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Cistite in gravidanza, una problematica da non sottovalutare: ecco cause, sintomi e cosa fare

Ultima modifica:3 Febbraio 2022

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La cistite in gravidanza rappresenta una problematica da non sottovalutare: vediamo come gestirla.

La cistite è un’infiammazione a carico della vescica e può verificarsi in seguito a diversi fattori. Nella maggior parte dei casi, il fattore scatenante è rappresentato da un’infezione delle vie urinarie, per lo più sostenuta dal batterio gram-negativo Escherichia coli. In condizioni normali, questo batterio risiede nel tratto intestinale, sebbene possa, in alcuni casi, colonizzare le vie urinarie e provocare la cistite.

Cistite in gravidanza: i rimedi naturali

Per motivi di conformazione anatomica, tale problematica coinvolge maggiormente i soggetti di sesso femminile, manifestandosi in forma sporadica o recidivante. Nello specifico, l’uretra femminile (ovvero il canale che connette la vescica all’ambiente esterno) è molto più corta rispetto a quella maschile, oltre che più vicina al canale anale, facilitando la risalita in vescica dei batteri intestinali [1].

I paragrafi seguenti si concentreranno sulla cistite in gravidanza, descrivendone le cause, i sintomi e le eventuali complicazioni associate. Seguiranno, inoltre, alcune indicazioni circa le modalità di trattamento della cistite in gravidanza, nonché sull’alimentazione consigliabile e sullo stile di vita da adottare ai fini preventivi.

Perché la cistite è frequente in gravidanza?

La cistite in gravidanza compare, talvolta, in seguito ai cambiamenti ormonali e anatomici che si verificano nel corso di questo periodo fisiologico e che favoriscono l’insorgenza delle infezioni del tratto urinario. Nel corso della gestazione, l’aumento dell’ormone progesterone indurrà il rilassamento della muscolatura lisca e la perdita di tono in alcune strutture dell’apparato urinario (ovvero uretra, ureteri e vescica), rallentando il flusso dell’urina.

Con maggiore impatto tra le 22 e le 26 settimane di gestazione, l’utero gravido andrà a esercitare una certa compressione meccanica sugli ureteri, rallentando il processo di svuotamento della vescica. Si verifica, in gravidanza, anche un aumento del volume plasmatico.

Tutti questi fattori, uniti al ristagno delle urine e ai cambiamenti nel relativo pH, faciliteranno la crescita batterica e l’insorgenza della cistite [2]. Da non sottovalutare, tra i fattori predisponenti, anche la stipsi, che si verifica di frequente in gravidanza: tale problematica determina un aumento dei batteri implicati nella cistite, facilitando un eventuale processo infettivo a carico della vescica.

Sintomi della cistite in gravidanza

Di solito, i sintomi della cistite in gravidanza sono alquanto riconoscibili: nello specifico, essi coinvolgono per lo più la minzione (ovvero l’atto di urinare) e si presentano come difficoltà e bruciore (disuria), così come urgenza e frequenza aumentante.

Nel corso della cistite in gravidanza, può comparire una sensazione di tensione e/o dolore al basso ventre, così come una perdita di sangue con le urine. In alcuni casi, la cistite può indurre una sensazione generale di malessere. Un aumento nella frequenza e nell’urgenza di urinare costituiscono anche i sintomi comuni di una normale gravidanza, nascondendo, talvolta un’infezione batterica.

La cistite in gravidanza è pericolosa? Crea danni al bambino?

Un’infezione latente, così come una cistite non curata nel modo adeguato, possono rappresentare un importante fattore di rischio, sia per la madre che per il nascituro. L’infezione a carico della vescica può infatti risalire ai reni, degenerando in pielonefrite (ovvero un’infezione dei reni) e, nei casi più complessi, nella compromissione della funzionalità renale. Per quanto concerne la gravidanza, il suo normale andamento può risultare compromesso: le complicanze correlate a cure insufficienti possono infatti impattare sul normale sviluppo del feto e sui tempi fisiologici della gravidanza, determinando un parto prematuro o, nella peggiore delle ipotesi, un aborto [3].

Cistite in gravidanza: cosa fare? Ecco i rimedi più sicuri

Appare dunque evidente quanto la diagnosi e la cura delle infezioni urinarie in gravidanza siano fondamentali per la salute della madre e del feto. In caso di sospetta cistite, sarà cura del medico prescrivere l’esame colturale delle urine (urinocoltura) che, in caso di esito positivo, sarà seguito, preferibilmente, dall’antibiogramma (ovvero un’indagine in vitro che consente di valutare la sensibilità di un batterio a un determinato agente antibiotico).

A seconda dei risultati, il medico consiglierà la terapia antibiotica più adeguata e, in caso di febbre/dolori, una eventuale somministrazione di paracetamolo (Tachipirina). Sia la posologia che la durata del trattamento farmacologico dovranno essere stabili dal medico ginecologo. In nessun caso si dovrà procedere a cure/trattamenti farmacologici “fai da te”.

