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Svezzamento del neonato: i consigli del nutrizionista per farlo correttamente

Ultima modifica:7 novembre 2019

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Lo svezzamento è un momento fondamentale nella vita di un bambino e della famiglia che lo circonda. Vediamo come affrontare lo svezzamento dei neonati nella maniera più corretta.

Il divezzamento (o svezzamento) indica un momento cruciale nel neonato che passa da un’alimentazione liquida, basata esclusivamente sul latte (materno o in formula), ad una complementare in cui si aggiungono i primi alimenti solidi.

Neonato che mangia la prima pappa durante lo svezzamento

Il bimbo impara così ad “esplorare” un mondo nuovo, fatto di sapori e consistenze diverse, dettato da esigenze nutrizionali maggiori e più complesse che il latte, da solo, non è più in grado di soddisfare. L’alimentazione dei primi anni di vita, inoltre, pare influire notevolmente su alcuni fattori di rischio per la salute futura, specie in ordine di sovrappeso/obesità e ipertensione.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il periodo più indicato per iniziare lo svezzamento è intorno al 6° mese di vita, proprio perché è da allora che occorre soddisfare un fabbisogno crescente di nutrienti, specie di zinco, selenio e ferro.

Spesso, invece, si tende a bruciare tale tappa e a somministrare alimenti solidi anche molto prima, a partire dal 4° mese, pensando erroneamente che un neonato che impara a mangiare prima e subito crescerà meglio, più forte e più in fretta, facendo anche paragoni inutili con gli altri.

In realtà il bimbo non ha ancora sviluppato tutti gli strumenti necessari per poterlo fare davvero (primo tra tutti, un apparato gastrointestinale più maturo) e non è detto che questa inutile “maratona” non possa portare a danni in futuro. Nello svezzamento, invece, occorre avere pazienza e procedere per gradi, creando un ambiente tranquillo, sereno ed idoneo, assecondando i gusti ed i tempi del piccolo che, cosa non da poco, abituato a succhiare, dovrà anche imparare a riconoscere e a gestire un aggeggio a lui del tutto sconosciuto: il cucchiaino.

Svezzamento del bambino: la prima pappa

Il pediatra resta il punto di riferimento principale per i genitori circa il calendario degli alimenti da dare al pargolo, in base alle sue caratteristiche ed esigenze.

In linea di massima, si consiglia di cominciare lo svezzamento dei neonati introducendo un sapore sapido (dato dal brodo vegetale) piuttosto che uno dolce (frutta) per non condizionare i suoi gusti una volta adulto, facilitando la comparsa del sovrappeso. La prima pappa andrà quindi a complementare le poppate abituali, sostituendone una sola, preferibilmente quella dell’ora di pranzo, seguendo tale schema:

  • 3-4 pasti di latte (materno o formulato)
  • 1 pasto con pappa in brodo vegetale
  • A metà mattina o pomeriggio: mela o pera grattugiata

La pappa è costituita da brodo vegetale, crema di cereali, olio extravergine di oliva per condire e, in un secondo momento, da liofilizzati di carne.

Il primo brodo viene preparato solo con patate e carote, a cui gradualmente si aggiungono altre verdure come le zucchine o i fagiolini. È bene introdurre un alimento nuovo per volta e attendere alcuni giorni prima di inserirne altri per poter verificare eventuali allergie.

I cereali usati per la prima pappa sono quelli senza glutine (riso, mais, tapioca) da alternare durante la settimana, mentre il condimento è dato sempre da un cucchiaino di olio e.v.o., fonte di polifenoli antiossidanti e di acidi grassi buoni per la formazione della mielina. Dopo alcuni giorni, si introduce mezzo vasetto di liofilizzato di carne, a partire da agnello, tacchino e coniglio, più digeribili per il piccolo stomaco del bimbo.

Dal 7° mese si inserisce anche la pappa serale, per cui il bimbo avrà i seguenti pasti:

  • 2 pasti di latte (materno o formulato)
  • 2 pasti con pappa in brodo vegetale condita con olio e.v.o.
  • Metà mattina o pomeriggio: mela o pera grattugiata

I cereali possono essere sostituiti da semolino o da creme multi cereali. L’alimentazione di arricchisce di prosciutto cotto, formaggio (tipo ricotta, parmigiano reggiano, grana padano, crescenza), l’omogeneizzato di carne prende il posto del liofilizzato, si insaporisce il tutto con un paio di cucchiai di verdure passate presenti nel brodo.

Dall’8° mese si inserisce la pastina piccola, tipo sabbiolina; al brodo si possono aggiungere i legumi, a cominciare dalle lenticchie decorticate, e la carne si alterna con il pesce, in particolare trota, sogliola, platessa e nasello che sono più magri e digeribili.

Dal 9° mese
si può proporre il tuorlo d’uovo 1-2 volte a settimana e, solo al compimento dell’anno, l’uovo intero, mentre il formato della pastina può aumentare leggermente.

Dopo i 10 mesi, al brodo vegetale è consentito includere anche il pomodoro.

È buona regola non aggiungere sale alla pappa fino al primo anno di vita, pericoloso perché predispone a obesità, ipertensione e problemi circolatori. Variare il menu del piccolo quanto più possibile sia per fornirgli tutti i nutrienti di cui ha bisogno, sia per abituarlo a gusti sempre più nuovi.

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Dott.ssa Caterina Perfetto
Biologa nutrizionista, laureata in Scienze Biologiche presso l’Università Federico II di Napoli, perfezionata in Igiene Alimentare, Nutrizione e Benessere.

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