Semi di psillio contro la stitichezza: come usarli e perché funzionano

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un forte aumento dei disturbi intestinali come la stipsi ed il gonfiore addominale. I semi di psillio sono tra i rimedi naturali che aiutano a combattere le irregolarità intestinali. Scopriamo insieme come sfruttare al meglio le loro proprietà.

I semi di psillio derivano da una pianta officinale, appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae, il cui nome scientifico è Plantago Psyllium. Chiamata popolarmente Erba delle pulci o Pulcinaria, era utilizzata a scopo fitoterapico già dagli Egiziani.

Immagine di semi di psillio posti in una ciotola di legno

Tra le diverse proprietà e benefici per la salute, particolarmente interessante è la loro capacità di regolarizzare il transito intestinale, o meglio il tempo di permanenza delle feci nell’intestino.

La stitichezza non è di per sé una malattia ma un sintomo. Spesso è difficile scoprirne la causa, ci sono tuttavia diversi fattori predisponenti. Tra questi troviamo la scarsa idratazione delle feci, la vita eccessivamente sedentaria che rallenta i movimenti del colon, le carenze nutrizionali, disordini neurologici, uso di farmaci antiacidi, antistaminici, antidepressivi e allergie ed intolleranze alimentari. Vista la grande varietà di fattori scatenanti e di possibili cause, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico per trovare la soluzione più adatta.
 

Come e perché lo psillio aiuta in caso di stitichezza

La capacità dei semi di psillio di modulare la frequenza delle evacuazioni è dovuta alle mucillagini in essi contenute: si tratta di polisaccaridi classificati come fibra solubile che hanno la  capacità di trattenere l’acqua.

Infatti, le mucillagini si trovano principalmente nei semi delle piante, assicurando così alle stesse la protezione contro la siccità. Sono formate da polisaccaridi o singole unità di zuccheri, che uniti da legami, formano lunghe catene ramificate. Sono molto idrofili, il ché permette loro di intrappolare nella struttura tanti liquidi, rigonfiandosi anche per 3 volte il loro volume e formando un gel.

Grazie all’assunzione di semi di psillio, le feci risultano più idratate, aumentano di volume e prendono forma. Il tempo tra un’evacuazione e l’altra si riduce notevolmente e il processo risulta meno faticoso e doloroso.

Ma non è tutto. I semi di psillio sono anche dei prebiotici, costituiscono quindi il nutrimento dei batteri buoni (probiotici). I legami tra le singole molecole di zuccheri che compongono la mucillagine non possono essere degradati dagli enzimi dell’uomo. Sfuggendo così alla digestione, arrivano nell’intestino dove vengono degradati dalla flora batterica.

La fermentazione da parte dei batteri produce acidi grassi a catena corta (SCFA) tra cui l’acido butirrico, acetico e propionico. Essi sono molto importanti per il benessere dell’intestino. Forniscono il nutrimento alle cellule e stimolano la crescita dei batteri buoni che, a loro volta, contrastano la riproduzione dei patogeni.

Quanto psillio assumere per ottenere benefici

Lo Psillio è uno dei più raccomandati rimedi contro la stipsi, di cui l’efficacia è confermata da diversi studi. È stato inserito, inoltre, nelle linee guida della U.S. Food and Drug Administration, come fibra alimentare solubile ad azione benefica sulla salute umana.

La Farmacopea Italiana (il codice farmaceutico) consiglia l’utilizzo dell’estratto di semi di psillio sotto forma di polvere, che deve presentare un indice di rigonfiamento non inferiore a 10. L’Indice di rigonfiamento è un saggio che definisce quanta acqua è in grado di assorbire una sostanza in un tempo stabilito.

La dose raccomandata di estratto di semi di psillio è di 2-5 g al giorno, che equivale a due o tre cucchiaini di polvere o 10-30 grammi di semi interi, sciolti in almeno 150 ml di acqua. La dose stabilita è da ripartire in due assunzioni giornaliere, possibilmente lontano dai pasti. In ogni caso è importante fare riferimento a quanto riportato sulla confezione acquistata ed è consigliabile continuare a bere molti liquidi nelle ore successive all’assunzione. Il tempo di azione per cui lo psillio faccia effetto va da 12 a 24 ore.

Si ricorda, tuttavia, che la stipsi è una condizione che presenta diverse sfumature e non può essere generalizzata. Pertanto anche il tipo e la dose dei supplementi deve essere scelta con cautela e concordata con uno specialista.

Non assumere psillio se…

Per quanto sia un ottimo rimedio contro la stipsi, lo psillio può causare gonfiore addominale e flatulenza soprattutto nei soggetti con intestino irritabile o in caso di sovradosaggio. Vi consigliamo di fare inoltre attenzione se soffrite di:

  • Ostruzione intestinale;
  • Dolore addominale non diagnosticato;
  • Vomito;
  • Presenza di sangue nelle feci;
  • Difficoltà a deglutire o restringimento dell’esofago.

La fibra solubile dei semi di psillio trova indicazioni nel Diabete di Tipo 2 e l’Obesità in quanto riduce l’assorbimento di zuccheri ed altri nutrienti nell’intestino, mantenendo stabile la glicemia. A tal proposito è controindicato in concomitanza con i medicinali ipoglicemizzanti per il potenziamento dell’azione del farmaco e conseguente ipoglicemia.

Infine consigliamo ai soggetti allergici di consultare il proprio medico prima di assumere lo psillio, in quanto sono note in letteratura reazioni allergiche gravi sia da anafilassi per l’assunzione, che da contatto.

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Avete mai provato i semi di psillio per risolvere il problema della stitichezza? Come vi siete trovati? Condividete con noi le vostre esperienze e, se avete qualche domanda, non esitate a lasciare un commento!

Dott.ssa Eva Wilczynska

Biologa Nutrizionista laureata in Scienze dell’Alimentazione all’Università degli studi di Firenze, ha frequentato la SOD di Immunoallergologia dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Firenze.

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3 commenti

  1. Buongiorno dott.ssa,
    In erboristeria mi hanno consigliato di assumere un cucchiaio e mezzo di semi la mattina con abbondante acqua. I primi due giorni ho avuto ottimi risultati ma nei giorni successivi ho avuto un caso di stipsi molto importante al punto di dover ricorrere al clistere.
    Bevo sempre molti liquidi ma, da quello che ho letto forse ho assunto una quantità eccessiva di semi?
    La ringrazio, Carola

  2. Buongiorno Dr.ssa, volevo sapere come vanno assunti i semi di psillio, 1 cucchiaino da caffè sciolto in latte caldo o altro? Grazie per la cortesia, Erika Nardon

    1. Cara Erika, la dose raccomandata va da 2 a 5 g al giorno di estratto secco da sciogliere preferibilmente in 150 mL di acqua. La quantità succitata di estratto secco equivale a 10-30 g circa di semi: se decide di ricorrere a questi ultimi, assuma subito dopo almeno 150-200 mL di acqua. L’aspetto da non dimenticare è di continuare, poi, a bere buone quantità di liquidi anche nelle ore successive all’assunzione dello psillio.

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