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Olio di palma: fa male alla salute? Facciamo chiarezza!

Ultima modifica: 24 novembre 2016

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Olio di palma fa male

Chi abitualmente legge o studia le etichette dei prodotti alimentari prima di acquistarli al supermercato, avrà certamente notato diverse volte la dicitura “olio di palma” (spesso celata dietro le più generiche scritte “olio vegetale” o “grassi vegetali”) nella lista degli ingredienti. Ma cos’è l’olio di palma? E perché è così largamente usato nell’industria alimentare?

Olio di palma: che cos’è e che caratteristiche possiede

L’olio di palma è un olio vegetale non idrogenato che si ricava dall’omonimo arbusto, Elaeis guineensis, una pianta originaria dell’ Africa e oggi ampiamente coltivata in Malesia e Indonesia. Dire semplicemente olio di palma, in realtà, vuol dire esprimere un concetto piuttosto vago, visto che esistono tre tipi diversi di oli che si diversificano tra loro a seconda dell’origine e della lavorazione a cui vengono sottoposti, quali: olio di palma grezzo, olio di palmisto, olio di palma raffinato.

L’olio di palma grezzo si ricava dai frutti della palma dei quali mantiene il caratteristico colore arancio rosso, dovuto all’alta concentrazione di carotenoidi, precursori della vitamina A. A temperatura ambiente ha una consistenza semi-solida simile alla sugna (strutto), dovuta all’elevata quantità di acidi grassi saturi (normalmente presenti nelle carni e nei grassi animali) che, però, sono compensati dalla presenza di una buona dose di antiossidanti e di vitamina E.

Gli acidi grassi costituiscono circa il 50% dei grassi totali presenti, e il più rappresentativo è l’acido palmitico, un acido saturo a lunga catena; la restante percentuale è formata dagli acidi grassi monoinsaturi (40%) e polinsaturi (10%).

L’olio di palmisto si ricava, invece, dai semi della pianta. Ha anch’esso una consistenza semi-solida a temperatura ambiente, perché ricco di acidi grassi saturi, ma ha un colore bianco che ricorda il burro perché privo di carotenoidi.

L’olio di palma raffinato (o olio di palma bifrazionato) è il risultato di “bifrazionamento” e di raffinazione, meccanismi che consentono di convertirlo in forma liquida. Durante tali processi, però, esso perde tutti gli antiossidanti presenti nella forma grezza, e quindi tutta la parte benefica a favore (ahinoi) dei soli acidi grassi saturi.

Valori nutrizionali per 100g di olio di palma raffinato:
Acqua0 g
kcal884
Proteine0 g
Grassi100 g
di cui saturi49,3 g
Carboidrati0 g
di cui zuccheri0 g
Vitamina E15,94 mg
Indice glicemico0
Colesterolo0 g
Acido Linoleico9,2 g
Acido Linolenico0,2 g

L’olio di palma nell’industria alimentare

L’olio di palma raffinato è molto utilizzato nelle industrie alimentari per la frittura dei cibi e per la preparazione dei prodotti confezionati come biscotti, merendine, gelati, cioccolato e cioccolato spalmabile, zuppe già pronte ecc, a cui sa conferire cremosità e croccantezza, fungendo da addensante. Ma perchè si preferisce usare proprio l’olio di palma? Ecco alcune motivazioni.

  1. L’olio di palma è meno delicato rispetto ad altri oli i quali, deteriorandosi in fretta, formerebbero sostanze tossiche che sarebbero potenzialmente nocive. L’olio di palma possiede, invece, una forte resistenza alla temperatura e al sole, candidandosi come olio migliore per la corretta conservazione dei cibi confezionati.
  2. Raggiungendo il punto di fumo molto lentamente, è l’ideale per la cottura dei cibi.
  3. È incolore, insapore, altamente versatile e lavorabile ma, soprattutto, è molto economico.
  4. È facilmente digeribile per la presenza, tra gli altri, di acidi grassi a media catena che attraversano più facilmente la parete intestinale.

L’olio di palma fa male alla salute?

