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Vitamina D nei bambini: perché è importante e come prevenire la carenza

Ultima modifica: 6 novembre 2018

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Immagine di bambino al sole per favorire la sintesi di vitamina d


La vitamina D è un composto essenziale per il nostro organismo, la cui carenza crea disturbi anche molto seri. Di particolare importanza si rivela nei bambini, scopriamo perché.


Con il termine vitamina D si intende in realtà un gruppo di composti con attività biologica simile ed in particolare possiamo distinguere fra vitamina D2 e vitamina D3. La prima si trova principalmente nei vegetali e la seconda, che deriva dal colesterolo, si trova negli animali.

La vitamina D è una vitamina liposolubile, cioè si scioglie nei grassi e fa parte di quelle vitamine che sono in parte prodotte autonomamente dal nostro organismo. Oltre che assumere la vitamina D attraverso gli alimenti, siamo infatti in grado di sintetizzarla a partire da una molecola precursore che si trova sulla nostra pelle ed è attivata dall’esposizione ai raggi UV.

Questo processo di conversione è influenzato da vari fattori quali l’età (l’efficienza del processo diminuisce all’avanzare dell’età), la durata dell’esposizione ai raggi UV, l’etnia (una forte pigmentazione dell’epidermide determina una maggiore schermatura dei raggi solari e quindi un minor disponibilità di vitamina D). Una volta penetrata nel nostro organismo attraverso i cibi, la vitamina D viene assorbita a livello intestinale con un meccanismo simile a quello dell’assorbimento dei grassi e poi trasportata verso i tessuti che ne necessitano.

Come per tutte le altre vitamine, per coprire il fabbisogno giornaliero del nostro corpo ne bastano piccolissime quantità, nell’ordine dei milligrammi o anche dei microgrammi, e tali quantità possono essere facilmente assunte tramite gli alimenti ma spesso, per vari motivi, si rende necessaria un’integrazione, soprattutto nella prima infanzia e nella tarda età.

La vitamina D ha ruoli importanti nel nostro corpo e partecipa a molte funzioni vitali. Ad esempio essa è fondamentale per l’assorbimento del calcio e quindi è essenziale per la salute delle ossa. Inoltre aiuta il sistema muscolare ed anche il sistema immunitario. Ricerche recenti hanno inoltre dimostrato la sua efficacia nella gestione di molte patologie quali il diabete, le malattie cardiovascolari, alcune malattie del sistema nervoso e dell’apparato respiratorio.

Vitamina D: perché è importante nei bambini e nei neonati

L’azione della vitamina D è fondamentale per il nostro organismo ed è particolarmente importante nei bambini e nei neonati poiché è protagonista del metabolismo del calcio, che, come si sa, è il minerale che in primo luogo ritroviamo nelle ossa e che è il principale responsabile del loro corretto sviluppo.

Si comprende, quindi, come nell’infanzia e nell’adolescenza, le fasi della vita in cui l’accrescimento è massimo, sia necessario assicurare al nostro organismo un adeguato introito di calcio e quindi di vitamina D. Le vitamine D2 e D3 vengono trasportate al fegato, modificate, e in seguito al rene, laddove, ulteriormente processate, danno origine all’ormone 1,25 diidrossi-colecalciferolo, che agisce sul metabolismo del calcio.

Oltre a favorire l’assorbimento del calcio a livello intestinale e a partecipare al processo di mineralizzazione dell’osso, la vitamina D interviene anche nei meccanismi di contrazione delle cellule muscolari e quindi è fondamentale anche per il corretto funzionamento del sistema muscolare.

Un altro ruolo fondamentale della vitamina D di più recente scoperta è quello di immunomodulatore. Essa è cioè in grado di modulare l’azione del sistema immunitario, tant’è che la sua carenza è associata ad una maggiore incidenza di infezioni e di malattie autoimmuni. Questa è un’altra ragione per cui nei bambini, nei quali il sistema immunitario non è ancora ben sviluppato, l’azione della vitamina D si rivela benefica.

Bassi livelli di vitamina D sono associati ad una maggior incidenza di depressione e alcuni studi hanno dimostrato che la vitamina D è in grado di avere effetto comparabile a quello di alcuni farmaci antidepressivi.

