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Peperoncino, fresco o secco è ricco di benefici: ecco proprietà, uso e controindicazioni

Ultima modifica:4 Marzo 2022

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Il peperoncino è una spezia ricca di proprietà e capace di donare gusto e piccantezza alle pietanze, di supportare il nostro sistema cardiovascolare e di alleviare fastidiosi dolori. Scopri benefici e caratteristiche del peperoncino.

Il peperoncino è una pianta aromatica utilizzata sin dall’antichità. Fa parte della famiglia delle solanacee e in particolare del genere Capsicum, a cui appartiene anche il peperone, altro ortaggio comunemente presente sulla nostra tavola durante la stagione estiva.

La storia del peperoncino risale a svariati millenni fa, quando era conosciuto e utilizzato soprattutto nell’America centrale, come testimoniato da diversi reperti archeologici. Fu Cristoforo Colombo a trasportare questa preziosa pianta in Spagna, permettendone così la diffusione in tutta Europa.

I frutti di questa pianta, che viene seminata a fine inverno o inizio primavera, possono essere raccolti in estate o a inizio autunno, in base alla varietà coltivata. Sono utilizzati in cucina sia freschi, sia secchi, restando così disponibili tutto l’anno per impreziosire molte pietanze.

Esistono in natura moltissime differenti specie di peperoncino, da quelli più dolci a quelli più piccanti. La piccantezza del frutto, che dipende dalla quantità di capsaicina contenuta, è misurata dalla scala di Scoville. Tra i peperoncini più piccanti e più conosciuti possiamo ricordare l’habanero, mentre le varietà cayenna, calabrese e jalapeno messicano sono considerate solo moderatamente piccanti.

Varietà di peperoncini piccanti

Come appena anticipato, la piccantezza del peperoncino è una caratteristica tipica di ciascuna specie, che dipende dal contenuto in capsaicina, e viene misurata attraverso la scala Scoville. Tale scala parte da un punteggio pari a 0 fino a punteggi superiori a 2000000. Vediamo la classifica dei peperoncini più piccanti, partendo dal meno piccate fino ad arrivare al più piccante in assoluto.

  • Bassa piccantezza: al posto più basso della scala, compresi tra 0 e 100 troviamo il peperone dolce, al gradino superiore il peperoncino sigaretta, molto conosciuto e diffuso nel su Italia: è considerato a un livello basso di piccantezza;
  • Piccantezza intermedia: ad un grado intermedio di piccantezza troviamo altre specie molto conosciute: il peperoncino calabrese detto diavolicchio e lo jalapeno tipico della cucina messicana: quest’ultimo, meno piccante ha un valore compreso tra 5000 e 15000 nella scala Scoville, mentre il diavolicchio ha un valore compreso tra 15000 e 30000. Ancora più piccante, ma sempre tra i peperoncini di grado intermedio, troviamo il tabasco e il peperoncino Cayenna, entrambi compresi tra 30000 e 50000 SCH;
  • Piccantezza elevata: al gradino superiore, che segna il passaggio da una piccantezza moderata a una piccantezza elevata, troviamo il thai Pepper, detto anche thai scorpion (con un valore tra 50000 e 100000 SCH) e successivamente il famoso habanero, il cui grado di piccantezza può variare da 100000 a 350000 nella gradazione Scoville, nonostante esistano alcune specie ancora più piccanti, come l’habanero red Savina;
  • Piccantezza molto elevata: tra i peperoncini più piccanti in assoluto possiamo citare il raga morich e il raga Dorset con un valore di piccantezza compreso tra 855000 e 1050000; il Trinidad scorpion moruga, come il Trinidad scorpion butch Taylor, il Raga Viper e l’infinity Chili con un valore compreso tra 1050000 e 2000000.

Infine, al gradino più alto del podio troviamo il Carolina Reaper, il cui grado di piccantezza può variare tra 2000000 e 2200000 e sembra essere il peperoncino più piccante in assoluto.

Peperoncino: caratteristiche e valori nutrizionali

I benefici dei peperoncini sono numerosi. Innazitutto ricordiamo che sono poveri di calorie (circa 30 ogni 100 gr) e sono costituiti prevalentemente da acqua, da una buona quantità di carotenoidi, capsaicina e vitamine.

