Antidepressivi naturali: quali sono i più efficaci, come funzionano e perché aiutano

Gli antidepressivi naturali rappresentano un’interessante risorsa per il ripristino del benessere psicologico. Vediamo quali sono e come funzionano.

Gli antidepressivi naturali comprendono diversi principi attivi estraibili da altrettante piante medicinali. Si tratta di componenti vegetali in grado di agire sul disturbo depressivo e la cui attività è stata documentata attraverso osservazioni su modelli animali e sull’uomo.

Antidepressivi naturali misti

Di seguito vedremo un approfondimento su diversi rimedi antidepressivi volti ad alzare l’umore in modo naturale. Non mancheranno, tra l’altro, alcune indicazioni su come utilizzarli.

Cosa sono gli antidepressivi e come agiscono

In generale, gli antidepressivi sono delle sostanze in grado di combattere la depressione, che si definisce come un rilevante disturbo dell’umore. Si tratta di una sindrome vera e propria, che si caratterizzata per sintomi di natura psicologica, ma anche fisica e comportamentale [1]. Talvolta, la depressione può impattare pesantemente sulla qualità della vita. Tornando agli antidepressivi, essi agiscono sul livello di alcuni neurotrasmettitori, quali serotonina, noradrenalina, dopamina, aumentandolo e migliorando, nel complesso, il tono dell’umore [2].

10 Antidepressivi naturali: quali sono i più potenti e come usarli

Come accennato nella parte introduttiva, gli antidepressivi naturali sono sostanze di estrazione vegetale, capaci di agire positivamente sul benessere emotivo. Essi vengono posti in commercio come integratori alimentari, sebbene possano figurare, talvolta, tra i farmaci: in tal caso, il loro acquisto richiede la prescrizione medica. Solitamente, gli antidepressivi di natura vegetale vengono impiegati per il trattamento delle forme lievi di depressione e ansia [3,4,5,6].

Segue una descrizione delle “piante antidepressive” più note e dei relativi integratori, ferma restando la necessità di ricorrere al parere del medico prima di farne uso. In alcuni casi, infatti, anche l’utilizzo degli integratori può rivelarsi rischioso o inappropriato, come accade, ad esempio, per le donne in gravidanza o allattamento, così come per anziani in politerapia. In altre situazioni, il consulto è utile per indagare le esigenze della singola persona, al fine di individuare il miglior antidepressivo.

1 Iperico (Erba di San Giovanni)

Uno dei più noti antidepressivi naturali è sicuramente l’hypericum perforatum, anche noto come Iperico o Erba di San Giovanni, una pianta erbacea perenne della famiglia delle Hypericaceae e originaria dell’Europa occidentale, dell’Asia e del Nord Africa. La sua importanza quale rimedio per i sintomi depressivi è aumentata in modo significativo negli ultimi anni, in seguito a diversi studi su modelli animali e sull’uomo. In particolare, sono stati dimostrati effetti simili ai farmaci antidepressivi fluoxetina, sertralina e imipramina, oltre che effetti collaterali di gran lunga inferiori rispetto agli stessi farmaci. I principi attivi della pianta implicati negli effetti terapeutici sono l’iperforina e l’ipericina, che sembrano agire a livello recettoriale. Grazie ai suoi effetti benefici, l’iperico è una delle piante maggiormente impiegate per combattere la tristezza e l’ansia.

Gli integratori a base di iperico, disponibili in capsule e titolati allo 0,3% in ipericina e al 2% in iperforina, funzionano, potenzialmente, da antidepressivi efficaci. Generalmente vengono assunti una volta al giorno durante i pasti, nel dosaggio di circa 300 – 400 mg (fate comunque riferimento a quanto riportato sulla confezione). L’iperico è acquistabile anche come soluzione liquida, da assumere nelle quantità indicate da ciascuna casa produttrice.

2 Zafferano (Crocus sativus)

Denominato in botanica come Crocus sativus e appartenente alla famiglia delle Iridaceae, lo zafferano è noto soprattutto per i suoi utilizzi come spezia. Tuttavia, si tratta anche di una pianta medicinale, i cui estratti acquosi e idroalcolici vantano applicazioni analgesiche, antinfiammatorie e sedative. Ad oggi, lo zafferano viene classificato anche come antidepressivo naturale.

