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Rosmarino: proprietà nutrizionali, benefici, uso e controindicazioni

Ultima modifica:6 Dicembre 2020

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Le proprietà del rosmarino ne fanno una spezia particolarmente apprezzata nel mondo culinario. In aggiunta, le sue applicazioni nell’ambito della medicina popolare suscitano, da tempo, un produttivo interesse scientifico.

Distinguendosi per la sua forte connotazione aromatica, il rosmarino vanta una grande popolarità tra gli estimatori delle spezie. Per quanto riguarda gli aspetti puramente botanici, il rosmarino è noto, in ambito tassonomico, come Rosmarinus officinalis, classificandosi come una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario delle aree temperate del Mediterraneo, il rosmarino viene coltivato in tutto il mondo e, oltre ad essere apprezzato per il suo efficace uso in cucina, esso si rende particolarmente interessante per le numerose potenzialità fitoterapiche. [1]

Piante e foglie di rosmarino

Nella trattazione seguente, verranno descritte le proprietà nutrizionali e curative del rosmarino, ponendo l’accento sulle evidenze sperimentali che si collocano alla base dei suoi potenziali benefici per la salute umana. Successivamente, verranno considerate le possibili applicazioni culinarie, così come alcuni spunti pratici sulla preparazione di tisane di rosmarino. Non mancheranno, infine, alcune considerazioni circa gli eventuali effetti avversi collegati all’utilizzo del rosmarino come spezia o come espediente curativo.

Rosmarino: le proprietà nutrizionali

Come accennato in precedenza, il rosmarino vanta un’intensa aromaticità, costituendo una spezia dall’utilizzo alquanto diffuso. Come diretta conseguenza del suo ruolo, il rosmarino viene, generalmente, utilizzato in piccole quantità, rendendosi debolmente rilevante ai fini nutrizionali. Tuttavia, può essere interessante introdurre alcune informazioni circa la sua composizione in macro- e micronutrienti.

Un comune cucchiaio da tavola può contenere poco più di 3g di foglie di rosmarino essiccate, apportando circa 11 kcal. Per quanto concerne il contenuto di macronutrienti, 3g di rosmarino apportano circa 2g di carboidrati, mentre gli acidi grassi sono presenti soltanto in tracce e ripartiti tra acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi; tra gli acidi grassi, la frazione dei monoinsaturi è presente in quantità maggiore (0,243g). La componente proteica è invece per lo più assente.

Un cucchiaio di rosmarino apporta, inoltre, diversi micronutrienti, presenti anch’essi in tracce; tra questi ultimi, sono relativamente degni di nota il calcio (42,2mg), il potassio (31,5mg) e la vitamina C (2,02mg). La medesima quantità di rosmarino contiene, inoltre, circa un grammo e mezzo di fibra alimentare e, in quanto alimento vegetale il rosmarino non apporta colesterolo.

Per completezza, segue una tabella riportante i valori nutrizionali del romarino, relativi a 100g di foglie essiccate. Tutti i valori che seguono sono stati ricavati dalla banca dati USDA.

Valori nutrizionali per 100g di rosmarino:
Acqua 9,31g
Energia 331 kcal
Proteine 4,88g
Grassi totali 15,2g
di cui saturi: 7,37g (totali)
di cui monoinsaturi: 3,01g (totali)
di cui polinsaturi: 2,34g (totali)
Colesterolo 0mg
Carboidrati 64,1g
Fibra 42,6g
Calcio 1280 mg
Ferro 29,2mg
Magnesio 220mg
Fosforo 70mg
Potassio 955mg
Sodio 50mg
Zinco 3,23mg
Rame 0,55mg
Manganese 1,87mg
Selenio 4,6μg
Vitamina C 61,2mg
Tiamina 0,514mg
Riboflavina 0,428mg
Niacina 1mg
Vitamina B6 1,74mg
Folati totali 307μg
Vitamina A 156μg
(fonte USDA)

