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Calcoli biliari: perché si formano e quali sintomi provocano

Ultima modifica: 27 agosto 2018

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Donna con dolore all'addome causato dai calcoli biliari

La litiasi biliare o calcolosi biliare è una condizione abbastanza diffusa causata da diversi fattori. Cosa sappiamo di questo disturbo? Come possiamo alleviarne i sintomi e curarlo?

I calcoli biliari sono degli aggregati di varie dimensioni che si formano nella cistifellea (o colecisti). Sono il risultato della solidificazione della bile, il liquido prodotto dal fegato e raccolto nella colecisti formato in maggior parte da acqua ma anche da colesterolo, sali, acidi biliari e bilirubina.

La bile raccolta e concentrata nella colecisti passa da qui nel duodeno, laddove è utilizzata per la digestione dei cibi provenienti dallo stomaco. Oltre che per coadiuvare la digestione dei grassi e delle vitamine liposolubili, la bile ha un ruolo importante nella demolizione dell’emoglobina.

I calcoli possono essere piccolissimi come granelli di sabbia oppure avere qualche centimetro di diametro e variare da uno a qualche decina. Hanno forma variabile e sono di solito di colore giallastro. È una condizione che interessa circa il 15% della popolazione e l’incidenza aumenta con l’avanzare dell’età e nel sesso femminile. Vediamo ora perché si formano.


Cause della formazione di calcoli biliari

Abbiamo già detto che i calcoli biliari si formano perché la bile solidifica e questo può avvenire per diversi motivi. Nella maggior parte dei casi ciò si verifica a causa di un eccesso di colesterolo, cioè la bile non riesce a dissolvere tutto il colesterolo proveniente dal fegato e quindi questo si concentra a va a formare dei veri e propri sassolini.

Può inoltre succedere che si abbia un eccesso di bilirubina. La bilirubina è il prodotto di degradazione dell’emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi ed è il risultato della normale distruzione dei globuli rossi. Una ulteriore causa può essere un insufficiente svuotamento della colecisti, in cui la bile si accumula andando poi incontro a cristallizzazione.

Tutto ciò può essere dovuto a difetti congeniti del metabolismo epatico e della colecisti, a patologie che la favoriscono o a errati comportamenti alimentari o di vita. Ci sono infatti dei fattori che predispongono allo sviluppo dei calcoli biliari, come ad esempio la sedentarietà, il sovrappeso e l’obesità, un’alimentazione errata, il sesso femminile. Anche la gravidanza (a causa dell’aumento degli estrogeni) e l’avanzare dell’età sono fattori di rischio.


Sintomi dei calcoli biliari

Come ci si accorge di soffrire di calcolosi biliare? Nella maggior parte dei casi non ci sono sintomi evidenti ma a volte possono comparire più sintomi, anche associati fra loro ed anche in modo improvviso.

All’inizio possono manifestarsi dolore addominale, in particolare nella zona destra dell’addome e dolore fra le scapole e sul fianco destro (quella che viene definita colica biliare). Si può inoltre accusare mal di stomaco, estrema debolezza, febbre, nausea, vomito, colorazione giallastra della pelle. Questi segni indicano invece una colecistite, cioè l’infiammazione della colecisti, che può diventare un problema molto serio se trascurato.

Diagnosi dei calcoli biliari

Se non si sono manifestati sintomi chiari, non sarà possibile effettuare una diagnosi di calcolosi biliare attraverso una semplice visita medica, che sarà invece utile nel caso in cui si manifestino già i sintoni di una colecistite. È possibile però effettuare degli esami diagnostici che possono essere sia strumentali, sia di laboratorio.

Fra le analisi del sangue che il medico prescriverà ci saranno il dosaggio di bilirubina ed enzimi epatici (le transaminasi) che daranno un’indicazione della funzionalità del fegato, e dell’emocromo con conta dei globuli bianchi che potranno rivelare la presenza di un’infiammazione.

Fra gli esami diagnostici strumentali invece, sarebbe utile un’ecografia all’addome, che potrà rivelare sia la presenza dei calcoli, sia l’aspetto della colecisti. Esami più sofisticati sono poi la tac addominale, la colangio-RMN o la CPRE (colangiopancreatografia retrograda endoscopica), un esame invasivo con il quale è anche possibile estrarre i calcoli.

Calcoli biliari: trattamenti e rimedi naturali

I calcoli asintomatici non vengono di solito trattati. Nel caso in cui i sintomi siano lievi e secondo giudizio del medico, è possibile ricorrere a farmaci in grado di sciogliere i calcoli biliari, di solito utilizzati quando questi siano di piccoli dimensioni. È inoltre possibile rimuovere i calcoli attraverso la CPRE o in ultima analisi, rimuovere l’intera colecisti.

Per quanto riguarda i trattamenti naturali invece, è doveroso sottolineare che sulla calcolosi biliare al momento non esiste una letteratura scientifica adeguata a considerare i rimedi naturali come possibili adiuvanti o sostituti dei farmaci, ma nei casi meno gravi e dopo aver consultato il medico è possibile ricorrere a dei rimedi naturali che potranno aiutare ad alleviare i sintomi. Vediamone alcuni di provata efficacia:

1 Carciofo

I carciofi sono da sempre noti per le loro proprietà digestive poiché promuovono la formazione della bile e per questo motivo sarebbero anche in grado di prevenire e contrastare la formazione dei calcoli biliari.

