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Fave: fresche o secche si possono mangiare tutto l’anno

Ultima modifica: 12 maggio 2017

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Fave: proprietà nutrizionali

Le fave sono ricche di proprietà benefiche per il nostro organismo e per le pelle del viso. Perfette in caso di stipsi hanno anche qualche piccolo effetto collaterale. Scopriamole insieme.

Le fave sono dei legumi frutto dei baccelli il cui nome scientifico è Vicia Faba. Sono abbastanza grossi, oblunghi e schiacciati e composti da buccia e seme interno. Si possono gustare interi o sbucciati per un gusto più dolce. Le fave si assumono crude o cotte, ma anche secche.

La coltivazione avviene nel nostro paese a primavera e la pianta è annuale e alta circa un metro. Sono legumi di origine antica, infatti venivano usati fin dai romani soprattutto per onorare i morti. I fiori della pianta dei baccelli son insoliti, bianchi con striature nere.

Valori nutrizionali per 100g di fave fresche:
Acqua80,32 g
kcal71
Proteine5,47 g
Grassi0,22 g
di cui saturi0,037 g
Carboidrati12,41 g
di cui zuccheri– g
Fibre3,7 g
Fosforo79 mg
Indice glicemico45
Colesterolo0 g

Fave: proprietà e benefici

Le fave sono ricche di fibre, acqua (80%) e proteine. Contengono anche carboidrati nell’ordine di 12 grammi ogni 100 di prodotto. Contengono anche molti minerali e vitamine tra cui predomina la vitamina C. Oltre al fosforo, contengono anche molto ferro e quindi risorse utili per la buona circolazione del sangue.
Tra i tanti benefici delle fave ricordiamo:

  • Aiutano il dimagrimento: ricche di proteine e fibre vegetali le fave aiutano a mantenere il peso forma o a perdere peso.
  • Energetiche: le fave contengono molte vitamine del gruppo B (in particolare B1, B2 e B3) e quindi metabolizzano l’energia.
  • Combattono il colesterolo: grazie alle fibre aiutano il sangue a stabilizzare i livelli di colesterolo.
  • Combattono l’anemia: grazie all’apporto di ferro aiutano a contrastare l’anemia.
  • Alleate contro il Parkinson: recenti studi hanno dimostrato che le fave apportano benefici ai malati di questa terribile patologia grazie alla presenza di levodopa.
  • Pelle bella e luminosa: le fave contengono molta vitamina A e questo apporta loro delle proprietà perfette per il benessere della pelle.

Fave: usi e consigli

Le fave si possono gustare crude o cotte, fresche o secche. Le fave crude fresche devono essere acquistare quando il baccello è fresco cioè ha un colore vivido ed è ‘croccante’ al tatto. Una volta acquistate si possono conservare in frigorifero qualche giorno, ma diventano dure se lasciate troppo, quindi si consiglia di consumarle il prima possibile.

Un ottimo antipasto conosciuto ai più è quello con fave e pecorino: tagliare a dadini il formaggio e unirlo alle fave sgusciate. Condire con olio sale e pepe e gustare fresche. 


Le fave secche invece si possono consumare durante tutto l’arco dell’anno. Vanno tenute in ammollo prima di cucinarle e sono ingrediente perfetto per il tipico piatto pugliese ‘fave e cicoria’.

Le fave possono essere usate anche per la bellezza: la buccia interna del baccello ravviva il colorito della pelle e sono molte le nonne che raccontano di averla usata per ravvivare il colore.

Con le fave è possibile anche creare una farina, semplicemente tostandole e poi tritandole. La farina di fave è perfetta per creare maschere e impacchi per i capelli: basta mescolare una piccola quantità di farina di fave con latte tiepido e succo di limone fino ad ottener una composto pastoso. Usare questo composto come maschera rigenerante per il viso per ottenere una pelle luminosa e priva di macchie.

Fave: controindicazioni

Nonostante si tratti di una verdura ricca di proprietà benefiche, le fave possono portare problemi alle persone allergiche. Inoltre il loro consumo è sconsigliato in tutti quei soggetti che hanno problemi intestinali legati alla diarrea. La buccia delle fave infatti è lassativa e accentuerebbe i sintomi. 


Non possiamo non ricordare il favismo, una patologia che colpisce prevalentemente i residenti in Sardegna e che interessa i globuli rossi. Dopo aver assunto fave i globuli rossi vengono distrutti. Si tratta di una patologia molto seria che va tenuta costantemente sotto controllo.

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