Il valore nutrizionale reale e gli effettivi impatti negativi che l’olio di palma può avere sulla salute sono ancora fonte di studi controversi. C’è chi afferma nel modo più assoluto che l’olio di palma fa male e lo demonizza senza possibilità di appello vista l’elevata presenza di acidi grassi saturi, che innalzano il colesterolo ematico e favoriscono così l’insorgenza di disturbi cardiovascolari.

Al contrario, c’è poi chi pone l’accento, esaltandolo positivamente, sull’alto contenuto di vitamina E e carotenoidi. In realtà, la controversia deriva dalla confusione e dalla non chiarezza su quale dei tre tipi di olio si stia parlando.

L’olio di palma grezzo, per tutte le sue caratteristiche, non rappresenta di per sé un grosso rischio per la salute di cuore e arterie o per il problema di sovrappeso e obesità. Purtroppo, però, quello che viene usato dalle industrie alimentari non è questo, ma il suo equivalente raffinato che, come già detto, ha ormai perso tutte le sue sostanze benefiche.

I grassi non vanno del tutto eliminati dalla dieta: in una corretta alimentazione dovrebbero apportare circa il 30% delle kcal totali, di cui il 7-10% rappresentati proprio da quelli saturi. Il punto principale è che spesso ne assumiamo più del necessario e in maniera anche inconsapevole, proprio perché l’olio di palma è contenuto in moltissimi prodotti di uso quotidiano.

Cosa possiamo fare quindi?

Cerchiamo di fare acquisti più intelligenti, passando al vaglio al meglio le etichette di ciò che stiamo per comprare, riducendo quanto più possibile o eliminando l’uso di quelli contenenti olio di palma e sostituendo, quindi, snack e spuntini con frutta e verdura di stagione: 1 biscotto è formato da almeno 10 ingredienti diversi, più o meno salutari, più o meno grassi; 1 mela è sempre al 100% fatta solo da mela.

Aggiornamenti sull’olio di palma

Un recente studio dell’EFSA ha messo in luce che la raffinazione dell’olio di palma produce alcune sostanze cancerogene e potenzialmente tossiche per l’organismo. Proprio a seguito di studi come questo, diverse aziende nel settore alimentare (come ad esempio i prodotti a marchio coop) hanno deciso di ritirare dal mercato prodotti contenenti olio di palma raffinato in quanto ritenuti pericolosi per la salute.

Come riconoscere l’olio di palma in etichetta

Quando andate al supermercato, per essere sicuri di non acquistare prodotti contenenti olio di palma, è bene imparare a leggere attentamente le etichette degli alimenti. Fortunatamente dalla fine del 2014, una normativa europea impone trasparenza sulle etichette alimentari. La normativa prevede di sostituire la più generica e fuorviante voce “oli vegetali” o “grassi vegetali” in una dicitura più chiara ed esaustiva. Possiamo trovare quindi sulle etichette le voci “olio vegetale di palma” (oppure “oli vegetali di palma, colza, ecc..) o semplicemente “olio di palma“, le quali informano chiaramente il consumatore sulla presenza di questo elemento.

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Caterina Perfetto
Caterina Perfetto si laurea in Scienze Biologiche presso la Federico II di Napoli. Dopo aver lavorato presso un laboratorio di analisi cliniche, si perfeziona in Igiene Alimentare, Nutrizione e Benessere. Esegue valutazione dello stato nutrizionale, determinazione Massa Magra e Massa Grassa, elaborazione di profili nutrizionali personali e specifici, test per le intolleranze alimentari. Riceve a S. Antimo (NA)

10 COMMENTI

  1. Ma nessuno pensa ai lavoratori? Se lavori 12ore al giorno 7 giorni su 7 in una piantagione per la produzione di olio di palma vuol dire che ne hai bisogno. E cosa facciamo noi ? Priviamo questa gente anche di questo misero sistema di sostentamento. Eliminiamo l’olio di palma e aumentiamo il numero di immigrati. Per questo andiamo a rotoli …. nessuno pensa prima di parlare

