi di questa tipologia di colite sono generalmente meno gravi rispetto alle forme viste finora: si riportano dolori crampiformi, che possono migliorare con la defecazione e si associano ad alterazioni della frequenza delle evacuazioni o della consistenza delle feci.

Dieta per colite: cosa mangiare e cosa evitare

In questo paragrafo cercheremo di darvi alcune informazioni relative a una possibile dieta per colite, tenendo ben presente che i consigli che leggerete non sono sempre validi e in alcuni casi la dieta non modifica in modo sostanziale i sintomi riportati dal paziente. Se soffrite di una delle condizioni mediche che abbiamo citato nel paragrafo precedente è d’obbligo rivolgersi al medico specialista in gastroenterologia e concordare eventuali modifiche alla propria alimentazione: potrebbe suggerirvi alcuni alimenti da evitare poiché in grado di peggiorare i sintomi della colite.

In particolare diversi sono gli studi che hanno approfondito il ruolo della dieta nelle malattie infiammatorie croniche intestinali, senza tuttavia portare a una conclusione. Alcuni regimi alimentari sono stati associati a un miglioramento dei sintomi, come la dieta dei carboidrati specifici o la dieta a basso contenuto di fodmaps (utile specialmente nel caso di sindrome del colon irritabile). In generale, in questi casi, si suggerisce di implementare uno stile nutrizionale anti-infiammatorio e di migliorare la permeabilità intestinale. Anticipando quanto approfondiremo in seguito, in caso di colite è suggerito innanzitutto limitare i prodotti industriali ricchi di additivi chimici, potenzialmente dannosi e pro-infiammatori. Per quanto riguarda le proteine, sono da favorire quelle del pesce e delle uova; da limitare quelle della carne rossa.

Un’attenzione particolare va rivolta nei confronti dei grassi alimentari: gli omega 6, infatti, hanno mostrato un’attività pro-infiammatoria e andrebbero pertanto limitati (si trovano principalmente negli oli vegetali), prediligendo invece l’utilizzo di omega 3 (da pesce, noci, semi di lino), l’olio extravergine di oliva e l’olio di cocco extravergine come unico grasso saturo, poiché ha mostrato attività antinfiammatoria [4].

Non vi sono poi altre indicazioni certe, ma vorremmo approfondire l’utilizzo della dieta a basso contenuto di fodmaps, che può essere utilizzata con successo anche in caso di colite nervosa (o sindrome del colon irritabile). In tal caso, vengono limitati alcuni carboidrati che possono essere fermentati a livello intestinale con la produzione di gas e conseguente gonfiore e dolore addominale. Tra i carboidrati da limitare troviamo il fruttosio, il lattosio, i fruttani, i galattani e i polioli. Essi si trovano in alcune tipologie di verdura, di frutta, di cereali, di latticini e nei legumi.

Colite: cosa mangiare e bere

Cosa mangiare dunque in caso di colite, se consideriamo la tipologia di colite più diffusa, ovvero il colon irritabile? In linea generale vi suggeriamo di seguire un’alimentazione sana, bilanciata e antinfiammatoria: limitate tutti i prodotti industriali come le merendine e l’eccesso di prodotti da forno, non eccedete nel consumo di zuccheri e carboidrati raffinati e per quanto riguarda i grassi prediligete l’utilizzo di olio extravergine di oliva, utilizzato preferibilmente a crudo.

Per quanto riguarda gli alimenti da preferire, esistono alimenti generalmente tollerati da chi soffre di colite, per esempio: patate bollite, patate novelle cotte in forno con la buccia, carote crude o bollite, yogurt, finocchi, cereali conditi in maniera semplice, zucca gialla cucinata in maniera semplice, per esempio al forno e condita con olio d’oliva e un pizzico di sale. Anche le uova sono generalmente ben tollerate.

Vi suggeriamo anche di bere abbastanza acqua durante la giornata, limitando invece il consumo di bevande zuccherate e di alcolici. Il tè e il caffè non sono necessariamente problematici in caso di colite, mentre tisane alla malva e alla curcuma possono contribuire a migliorare i sintomi della colite. Anche il vino rosso durante i pasti può essere consumato con moderazione.

Per quanto riguarda le cotture, vi consigliamo di evitare la frittura poiché gli oli vegetali esposti ad alte temperature risultano aumentare l’infiammazione.