Oltre agli approcci convenzionali, il mondo dell’erboristeria e dell’integrazione alimentare offre ulteriori espedienti, sebbene le informazioni circa la loro utilità e la relativa applicabilità in sicurezza durante la gravidanza siano talvolta insoddisfacenti. È opportuno sottolineare, a tal proposito, quanto la gestione di una gravidanza richieda attenzione, cautela e monitoraggio continui. Come accade per i farmaci propriamente detti, anche i rimedi alternativi richiedono il parere del medico e non devono, in nessun caso, essere utilizzati di propria iniziativa.

Consideriamo, adesso, alcuni tra i rimedi preventivi più noti e potenzialmente compatibili con lo stato di gravidanza. Molti dei rimedi abitualmente utilizzati contro la cistite, infatti, sono purtroppo sconsigliati in gravidanza, in particolare l’uva ursina, molto nota per questo genere di problematiche, non può essere assunta in gravidanza perché potrebbe provocare contrazioni uterine. Anche il bicarbonato, seppur popolare, non verrà inserito, dal momento che la sua assunzione potrebbe risultare controproducente ai fini del pH urinario.

1 Malva selvatica

Tra i rimedi naturali per i sintomi della cistite si inserisce la malva selvatica (Malva sylvestris), che viene classificata come una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Malvaceae. Nell’ambito della medicina popolare, la malva è nota per le proprietà curative che a essa si associano, vantando attività antinfiammatorie, antimicrobiche e lievemente lassative e diuretiche.

Tali proprietà vengano per lo più attribuite ai fiori e alle foglie, sebbene coinvolgano tutte le sezioni della pianta. Le indagini condotte sulla malva rivelano la presenza di flavonoidi e mucillagini, quali componenti implicati nelle proprietà curative [4]. Il consumo di tisane naturali a base di malva potrebbe essere utile nel trattamento della stipsi in gravidanza (che, come abbiamo visto, può correlarsi alla cistite), risultando innocuo negli ultimi mesi della gravidanza.

2 Mirtillo rosso americano

Il mirtillo rosso americano (Vaccinium macrocarpon) rientra molto spesso nella formulazione dei prodotti fitoterapici per il trattamento delle infezioni urinarie. Vantando un’importante composizione in componenti biologicamente attivi, il mirtillo rosso sembra prestarsi in modo specifico alla problematica in questione. Tra i vari meccanismi proposti, l’attività antiadesiva è senza dubbio quello più rilevante. Nello specifico, sembra che i polifenoli del mirtillo rosso possano prevenire/inibire l’adesione dei microbi alle pareti del tratto urinario, impedendo la colonizzazione dei tessuti. In aggiunta, è stato suggerito che il mirtillo rosso possa agire positivamente sul microbiota intestinale [5]. Il consumo di succo di mirtillo rientra tra le pratiche più frequenti per la prevenzione della cistite, risultando presumibilmente sicuro in gravidanza. Tuttavia, la reale efficacia di questo rimedio costituisce ancora un campo dibattuto tra gli addetti ai lavori.

3 D-mannosio

Il D-mannosio, o “Destro-mannosio”, è un monosaccaride, ovvero uno zucchero semplice decisamente noto nel mondo dell’integrazione alimentare. Esso è presente in natura come costituente di molecole più grandi, quali cellulose, mannani ed emicellulose. Questa sostanza vanta spiccate proprietà utili contro la cistite. Come i componenti del mirtillo rosso, anche il D-mannosio viene riconosciuto come un efficace agente antiadesivo. In particolare, esso è in grado di legarsi al batterio implicato nell’infezione, impedendogli di aderire alla superficie della parete vescicale. I batteri “sequestrati” verranno eliminati con le urine insieme al D-mannosio [6].
Il D-mannosio fa male al bambino? Esistono diverse scuole di pensiero sulla possibilità di assumere il D-mannosio in gravidanza, non essendoci, ad oggi, delle chiare evidenze circa la sua innocuità per il feto. Come in ogni caso, è buona norma affidarsi alle indicazioni del medico ginecologo.

4 Probiotici

I probiotici sono microrganismi vivi di grande importanza per la salute umana, ricoprendo un ruolo rilevante anche nella prevenzione delle infezioni urinarie. In particolare, l’integrazione con alcuni ceppi batterici del genere Lactobacillus sembra agire positivamente sulla flora fisiologica delle vie uro-genitali, costituendo una prima barriera contro le infezioni che coinvolgono questo tratto. Particolarmente indicati in tale contesto sono i ceppi di Lactobacillus rhamnosus, L. acidophilus e L. plantarum [7]. Non sembrano esserci controindicazioni circa l’assunzione di probiotici in gravidanza e, in molti casi, tale supplementazione risulta consigliata.

