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La curcuma fa bene al fegato? Ecco benefici, uso e controindicazioni

Ultima modifica:1 ottobre 2019

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La curcuma è una spezia a cui vengono riconosciute molteplici proprietà ed è stata oggetto di numerosissimi studi scientifici. Tra le qualità che le vengono attribuite ci sono gli effetti benefici sul fegato. Vediamo quali sono e cosa dice la ricerca sul binomio fegato e curcuma.

La curcuma è una spezia conosciuta da migliaia di anni. È molto usata in cucina ed è l’ingrediente principale del curry, ma è nota anche per le sue qualità benefiche.

Radice e polvere di curcuma in un contenitore

Alla curcuma sono state riconosciute numerose proprietà curative a vantaggio di: obesità, sindrome metabolica, diabete, fegato grasso e altri disturbi epatici, artrite, depressione, varie patologie cutanee, patologie dell’intestino, sindrome premestruale, sintomi post-menopausa, uveite e persino neoplasie. La curcuma è stato oggetto di numerosissimi studi clinici, molti dei quali sembrano aver confermato tutti i benefici appena elencati, ma c’è chi non è convinto e pone alcuni dubbi.

Uno studio pubblicato a gennaio 2017 sostiene che, dall’analisi di oltre 120 studi clinici risulterebbe che non esistono prove certe sui benefici della curcuma; uno degli autori sostiene, inoltre, che all’interno delle sue molecole ci sarebbe una sorta di “falso segnale” che ci inganna, facendoci credere all’esistenza di un legame proteico in grado di apportare benefici, che, di fatto, non esistono. Chi ha ragione? Chi ritiene che la curcuma sia utile a prevenire e contrastare diversi problemi o chi ne smonta le qualità? Vediamo cosa dice la ricerca a proposito del rapporto tra curcuma e fegato.

Perché e in che modo la curcuma fa bene al fegato?

Lo stress ossidativo è considerato una delle cause principali di danno epatico, indotto da numerosi fattori, tra cui alcol, droghe, infezioni virali, inquinanti ambientali, diete scorrette ecc. La curcumina è una delle molecole più comunemente usate per proteggere il fegato.

Uno studio pubblicato a luglio 2018 ha effettuato una revisione della letteratura per quanto riguarda gli effetti farmacologici e i meccanismi della curcumina e le prove cliniche della sua efficacia su prevenzione e trattamento delle malattie epatiche causate da stress ossidativo. I risultati hanno mostrato che la curcumina esercita una notevole protezione sul fegato e numerosi benefici terapeutici sulle malattie epatiche attraverso diversi meccanismi molecolari e cellulari.

Soprattutto, la review ha evidenziato la capacità della curcuma di migliorare la risposta cellulare allo stress ossidativo, pur sottolineando che sono necessari ulteriori studi per approfondire meglio l’argomento.

Alla curcumina vengono riconosciute anche qualità antinfiammatorie e, anche grazie a queste, sembrerebbe che la curcuma fa bene al fegato. Infatti, secondo alcuni studi clinici randomizzati, proprio grazie alle qualità antiossidanti e antinfiammatorie insieme, la curcumina apporterebbe benefici nella prevenzione e nel trattamento della steatoepatite non alcolica, conosciuta volgarmente come “fegato grasso”, una patologia piuttosto comune che si sviluppa prevalentemente in persone obese, con dislipidemia e/o con ridotta tolleranza al glucosio. Inoltre, pare che la curcuma aiuti a disintossicare il fegato in quanto favorisce il lavoro di alcuni enzimi deputati proprio alla depurazione epatica.

Come usare la curcuma per ottenere benefici

La curcuma si utilizza soprattutto come spezia, viene, cioè, introdotta nella dieta quotidiana. Aiuta a dare colore e sapore ai piatti in maniera naturale; si può aggiungere tranquillamente a tante ricette. C’è chi la usa nello yogurt, oppure per realizzare salsine colorate e speziate per accompagnare le proprie pietanze. Si può utilizzare da sola o insieme ad altre spezie, per esaltarne l’aroma, ma anche per potenziarne le qualità, come il pepe nero, utile ad aumentare notevolmente la biodisponibilità della curcumina.

In generale, le spezie sono un ottimo ingrediente in cucina in quanto consentono di dare molto sapore ai piatti senza aggiungere troppi grassi e/o sale e già per questo motivo, a meno di particolari e specifiche controindicazioni e/o intolleranze, costituiscono già un aiuto per il fegato e per la salute dell’organismo più in generale.

Quando si ricerca un effetto più concreto però, si ricorre all’estratto titolato secco di curcumina (spesso associato a piperina, che ne aumenta l’efficacia), da assumere come integratore. In commercio, inoltre, ci sono integratori specifici per la salute del fegato, che contengono la curcumina insieme ad altri principi attivi. Per ulteriori informazioni sulle modalità di utilizzo e la scelta di un buon integratore alla curcuma vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento: come usare la curcuma per ottenere i massimi benefici.

Effetti collaterali e possibili controindicazioni

La curcuma non presenta particolari effetti collaterali in soggetti sani. L’assunzione di curcuma come spezia, senza esagerare in quantità e frequenza, non dà problemi, a meno che non ci sia qualche intolleranza specifica. Il discorso è diverso se si desidera fare uso di integratori; in tal caso è sempre consigliabile chiedere il parere di un medico, su opportunità d’uso e posologia.

In generale, l’assunzione di integratori a base di curcuma è controindicata nelle persone che soffrono di problemi alla cistifellea, in caso di occlusione delle vie biliari, in soggetti con disturbi della coagulazione del sangue, in gravidanza e durante l’allattamento. Alla curcuma vengono riconosciuti effetti gastro-protettivi; tuttavia, dosaggi elevati possono avere l’effetto contrario e causare disturbi gastrici, nausea e diarrea.

Bibliografia

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano.

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