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D-Mannosio, contro la cistite e non solo: cos’è, a cosa serve e come si assume

Ultima modifica:12 Ottobre 2021

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Il D-mannosio è decisamente adatto per il trattamento e la prevenzione delle infezioni urinarie. Ecco come funziona e come utilizzarlo.

Il D-mannosio, o “Destro-mannosio”, è uno zucchero semplice ampiamente diffuso in ambito nutraceutico e farmaceutico, dove il suo ruolo è ampiamente documentato. Le sue caratteristiche strutturali e funzionali rendono il D-mannosio una molecola biologicamente attiva di grande interesse industriale ed accademico, stimolando la ricerca di nuove applicazioni.

D mannosio in polvere e compresse

Nei paragrafi seguenti, verranno descritte le caratteristiche del D-mannosio, con particolare attenzione agli evidenti effetti benefici che esso può apportare nel contesto di specifiche condizioni patologiche, come la cistite.

Faranno seguito alcune istruzioni circa le modalità di utilizzo di questo zucchero e le relative, potenziali controindicazioni. Infine, verranno forniti dei suggerimenti puramente pratici circa la sua reperibilità commerciale.

D-mannosio: cos’è e a cosa serve

Come accennato in precedenza, il D-mannosio è uno zucchero semplice, definendosi, in gergo più tecnico, come monosaccaride. I monosaccaridi costituiscono un gruppo di composti organici e, come in parte suggerito dalla denominazione stessa, essi non possono essere scomposti in unità più piccole.

Il D-mannosio si trova in natura per lo più come componente di complessi molecolari più grandi, quali sostanze note come mannani, cellulose ed emicellulose. Inoltre, la struttura del D-mannosio è molto simile a quella di altri zuccheri semplici, come il D-glucosio e il D-fruttosio.

Piccole quantità di D-mannosio sono state ritrovate in alcuni alimenti vegetali di comune utilizzo, quali la polpa di mela, le pesche e i mirtilli. Le specie vegetali contenenti il D-mannosio costituiscono importanti materie prime per l’estrazione di questo zucchero e per la preparazione dei relativi prodotti commerciali. In particolare, questo zucchero viene estratto principalmente dalla corteccia di alcune specie arboree, come la betulla e il larice. In aggiunta, il d-mannosio può essere sintetizzato mediante metodi chimici appositi.

Per quanto riguarda le applicazioni del D-mannosio a livello industriale, esse sono varie e molteplici. Alcuni riferimenti scientifici suggeriscono, ad esempio, che il D-mannosio possa essere utilizzato come materia prima nella produzione di integratori vitaminici, così come di agenti immunostimolanti e antitumorali.

Il D-mannosio viene inoltre impiegato per la produzione del D-mannitolo, una sostanza rientrante in diversi prodotti farmaceutici e alimentari, dove svolge, in quest’ultimo caso, il ruolo di dolcificante, addensante e stabilizzante. Infine, sembra che il D-mannitolo possa rendersi utile per la formulazione di alcuni prodotti per uso cosmetico. [1][2]

L’utilizzo principale del D-mannosio, tuttavia, è quello di contrasto alla cistite, per la quale si rivela uno dei più noti ed utilizzati rimedi, spesso in associazione al mirtillo rosso. Approfondiamo ora le proprietà del d-mannosio.

Proprietà del D-mannosio e come agisce nel corpo

Una volta considerati gli utilizzi in ambito produttivo, è il momento di descrivere le proprietà del D-mannosio in relazione all’organismo umano.

Diversi studi hanno infatti evidenziato come il D-mannosio ricopra un ruolo tutt’altro che irrilevante nei meccanismi immunitari. In particolare, esistono, all’interno del corpo, delle proteine in grado di riconoscere il D-mannosio esposto sulla superficie degli agenti patogeni, attivando la prima linea di difesa nota come immunità innata. Questo zucchero sembra inoltre favorire la crescita della flora batterica, classificandosi come prebiotico. [2][3]

Per quanto riguarda le applicazioni più note in ambito nutraceutico, il D-mannosio vanta una documentata ed efficace attività benefica relativamente alle infezioni ricorrenti del tratto urinario (UTI). A questo proposito, occorre introdurre alcuni cenni descrittivi circa tale problematica, in quanto principale “bersaglio” del D-mannosio e dei prodotti ad esso correlati.

