Antibiotici naturali: quali sono e perché aiutano

L’avvento dell’antibiotico-resistenza orienta il mondo scientifico verso la ricerca di rimedi naturali che possano contrastare le infezioni. Evidenze ottenute da studi in vitro e in vivo dimostrano il potenziale antimicrobico di alcune risorse naturali.

Prima di entrare nel merito degli antibiotici naturali e quindi delle risorse che la natura mette a disposizione per fronteggiare le patologie infettive, occorre fare un passo indietro e considerare alcuni aspetti cruciali.

Cibi e piante dal potere antibatterico naturale

Volendo cominciare da una definizione basilare, per antibiotico si intende una sostanza chimica in grado di distruggere batteri e altri microrganismi, o di inibirne la crescita. Sebbene tracce di trattamenti farmacologici volti a eradicare le infezioni si collochino in epoca più antica, si comincia a fare riferimento al termine suddetto a partire dal 1928, quando lo scienziato Sir Alexander Fleming scoprì una sostanza antibiotica, comunemente nota come Penicillina, a partire dal fungo Penicillium notatum. [1]

Ad oggi, gli antibiotici sono efficacemente utilizzati nel trattamento di svariati processi infettivi, rivelandosi essenziali per la salute di ognuno. Tuttavia, l’utilizzo massivo e sconsiderato di tali agenti, ha determinato l’inesorabile avvento di ceppi batterici ad essi resistenti, intaccando l’efficacia originaria dei prodotti disponibili in ambito clinico. Tale problematica ha spinto il mondo sanitario a spostare l’attenzione verso le risorse presenti in natura, affinché possano costituire un’arma vincente nel combattere le infezioni. [2]

Antibiotici naturali: quali sono e come agiscono nel corpo

Ormai travolta dalla folle corsa verso il progresso scientifico e tecnologico, la società moderna sembrava aver messo da parte i meccanismi primordiali che regolano la vita sul Pianeta. Eppure, la biologia ha continuato ad applicare le proprie regole, esplicandosi nella complessità delle forme viventi. È in questo contesto di più ampio respiro che si colloca l’enorme potenziale del mondo botanico, dotato di proprietà spesso sottovalutate.

Per quanto concerne la lotta alle patologie infettive, si assiste tuttavia a una ritrovata consapevolezza, che vede il progresso tecnologico applicarsi allo studio degli antichi rimedi naturali.

Sebbene non si possa, ad oggi, indicare con certezza il miglior antibiotico naturale, verranno prese in esame le principali erbe medicinali alle quali siano state scientificamente attribuite proprietà antibiotiche.

Prima di ricorrere all’uso di antibiotici naturali, sebbene si tratti di rimedi naturali, è, ad ogni modo, importante sottoporre al medico le eventuali terapie farmacologiche in atto al fine di evitare rischiose interazioni. È altresì fondamentale prestare particolare cautela in caso di gravidanza e allattamento, nonché di predisposizioni patologiche.

1 Aglio: una pianta ricca di risorse

Emergendo nel mondo botanico per la sua popolarità, l’appellativo “aglio”, o Allium sativum, identifica una pianta comunemente utilizzata in ambito culinario per aromatizzare le pietanze, in virtù delle sue intense caratteristiche organolettiche.

Al di là dell’affermatissimo ruolo di cui prima, l’aglio è notoriamente una pianta medicinale dalle proprietà versatili, in ragione della grande quantità di sostanze chimiche – più di 200 – in esso presenti. Più nello specifico, sono state attribuite all’aglio proprietà antibatteriche, antifungine e antiparassitarie, oltre che proprietà antitumorali ed epatoprotettrici. Infine, sembra che l’aglio possa svolgere un’azione positiva sui valori ematici di glicemia e colesterolo.

Per quanto concerne il potere battericida, l’aglio vanta una capacità di impatto ad ampio spettro, rivelandosi efficace su batteri gram-negativi, quali Helicobacter pilori ed Escherichia coli, e batteri gram-positivi, come i componenti del genere Staphylococcus. Gli studi inerenti al potenziale effetto battericida naturale dell’aglio hanno coinvolto anche patogeni opportunisti, notoriamente antibiotico-resistenti, quali Pseudomonas aeruginosa e Klebsiella pneumoniae.

