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Morbo di Crohn: sintomi, cause e possibili conseguenze

Ultima modifica: 21 settembre 2016

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Morbo di crohn: sintomi e cause

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria dell’apparato digerente. Quali sono i sintomi? Quali le cause? E quali, infine, le conseguenze sulla qualità della vita e sullo stato di salute generale?

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria cronica ad andamento ricorrente che può interessare qualsiasi zona dell’apparato gastro-intestinale, dalla bocca all’ano, ma si manifesta più frequentemente a carico di colon e ileo distale.

È caratterizzata dal succedersi di periodi di relativa quiescenza che si alternano alle recidive. Vediamo ora le cause e i sintomi del morbo di Chron e quali conseguenze può portare se non curato.

Cause del morbo di Crohn

Nonostante il morbo di Crohn sia stato negli ultimi decenni oggetto di numerosi studi, restano ancora diversi dubbi sulle cause. Ne sono state individuate alcune, che verosimilmente possono esserne alla base:

  • Fattori genetici. Non è infrequente che, nella stessa famiglia, ci siano più persone che soffrono di morbo di Crohn o colite ulcerosa (una malattia che presenta molte caratteristiche comuni con il morbo di Crohn).
  • Alterata risposta immunitaria.
  • Agenti infettivi. Data la natura infiammatoria della patologia si è cercato di individuare agenti infettivi batterici e virali, che possono esserne alla base. Ad oggi, comunque, non ci sono ancora dati certi sugli agenti potenzialmente responsabili.
  • Fattori psicologici, quali stress psicofisici ed emozionali. Su questo punto ci sono in realtà opinioni divergenti in quanto i fattori psicologici osservati nelle persone che soffrono di morbo di Crohn potrebbero essere la conseguenza, più che la causa, della malattia.
  • Dieta scorretta e fattori ambientali. I casi di morbo di Crohn sono aumentati moltissimo negli ultimi anni; inoltre, la patologia è più frequente nei paesi industrializzati. Queste evidenze hanno portato a ritenere la dieta e lo stile di vita occidentale contemporaneo tra le possibili cause di morbo di Crohn. Sovrappeso e obesità sembrano essere importanti fattori di rischio.

Morbo di Crohn: i sintomi

I sintomi del morbo di Crohn possono variare moltissimo, in base alla localizzazione e alla gravità della malattia. Tuttavia, il quadro sintomatologico caratteristico comprende dolore localizzato all’addome inferiore, diarrea e febbricola.

La diarrea può essere più o meno grave, secondo la zona colpita; se il morbo di Crohn interessa l’ileo, la diarrea è moderata; quando, invece, riguarda il colon, il sintomo si presenta in maniera molto più grave.

La febbre compare in oltre la metà dei casi, ma raramente supera i 38 °C; talvolta è l’unico sintomo e dunque il morbo di Crohn deve essere preso in considerazione nella diagnosi differenziale della febbre di origine incerta.

Il morbo di crohn può avere altri sintomi, tra cui: sangue nelle feci, riduzione dell’appetito, perdita di peso e carenze nutrizionali. Sintomi meno frequenti sono anemia, vomito e disidratazione.

Riconoscere il morbo di Crohn non è semplice; la diagnosi è possibile solo sottoponendosi a tutti gli esami diagnostici consigliati.

Conseguenze del morbo di Crohn

Le conseguenze del morbo di Crohn sulla qualità della vita e sullo stato di salute generale dipendono moltissimo dall’andamento e dalla gravità della malattia, oltre che dall’età e dalle condizioni del soggetto interessato.

Il morbo di Crohn ha, generalmente, un andamento progressivo; tuttavia, dopo il primo episodio possono trascorrere anche molti anni prima che ci sia una riacutizzazione. In altri casi, dopo un primo esordio più o meno grave, la malattia può ripresentarsi altre volte, ma in forma più lieve. Esistono però anche situazioni in cui la patologia si manifesta in maniera più severa, tanto da richiedere un intervento chirurgico che, purtroppo, però, non mette al riparo dall’eventuale comparsa di recidive.

Il morbo di Crohn, nei casi più gravi, può avere complicanze anche molto serie, per esempio: ostruzione del piccolo intestino, fistole e perforazione intestinale. Le complicanze possono essere anche a carico di altri organi e apparati, quali articolazioni, fegato, cute, reni e occhi; la più frequente complicazione extra-intestinale è l’artrite, il cui decorso clinico è indipendente da quello intestinale.

Conseguenze del morbo di Crohn nei bambini. Quando la patologia compare in età pediatrica può causare ritardi della crescita e dello sviluppo sessuale.

Conseguenze del morbo di Crohn in gravidanza. La presenza di morbo di Crohn al momento del concepimento incrementa il rischio di aborto o di parto prematuro, è dunque consigliabile cercare una gravidanza in una fase di quiescenza della malattia. La gravidanza, di per sé, non influenza il decorso della malattia e l’eventuale terapia da seguire va concordata con il medico per limitare i rischi sia per la donna, sia per il bambino.

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