Tra queste ultime la più rappresentata è la vitamina C: un peperoncino da 10 gr può contenere il 30% del fabbisogno giornaliero di vitamina C di un uomo adulto. Attenzione però ai peperoncini secchi, il cui contenuto di questa vitamina risulta praticamente nullo a causa della sua volatilità.

Questo alimento è inoltre ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti che conferiscono al peperoncino proprietà benefiche per la salute dell’uomo, che vi illustreremo più approfonditamente nei prossimi paragrafi.

Valori nutrizionali per 100g di peperoncini:
Acqua 97,8 g
kcal 30
Proteine 1,8 g
Grassi 0,5 g
Carboidrati 3,8 g
Fibre 1,9 g
Ferro 0,5 mg
Calcio 18 mg
Potassio 395 mg
Fosforo 18 mg
Sodio 11 mg
Zinco 0,27 mg
Vitamina C 229 mg
Vitamina E 0,8 mg
Vitamina A 824 ugr
Beta carotene 4944 ugr
(fonte BDA)

Peperoncino: proprietà nutrizionali

Le proprietà del peperoncino sono tante in quanto sono una fonte eccellente di alcune vitamine e altre sostanze particolarmente importanti per la salute. Tra le vitamine, oltre alla già citata vitamina C, sono presenti in moderate quantità anche la vitamina E e la vitamina A. Tutte queste sostanze [1] sono fondamentali per il benessere del nostro organismo grazie alle loro differenti proprietà, che elenchiamo dettagliatamente di seguito.

  • Vitamina C: il peperoncino, come abbiamo visto, è ricchissimo di questa vitamina dalle proprietà antiossidanti che, come sappiamo, è fondamentale per il nostro sistema immunitario. Inoltre è coinvolta nella sintesi del collagene ed è importante per l’assimilazione del ferro da parte dei globuli rossi;
  • Vitamina A: importante per il corretto funzionamento del sistema visivo, per il mantenimento delle cellule epiteliali intestinali e per il funzionamento del sistema immunitario e genitale;
  • Vitamina E: un altro antiossidanti naturale presente nel peperoncino, che contribuisce al mantenimento dell’integrità cellulare.

Come vi abbiamo anticipato, il peperoncino è anche un’ottima fonte di carotenoidi che conferiscono ai suoi frutti il colore caratteristico e sono importanti per proteggerci da diverse patologie. Inoltre troviamo diversi polifenoli come il campferolo e la fitoalessina. La capsaicina, infine, è responsabile non solo della piccantezza, ma anche di molte proprietà analgesiche e antinfiammatorie del peperoncino.

In genere i peperoncini secchi sono più piccanti rispetto a quelli freschi poiché contengono un quantitativo di capsaicina maggiore rispetto alla controparte fresca. Inoltre, anche il grado di maturazione del frutto ne determina la piccantezza. Generalmente, infatti, la capsaicina aumenta con la maturazione, pertanto è possibile riscontrare un grado di piccantezza maggiore nei frutti freschi maturi (spesso di colore rosso) rispetto ai frutti freschi acerbi.

Peperoncini rossi, verdi, gialli e viola: differenze

Come abbiamo visto, i peperoncini possono avere colori differenti: quelli più diffusi in assoluto, appartenenti a molte specie diverse sono di colore rosso o giallo; tuttavia alcune specie possiedono frutti di diversi colori, che spaziando dal giallo, al rosso, al verde, fino al viola. Alcune di queste piante vengono utilizzate anche a scopo ornamentale, proprio grazie al bouquet di colori che donano. Non ci sono evidenze che a colori differenti corrispondano proprietà diverse, che sono perlopiù collegate al contenuto di capsaicina e al grado di maturazione del frutto, come già visto in questo articolo.

Peperoncino: benefici per la salute

I peperoncini vengono spesso consigliati in caso di problematiche gastro-intestinali o dermatologiche, in caso di artriti o ferite o per purificare il sangue. Ci sono evidenze scientifiche, inoltre, che dimostrano le proprietà del peperoncino anche in caso di dolori acuti e cronici, infiammazione, obesità e patologie oncologiche. Vediamo ora in dettaglio tutti i benefici che apporta il consumo di questo alimento.