Le infezioni del tratto urinario rientrano tra le condizioni infettive più comuni e frequenti, coinvolgendo, per una questione anatomica, per lo più pazienti di sesso femminile. Nell’ambito di tale problematica rientra la cistite, sia essa nella sua forma sporadica o recidivante. Si tratta, essenzialmente, di un processo infiammatorio a carico della vescica, alla cui insorgenza partecipano diversi fattori predisponenti e precipitanti.

L’approccio terapeutico per eccellenza nel trattamento delle cistiti recidivanti consiste nella somministrazione di antibiotici, a cui fa seguito, tuttavia, una serie di problematiche tutt’altro che irrilevanti. Prima di tutto, è stata osservata la frequente ricomparsa del problema entro pochi mesi dal termine del trattamento antibiotico. In secondo luogo, l’utilizzo eccessivo degli antibiotici crea fenomeni di resistenza batterica e intacca fortemente la flora microbica intestinale, influendo negativamente su alcuni equilibri che si pongono alla base della risposta immunitaria.

È in questo contesto che si inserisce il D-mannosio, rappresentando uno strumento assolutamente valido, oltre che sicuro, per affrontare e gestire il problema della cistite sul lungo periodo.

Perché il D-mannosio è utile contro la cistite?

In termini molto semplici, il D-mannosio è capace legarsi all’agente patogeno, contrastando il suo legame alla superficie dei tessuti vescicali. In questo modo, viene impedita la colonizzazione della vescica, così come l’inizio della sintomatologia conseguente. I batteri presenti in vescica e che, in seguito all’azione del D-mannosio, non si legano ai tessuti, vengono eliminati con le urine insieme al D-mannosio stesso.

In termini tecnici, si dice dunque che il D-mannosio funzioni da agente antiadesivo [4]. Come è ampiamente noto tra gli addetti ai lavori e non solo, l’agente patogeno maggiormente implicato nelle infezioni ricorrenti del tratto urinario e, in particolare, nella cistite, è il batterio Escherichia coli. [5]

Come si usa il D-mannosio

Premesso che è sempre opportuno seguire le indicazioni del medico, vediamo di seguito alcune informazioni basilari su come si prende il D-mannosio e in quali condizioni è consigliabile farlo.

L’integrazione con D-mannosio si rende utile in corrispondenza della sintomatologia correlata alla cistite, così come nelle fasi di mantenimento che fanno seguito ad un episodio di cistite acuta. In aggiunta, la somministrazione del D-mannosio si adatta in concomitanza di fattori scatenanti che possano provocare nuovi episodi di cistite, in particolar modo nei soggetti interessati da cistite ricorrente.

1 D-mannosio e cistite: uso nella fase acuta

Per quanto riguarda il trattamento della cistite acuta, l’eliminazione del D-mannosio mediante gli organi escretori rende necessario effettuare più somministrazioni giornaliere di piccole dosi del monosaccaride, per poi procedere alla graduale riduzione delle somministrazioni stesse.

Relativamente ai prodotti in capsule, è consigliabile partire dalla dose di 1 g, da ripetere ogni due ore, per un massimo di sette volte al giorno. Questa posologia dovrebbe essere protratta per due o tre giorni, fino alla regressione dei sintomi, per poi diminuire gradualmente le dosi fino alla posologia di mantenimento, descritta in seguito.

Anche gli integratori in polvere si prestano molto bene al trattamento della cistite acuta, sebbene non tutti ne apprezzino la modalità di utilizzo. È infatti necessario scioglierne una dose nell’adeguato quantitativo di acqua, da consumare costantemente nel corso delle 24h, e per più giorni consecutivi, fino alla regressione dei sintomi. È consigliabile, in questo caso, ricorrere ai prodotti in bustine mono-dose, al fine di non eccedere inutilmente nelle quantità.

