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Inquinamento indoor: cos’è, quali conseguenze può avere e come ridurlo in casa e ufficio

Ultima modifica:29 Agosto 2020

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Quando si parla di inquinamento, il nostro pensiero va subito a quello che succede all’esterno delle nostre abitazioni, ma esiste anche un inquinamento indoor, ossia presente all’interno delle nostre case, dei nostri luoghi di lavoro e, più in generale, degli ambienti chiusi che frequentiamo. Che cos’è? Quali conseguenze può avere? E cosa possiamo fare per ridurlo?

L’aria all’interno delle nostre abitazioni è più inquinata di quello che pensiamo. Alcuni inquinanti non si possono evitare, o almeno non del tutto; altri, però, possiamo limitarli seguendo buone abitudini e prendendo qualche precauzione.

Piante contro inquinamento indoor in una stanza

Cos’è l’inquinamento indoor e quali sono i principali agenti inquinanti domestici

L’inquinamento indoor, dicevamo, è quella forma di inquinamento che appartiene all’interno delle nostre case e di tutti i luoghi chiusi che frequentiamo. Alcune delle principali fonti di inquinamento indoor sono:

  • Detersivi e altri prodotti per la pulizia della casa
  • Deodoranti, specie quelli per ambiente
  • Muffa e polvere
  • Fumo di sigarette
  • Solventi e vernici
  • Dispositivi elettronici e impianti (condizionatori, stampanti…)
  • Aria esterna inquinata

Molti degli inquinanti elencati (detersivo, deodoranti, solventi, vernici, ma anche cosmetici e altro ancora) hanno una caratteristica comune: contengono composti organici volatili, conosciuti anche con la sigla COV. Si tratta di agenti inquinanti ampiamente presenti indoor; li respiriamo, oppure li assorbiamo attraverso il contatto con la pelle. Sono tanti, ma il più importante dal punto di vista tossicologico è la formaldeide, che si trova soprattutto in arredi a base di truciolato, resine, disinfettanti, isolanti e germicidi.

Quali effetti può avere sulla salute l’inquinamento indoor di casa e ufficio

L’inquinamento indoor può causare numerosi effetti negativi, che vanno da disturbi quali mal di testa, nausea, irritazione oculare, sonnolenza, torpore… che si manifestano all’interno dei luoghi chiusi, per poi ridursi o addirittura sparire una volta all’aperto, fino a problemi di salute molto gravi, che si possono manifestare negli anni. Il benzene, per esempio, un COV presente soprattutto in solventi, vernici, smalti, lacche e detersivi, è un agente cancerogeno riconosciuto.

Il fumo di sigarette inquina fortemente l’ambiente ed espone a pericoli per la salute anche i non fumatori che soggiornano in ambienti in cui qualcuno ha fumato; il fumo passivo, infatti, come quello attivo, espone al rischio di cancro ai polmoni.

La formaldeide può causare irritazioni, tosse, eritema cutaneo e altra sintomatologia, ma, soprattutto, anch’essa è un cancerogeno riconosciuto, ed è particolarmente pericolosa anche in quanto tende a persistere a lungo nell’ambiente.

Le muffe all’interno dell’ambiente domestico possono causare problemi respiratori, infiammazioni, reazioni allergiche, asma e sensibilizzazione ad allergeni inalanti.

Come prevenire e ridurre l’inquinamento domestico

L’inquinamento indoor può essere ridotto adottando alcuni accorgimenti:

✓ Non eccedere con i detersivi

I detersivi sono una fonte importante di inquinamento indoor. Certo, il profumo intenso talvolta può sembrare gradevole, ma quelle belle profumazioni nascondono spesso molte insidie. I detersivi contengono numerosi composti organici volatili quali limonene, cloruro di metilene, alcol, formaldeide (specie quelli ad azione disinfettante) e molti altri. La casa può essere pulita anche con il solo utilizzo di prodotti naturali, molto meno pericolosi dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. È sempre buona norma non esagerare con l’uso dei detergenti e tenere le finestre aperte durante le operazioni di pulizia.

✓ Arieggiare nella maniera giusta

Arieggiare gli ambienti è molto importante per disperdere tutti gli inquinanti che restano nell’aria di ambienti chiusi, e dunque bisogna farlo spesso. È però consigliabile arieggiare nelle ore più soleggiate, per evitare l’ingresso di un’eccessiva umidità, e farlo tenendo aperte le finestre meno esposte all’inquinamento esterno, ad esempio finestre che non danno su strade troppo trafficate.