Mancanza di vitamina D nei bambini: sintomi e conseguenze

In realtà non è immediato riconoscere uno stato carenziale di vitamina D, ma ci sono sicuramente dei campanelli d’allarme che possiamo riconoscere prima che i danni diventino seri. Un sintomo molto comune è il dolore alle ossa e la debolezza muscolare. Nei bambini si può riscontrare un particolare stato di nervosismo e irritabilità, fino ad arrivare a sintomi più importanti come problemi cardiaci e problemi a carico dell’apparato respiratorio, come l’asma.

Una possibile conseguenza di un’estrema carenza di vitamina D nei bambini è il rachitismo, dovuto ad una insufficiente mineralizzazione della cartilagine a causa di inadeguato apporto di calcio e di fosforo e che si manifesta con malformazioni a carico degli arti inferiori e delle ossa del cranio.

Sembra inoltre che ci sia una correlazione diretta fra il deficit di vitamina D e l’incidenza di patologie dell’apparato respiratorio nei bambini, così come dell’asma allergico. Anche la dermatite atopica potrebbe essere correlata con la mancanza di vitamina D nei bambini.

Quanta vitamina D dovrebbe assumere un bambino

La letteratura scientifica suggerisce che nei bambini occorrerebbero 400 UI/die (UI/die: Unità Internazionali al giorno) di vitamina D, quantità che aumenta fino a 1000 UI/die in presenza di fattori di rischio di deficit di tale vitamina, mentre nell’adolescente almeno 2000 UI/die. [Atti XXVII Congresso Nazionale SIPPS, CONSENSUS 2015]

È ormai prassi consolidata che neonatologi e pediatri consiglino un supplemento di vitamina D nei neonati e nei bambini, poiché si stima che più del 50% dei bambini italiani presentino carenza di vitamina D. Questo è dovuto al fatto che durante l’infanzia non si ha un’adeguata esposizione al sole e ci sono errati comportamenti alimentari e nello stile di vita in generale.

Né l’allattamento al seno, per quanto prezioso per i neonati e per le neo mamme, né quello attraverso il latte artificiale riescono a colmare il fabbisogno nei lattanti, per questo motivo un supplemento di vitamina D è di solito consigliato durante tutto il primo anno di vita. Naturalmente si tratta di indicazioni generali ed un’eventuale integrazione deve essere sempre concordata con il pediatra.

Come prevenire la carenza di vitamina D nei bambini

Esistono delle norme di comportamento che aiutano a prevenire la carenza di vitamina D nei bambini. Ad esempio sarebbe estremamente utile incoraggiare il gioco all’aria aperta nelle stagioni più calde, cioè in primavera ed estate, quando l’inclinazione dei raggi solari è tale da favorire la produzione di vitamina D, ovviamente non dimenticando di applicare un adeguato schermo solare e prediligere le ore più fresche della giornata.

Anche l’obesità favorisce la carenza di vitamina D poiché l’eccesso di tessuto adiposo ne impedisce l’assorbimento, pertanto somministrare ai nostri bambini una dieta adeguata e priva di eccessi favorendo l’attività fisica è fondamentale per la prevenzione dell’ipovitaminosi da vitamina D. A questo proposito è bene prediligere per i nostri bambini un’alimentazione ricca di alimenti fonti di vitamina D, come pesci quali l’aringa, l’anguilla, lo sgombro, il tonno, il salmone, la trota, ma anche i formaggi, i latticini e le uova. I vegetali più ricchi di vitamina D sono invece i funghi. Esistono anche alimenti fortificati con vitamina D, quali il latte, le bevande vegetali e alcuni cereali.

Come già sottolineato, spesso si rende necessaria un’integrazione, naturalmente concordata con il pediatra, ed è il caso dei bambini che seguono un’alimentazione di tipo vegano e dei bambini che hanno una colorazione della pelle particolarmente scura, poiché la pigmentazione impedisce un adeguato assorbimento di questa vitamina. Come già detto, anche l’obesità è in fattore di rischio per l’ipovitaminosi, così come alcuni stati patologici quali la celiachia, l’insufficienza renale e patologie infiammatorie croniche intestinali.

Se avete avuto un’esperienza diretta di carenza di vitamina D nei vostri bambini e volete condividerla, potete lasciare un commento spiegandoci come l’avete affrontata.

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