Le proprietà antibiotiche di questa pianta medicinale sono da attribuirsi a diverse sostanze in essa contenute, quali l’allicina, il solfuro di allile, i bioflavonoidi quercitina e cianidina, e le allistatine. [3]

Comunemente utilizzato per trattare le infezioni urinarie e intestinali, l’aglio può essere consumato tal quale e a crudo, sebbene questo approccio richieda quantità maggiori: scelta decisamente non attuabile a causa della spiccata organoletticità a cui si faceva accenno in precedenza. Un’alternativa al consumo diretto consiste nella realizzazione di tisane a partire dall’aglio tal quale, sebbene il calore ne disattivi in parte i componenti chimici, generando un rimedio meno efficace.

In aggiunta, esistono in commercio diversi integratori in capsule ottenuti a partire dagli estratti di aglio, e prodotti a base del relativo olio essenziale, sebbene per l’utilizzo di quest’ultimo sia auspicabile la supervisione medica.

2 Eucalipto: per il benessere delle vie respiratorie

Appartengono al genere Eucalyptus diverse specie di piante medicinali che devono la loro origine all’area geografica australe, sebbene siano attualmente coltivate in diverse aree climatiche.

Ampiamente studiato per le sue proprietà fitoterapiche, Eucalyptus globulus è una specie particolarmente nota per i suoi oli essenziali, a cui sono state attribuite proprietà antimicrobiche, antifungine, e antiossidanti. Più nello specifico, diversi studi condotti su campioni prelevati da individui affetti da faringiti e altre affezioni respiratorie, hanno mostrato l’efficacia dell’olio essenziale di eucalipto nel contrastare diversi agenti batterici, quali Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, e Haemophylus influenzae. L’attività farmacologica dell’eucalipto è da attribuirsi al suo componente chimico principale, ovvero l’eucaliptolo o 1-8 cineolo, che va ad arricchire il relativo olio essenziale. [4]

In genere, l’utilizzo dell’eucalipto è indicato per i processi infettivi a carico delle vie respiratorie e delle vie urogenitali. In aggiunta all’olio essenziale, la cui assunzione dovrebbe essere supervisionata da un professionista della salute, l’eucalipto è presente in commercio sotto forma di integratori in capsule. In alternativa, si può ricorrere al consumo di tisane, ottenute a partire dalle foglie di eucalipto.

3 Cannella: una spezia contro le infezioni

Nota in tutto il mondo e utilizzata da secoli a scopo culinario e medicinale, la cannella è una spezia ricavata dalla corteccia interna degli alberi del genere Cinnamomum, cui appartengono piante sempre-verdi di origine per lo più tropicale.

Alla cannella ottenuta dalla varietà Cinnamomum zeylanicus, anche definita “cannella vera”, sono state attribuite diverse proprietà medicinali di tipo antinfiammatorio e antimicrobico, oltre che una potenziale attività benefica a livello cognitivo e cardiovascolare.

Più nello specifico, per quanto riguarda la proprietà di antibiotico naturale, diversi studi in vitro hanno dimostrato un potenziale effetto antimicrobico su un ampio spettro di batteri patogeni, tra cui Bacillus cereus e subtilis, Helicobacter pylori, Listeria monocytogenes e Clostridium perfringens, oltre che su alcune specie fungine appartenenti ai generi Aspergillus e Candida. Ulteriori studi in vivo hanno fornito prove circa l’attività antimicrobica della cannella, con particolare riferimento ai batteri enterici. [5]

Particolarmente indicata in caso di infezioni urogenitali, la cannella può essere assunta mediante l’ingestione di poche gocce di olio essenziale diluito, i cui componenti principali, ottenuti a partire dalla corteccia della pianta, sono la cinnamaldeide, il linalolo e l’eugenolo. Come per gli oli essenziali in generale, è consigliabile che l’utilizzo dell’olio essenziale di cannella sia sottoposto alla supervisione di un medico, al fine di evitarne le controindicazioni legate, per quanto concerne l’uso interno, alla salute delle mucose.

In alternativa all’olio essenziale, è possibile ricorrere anche a tisane prodotte a partire dalla polvere di cannella, oppure a integratori di cannella in capsule.

4 Salvia: tanta versatilità in una sola erba aromatica

Oltre al comune utilizzo decorativo e culinario, la salvia si presta a numerose applicazioni fitoterapiche. I derivati di salvia si rendono infatti utili in caso di difficoltà digestive, amenorrea e spasmi intestinali.