2 D-mannosio e cistite: posologia di mantenimento

Una volta ottenuta la regressione dei sintomi, è consigliabile procedere con la somministrazione di mantenimento, consumando fino a 3 g di D-mannosio giornalieri e suddividendo tale quantità tra la mattina, il pomeriggio e l’orario serale. In quest’ultimo caso, è preferibile assumere il D-mannosio prima di coricarsi.

Trascorse da due a quattro settimane in assenza totale di sintomi, è preferibile ridurre la dose a 2 g di D-mannosio, da suddividere in due somministrazioni giornaliere, per una o due settimane. Infine, è consigliabile ricorrere alla somministrazione di un solo grammo giornaliero di D-mannosio, da assumere prima delle ore di sonno e per alcuni giorni.

Qualora dovesse verificarsi un evento facilmente correlato a recidive (rapporti sessuali, esposizione al freddo, ecc.), è consigliabile assumere una o due dosi da 1 g nei due giorni immediatamente successivi all’evento. Nello specifico, tale raccomandazione è degna di nota per i soggetti che abbiano fatto esperienza pregressa di cistiti ricorrenti.

Per motivi di chiarezza, occorre precisare che le modalità temporali di somministrazione, così come le posologie, possono variare sensibilmente a seconda delle case produttrici. In linea generale, è consigliabile assumere il D-mannosio a stomaco vuoto e vescica vuota.

In definitiva, appare evidente quanto curare la cistite e prevenire la cistite siano due aspetti essenzialmente sovrapposti, dove l’utilizzo del D-mannosio può fare la differenza in termini di efficacia e sicurezza.

Controindicazioni del D-mannosio

Per quanto riguarda le controindicazioni del D-mannosio, non sono state segnalate, ad oggi, condizioni strettamente incompatibili con la somministrazione di questa sostanza.

Tuttavia, è consigliabile ricorrere al parere del medico curante in caso di reazioni allergiche pregresse e problematiche a carico dei reni. Allo stesso modo, è consigliabile consultare il medico in caso di eventuali terapie farmacologiche in atto, sebbene non vi siano dati documentati circa le interazioni tra il D-mannosio e le più disparate sostanze farmacologiche.

Lo stesso criterio dovrebbe essere seguito in caso di gravidanza e allattamento, sottoponendo eventuali dubbi e perplessità allo specialista ginecologo. Inoltre, la somministrazione del D-mannosio non sembra essere controindicata in età infantile, sebbene le evidenze circa la sua efficacia in questo caso siano ad oggi alquanto scarne. Ad ogni modo, è consigliabile fare riferimento al parere del medico pediatra.

Relativamente agli effetti avversi, sono stati segnalati sintomi gastrointestinali lievi e assolutamente temporanei in seguito alla somministrazione di prodotti a base di D-mannosio. Tale sintomatologia (meteorismo, flatulenza, diarrea) deriva dall’incapacità dell’organismo di far fronte, fin da subito, alla frazione del D-mannosio non immediatamente allontanata dal tratto intestinale, incorrendo in fenomeni di fermentazione batterica.

A questo proposito, occorre sottolineare come tale fenomeno venga a ridursi in maniera del tutto spontanea nel corso del trattamento, grazie alla capacità del corpo di adattarsi velocemente alla presenza di questa sostanza. Al fine di ridurre al minimo i suddetti effetti avversi di carattere gastrointestinale, è comunque consigliabile non eccedere nella quantità di utilizzo.

Infine, è importante sottolineare che, in quanto si tratta di uno zucchero non assimilabile da parte dell’organismo, il D-mannosio non incide sull’incremento del grasso corporeo. Una volta ingerito, il D-mannosio viene infatti scarsamente assorbito e viene eliminato tal quale attraverso gli organi escretori.

D-mannosio: prezzi e dove si compra

I prodotti a base di D-mannosio sono facilmente reperibili presso farmacie, parafarmacie ed erboristerie. La scelta commerciale è decisamente ampia, sia per quanto riguarda il formato che per le diverse pezzature di acquisto. È possibile optare per integratori strutturati in capsule, in compresse, oppure in polvere, da utilizzare nelle modalità e nella posologia indicate dalle relative case produttrici.