✓ Gestione del dolore

Il trattamento con capsaicina è globalmente conosciuto per essere in grado di alleviare diversi dolori. Il peperoncino è difatti un buon antidolorifico naturale. In particolare alcuni autori ricordano che in America e in Asia l’utilizzo dei frutti e delle foglie del peperoncino è da tempo utilizzato in caso di mestruazioni dolorose, mal di denti e dolori muscolari.

✓ Rimedio anti-ulcera ed effetto gastro-protettivo

Nonostante le credenze popolari e il consiglio di evitare cibi piccanti, gli studi clinici [2] sembrano dimostrare che il peperoncino possa avere effetti benefici in caso di ulcere. Per esempio sembra avere un effetto gastro-protettivo nelle lesioni gastriche indotte dalla somministrazione di aspirina.

✓ Trattamento anti-obesità e controllo del peso

In alcuni studi [3], la somministrazione di peperoncini ha comportato una riduzione del grasso addominale e una conseguente diminuzione del peso totale. In aggiunta a questo effetto dimagrante, si è osservata [4] anche una diminuzione dei livelli ematici di colesterolo, trigliceridi e glucosio in alcuni studi su animali.

✓ Prevenzione oncologica: effetti anti-tumorali del peperoncino

Ancora una volta l’attore principale è la capsaicina che, a livello preventivo, svolge un potente effetto anti-tumorale [5] in alcune delle patologie oncologiche più diffuse (tumore del seno, della prostata, dello stomaco, del colon e del polmone).

✓ Salute del cuore

Attualmente l’abitudine a consumare cibo piccante sembra essere collegato a un minor rischio di ischemie e inoltre il peperoncino è in grado di ridurre la pressione sanguigna sia sistolica, sia diastolica.

Scarica: Le proprietà del peperoncino

Peperoncino fresco o in polvere: quale preferire?

Potrete utilizzare peperoncino fresco o secco in base alle vostre esigenze. Il peperoncino fresco ha, ovviamente, maggiori problematiche di conservazione; quello secco o in polvere è più semplice da tenere in casa. Dal punto di vista della piccantezza, il peperoncino in polvere è più piccante rispetto al peperoncino fresco perché la capsaicina è contenuta principalmente nei semi, che sono solitamente più concentrati nella polvere.

Per quanto riguarda le proprietà è doveroso sottolineare che la capsaicina non è una molecola volatile e pertanto rimane presente sia nel peperoncino fresco sia in quello secco e, quindi, anche nel peperoncino in polvere: tutte le proprietà di questo alimento legate alla presenza della capsaicina vengono pertanto conservate in tutte le forme.

Quello che invece cambia è sicuramente il contenuto di vitamine, in particolare la vitamina C, di cui il peperoncino fresco è ricco. Questa vitamina è presente principalmente nel frutto fresco e manca in quello secco. Il peperoncino fresco, inoltre, preserva quel sapore tipico di peperone che invece manca alla versione essiccata.

Peperoncini: quanti mangiarne e come utilizzarli in cucina

Innanzitutto vediamo i quantitativi. In generale, si consiglia di non esagerare e non consumare più di 8-10 grammi di peperoncini al giorno.

Il peperoncino è comunemente utilizzato in cucina per insaporire molte pietanze: uno dei piatti tipici della cucina italiana sono gli spaghetti con aglio, olio e peperoncino. Oltre ai primi piatti può essere utilizzato nelle zuppe e nei secondi, soprattutto per insaporire il pesce.

Inoltre, i peperoncini più grandi e meno piccanti possono essere consumati crudi, in insalata, oppure ripieni di pan grattato, riso o formaggio e cotti al forno. Accompagnare il peperoncino a un alimento grasso permette di diminuire la sensazione di bruciore. Lo stesso effetto si ottiene bevendo del latte successivamente al consumo di questo alimento. Al contrario, invece, l’acqua non aiuta ad alleviare il senso di piccantezza.

Tisana con peperoncino e zenzero
Grazie alle sue proprietà, il peperoncino rientra anche tra gli ingrediente di tisane antinfiammatorie e utili a stimolare il metabolismo. A questo scopo è possibile, ad esempio, preparare una tisana di zenzero e peperoncino.