Diversi studi scientifici hanno attribuito agli oli essenziali di salvia un potere antimicrobico verso diverse specie di microrganismi, siano essi batteri o funghi. Tra questi, sono presenti i batteri patogeni Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus e specie fungine dermatofite.

Il potere antimicrobico della salvia (in particolare dell’olio essenziale) è da attribuirsi ai suoi componenti chimici principali, tra cui l’1-8 cineolo, sebbene non sia da escludere l’effettiva rilevanza dei componenti minori, suggerendo un probabile effetto sinergico. [6]

Particolarmente note per il trattamento delle infezioni del cavo orale e delle prime vie respiratorie, le foglie essiccate di salvia possono essere utilizzate per la produzione di infusi da impiegare in gargarismi. Per quanto concerne gli oli essenziali, anch’essi possono essere utilizzati nel modo medesimo, purché vengano diluiti e dosati nella giusta quantità. Suffumigi effettuati a partire da poche gocce di olio essenziale possono inoltre coadiuvare l’effetto antisettico addizionando un’azione espettorante e balsamica.

Per le stesse applicazioni antimicrobiche, è infine possibile ricorrere ai derivati di Salvia sclarea, una variante botanica dotata di una concentrazione minore di tujone, ovvero un componente chimico potenzialmente neurotossico se assunto in eccesso.

5 Origano: un antibiotico naturale dall’aroma intenso

Ampiamente diffusa in ambito culinario per la sua intensa aromaticità, Origanum vulgare è una pianta erbacea di origine mediterranea, il cui ruolo all’interno della medicina tradizionale è decisamente noto e applicato a diverse affezioni patologiche di tipo reumatico, digestivo e respiratorio.

Alcuni studi in vitro hanno attribuito all’origano un’attività antimicrobica. In particolare, l’attività battericida del relativo olio essenziale sembra essere ad ampio spettro, orientandosi verso batteri gram-positivi, tra cui la specie Staphylococcus aureus, e batteri gram-negativi, come Escherichia coli.

Oltre al potere battericida e batteriostatico, sono state attribuite all’origano anche proprietà fungicide, in particolare per quanto concerne le infezioni da Candida albicans. Non mancano, infine, le potenziali proprietà antiparassitarie, documentate per il parassita Blastocystis hominis.

L’attività antimicrobica degli oli essenziali di origano è stata attribuita ai suoi componenti carvacrolo e timolo, ai quali sono state associate anche proprietà antiossidanti. [7]

I derivati dell’origano si prestano al trattamento delle infezioni delle vie urinarie e intestinali. I principi attivi delle sue foglie essiccate possono essere assunti mediante il condimento delle pietanze, oppure ricorrendo alla realizzazione di tisane. Poche gocce del suddetto olio essenziale possono invece essere applicate all’uso interno, purché vi sia conoscenza delle modalità e delle corrette dosi di utilizzo.

6 Menta piperita: dalla cucina al potere fitoterapico

La menta piperita deriva dal genere Mentha, di cui fanno parte le note piante erbacee diffuse in area mediterranea e comunemente utilizzate come spezie e decorazione in ambito culinario. Oltre che per il suo ruolo in cucina, la menta piperita è nota nella medicina tradizionale per le sue potenzialità antimicrobiche, antispasmodiche e regolarizzanti del ciclo mestruale.

Per quanto concerne il potere antimicrobico, alcuni studi condotti sugli oli essenziali di menta piperita mostrano un’efficacia battericida sulle specie Escherichia coli e Staphylococcus aureus, oltre che una rilevante attività fungicida, resasi evidente su alcune specie fungine dermatofite e su Candida albicans.

La menta piperita vanta una composizione chimica alquanto vasta, sebbene il potere antimicrobico sia stato attribuito al suo componente principale, ovvero il mentolo. Ad ogni modo, le proprietà medicinali di cui prima variano a seconda di diversi fattori, quali il clima, la distribuzione geografica e le condizioni di coltivazione. [8]

Tisane e infusi di menta piperita si prestano al trattamento di infezioni a carico del cavo orale, delle prime vie respiratorie e delle vie urinarie. Suffumigi realizzati con poche gocce del relativo olio essenziale aggiungono al potere antisettico attività decongestionanti, utili in caso di tosse e raffreddore.