Cistite in gravidanza: stile di vita e consigli per prevenirla

Come accade per la cistite che insorge in altri momenti della vita, anche per la cistite in gravidanza esistono dei consigli preventivi. Alcuni accorgimenti comportamentali possono infatti fare la differenza nel prevenire una prima infezione o una recidiva.

In primis, è fondamentale curare la propria igiene intima, gestendo al meglio anche il periodo mestruale in modo da evitare ricadute durante il periodo di gestazione. A tal proposito, è consigliabile ricorrere ad assorbenti e biancheria intima in cotone, così come è preferibile evitare gli indumenti troppo stretti.

Per la prevenzione (come per la cura) della cistite in gravidanza, è importante bere molta acqua nel corso della giornata: oltre a rendersi utile per la salute generale dell’organismo, tale abitudine risulta intuibilmente benefica per le vie urinarie. Bere molta acqua ne favorisce infatti il lavaggio, promuovendo lo svuotamento frequente della vescica e riducendo la quantità di batteri. L’ambiente diventerà, tra l’altro, meno favorevole per un’infezione, poiché più scarno di sostanze nutritive per i microrganismi. Un litro e mezzo/due litri d’acqua al giorno costituiscono la quantità adeguata.

È inoltre consigliabile svuotare la vescica dopo un rapporto sessuale, così come è preferibile, in generale, non trattenere l’urina nel corso della giornata.

In ultimo, sebbene non per importanza, è opportuno curare la propria alimentazione, riducendo l’introito di alimenti predisponenti. Questo argomento verrà trattato più dettagliatamente nel prossimo paragrafo.

Cistite in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare

Quale dieta seguire per prevenire la cistite? E cosa si può mangiare nel corso di un’infezione? Cominciamo dalla giusta idratazione. L’acqua rientra a pieno titolo tra i componenti essenziali della nostra alimentazione e, come spiegato nel paragrafo precedente, essa risulta funzionale al mantenimento di una vescica “pulita”, sia ai fini preventivi che curativi.

Un secondo aspetto riguarda il consumo di fibre, molto utile in gravidanza poiché aiuta a prevenire la stipsi, che rientra tra i fattori predisponenti alla cistite. A tal proposito, è consigliabile consumare alimenti ricchi di fibre come cereali integrali e verdure.

Nel corso di un’infezione e nell’ambito di un’alimentazione preventiva, è preferibile ridurre al minimo l’apporto di zuccheri semplici, i quali si rendono favorevoli nell’attecchimento di un’infezione.

Allo stesso modo, è consigliabile evitare gli alimenti che possano risultare irritanti per la vescica, come il caffè, le spezie piccanti, il peperoncino e, in generale, i cibi troppo elaborati. In aggiunta, è preferibile evitare i fritti, i cibi industriali, gli alcolici e i superalcolici.

In caso di cistite, così come nella sua prevenzione in gravidanza, è buona norma ricorrere a un’alimentazione semplice, varia e nutrizionalmente equilibrata, basata sul modello mediterraneo. Per approfondimento sulla corretta alimentazione vi invitiamo a leggere: Cistite: cosa mangiare, cosa evitare 5 alimenti utili.

Contestualmente alla gravidanza, è importante procedere al lavaggio accurato di frutta e verdura, così come alla completa cottura di carne, pesce e uova. Per una visione d’insieme, segue una tabella riportante i cibi da prediligere e i cibi da evitare o ridurre.

Cibi consigliati Alimenti da preferire: Cibi sconsigliati Alimenti da evitare o ridurre:
Acqua Zucchero semplice, dolci
Cereali (anche integrali) Sughi pronti, cibi in scatola
Legumi Caffè, tè nero, cioccolato
Verdura Insaccati, carne suina
Frutta fresca Spezie piccanti e cibi speziati
Carni bianche Peperoncino e cibi piccanti
Pesci magri Salse (es.: maionese, ketchup)
Uova Formaggi stagionati e trasformati
Olio extravergine di oliva Alcolici
Latticini, formaggi freschi Succhi di frutta industriali
Latte e bevande vegetali non zuccherate Bevande gassate

Quanto dura la cistite in gravidanza?

Una volta diagnostica, la cistite in gravidanza deve essere trattata immediatamente con una terapia antibiotica mirata. Una volta iniziata la cura, i sintomi tendono ad attenuarsi e sparire nel giro di pochi giorni. A tal proposito, è importante proseguire la terapia anche in assenza di sintomi, rispettando i tempi prescritti dal medico ginecologo. Al fine di evitare recidive e/o identificare la presenza di infezioni latenti, il medico ginecologo è solito consigliare esami mensili delle urine.

Hai letto: Cistite in gravidanza, una problematica da non sottovalutare: ecco cause, sintomi e cosa fare
Dott.ssa Gabriella Reggina
La Dott.ssa Gabriella Reggina è laureata in biologia presso l’Università Federico II di Napoli e ha proseguito gli studi post-laurea in materia di nutrizione e igiene degli alimenti. È iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi.

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