Per la preparazione procedete così: mettete a bollire per 5 minuti 3 fettine di zenzero fresco privato della buccia, successivamente spegnete il fuoco e aggiungete un pezzetto di peperoncino fresco privato dei semi. Trascorsi altri 5/10 minuti filtrate e bevete. Se lo desiderate potete aggiungere anche succo di limone (uno spicchio è sufficiente).

Peperoncini sott’olio: come farli e caratteristiche

Chiunque abbia provato a coltivare una pianta di peperoncini avrà scoperto che questa pianta è particolarmente generosa e alla fine della stagione ci permette di raccogliere una grande quantità di frutti. Difficilmente utilizzeremo così tanto peperoncino per le nostre preparazioni e pertanto una buona alternativa è quella di preparare qualche vasetto di peperoncini sott’olio, così da garantire un tempo di conservazione più ampio. La loro preparazione è molto semplice, tuttavia è importante eseguirla con attenzione per evitare il possibile rischio di contaminazione batterica.

Innanzitutto i peperoncini devono essere puliti e privati del picciolo, quindi è importante lasciarli asciugare molto bene, all’aria e aiutandosi con un canovaccio pulito. Una volta che saranno perfettamente asciutti potremo procedere a tagliare i peperoncini in piccoli pezzi e a trattarli con sale e aceto. Dovremo infatti cospargerli con del sale fino, per limitare la crescita batterica e di muffe, e con dell’aceto per migliorarne la conservazione. Mescolare bene e lasciare i peperoncini sotto sale per circa 24 ore, così da eliminare tutta l’acqua di vegetazione.

Una volta terminato questo passaggio potremo iniziare con la preparazione dei vasetti, che avremo precedentemente sterilizzato in acqua bollente: aggiungeremo un po’ di olio alla base, quindi i peperoncini, che copriremo infine con altro olio, facendo attenzione che rimangano completamente coperti. A questo punto il procedimento è terminato e consigliamo di attendere circa 1 mese prima del loro consumo.

I peperoncini si potranno poi essere conservati anche a temperatura ambiente e manterranno la gran parte delle caratteristiche dei peperoncini freschi (perdendo però parte della vitamina C). D’altra parte avremo aumentato il tempo di conservazione e potremo gustarli anche in inverno.

Peperoncino: controindicazioni e potenziali effetti negativi

Il consumo di peperoncino non è associato a particolari controindicazioni tuttavia si può consigliare di moderarne il consumo in caso di gastrite o reflusso gastro-esofageo. In questi particolari casi però, vi consigliamo di chiedere un consiglio al vostro medico o nutrizionista di fiducia. In caso di consumo eccessivo e continuativo, talvolta possono comparire emorroidi e diarrea. Inoltre, il suo consumo potrebbe interferire con alcune cure farmacologiche, come quelle a base di warfarin.

Curiosità
Quando il peperoncino giunse in Spagna fu accolto con piacere dai regnanti, che pensavano di avere tra le mani un ricco tesoro. Tuttavia il suo sapore piccante non piacque ai ricchi o ai nobili né spagnoli né europei. Infatti, nei primi libri di cucina italiana risalenti a metà del XIX secolo non vi è traccia di questa spezia. Il suo sapore a quei tempi piaceva prevalentemente ai ceti più bassi della popolazione e proprio per questo motivo il peperoncino veniva chiamato “spezia dei poveri”.

Amate il peperoncino? Avete mai assaggiato una delle varietà più piccanti? Lasciateci un commento e condividete con voi le vostre esperienze e le vostre ricette tradizionali e non!

Hai letto: Peperoncino, fresco o secco è ricco di benefici: ecco proprietà, uso e controindicazioni
Dott.ssa Stefania Cocolo
Biologa nutrizionista laureata in Biotecnologie molecolari e bioinformatica presso l’Università degli studi di Milano. Ha conseguito la specializzazione in Biotecnologie industriali e ambientali presso l’Università degli studi di Milano.

15 COMMENTI

  1. Un’esposizione ricca di particolari, è servita a chiarirmi alcuni dubbi e false credenze sull’utilizzo del peperoncino. Grazie

    • Gentilissimo Francesco, i peperoncini sott’olio hanno le stesse controindicazioni dei peperoncini freschi, ma trattandosi di un prodotto conservato che di solito contiene anche sale, utilizzato appunto insieme all’olio come conservante, bisogna porre ancora più attenzione a limitarne le quantità, soprattutto per chi soffra di ipertensione e naturalmente per chi abbia problemi a livello gastro-intestinale.