Gli effetti antidepressivi dei suoi estratti sono stati dimostrati sia su modelli animali che sull’uomo e vengono attribuiti ai vari principi attivi della pianta, compresi safranale e crocina. Tali sostanze sembrano agire inibendo la ricaptazione di dopamina, noradrenalina e serotonina, agendo con effetti simili ai farmaci fluoxetina e imipramina.

I prodotti in capsule a base di zafferano vengono assunti una o due volte volte al giorno prima dei pasti, nel dosaggio totale di circa 180 – 200 mg. Tali integratori presentano, in media, una titolazione in safranale dello 0,4%. È possibile usufruire dei principi attivi di zafferano anche attraverso le soluzioni idroalcoliche, dotate di posologia apposita.

3 Curcumina

La curcumina è un componente naturale presente nella curcuma (Curcuma longa) e decisamente nota per le sue potenzialità antiossidanti, antinfiammatorie e immunostimolanti. Diversi studi attribuiscono a questa sostanza anche effetti antidepressivi, evidenziandone le potenzialità benefiche nella remissione dei sintomi e nella comparsa di pochi effetti avversi. La curcumina viene considerata un antidepressivo potente: essa sembra agire su diversi meccanismi biologici coinvolti nella depressione, come l’attività dell’enzima monoammina-ossidasi.

La dose giornaliera di curcumina ritenuta efficace per ottenere benefici si aggira intorno a 1000 mg, da suddividere in più parti al momento dei pasti principali. In linea di massima, gli integratori sono titolati al 95 – 98% in curcuminoidi e sono reperibili in capsule o compresse.

4 Camomilla

Nell’ambito della medicina tradizionale romana, greca ed egiziana, i fiori essiccati di camomilla venivano utilizzati come rimedio curativo di svariate sintomatologie. Tra le due specie più utilizzate, ovvero la camomilla romana (Chamaemelum nobile) e la camomilla tedesca (Matricaria recutita), quest’ultima ha mostrato effetti benefici sui sintomi della depressione, sia in osservazioni su modelli animali che in indagini sull’uomo. Per quanto concerne i meccanismi coinvolti, si suppone che i componenti bioattivi della camomilla, quali la quercetina e l’apigenina, possano modulare l’attività biologica di dopamina, noradrenalina e serotonina. In linea di massima, la camomilla agisce da antidepressivo leggero.

La supplementazione di estratti di camomilla può essere effettuata attraverso soluzioni idroalcoliche o prodotti in capsule/compresse. In quest’ultimo caso, è possibile assumere due monodosi al giorno, al momento dei pasti, per un totale di 500 – 600 mg di estratto vegetale.

5 Lavanda (Lavandula angustifolia)

La pianta di lavanda è conosciuta in botanica come Lavandula angustifolia e appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Si tratta di una specie nota in ambito popolare, dove è stata utilizzata come analgesico, antispasmodico e sedativo. Alcuni studi clinici mostrano anche come l’aromaterapia con olio essenziale di lavanda possa ridurre l’ansia, la depressione e i sintomi da stress. Potete trovare maggiori informazioni a riguardo nel nostro approfondimento: Olio essenziale di lavanda: l’aroma che favorisce calma e relax.

Gli integratori disponibili in commercio consistono in gocce o capsule contenenti l’olio essenziale di lavanda. In ogni caso, la dose giornaliera si colloca, all’incirca, tra 130 e 230 mg di olio essenziale, da assumere dopo i pasti.

6 Valeriana (Valeriana officinalis)

La Valeriana officinalis, meglio nota come Valeriana, è una pianta erbacea e fa parte della famiglia delle Valerianaceae. Le sue radici vantano un ampio utilizzo nella medicina tradizionale come sedativo, anticonvulsivante e antidepressivo. Gli effetti benefici della pianta sono stati dimostrati attraverso osservazioni su modelli animali, sebbene gli studi clinici a sostegno delle sue proprietà antidepressive siano scarni. Uno studio, in particolare, ha valutato gli effetti della pianta in combinazione con l’erba di San Giovanni, evidenziandone l’azione sinergica. Altre indagini cliniche hanno evidenziato l’azione benefica della valeriana sulla qualità del sonno e sul disturbo d’ansia.