La dieta a basso contenuto di fodmaps: un aiuto per la colite

Oltre a questi consigli generali ci vorremmo soffermare sulle indicazioni della dieta a basso contenuto di fodmaps, che è risultata molto utile nel diminuire i sintomi del colon irritabile. È importante, tuttavia, che non pratichiate il fai da te: una dieta troppo restrittiva o portata avanti troppo a lungo potrebbe infatti esporvi a possibili carenze.

Secondo la dieta a basso contenuto di fodmaps è fondamentale fare attenzione ai vegetali e scegliere solo verdura e frutta adatta. Tra i frutti da limitare troveremo per esempio anguria, ciliegie, mele, pere, prugne, albicocche, pesche, uva e more. Via libera invece a mandarini, limoni, fragole, quantità moderate di frutti di bosco e di melone. Le banane andrebbero consumate un po’ acerbe, poiché maturando possono risultare più ricche di zuccheri fermentabili.

Tra le verdure che generano più gas invece troviamo i carciofi, il cavolfiore, i cavolini di bruxelles, i funghi, la cipolla, l’aglio, la verza e le barbabietole. Tra quelle che possono essere assunte con tranquillità troviamo la rucola, le zucchine, le carote, i peperoni gialli e rossi, i pomodori, la zucca, gli spinaci.

È importante fare attenzione anche al consumo di latte, eventualmente da prediligere senza lattosio e di legumi, come ceci, fagioli e piselli, che andrebbero evitati. Si possono invece consumare con moderazione le lenticchie rosse decorticate. Infine si suggerisce di limitare anche l’utilizzo di grano (pasta, pane comuni o integrali), di farro, di orzo e di segale, prediligendo altri cereali come avena, grano saraceno, riso, mais, quinoa e miglio.

Le proteine non costituiscono un problema: è possibile assumere carne, pesce e uova, oltre a noci e semi oleosi. I formaggi sembrano essere abbastanza tollerati, specie quelli più stagionati, come il parmigiano reggiano. Anche i grassi non sono collegati a fermentazione e pertanto possono essere inseriti nella dieta con tranquillità, ma vi ricordiamo di fare attenzione ai grassi omega 6 e ai grassi trans che hanno proprietà pro-infiammatorie.

Per approfondire la dieta low-fodmap vi invitiamo a leggere il nostro articolo: Dieta Low FODMAP: cos’è, quali cibi evitare e perché aiuta in caso di Colon Irritabile

Cosa evitare: ecco i cibi da evitare

Ribadiamo quindi quali sono i cibi da evitare in caso di colite: essi appartengono, laddove vogliate seguire una dieta a basso contenuto di fodmaps, alle seguenti categorie.

  • Frutta: da limitare alcuni frutti ricchi di fruttosio o altri zuccheri soggetti a fermentazione intestinale. Ne citiamo alcuni: anguria, mela, pesca, pera, prugna, mora, ciliegia, pompelmo, melograno, cachi, mango, fichi;
  • Verdura: si limita la verdura più ricca di polioli e oligofruttosio, tra cui cipolle, aglio, porri, barbabietola, verza, sedano, funghi, carciofi, cavolfiore, asparagi e taccole;
  • Legumi: tutti i legumi andrebbero limitati a causa dell’elevato contenuto in GOS, un altro zucchero che viene fermentato a livello intestinale. In tal caso preferire le lenticchie rosse decorticate, maggiormente digeribili;
  • Cereali: per l’elevato apporto di fruttani sono sconsigliati il grano, la segale, l’orzo, il farro. Non disperate però perché sono concessi tutti gli altri cereali, tra cui mais, riso, miglio, grano saraceno. In questo modo, se vorrete mangiare la pizza sarà possibile, con qualche piccolo accorgimento.

Un’altro aspetto importante da tenere a mente e che vogliamo ricordare sono i metodi di cottura e di conservazione dei cibi, che possono contribuire a peggiorare i sintomi della colite e che, quindi, andrebbero evitati: fritture; insaccati e più in generale tutte le carni conservate; piatti pronti; alimenti ricchi di burro, per esempio dolci, specie quelli industriali; cibi da fast-food; pietanze condite con sughi molto elaborati; salse piccanti; bibite addizionate di anidride carbonica; superalcolici.