  2. Io invece ho bandito ida casa mia le aziende che pubblicizzano negativamente l’olio di palma vedi barilla etc. Ci lavoro in qs campo e ho aabbastanza esperienza per dire di guardare al di la del solo criticare per la deforestazione e la tossicità… pensate alle alternative.. alle rese degli altri oli alla colza ad esempio o alla deforestazuone che si andrebbe a creare per piantare oli con rese decisamente inferiori olive girasole etc. All’uso di pesticidi che si dovrebbero utilizzare se tutti andassero a sostituire l’olio di palma. Questo olio viene utilizzato da una vita non a caso e come per tutte le cose è la quantità che ne determina la pericolosità. Fumare 1 sigaretta o 50 è cosa ben diversa cosi mangiare un gelato o 10 o la carne tutti i giorni o 2 volta a settimana e potrei continuare all infinito. Gli zuccheri fanno molto piu male e pochi ne parlano perché? Il diabete è forse meno grave come rischi di malattia? Moderazione nell’alimentazione e fare sport restano due cose fondamentali che pochi fanno purtroppo. Certo è piu faticoso che leggere le etichette nei supermercati ma sicuramente piu salutare

  3. Il discorso è molto semplice: l’industria alimentare usa l’olio di palma ‘cattivo’ perché le conviene. Punto e basta. Il consumatore deve solo imparare a difendersi da questo silente e nuovo (basta leggere le etichette dei gelati algida di 20-30 fa e quelle di adesso per capire quanto sia nuovo il fenomeno) attacco alla nostra salute. Il consumatore occidentale è molto privilegiato: nel passato ha avuto accesso a grassi pregiati, consumati in quantità ragionevole. Non può salvare il mondo, ma almeno può badare un pò di più alla propria salute: nel resto del mondo si consuma l’olio di palma da decenni? E’ Un loro problema (guardatevi le statistiche sull’incidenza delle ipercolesterolemie nelle Filippine, ad esempio). Nel nostro paese è una novità silenziosa ed esiziale? L’importante è fare chiarezza e consumare (l’unica cosa che ci hanno ridotto a fare) responsabilmente. Vedrete che poi sarà tutto un florilegio di prodotti ‘green’ senza olio di palma. Scommettiamo?

  4. Diversifichiamo il cibo, cerchiamo di trovare il tempo per il piacere di vivere amandoci anche nella cucina. Non troviamo scuse devo lavorare, che senso ha correre per trovarsi in un letto di ospedale. Impariamo a vivere per noi stessi e non per essere schiavi che fanno vivere gli oggetti al nostro posto. Esempio se ti siedi e metti sul tavolo il nuovo cell. chi è il protagonista e chi la spalla???

  5. Caro/a PIL per quanto concerne la deforestazione il problema non è legato all oli0 di palma. L’industria alimentare ha bisogno di olio.Se sostituisce l olio di palma con l’olio di colà p.e. ci sarà ancora più deforestazione perché la resa per ettaro della palma e di 4,5 mentre per l altro olio è inferiore a 1.
    A proposito della pericolosità alimentare nel mondo ca.4 miliardi di persone usano la olio di palma.

    • PUBBLICITA’ REGRESSO!!!!
      Un articolo studiato apposta per spingere l’olio di palma.
      INFLUENCER! FAKE!
      SVEGLIA GENTE!

      L’olio di palma fa male…. in base a recenti studi è cancerogeno!
      L’olio di colza è uno dei peggiori olii.
      Bisogna puntare su l’olio extravergine di OLIVA e al limite di girasole.
      Tutti gli altri olii sono schifezze!

  6. ciao,
    secondo me il problema più grosso legato all’olio di palma è il disastro ambientale legato alla sua coltivazione. Ho visto (ex)luoghi paradisiaci rovinati per sempre e immense porzioni di foresta rase al suolo per la coltivazione della palma da olio. danni all’ambiente e alle popolazioni che abitano queste aree che si vedono costrette a spostarsi o a lavorare nelle piantagioni stesse a condizioni di semi schiavismo… (parlo di alcuni paesi africani ma penso non sia molto diverso altrove).
    quindi, mangiando meno alimenti che contengono olio di palma, riduciamo il colesterolo ed evitiamo di dare il nostro contributo al disastro ecologico perpetuato dalle industrie che lo producono.
    ciau, buona domenica

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