I prodotti a base di valeriana sono disponibili in gocce o compresse. La dose giornaliera relativa agli estratti di valeriana oscilla tra 900 e 1800 mg, da assumere dopo i pasti.

7 Ginkgo biloba

Ginkgo biloba rientra tra le piante più antiche al mondo ed è l’unica specie rimasta delle Ginkgoaceae. Le sue origini sono orientali, sebbene venga ormai coltivata in diverse aree del pianeta. Gli estratti di semi e foglie di ginkgo vantano un ampio utilizzo nella medicina popolare cinese, per il miglioramento della memoria e delle capacità intellettuali. Gli effetti antidepressivi di ginkgo sono stati documentati con profitto attraverso alcuni studi clinici e vengono attribuiti ai componenti bioattivi della pianta.

Gli integratori di ginkgo sono reperibili sotto forma di compresse, capsule e soluzioni idroalcoliche, da assumere seguendo le istruzioni di ciascuna azienda produttrice. Mediamente, gli integratori in questione contengono flavonoidi e lattoni terpenici nelle percentuali del 25% e del 5%, rispettivamente.

8 Eleuterococco (Ginseng siberiano)

Classificato in botanica come Eleutherococcus senticosus, il Ginseng siberiano è una pianta arbustiva della famiglia delle Araliaceae. Si tratta di una pianta medicinale dalle spiccate proprietà benefiche per la mente, esercitando attività adattogene, ansiolitiche e antidepressive. Tali potenzialità vengono attribuite ai componenti bioattivi della sua radice, tra i quali emergono gli eleuterosidi. L’uso di questo integratore potrebbe essere utile nel caso sia presente anche stress eccessivo.

Gli integratori corrispondenti sono per lo più strutturati in capsule o compresse, e contengono eleuterosidi nella percentuale dello 0,8%, in media. La dose giornaliera corrisponde, solitamente, a una capsula al giorno da assumere al momento del pasto.

9 Griffonia simplicifolia

Ritenuta un fitoterapico antidepressivo, la griffonia è una pianta rampicante di origini africane e appartenente alla famiglia delle Fabaceae. I suoi semi contengono dal 6 al 14% di 5-idrossitriptofano (5-HTP), ovvero un componente precursore della serotonina. Sulla base di alcune evidenze, sembra che la supplementazione di estratti di griffonia possa incrementare la serotonina a livello cerebrale, agendo sul benessere mentale, sugli stati d’ansia e sulla qualità del sonno. Per via dei suoi effetti, la griffonia è tra gli antidepressivi più efficaci ed utilizzati, insieme all’iperico.

La griffonia è disponibile in capsule o compresse, contenenti l’estratto vegetale titolato al 10 – 20% in 5-HTP. In genere, gli integratori di griffonia sono strutturati in monodosi giornaliere da assumere durante i pasti.

10 Rhodiola rosea

La rhodiola rosea è una pianta medicinale e appartiene alla famiglia delle Crassulaceae. Nota nella medicina tradizionale di varie aree del pianeta, questa specie è stata a lungo utilizzata come rimedio all’ansia e alla depressione ed è, ad oggi, classificata come pianta adattogena. Diverse osservazioni condotte su soggetti depressi suggeriscono che la somministrazione di rhodiola possa potenziare gli effetti dei farmaci tradizionali, migliorando anche la qualità del sonno e la stabilità emotiva. Gli estratti della pianta sembrano agire sui livelli di serotonina, dopamina e noradrenalina, aumentandoli. Nel complesso, si tratta di un rimedio efficace per il buonumore ed utile anche in caso di stress.

Gli integratori in capsule contengono i principi attivi di rhodiola nelle percentuali del 3-5% in rosavina e dell’1-2% in salidroside. La dose giornaliera di estratto oscilla, in media, tra 300 e 600 mg, da suddividere in più momenti, preferibilmente nella prima parte della giornata.


Dott.ssa Gabriella Reggina

La Dott.ssa Gabriella Reggina è laureata in biologia presso l’Università Federico II di Napoli e ha proseguito gli studi post-laurea in materia di nutrizione e igiene degli alimenti. È iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi.

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