7 Propoli: un rimedio alquanto gettonato

La propoli è un materiale resinoso strettamente collegato alle attività con cui le api rinforzano il proprio alveare. Al di là di questo aspetto, la propoli è nota da tempo per le sue molteplici attività medicinali di tipo anestetico, antinfiammatorio, antiossidante e immunostimolante.
Non ultima, l’attività antimicrobica della propoli suscita particolare interesse scientifico e commerciale, soprattutto per quanto concerne le affezioni infettive a carico delle vie aree superiori.

Studi in vitro condotti sugli oli essenziali di propoli, hanno dimostrato un’efficacia ad ampio spettro, con particolare riferimento alle specie batteriche Moraxella catarrhalis e Haemophilus influenzae. Inoltre, non mancano evidenze di efficacia relativamente alle specie fungine del genere Candida.

Il potere antibiotico della propoli è stato attribuito all’azione sinergica dei suoi componenti chimici, tra i quali spiccano diversi fenoli e flavonoidi. [9] È possibile assumere i suddetti principi attivi consumando il miele alla propoli, particolarmente indicato in caso di infezioni alla mucosa orale.

Il trattamento delle infezioni orofaringee può essere effettuato anche attraverso nebulizzatori spray a base di propoli, da poter utilizzare più volte al giorno. La propoli viene inoltre commercializzata sotto forma di integratori in capsule o tavolette, da utilizzare nel trattamento di affezioni intestinali o urinarie. Infine, poche gocce di tintura di propoli, diluite in acqua, possono essere utilizzate per effettuare gargarismi e trattare le infezioni a carico della mucosa orale.

8 Echinacea: un antibiotico naturale dall’azione complessa

Un’ulteriore erba medicinale, alquanto conosciuta per le sue molteplici proprietà, è rappresentata da Echinacea purpurea, una specie erbacea perenne, nativa del Nord America e coltivata in diverse aree geografiche.

Per quanto riguarda il suo potenziale antimicrobico, Echinacea purpurea ha mostrato un’attività viricida verso alcuni agenti virali responsabili di infezioni respiratorie acute, quali i virus influenzali e i rhinovirus.

Diversi studi hanno dimostrato l’attività battericida verso alcuni patogeni coinvolti, anche in questo caso, in patologie respiratorie. Tra questi patogeni rientrano i batteri Haemophilus influenzae, Streptococcus pyogenes e Legionella pneumophila, sebbene il meccanismo battericida sia specifico per i singoli agenti. Più in generale, l’echinacea sembra esercitare un effetto positivo sulle infezioni respiratorie associando, al suddetto effetto antimicrobico, anche un’azione antinfiammatoria.

Oltre che nelle affezioni respiratorie, l’echinacea sembra avere un effetto benefico anche sulle patologie dermatologiche causate dai virus Herpes simplex e Acne vulgaris. Tra i componenti chimici implicati nell’azione antimicrobica dell’echinacea sono annoverabili diversi fenoli e alcamidi. [10]

Come accennato in precedenza, l’echinacea viene comunemente utilizzata per il trattamento delle infezioni a carico delle vie respiratorie e del cavo orale. A tal proposito, è possibile ricorrere a tisane e infusi ottenuti a partire dalla pianta essiccata, oppure alla tintura madre diluita, al fine di effettuare gargarismi.

9 Aloe vera: tra fama e dibattiti

Conosciuta e dibattuta fin da tempi molto antichi, l’Aloe vera è una specie erbacea, di tipo perenne, coltivata in tutto il mondo e dalla variegata composizione chimica. Per quanto riguarda l’aspetto fitoterapico, l’utilità del genere Aloe è ampiamente correlata al trattamento di diverse condizioni patologiche, quali deficienze immunitarie, costipazione e altre affezioni di tipo gastrointestinale. Alla specie Aloe vera vengono attribuite, nello specifico, proprietà antimicrobiche, antiossidanti, antidiabetiche e antitumorali.