Rosmarino: i benefici per la salute

Al di là dei valori nutrizionali appena esposti, è assolutamente interessante valutare il profilo fitochimico del rosmarino, a cui sono state attribuite diverse proprietà medicinali. Le analisi chimiche condotte sugli estratti di rosmarino rivelano la presenza di diversi componenti, classificabili come diterpenoidi, triterpenoidi, acidi fenolici e flavonoidi. Tra questi, i componenti dominanti in termini quantitativi risultano essere l’acido ursolico e l’acido carnosico, seguiti dall’acido betulinico e dall’acido rosmarinico. [2][3]

Per quanto riguarda gli oli essenziali di rosmarino, essi sono composti principalmente da canfora, 1,8-cineolo, α-pinene e β-pinene [3]. Questi componenti conferiscono al rosmarino proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, antiossidanti e contro il colesterolo alto, ma non solo. Vediamo ora i singoli benefici associati ai componenti del rosmarino, sottolineando le evidenze sperimentali a supporto di essi.

✓ Attività antimicrobica: un’arma contro le infezioni

L’utilizzo massivo di antibiotici, sia in ambito medico che agricolo, è alla base della crescente diffusione di ceppi batterici resistenti, identificandosi come un problema decisamente rilevante per la salute pubblica, a livello globale. La diretta conseguenza di ciò è la ricerca costante, da parte degli addetti ai lavori, di nuove sostanze che possano contrastare in modo efficace le infezioni.

Tra le diverse proprietà ad esso attribuite, il rosmarino è relativamente noto per il suo potenziale antimicrobico, trovando applicazione anche nella conservazione degli alimenti. Studi in vitro hanno attribuito ai componenti bioattivi del rosmarino un marcato potere antibatterico, evidenziando, inoltre, una possibile azione sinergica relativa ai costituenti degli oli essenziali.

In particolare, tale attività sembra manifestarsi contro specie batteriche gram-positive, quali Staphylococcus epidermidis, Staphylococcus aureus e Bacillus subtilis, così come contro specie gram-negative, quali Proteus vulgaris, Pseudomonas aeruginosa ed Escherichia coli. Non mancano ulteriori evidenze rispetto ad alcune specie fungine, come Candida albicans e Aspergillus niger, contro le quali i componenti bioattivi di rosmarino sembrano avere effetto. In aggiunta, l’acido carnosico sembra manifestare un’azione antivirale contro il virus respiratorio sinciziale umano. [3][4]

✓ Attività antiossidante: per contrastare l’azione dei radicali liberi

Diversi studi in vitro hanno consentito di indagare sulle proprietà antiossidanti degli estratti e degli oli essenziali di rosmarino, restituendo importanti esiti positivi. Nello specifico, alcuni componenti bioattivi costituenti gli estratti di rosmarino, sembrano contrastare il danno ossidativo neutralizzando i radicali liberi. In aggiunta, alcuni studi in vivo condotti successivamente, hanno attribuito agli oli essenziali di rosmarino le stesse capacità antiossidanti. [3]

Come è stato ampiamente dimostrato, la continua esposizione alla specie reattive dell’ossigeno è responsabile di svariati danni funzionali e strutturali a carico dei sistemi biologici, ponendosi alla base di gravi condizioni patologiche. Tra queste rientrano senza dubbio i processi cancerosi. Alcune indagini sperimentali correlano i componenti bioattivi di rosmarino ad un’attività anticancro in virtù, tra l’altro, del loro effetto antiossidante. [5] Inoltre, il potere antiossidante attribuito ai componenti bioattivi di rosmarino è stato associato, attraverso osservazioni in vivo condotte su modelli animali, alla diminuzione dei danni ossidativi a carico dei tessuti cerebrali. Quanto osservato a livello sperimentale potrebbe avere implicazioni in ambito neurodegenerativo. [6]

✓ Proprietà antinfiammatoria e analgesica: il rosmarino come rimedio per il dolore

Le proprietà del rosmarino vengono sfruttate dalla medicina popolare già da tempo. In particolare è noto per i suoi effetti benefici in caso di dolori addominali e patologie dalla connotazione infiammatoria. Tra queste rientrano le patologie a carico del sistema respiratorio, quali l’asma bronchiale e la tosse.