Per quanto concerne la composizione dei prodotti, è molto semplice imbattersi in integratori contenenti, oltre al D-mannosio, principi attivi ulteriori e componenti fitoterapici volti ad ottenere un effetto sinergico. A tal proposito, elementi come D-mannosio e mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea) partecipano molto spesso alla formulazione di un unico prodotto contro la cistite, potenziandone l’efficacia.

In particolare, anche gli estratti di mirtillo rosso mostrano spiccate e documentate proprietà antiadesive, interferendo nella colonizzazione batterica del tratto urinario. [6] Allo stesso modo, diversi integratori di D-mannosio contengono anche estratti di uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi), una specie botanica nota per le sue potenzialità antisettiche e antinfiammatorie nel contesto delle infezioni urinarie. [7]

Infine, molti prodotti contengono, in associazione al D-mannosio, alcuni ceppi probiotici finalizzati al riequilibrio della flora batterica delle vie uro-genitali, come alcune specie batteriche appartenenti al genere Lactobacillus. [8]

A prescindere dal formato e dai principi attivi aggiuntivi, gli integratori a base di D-mannosio vengono formulati per rispondere alle esigenze di un pubblico decisamente vasto ed eterogeneo. In particolare, anche i prodotti per l’integrazione del D-mannosio vengono formulati per essere adatti a soggetti vegani, celiaci o intolleranti al lattosio.

Relativamente ai prezzi di acquisto, essi variano a seconda della pezzatura, della casa produttrice e del punto vendita. In linea di massima, il costo per singolo prodotto può oscillare tra 10 e 30 €.

Come per qualsiasi altro prodotto nutraceutico, la ricerca di un integratore di D-mannosio migliore di un altro non dovrebbe prescindere da alcuni criteri di qualità e sicurezza. Dunque, è fondamentale optare per prodotti che siano stati formulati e posti in commercio rispettando le normative vigenti.

Bibliografia

  • [1] Hu X, Shi Y, et al. d-Mannose: Properties, Production, and Applications: An Overview. Compr Rev Food Sci Food Saf. 2016 Jul;15(4):773-785. doi: 10.1111/1541-4337.12211. Epub 2016 May 26. PMID: 33401842.
  • [2] Wu H, Zhang W, Mu W. Recent studies on the biological production of D-mannose. Appl Microbiol Biotechnol. 2019 Nov;103(21-22):8753-8761. doi: 10.1007/s00253-019-10151-3. Epub 2019 Oct 22. PMID: 31637494.
  • [3] Dos Santos Silva PM, de Oliveira WF, et al. Insights into anti-pathogenic activities of mannose lectins. Int J Biol Macromol. 2019 Nov 1; 140:234-244. doi: 10.1016/j.ijbiomac.2019.08.059. Epub 2019 Aug 7. PMID: 31400430.
  • [4] Ejrnæs K. Bacterial characteristics of importance for recurrent urinary tract infections caused by Escherichia coli. Dan Med Bull. 2011 Apr;58(4): B4187. PMID: 21466767.
  • [5] Altarac S, Papeš D. Use of D-mannose in prophylaxis of recurrent urinary tract infections (UTIs) in women. BJU Int. 2014 Jan;113(1):9-10. doi: 10.1111/bju.12492. PMID: 24215164.
  • [6] Blumberg, Jeffrey & Camesano, et al. (2013). Cranberries and Their Bioactive Constituents in Human Health. Advances in nutrition (Bethesda, Md.). 4. 618-632. 10.3945/an.113.004473.
  • [7] Trill, Jeanne & Simpson, et al. (2017). Uva-ursi extract and ibuprofen as alternative treatments of adult female urinary tract infection (ATAFUTI): Study protocol for a randomised controlled trial. Trials. 18. 10.1186/s13063-017-2145-7.
  • [8] Ng QX, Peters C, Venkatanarayanan N, Goh YY, Ho CYX, Yeo WS. Use of Lactobacillus spp. to prevent recurrent urinary tract infections in females. Med Hypotheses. 2018 May; 114:49-54. doi: 10.1016/j.mehy.2018.03.001. Epub 2018 Mar 5. PMID: 29602464.
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