10 alimenti da evitare in caso di pressione alta

In caso di pressione alta, modifiche alle proprie abitudini alimentari possono aiutare a tenere sotto controllo o prevenire il problema, iniziando da alcuni cibi da evitare.

L’ipertensione arteriosa è una condizione clinica determinata da un aumento della pressione con cui il sangue scorre nelle arterie. Tale condizione non è considerata di per sé una vera e propria patologia, bensì un fattore di rischio cardiovascolare importante. Infatti si stima che più alta sia la pressione sanguigna, più elevato sia il rischio di andare incontro a infarti e ictus.

Copertina dell'articolo - 10 alimenti da evitare in caso di ipertensione

Secondo la classificazione dell’organizzazione mondiale della sanità è considerata normale una pressione sistolica (o massima) minore di 130 mm Hg e una pressione diastolica (o minima) minore di 85 mm Hg e si inizia a parlare di ipertensione quando la pressione massima raggiunge e supera i 140 mm Hg e la pressione minima i 90 mm Hg. Per maggior completezza riportiamo di seguito la tabella di classificazione OMS.

Pressione sistolica (mm Hg) Pressione diastolica (mm Hg)
Pressione ottimale <120 <80
Pressione normale <130 <85
Pressione normale-alta <140 <90
Ipertensione I grado borderline 140-149 90-94
Ipertensione I grado lieve 150-159 95-99
Ipertensione II grado moderata 160-179 100-109
Ipertensione III grado grave >=180 >=110
Ipertensione sistolica isolata borderline 140-149 <90
Ipertensione sistolica isolata >=150 <90

 
Le cause dell’ipertensione possono essere molteplici: in molti casi l’ipertensione è conseguente a una patologia renale, in altri casi può essere collegata a restringimenti delle arterie e in altri casi ancora sono stati individuati dei fattori genetici predisponenti. In ogni caso si stima che solo una piccola percentuale di pazienti con ipertensione ne conosca la causa.

In Italia quasi 1/3 della popolazione adulta è ipertesa e la situazione non differisce moltissimo tra il Nord, dove gli uomini sono più colpiti (37% al Nord Est e 33% al Nord Ovest) e il Sud, dove sono le donne a essere più colpite (34%). [Dati Progetto Cuore]

Questa condizione appare, quindi, essere molto diffusa e proprio per questo motivo da diverso tempo gli organi preposti hanno creato delle campagne informative atte a sensibilizzare su stile di vita e alimentazione al fine di prevenire quanto più possibile l’instaurarsi di una condizione di ipertensione arteriosa.

In particolare alcuni fattori di rischio sono: l’obesità, la scarsa attività fisica, lo stress, l’abuso di sale e il fumo. Anche alcuni alimenti possono contribuire all’instaurarsi di questa condizione. Nel prosieguo di questo articolo vedremo insieme quali alimenti evitare in caso di ipertensione e comunque da limitare in tutti i casi in cui sono presenti molteplici fattori di rischio.

10 alimenti da evitare con la pressione alta

1 Liquirizia

Tra i più noti alimenti che alzano la pressione troviamo sicuramente la liquirizia, una radice dalle molteplici proprietà ma che, a causa del suo contenuto in glicirizzina, andrebbe evitato in caso di pressione alta perché agisce direttamente sul metabolismo dei corticosteroidi inducendo un aumento del cortisolo a livello renale, con un’azione simile a quella dell’aldosterone.

2 Sale

L’eccessivo consumo di sale, soprattutto nelle persone predisposte, è un fattore di rischio ritenuto molto importante in quanto il sale alza la pressione contribuendo a trattenere i liquidi. Questo fenomeno comporta un eccesso di liquido nel sistema circolatorio e, di conseguenza, si ha un innalzamento della pressione. Le linee guida suggeriscono un consumo di sale pari a 1 cucchiaino di sale da cucina al giorno, che potrebbe eventualmente essere ulteriormente diminuito in caso di ipertensione moderata-grave, in accordo con il proprio medico curante.

3 Alcol

L’abuso di bevande alcoliche è collegato a un innalzamento della pressione arteriosa sia negli uomini, sia nelle donne. È consigliabile pertanto astenersi dall’utilizzo delle bevande alcoliche o ridurle. Si consiglia a tal proposito nella donna di non superare 1 unità alcolica (1 bicchiere di vino o 1 bottiglia di birra) al giorno e nell’uomo il limite dovrebbe essere pari a 2 unità alcoliche al giorno.