Evidenze sperimentali attribuiscono ai costituenti degli oli essenziali di rosmarino, così come ad altri componenti bioattivi, quali gli acidi carnosico, ursolico e betulinico, un’attività antinfiammatoria e analgesica. Più nello specifico, alcuni studi hanno correlato l’azione delle suddette sostanze alla minore espressione dei mediatori dell’infiammazione, quali alcune specie chimiche di natura proteica note come citochine pro-infiammatorie. Ulteriori indagini condotte su un modello animale, mostrano una correlazione tra gli estratti di rosmarino e l’inattivazione dei processi infiammatori a livello dell’ippocampo. Il tutto si traduce in una possibile riduzione della sensazione di dolore. [3][7]

✓ Attività ipoglicemizzante e contro il colesterolo alto

Proseguendo nell’ambito dei benefici del rosmarino per la salute umana, esso sembra avere un ruolo nel metabolismo dei lipidi e dei carboidrati. Le relative evidenze sperimentali in vitro mostrano alcuni punti di sovrapposizione tra l’azione svolta dagli estratti di rosmarino e la metformina, una sostanza dal rilevante impatto sui livelli di glicemia e delle componenti lipidiche ematiche, oltre che opzione farmacologica di prima linea nel trattamento del diabete di tipo II.

Più nello specifico, gli estratti di rosmarino sembrano abbassare i livelli di glucosio e di lipidi ematici impattando su alcune vie del segnale aventi luogo nell’ambiente cellulare. Tali vie hanno normalmente luogo all’interno degli epatociti umani e costituiscono il bersaglio della metformina (in sintesi, gli estratti di rosmarino sembrano funzionare in modo simile alla metformina). Altre osservazioni in vivo hanno inoltre correlato l’azione svolta dagli estratti di rosmarino alla diminuzione dei livelli di colesterolo esaminati. [8]

✓ Benefici sul sistema nervoso: per affrontare periodi impegnativi

Seppure siano utili ulteriori conferme scientifiche a supporto di ciò, alcuni studi sperimentali attribuiscono al rosmarino un effetto potenziante sulle capacità mnemoniche, così come sui livelli di attenzione. Evidenze scientifiche ottenute da studi su modelli animali e da successive indagini sull’uomo, correlano inoltre le proprietà del rosmarino, e della sua composizione fitochimica, ad una attività attenuante sui livelli di ansia e depressione, così come un effetto benefico sulla qualità del sonno. [9]

Infografica: I benefici del rosmarino

Come usare il rosmarino in cucina

Il profumo intenso e gradevole rientra senza dubbio tra le più note caratteristiche del rosmarino, cosicché esso venga spesso utilizzato per conferire ai cibi il suo aroma distintivo. Tra le pietanze in questione, spiccano senza dubbio le preparazioni a base di carne, sia essa bianca o rossa. Ad ogni modo, il rosmarino viene efficacemente utilizzato per aromatizzare altre preparazioni culinarie, quali zuppe di legumi, patate cotte al forno o in padella e impasti per focacce.

Per questioni di praticità è più appropriato avvalersi del rosmarino essiccato e tritato, le cui quantità varieranno a seconda delle preferenze, riservando ai rametti di partenza il solo scopo decorativo.

Al di là degli utilizzi più classici, il rosmarino si rende adatto anche per la preparazione di oli da condimento aromatizzati, partendo, preferibilmente, da un olio extravergine di oliva di buona qualità. Per ottenere un composto decisamente aromatico, occorre lasciare i rametti di rosmarino in infusione per almeno due settimane, agitando lievemente il tutto a periodi alterni. L’intensità dell’aroma finale dipenderà dalla quantità di rosmarino utilizzato in partenza. Ai fini di una conservazione ottimale, è buona norma tenere il preparato finale in recipienti di vetro scuro, possibilmente in un luogo fresco e asciutto.

Applicazioni più ricercate del rosmarino sono rivolte alla preparazione dei primi piatti, prevedendo la realizzazione di pesti e vellutate con i quali condire la pasta o il riso. A questo proposito, potrebbe essere molto semplice e divertente creare delle ricette innovative, associando al rosmarino altre spezie o erbe, come la salvia, il timo e il basilico, così come della frutta secca, come noci, mandorle e pistacchi.