Tabella: alimenti si e alimenti no

Vi riassumiamo nella tabella seguente gli alimenti più indicati e quelli da evitare in caso di colite. Ci teniamo tuttavia a ribadire che in questi casi la dieta deve essere personalizzata ed è pertanto importante rivolgersi a un professionista della nutrizione.

Cibi consigliati Alimenti da preferire: Cibi sconsigliati Alimenti da evitare o ridurre:
Pesce Merendine
Noci e semi oleosi Prodotti da forno industriali
Cereali: riso, miglio, grano saraceno, quinoa Alimenti fritti
Verdure (tranne quelle da escludere) Zuccheri
Frutta (tranne quella da escludere) Alcolici
Tè e tisane Bevande zuccherate
Formaggi stagionati Frutta: mela, pera, prugna, albicocca, pesca, melograno, more, cachi, fichi, pompelmo, ciliegia
Formaggi di capra o pecora Verdura: verza, funghi, cavolfiore, pannocchia, taccole, aglio, cipolla, porri, barbabietola, carciofi, asparagi, sedano, cavolini di bruxelles
Carni bianche Legumi
Uova Latte
Cereali: grano, segale, farro, orzo
Oli vegetali

5 alimenti che aiutano a ridurre il problema

Aldilà dei cibi da evitare con la colite, vi abbiamo mostrato come la dieta dovrà essere innanzitutto antinfiammatoria; proprio per questo motivo sarà importante integrare alcuni alimenti che possiedono tali caratteristiche, come quelli che vi presentiamo di seguito.

1 Pesce azzurro

Il pesce azzurro, soprattutto quello di piccola taglia consumato con la pelle, contiene un elevato quantitativo di acidi grassi della serie omega 3. Si tratta di sostanze indispensabili per il nostro benessere, che dobbiamo integrare con la dieta e che svolgono attività anti-infiammatoria.

2 Cocco

Il cocco e l’olio di cocco hanno mostrato avere proprietà anti-infiammatorie, oltre a contenere una discreta quota di SCFA (acidi grassi a corta catena), importanti per sostenere l’equilibrio del microbiota, che risulta spesso disbiotico (ovvero squilibrato) nei pazienti con colite.

3 Noci e semi oleosi

Anche questa categoria alimentare contiene una buona dose di omega 3, dall’importante azione anti-infiammatoria. Tra tutti gli alimenti facenti parte di questo gruppo vi suggeriamo di prediligere i semi di lino e le noci di macadamia.

4 Malva

Tra le erbe più utili in caso di colite troviamo la malva, che può essere utilizzata per la preparazione di tisane e decotti, che hanno la capacità sia di sfiammare il colon, sia di migliorare la stipsi, che è frequentemente associata alla colite nervosa.

5 Curcuma

La curcuma è una spezie dalle mille proprietà e tra esse ha quella di svolgere un ruolo importante come anti-infiammatorio a livello intestinale. Può essere aggiunta come spezia alle varie preparazioni oppure utilizzata per la preparazione di tisane. Per un effetto maggiore è possibile ricorrere all’uso di integratori specifici, dopo aver chiesto il parere del proprio medico.

Colite: cosa mangiare a colazione?

Tra i pasti più difficili da modificare, soprattutto quando ci vengono chiesti grandi cambiamenti a livello alimentare, vi è solitamente la colazione. In realtà molto spesso questa difficoltà si risolve semplicemente sperimentando nuove alternative. In caso di colite, se è vostra abitudine fare colazione con latte e biscotti, vi suggeriamo di tentare nuove strade.

Innanzitutto possiamo sostituire il latte con una tisana alla malva o alla curcuma. A questa tisana potremo poi abbinare una colazione dolce come quella con yogurt di capra, fragole o frutti di bosco e noci oppure un porridge ottenuto con latte di cocco, fiocchi di avena e semi di lino. Se volete bere il classico bicchiere di latte, invece, potete sostituirlo con latte di cocco, di avena o di noci.

Se avete il tempo per qualche preparazione, invece, c’è l’imbarazzo della scelta e potrete pensare a muffin di carote o zucca, pancake con farina di grano saraceno e marmellata di fragole o biscotti con farina di cocco.

Un’altra alternativa è rappresentata dalla colazione salata: via libera alle uova, da consumare strapazzate o alla coque, per esempio. Potrete provare anche il salmone affumicato o un affettato di qualità (con poco grasso), eventualmente accompagnato da gallette di riso o mais, qualora ne sentiste la necessità.

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