2 Curcuma

Conosciamo ormai le mille proprietà della curcumina, principio attivo della curcuma. Alcuni studi dimostrano che la curcumina sarebbe in grado di impedire la formazione dei calcoli biliari grazie alla sua azione sul colesterolo.

3 Aglio e cipolla

L’aglio e la cipolla sembrano essere in grado non solo di far regredire eventuali calcoli biliari già presenti, ma anche di impedire la formazione di altri. Lo hanno dimostrato degli esperimenti condotti su topi in cui era stata indotta la formazione di calcoli e a cui è stata in seguito somministrata una dieta ricca di aglio e cipolla, sia cotti che crudi. Ciò avverrebbe grazie alla stimolazione di alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo del colesterolo.

4 Piperina

La piperina è un composto presente nel pepe nero, che ha dimostrato avere proprietà ipocolesterolemizzanti e per questo motivo potrebbe rivelarsi un ottimo rimedio per la calcolosi biliare, come dimostrato in uno studio scientifico del 2015.


Consigli di alimentazione: cosa mangiare e cosa evitare

Nel caso in cui si soffra di calcolosi biliare un’accurata attenzione a ciò che si mangia sarà di fondamentale importanza, poiché non solo potrà evitare il verificarsi di una colica, ma potrà contribuire a scongiurare il ripresentarsi della patologia dopo la sua risoluzione. Le coliche biliari in chi soffre di calcolosi sono infatti spesso scatenate da un pasto particolarmente abbondante e ricco di grassi. Inoltre, mangiare sano e nelle giuste quantità potrà aiutare a combattere sovrappeso e problemi metabolici che sono dei forti fattori di rischio per lo sviluppo della patologia.

La prima buona e sana pratica da intraprendere è quella di bere a sufficienza in modo da idratarsi bene e fare dell’attività fisica, oltre a smettere di fumare se si ha questa abitudine. Bisogna poi evitare le “diete fai da te” in caso di sovrappeso, perché anche una repentina perdita di peso è un fattore di rischio per la calcolosi biliare.

Sarà necessario evitare al massimo le fonti di grassi e prediligere un’alimentazione ricca di fibre, ciò vuol dire evitare i cibi fritti ed elaborati, gli intingoli, i condimenti grassi, gli insaccati e le carni grasse e sostituirli con carni e pesci magri ma soprattutto verdura e frutta fresca e cereali integrali. Vediamo però nel dettaglio quali sono gli alimenti da evitare e quelli da preferire.

Alimenti da evitare Alimenti da preferire Alimenti da consumare con moderazione
Grassi animali Carni magre Oli vegetali
Strutto Pesci magri Frutta secca
Alcolici Frutta fresca Uova
Salse, panna, maionese Latte parzialmente scremato o scremato Dolci (preferire quelli semplici, fatti in casa)
Carni grasse Cereali integrali
Frattaglie Pasta integrale
Insaccati grassi (salsicce, salame, mortadella, pancetta) Insaccati magri (prosciutto cotto magro, prosciutto crudo senza grasso visibile, bresaola, tacchino)
Dado per brodo Verdure fresche
Formaggi grassi Yogurt magro
Molluschi e crostacei Formaggi freschi magri
Cibi pronti
Bibite gassate

Calcoli biliari: le possibili conseguenze se non trattati

Sono riportati in letteratura sporadici casi di scomparsa spontanea di calcoli biliari di piccole dimensioni, si tratta infatti di un evento piuttosto raro e l’ipotesi più probabile in questi casi è un passaggio dei calcoli dalla cistifellea all’intestino con conseguente eliminazione. Come abbiamo visto, i calcoli biliari possono essere del tutto asintomatici e solo ad un certo punto possono dare luogo ad una colica. È possibile infatti avere dei calcoli alla colecisti e non accorgersene. A volte però, i calcoli possono migrare dalla colecisti ai dotti biliari, cioè in quei tubicini che collegano la colecisti al fegato e all’intestino e ostruirli. Ciò può causare un blocco del flusso biliare che può avere varie conseguenze, fra cui l’insorgere di infezioni batteriche.

Se i dotti biliari sono ostruiti la colecisti si infiamma e si gonfia, causando così la colica biliare, che può durare da pochi minuti a diverse ore. Il problema può risolversi spontaneamente se il dotto si disostruisce, ma se l’ostruzione persiste la colecisti si infiamma e si ha la colecistite acuta, che se non trattata può diventare un problema molto serio poiché l’infezione può rapidamente diffondersi in tutto il corpo.

Se si ostruiscono i dotti pancreatici può insorgere una pancreatite e se il calcolo migra nell’intestino si può avere un’ostruzione intestinale. Inoltre, i calcoli possono perforare la colecisti e causare il versamento della bile nella cavità addominale, dando origine ad una peritonite.


Soffrite o avete sofferto di litiasi biliare? Come l’avete affrontata? Ci sono stati dei rimedi naturali che vi sono stati utili? Raccontateci la vostra esperienza in proposito.

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Dott.ssa Azzurra De Luca
Biologa nutrizionista con un dottorato di ricerca in Scienze Morfologiche Molecolari. Negli ultimi anni ha lavorato negli Stati Uniti presso la Stanford University nel campo della biochimica e della biologia molecolare. Oggi esercita a Bracciano e Roma ed esegue analisi dello stato nutrizionale, valutazione della composizione corporea ed elaborazione di piani nutrizionali per singoli o comunità di individui in stati fisiologici e patologici. Per consulenze contattare: 339 2746320 - www.adlbio.it

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