Infine, il rosmarino si presta in modo eccellente anche alla preparazione di biscotti salati da aperitivo, facilmente realizzabili in casa a partire da pochi ingredienti. Qualora l’aroma di questa spezia sia apprezzato a trecentosessanta gradi, è molto semplice ottenere delle varianti dolci dei biscotti al rosmarino, ricorrendo all’aggiunta di zucchero e scorza di limone. Se volete ulteriori idee per usare il rosmarino in cucina, potete provare la nostra ricetta della zucca al forno con timo e rosmarino oppure il castagnaccio al forno in versione light.

Tisana di rosmarino: i benefici e la ricetta

Il rilascio di diversi componenti bioattivi in acqua bollente consente di beneficiare di molteplici proprietà curative attribuite alle erbe aromatiche. A tal proposito, può essere molto utile e gradevole, soprattutto nei mesi invernali, consumare un infuso di rosmarino, così come un decotto di rosmarino, oppure delle tisane che abbiano proprio questa erba aromatica come costituente principale.

In particolare, è possibile ricorrere alla tisana di rosmarino per il trattamento di emicranie e reumatismi, sfruttando il suo effetto antinfiammatorio; allo stesso modo, è possibile sfruttarne l’effetto antiossidante e antimicrobico, così come l’effetto tonico nei periodi di particolari stress e ansia. Sul lungo periodo, è possibile beneficare degli effetti positivi esercitati dal rosmarino sui livelli ematici di glucosio e lipidi.

La preparazione della tisana con foglie di rosmarino segue, in genere, una ricetta molto semplice e veloce. Nello specifico, è sufficiente portare in ebollizione l’acqua e lasciarvi in infusione il rosmarino per 5-10 minuti. Le quantità possono variare a seconda delle necessità: una tisana mono-dose prevede, di solito, l’utilizzo di due rametti di rosmarino per 150-200 mL di acqua.

Oltre alla versione classica ottenuta con acqua e rosmarino, è possibile ricavare delle varianti della tisana aggiungendovi altri costituenti botanici. Una possibile variante della tisana prevede l’aggiunta di una manciata di semi di finocchio, i quali resteranno in infusione insieme al rosmarino. I semi di finocchio conferiranno alla tisana un effetto carminativo.

Una ulteriore variante prevede l’aggiunta alla tisana di zenzero fresco, il quale deve essere sbucciato e sminuzzato, per poi essere posto in ebollizione. L’aggiunta dello zenzero potenzierà le proprietà antinfiammatorie della tisana. Inoltre, l’aggiunta di camomilla e melissa può invece potenziare l’efficacia calmante della tisana di rosmarino.

Controindicazioni del rosmarino

Per quanto concerne le eventuali controindicazioni del rosmarino, si può affermare che, in generale, le quantità piuttosto esigue consumate in ambito culinario non si associano a particolari effetti avversi.

Relativamente agli utilizzi del rosmarino in ambito fitoterapico, occorre invece introdurre delle considerazioni, entrando nel merito di alcuni singoli casi. In particolare, è necessario porre particolare attenzione in caso di gravidanza in atto o nel momento in cui si stia ricercando una gravidanza, in ragione di potenziali alterazioni ormonali indotte dal rosmarino e degli effetti embriotossici ad esso attribuiti.

Allo stesso modo, il rosmarino sembra diminuire l’assorbimento del ferro: per questo motivo, il suo utilizzo fitoterapico è controindicato negli individui a rischio di carenza di ferro. In aggiunta, il rosmarino è controindicato se assunto contemporaneamente ad alcuni trattamenti farmacologici, quali la somministrazione di agenti ipoglicemizzanti, ipotensivi e anticoagulanti. Occorre, inoltre, escludere il rosmarino in caso di ipersensibilità verso la pianta o uno dei suoi costituenti fitochimici, così come verso i membri della famiglia delle Lamiaceae, in generale. [10]

È opportuno, infine, aggiungere una considerazione in merito all’utilizzo specifico degli oli essenziali di rosmarino: fermo restando il potere fitoterapico ad essi attribuito, è sempre buona norma sottoporre il loro eventuale utilizzo a figure professionali esperte in aromaterapia, al fine di evitare spiacevoli effetti avversi associati alle quantità eccessive, oppure alle errate modalità di utilizzo.

