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Mirtilli: come e perché aiutano la salute degli occhi

Ultima modifica:22 marzo 2019

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Piccoli frutti blu-violacei, ricchi di vitamine e antiossidanti, che possono migliorare la microcircolazione dell’occhio aiutandolo ad adattarsi ai cambiamenti di luce. Scopriamo i benefici dei mirtilli per la salute degli occhi.

Il mirtillo appartiene alla famiglia delle Ericaceae e ne esistono ben 14 varietà. È un frutto noto da tempo per le sue proprietà medicinali. Ad esempio, durante la seconda guerra mondiale, fu formulata l’ipotesi che i mirtilli avessero un effetto positivo sulla vista. Infatti, i piloti della Royal Air Force britannica consumavano grandi quantità di marmellata di mirtilli ed sembravano essere particolarmente abili nelle spedizioni notturne.

I benefici dei mirtilli per la salute degli occhi

Le bacche di mirtillo, oltre ad avere un gusto squisito, sono tra le migliori fonti alimentari di composti bioattivi (BAC). In particolare le proprietà antiossidanti dei BAC, sono di grande interesse poiché potenzialmente correlate a vari benefici per la salute e contribuiscono alla prevenzione di disturbi infiammatori e malattie cardiovascolari.

I BAC e le sostanze fitochimiche sembrano infatti agire positivamente sul sistema vascolare e sul microcircolo, il cui danneggiamento può causare diverse malattie tra cui la retinopatia diabetica, l’aterosclerosi, l’ischemico ictus e le malattie neurodegenerative dell’invecchiamento.

Integrando quindi la nostra alimentazione con il mirtillo, è possibile migliorare la circolazione generale e rafforzare i capillari, riducendo il rischio di disturbi come cataratta, vene varicose ed emorroidi.

Alcuni studi in vitro, hanno suggerito che l’estratto di mirtillo, così come quello della fragola, sembra avere un effetto anti proliferativo sulle cellule tumorali. Un interessante aspetto su cui la ricerca scientifica sta andando avanti.


Infine, i mirtilli possono favorire la composizione della flora batterica intestinale (es. Bifidobecteria) con effetto benefico per la salute dell’apparato digerente e del sistema immunitario.

Quali elementi contiene il mirtillo?

Quando parliamo di mirtillo, sicuramente pensiamo al frutto. Tuttavia si possono utilizzare anche le foglie ed i giovani getti della pianta.

Iniziamo dalle bacche. Esse sono ricche in vitamine A, C, K e vitamine del gruppo B, anche se in quantità minore; sali minerali tra cui calcio, fosforo, ferro, potassio. Contengono inoltre acidi organici, come l’acido malico e l’acido citrico, che danno al mirtillo quel sapore un po’ aspro e hanno un’importante azione digestiva, astringente e disinfettante. Le sostanze però più importanti sono l’acido fenolico e le antocianine.

L’interesse per gli acidi fenolici deriva dal loro potenziale ruolo protettivo contro le malattie da danno ossidativo (malattia coronarica, ictus e tumori), anche quando assunti attraverso una dieta a base di frutta e verdura.

Le antocianine, oltre a conferire il caratteristico colore blu-violaceo alle bacche, sono i principali responsabili dell’azione antiossidante del mirtillo. Sono coinvolte nel processo inibitorio della formazione dei radicali liberi, definibili come sostanze di scarto che causano l’invecchiamento cellulare e la formazione di placche aterosclerotiche attraverso l’ossidazione delle molecole di colesterolo LDL.


Uno studio del 2015, ha dimostrato il ruolo anti-proliferativo delle antocianine su cellule di tumore ovarico coltivate in vitro. Gli estratti di antociani risultano inoltre efficaci come agenti antimicrobici, riducendo anche la probabilità di sviluppo di resistenza e di nuove infezioni.

Le foglie del mirtillo contengono inoltre la glucochinina, una sostanza che riduce il contenuto di zuccheri nel sangue, con un effetto quindi ipoglicemizzante. Si possono inoltre sfruttare i giovani getti della piante del mirtillo rosso da cui si ottiene un macerato glicerico con proprietà antinfiammatorie utili per le irritazioni intestinali.

Come e perché i mirtilli favoriscono la salute degli occhi

Come abbiamo visto, il segreto dell’effetto benefico del mirtillo risiede nella proprietà antiossidante, svolta in particolare dalle antocianine. Questa caratteristica diventa importante anche per la salute dell’occhio ed in particolare della retina.