✓ Evitare la naftalina

La naftalina è tossica. Per mantenere un buon odore negli armadi e nei cassetti usare prodotti naturali, ad esempio fiori di lavanda essiccati o potpourri di fiori secchi.

✓ Non fumare in casa

In realtà, sarebbe meglio non fumare affatto, ma se proprio non si riesce a farne a meno, evitare quantomeno di accendere la sigaretta tra le mura domestiche. L’odore di fumo è difficile da eliminare dagli ambienti interni, inoltre tende, tappeti, pareti… tendono ad annerirsi.

✓ Attenzione a mobili e complementi d’arredo

Le vernici ad acqua sono da preferire a quelle realizzate con solventi chimici; acquistare mobili di qualità realizzati con legno trattato il meno possibile; fare attenzione ai mobili etnici, spesso trattati con sostanze chimiche altamente inquinanti; evitare il truciolato che, come detto sopra, contiene formaldeide. Scegliere con cura anche i tessuti (divani, tappeti, tende…), facendo attenzione alla qualità. Spesso i tessuti troppo economici sono trattati e colorati con prodotti molto inquinanti. I tessuti naturali e poco trattati sono preferibili rispetto ai sintetici.

✓ Lasciare le scarpe fuori

Con le calzature ci portiamo in casa un sacco di sporcizia e di polveri sottili. Le scarpe andrebbero strofinate bene sullo zerbino e poi tolte prima di entrare in casa.

✓ Tenere qualche pianta in casa

Le piante, si sa, durante il giorno assorbono l’anidride carbonica presente nell’aria e rilasciano ossigeno, dunque sono uno dei principali rimedi contro l’inquinamento e lo sono all’aperto, come anche negli ambienti interni. Non tutte le piante, però, sono uguali. Una pianta perfetta da tenere in casa è la dracena, comunemente nota come “tronchetto della felicità”, una delle piante per interni più diffuse e più amate e quindi semplicissima da trovare, è perfetta perché assorbe circa la metà del benzolo e della formaldeide presenti nell’ambiente. Un’altra pianta cosiddetta “mangia-smog”, ossia che assorbe le sostanze inquinanti, è il ficus benjamin. Sono sufficienti piante di piccole dimensioni, da distribuire in tutte le stanze, ad eccezione delle camere da letto, perché di notte, com’è noto, emettono anidride carbonica.

✓ Tenere lontana la muffa

In alcune abitazioni la muffa si forma più facilmente che in altre. In ogni caso, alcune buone abitudini aiutano a prevenirla: non asciugare la biancheria in casa; fare particolare attenzione alla pulizia della doccia, che va tenuta anche sempre asciutta; arieggiare bene gli ambienti nelle ore più calde e soleggiate; non lasciare acqua stagnante nei lavelli; accendere sempre la cappa quando si cucina; evitare di posizionare i mobili troppo attaccati alle pareti; attenzione alla pulizia e alla manutenzione degli armadi, soprattutto di quelli a muro; fare asciugare perfettamente biancheria e indumenti prima di riporli in armadi e cassetti.

✓ Spegnere i dispositivi elettronici quando non li si utilizza

È buona norma farlo per limitare l’inquinamento causato dalle onde elettromagnetiche. Andrebbero spenti soprattutto durante la notte. Evitare di dormire con lo smartphone sul comodino, specie se è acceso.

✓ Lavorare lontano dalla stampante

In ufficio le stampanti, le fotocopiatrici e simili dispositivi andrebbero collocati in una stanza dedicata e ben arieggiata.

Ultimamente, per tenere pulita l’aria e limitare l’inquinamento indoor, stanno andando di moda gli ionizzatori d’aria. Sono dispositivi elettrici che generano ioni negativi. L’aria pura, ossia quella che si trova in un bosco o accanto a una cascata, ha una percentuale maggiore di ioni negativi rispetto a quella di ioni positivi; al contrario, i fattori inquinanti dell’aria aumentano il quantitativo di ioni positivi. L’idea, dunque, sarebbe quella di purificare l’aria aumentando, appunto, il quantitativo di ioni negativi. Attenzione, però, perché se uno ionizzatore di buona qualità potrebbe apportare qualche beneficio, quelli scadenti possono essere più dannosi che salutari.

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