Relativamente al potere antibiotico naturale degli estratti di Aloe vera, studi in vitro hanno dimostrato un’efficacia battericida ad ampio spettro, con particolare riferimento alle specie Klebsiella pneumonia, Escherichia coli e Staphylococcus aureus. È stata inoltre documentata un’azione fungicida su componenti dei generi Candida e Aspergillus. [11]

Alquanto noti in diversi ambiti commerciali e potenzialmente indicati per il trattamento delle infezioni urinarie, i principi attivi dell’Aloe vera possono essere assunti mediante diversi prodotti fitoterapici, sotto forma di capsule o tisane. Particolarmente conosciuto nel mondo dei rimedi naturali, è inoltre il succo di Aloe vera, da consumare nelle dosi indicate dai produttori. Sono fortemente sconsigliati i preparati “artigianali”, al fine di non incorrere nell’eccessiva assunzione di aloina, un componente chimico presente in abbondanza nello strato esterno della pianta e altamente lassativo.

10 Frutti di bosco: antibatterici naturali tra gli alimenti di uso comune

Che siano consumati tal quali o come derivati commestibili di diverso tipo, i frutti di bosco costituiscono una colorata e ricca fonte di composti bioattivi, quali vitamine, antocianine e tannini. In virtù della suddetta composizione chimica, il consumo di frutti di bosco è associato a proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali.

Tra le proprietà medicinali attribuite ai frutti di bosco, spicca anche una marcata attività antimicrobica, documentata da studi in vitro e in vivo, verso i batteri dei generi Staphylococcus, Bacillus, Helicobacter e Salmonella. Oltre che nell’esercitare un potere battericida, i componenti bioattivi sembrano essere efficaci nell’inibire la crescita di altre specie batteriche, come quelle appartenenti ai generi Clostridium ed Escherichia. [12]

I frutti di bosco possono essere consumati tal quali o mediante concentrati di polpa e succo. Decisamente noti sono i prodotti fitoterapici a base di mirtillo rosso, presenti in commercio sia come infusi che come integratori in capsule, potenzialmente utili in caso di infezione alle vie urinarie.

3 alimenti antibiotici naturali

Di seguito riportiamo una tabella riassuntiva con i principali antibiotici naturali e la loro efficacia documentata:

Antibiotico naturale: Efficace contro:
Aglio
  • Helicobacter pilori
  • Escherichia coli
  • Componenti del genere Staphylococcus
  • Pseudomonas aeruginosa
  • Klebsiella pneumoniae
Eucalipto
  • Staphylococcus aureus
  • Streptococcus pneumoniae
  • Haemophylus influenzae
Cannella
  • Bacillus cereus e subtilis
  • Helicobacter pylori
  • Listeria monocytogenes e Clostridium perfringens
  • Specie fungine appartenenti ai generi Aspergillus e Candida
Salvia
  • Bacillus subtilis
  • Staphylococcus aureus
  • Specie fungine dermatofite
Origano
  • Staphylococcus aureus
  • Escherichia coli
  • Candida albicans
  • Blastocystis hominis
Menta piperita
  • Escherichia coli
  • Staphylococcus aureus
  • Specie fungine dermatofite
  • Candida albicans
Propoli
  • Moraxella catarrhalis
  • Haemophilus influenzae
  • Specie fungine del genere Candida
Echinacea
  • Virus influenzali e Rhinovirus
  • Herpes simplex
  • Acne vulgaris
  • I batteri Haemophilus influenzae
  • Streptococcus pyogenes
  • Legionella pneumophila
Aloe vera
  • Klebsiella pneumonia
  • Escherichia coli
  • Staphylococcus aureus
  • Candida e Aspergillus
Frutti di bosco
  • Generi Staphylococcus, Bacillus, Helicobacter e Salmonella
  • Specie batteriche appartenenti ai generi Clostridium ed Escherichia

 

Bibliografia

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  • [11] Kedarnath, & Kamble, Dr. Kaveri & Chimkod, Vishwanath & Patil, C. (2013). ANTIMICROBIAL ACTIVITY OF ALOE VERA LEAF EXTRACT.
  • [12] Nile SH, Park SW. Edible berries: bioactive components and their effect on human health. Nutrition. 2014 Feb;30(2):134-44. doi: 10.1016/j.nut.2013.04.007. Epub 2013 Sep 4. PMID: 24012283.

Dott.ssa Gabriella Reggina

La Dott.ssa Gabriella Reggina è laureata in biologia presso l’Università Federico II di Napoli e ha proseguito gli studi post-laurea in materia di nutrizione e igiene degli alimenti. È iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi.

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