Gli antociani sembrano infatti essere in grado di proteggere o migliorare la vista. Ciò è possibile in quanto agiscono accelerando la nuova sintesi della rodopsina, la proteina fotosensibile, responsabile del meccanismo della visione (specialmente la sera) e presente nei bastoncelli della retina. Inoltre proteggono le cellule della retina dall’ossidazione e migliorano la microcircolazione.

I risultati di un recente studio su modello animale hanno mostrato che la somministrazione di un estratto di antociani derivati dal mirtillo (BAE) ha aumentato i meccanismi antiossidanti, limitato l’azione pro-infiammatoria di alcune molecole (citochine) e inibito la morte delle cellule della retina.

La retina è inoltre altamente vascolarizzata e pertanto rinforzare il microcircolo è fondamentale per mantenerla in salute. Anche in questo ci vengono in aiuto le antocianine che riducono il rischio di fragilità capillare, bloccando l’attività di alcuni enzimi con azione distruttiva sui tessuti elastici dei micro vasi.

Un po’ controcorrente sono invece i risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori canadesi che se da un lato hanno confermato che l’assunzione degli estratti di mirtillo contribuisce ad un più rapido recupero della vista dopo l’esposizione a una luce brillante, dall’altro smentiscono i vantaggi per la visione notturna.

Quanto mirtillo assumere per ottenere effetti benefici

La scienza e la ricerca ci forniscono alcune indicazioni in merito alla quantità di mirtillo da assumere, tenendo presente che possiamo parlare di frutto fresco, di succo, di prodotto liofilizzato.

Ad esempio, in uno studio di 4 settimane, condotto dal gruppo del Dr Wilms, è stato richiesto a 168 soggetti sani di bere quotidianamente 1 litro di una miscela di mirtillo e succo di mela. Al termine dello studio, è stato dimostrato che il danno ossidativo causato dai radicali liberi si era ridotto del 20%.

Lo stesso vantaggioso effetto in termini di protezione dal danno ossidativo, è stato dimostrato anche con il consumo di una bevanda contenente 25 grammi di polvere di mirtillo liofilizzato, corrispondenti a 375 mg di antocianine.

Sembra che persino una singola porzione costituita da 300 g di mirtilli freschi (frullati) sia in grado di apportare benefici per la salute.

Anche le condizioni di conservazione giocano un ruolo importante nel mantenimento delle proprietà benefiche del mirtillo. Ad esempio, basse temperature sono suggerite per conservare gli estratti di mirtillo, al fine di preservare i componenti bioattivi.

Ecco qualche suggerimento per utilizzare facilmente il mirtillo:

  • Succo di Mirtillo: un cucchiaio al mattino a stomaco vuoto è un valido aiuto per i problemi di microcircolazione.
  • Infuso: 1 grammo di foglie di mirtillo lasciato in infusione in una tazza d’acqua bollente per almeno 5 minuti.
  • Decotto di mirtillo: 5 grammi di polvere di frutti in 100ml di acqua bollente oppure 70 grammi di bacche da far bollire in 1 litro d’acqua.

Precauzioni d’uso

Dobbiamo ricordare che pur essendo il mirtillo e i suoi derivati (es. integratori, succhi, tisane) prodotti naturali, è necessario porre la giusta attenzione nell’utilizzo, in particolare se si soffre di problemi di salute o se si assumono terapie.

Abbiamo parlato dell’effetto delle antocianine sul microcircolo; ecco questa proprietà potrebbe interferire ad esempio con l’azione anticoagulante di alcuni farmaci.

L’effetto ipoglicemizzante potrebbe causare problemi in pazienti con diabete che già assumono la terapia specifica (es. insulina). Attenzione anche se si è predisposti ai calcoli renali. L’azione diuretica del mirtillo può favorirne la formazione.

Per non correre rischi, vi suggeriamo quindi di consultare il vostro medico di fiducia che saprà guidarvi nella scelta e nell’uso del mirtillo e dei suoi derivati.

Se siete abituali utilizzatori di prodotti a base di mirtillo o conoscete facili ricette per gustare le succose bacche blu, vi invitiamo a condividere le vostre esperienze lasciandoci un commento e saremo pronti ad “aguzzare la vista” per seguire le vostre idee!

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Chiara Mossali
Laureata in Biotecnologie, ha lavorato come Ricercatrice per progetti legati alla genetica umana, veterinaria e alimentazione.

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