  2. Buongiorno. Molto bene il fatto che il peperoncino non ha maggiori controindicazioni. Ma ho letto da un’altra parte che fa male alla prostata. Mi potreste chiarire questo punto? Grazie!

  3. Buongiorno,
    ho nell’orto una piantina di “diavolicchio calabrese” che da giugno ad oggi mi ha dato almeno 300 peperoncini, e ancora ne sta producendo.
    Se ne raccolgo un po’ e li faccio essiccare per mangiarli in inverno (da crudi), le proprieta’ rimangono le stesse ?
    Grazie.
    Giorgio

    • Caro Giorgio, gran parte delle proprietà del peperoncino rimarranno inalterate anche dopo l’essiccamento ma tenga presente che il contenuto di vitamine di cui questo alimento è ricco, in particolare la vitamina C, si potrebbe drasticamente ridurre.

  4. Sono un consumatore assiduo di peperoncini piccanti secchi e conservati in olio,dopo averli frullati.trovo enorme beneficio sotto tutti gli aspetti

  5. Io consumo peperoncino a quantitá industriale da sempre e non i comuni peperoncini di piccantezza medio-bassa, parlo di habanero, trinidad scorpions etc etc.
    L’uso é legato semplicemente al fatto che mi piace il gusto di alcuni peperoncini, li consumo freschi, essiccati, ci faccio salse, oli e creme di ogni genere.
    Il fatto di sapere che il consumo dei peperoncini fa bene alla salute, nei limiti delle quantitá non dannose, questo vale per tutto anche per l’acqua, mi fa molto piacere ed ho avuto modo di verificare che per un certo periodo non ho piú assunto peperoncino per via di una gastrite nervosa ed ho cominciato ad ammalarmi diverse volte di influenza precedentemente mai presa, se é un caso non saprei.

  6. Volevo sapere se le compresse di peperoncino sono consigliate , se hanno gli stessi effetti e le stesse proprietà di quello fresco .
    Grazie.

    • Cara Odetta, è sempre meglio assumere il prodotto fresco o secco, perchè all’interno degli alimenti veri e propri c’è una sinergia tra varie sostanze, che molte volte non può essere replicato in una compressa.
      Dott.ssa Barbara Ziparo

  7. Finché si parla di benefici quali regolazione della pressione arteriosa, apporto di vitamine, effetto antidolorifico etc. questo articolo è molto ricco di informazioni preziosissime; mi ha dato un po’ fastidio che al peperoncino sia addirittura attribuito un potere antitumorale: non è così, adoro il peperoncino e ne coltivo decine di varietà da anni ma purtroppo non è così facile lottare coi tumori, queste sono false credenze nate da fesserie dette alle bancarella del mercato.
    A parte questo, ottimo articolo, lo sto consigliando ad alcuni amici coltivatori.

    • Caro Luca, grazie per il commento. È importante sottolineare che il solo consumo di un alimento, per quanto contenga sostanze importanti e utili per il nostro benessere, non è assolutamente sufficiente per evitare l’insorgenza o il progredire di patologie come quelle oncologiche che sono multifattoriali.
      Credo però sia importante sottolineare che alcune sostanze contenute nel peperoncino abbiano la capacità di arrestare la crescita di alcune cellule tumorali umane. In tal senso sono stati fatti diversi studi che hanno confermato questa attività pro-apoptotica della capsaicina nei confronti delle cellule cancerose. A tal proposito, oltre alla pubblicazione scientifica riportata nell’articolo (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4997408/), le riporto un’altra recente review: http://www.mdpi.com/1420-3049/21/8/931/htm
      Con questo non voglio ovviamente dire che consumare il peperoncino protegga da qualsiasi patologia, anzi. Ma sappiamo per certo che il consumo dei polifenoli di frutta e verdura hanno azioni molto benefiche per l’uomo. È in questi termini che la ricerca si sta muovendo e si muoverà e io mi auguro che si facciano passi avanti anche nella cura di questa patologia.
      Dott.ssa Stefania Cocolo

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