4 Dado da brodo

Il dado che spesso viene utilizzato per insaporire le pietanze o preparare brodi è un cibo particolarmente ricco di sale e pertanto andrebbe limitato e/o sostituito. Per migliorare il gusto delle pietanze e renderle più appetibili, infatti, si consiglia l’utilizzo di spezie ed erbe aromatiche.

5 Affettati

Per quanto riguarda gli affettati è consigliabile evitare quelli più grassi come salsicce, lardo e pancetta. Questi alimenti, oltre ad avere un contenuto elevato di sale “nascosto”, sono anche ricchi di grassi e, se non gestiti correttamente, potrebbero portare a un aumento del peso corporeo e a una condizione di obesità. Anche altri affettati come prosciutto crudo, prosciutto cotto, speck e bresaola contengono un quantitativo abbondante di sale per la loro conservazione.

6 Caffè

Per quanto riguarda il consumo di caffè e lo sviluppo di ipertensione non è ancora stata dimostrata una correlazione. In particolare sembrerebbe che il caffè possa aumentare la pressione arteriosa nei minuti successivi al suo consumo, senza però provocare danni a lungo termine. Viceversa una recente metanalisi ha ipotizzato che il regolare e prolungato consumo di caffè possa aiutare a ridurre il rischio di ipertensione. In generale, comunque, in caso di ipertensione è consigliabile non superare le 2 o 3 tazzine al giorno.

Discorso diverso per quanto riguarda i fumatori: nel loro caso il consumo di caffè potrebbe avere un ruolo deleterio e dovrà essere confermato da ulteriori ricerche.

7 Formaggi salati

Alcuni formaggi come il pecorino, il provolone o le sottilette contengono elevati quantitativi di sale. Per tale motivo possono far salire la pressione e, in caso di ipertensione, andrebbero evitati o ridotti al minimo. In questi casi la scelta andrebbe indirizzata verso formaggi con un contenuto di sale minore, come la ricotta.

8 Salsa di soia

Dopo il sale e il dado da cucina, il 3° prodotto, secondo i database ufficiali, più ricco di sodio è proprio la salsa di soia, che è ormai presente comunemente sulle nostre tavole o sui tavoli dei ristoranti che frequentiamo. Attenzione dunque, qualora siate ipertesi, a diventare degli abituè.

9 Salmone affumicato

Il salmone affumicato, spesso utilizzato come fonte di pesce e considerato un cibo sano, è ricco di sale e secondo il database dello IEO contiene poco meno di 2000 mg di sale per 100 gr di prodotto. In caso di ipertensione è consigliabile sostituire questo prodotto con pesce fresco o surgelato.

10 Pizza

Chiudiamo questo elenco con un prodotto ricchissimo di sale “nascosto”: mangiando una pizza non ci accorgiamo certamente della sua sapidità. Ben altri infatti sono i gusti che ci arrivano per primi al palato. Una pizza con pomodoro e mozzarella tuttavia contiene ben 3 grammi di sodio, quantità già di per sé superiore al nostro fabbisogno giornaliero.

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Conclusioni

Come avete potuto vedere ci sono molteplici alimenti che consumiamo regolarmente, ma che andrebbero moderati o evitati in caso di ipertensione o qualora fossero presenti fattori di rischio per lo sviluppo di questa condizione. La scelta degli alimenti però non è l’unico modo per prendersi cura di sé: come anticipato inizialmente, l’obesità è uno dei fattori di rischio principali, insieme al mancato esercizio fisico. Se avete una pressione borderline e un peso elevato, fatevi consigliare da un professionista (un medico dietologo, un dietista o un biologo nutrizionista) e rivedete le vostre abitudini alimentari!

Avete letto il nostro articolo e avete trovato dei buoni suggerimenti? Condividetelo con i vostri amici e conoscenti: l’ipertensione è una condizione che può interessare anche loro.

Dott.ssa Stefania Cocolo

Biologa nutrizionista laureata in Biotecnologie molecolari e bioinformatica presso l’Università degli studi di Milano. Ha conseguito la specializzazione in Biotecnologie industriali e ambientali presso l’Università degli studi di Milano.

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