Bibliografia

  • [1] de Oliveira, Jonatas & Camargo, Samira & Oliveira, Luciane. (2019). Rosmarinus officinalis L. (rosemary) as therapeutic and prophylactic agent. Journal of Biomedical Science. 26. 1-22. 10.1186/s12929-019-0499-8.
  • [2] Kontogianni VG, Tomic G, Nikolic I, Nerantzaki AA, Sayyad N, Stosic-Grujicic S, Stojanovic I, Gerothanassis IP, Tzakos AG. Phytochemical profile of Rosmarinus officinalis and Salvia officinalis extracts and correlation to their antioxidant and anti-proliferative activity. Food Chem. 2013 Jan 1;136(1):120-9. doi: 10.1016/j.foodchem.2012.07.091. Epub 2012 Jul 31. PMID: 23017402.
  • [3] Andrade, Joana M & Faustino, Célia & Garcia, Catarina & Ladeiras, Diogo & Reis, Catarina & Rijo, Patrícia. (2018). Rosmarinus officinalis L.: an update review of its phytochemistry and biological activity. Future Science OA. 4. FSO283. 10.4155/fsoa-2017-0124.
  • [4] Bozin B, Mimica-Dukic N, Samojlik I, Jovin E. Antimicrobial and antioxidant properties of rosemary and sage (Rosmarinus officinalis L. and Salvia officinalis L., Lamiaceae) essential oils. J Agric Food Chem. 2007 Sep 19;55(19):7879-85. doi: 10.1021/jf0715323. Epub 2007 Aug 21. PMID: 17708648.
  • [5] Allegra A, Tonacci A, Pioggia G, Musolino C, Gangemi S. Anticancer Activity of Rosmarinus officinalis L.: Mechanisms of Action and Therapeutic Potentials. Nutrients. 2020 Jun 10;12(6):1739. doi: 10.3390/nu12061739. PMID: 32532056; PMCID: PMC7352773.
  • [6] Alvi, Sahir & Ahmad, Parvej & Ishrat, Maleeha & Iqbal, Danish & Khan, Salman. (2019). Secondary Metabolites from Rosemary (Rosmarinus officinalis L.): Structure, Biochemistry and Therapeutic Implications Against Neurodegenerative Diseases. 10.1007/978-981-13-7205-6_1.
  • [7] Juhás, Štefan & Bukovska, Al & Čikoš, Štefan & Czikková, Soňa & Fabian, Dušan & Koppel, Juraj. (2009). Anti-Inflammatory Effects of Rosmarinus officinalis Essential Oil in Mice. Acta Veterinaria Brno. 78. 121-127. 10.2754/avb200978010121.
  • [8] Tu Z, Moss-Pierce T, Ford P, Jiang TA. Rosemary (Rosmarinus officinalis L.) extract regulates glucose and lipid metabolism by activating AMPK and PPAR pathways in HepG2 cells. J Agric Food Chem. 2013 Mar 20;61(11):2803-10. doi: 10.1021/jf400298c. Epub 2013 Mar 6. PMID: 23432097.
  • [9] Nematolahi P, Mehrabani M, Karami-Mohajeri S, Dabaghzadeh F. Effects of Rosmarinus officinalis L. on memory performance, anxiety, depression, and sleep quality in university students: A randomized clinical trial. Complement Ther Clin Pract. 2018 Feb; 30:24-28. doi: 10.1016/j.ctcp.2017.11.004. Epub 2017 Nov 13. PMID: 29389474.
  • [10] Ulbricht, Catherine & Abrams, Tracee & Brigham, Ashley & Ceurvels, James & Clubb, Jessica & Curtiss, Whitney & Kirkwood, Catherine & Giese, Nicole & Hoehn, Kevin & Iovin, Ramon & Isaac, Richard & Rusie, Erica & Serrano, Jill & Varghese, Minney & Weissner, Wendy & Windsor, Regina. (2010). An Evidence-Based Systematic Review of Rosemary ( Rosmarinus officinalis ) by the Natural Standard Research Collaboration. Journal of dietary supplements. 7. 351-413. 10.3109/19390211.2010.525049.
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