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Diabete e dieta: devi veramente rinunciare a tutto?

Ultima modifica: 21 luglio 2016

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dieta e diabete

Solitamente si tende a pensare che chi soffre di diabete debba seguire una dieta restrittiva e complessa. In realtà le cose non stanno proprio così. Scopriamo le buone norme alimentari in caso di diabete.

Il diabete è una tra le più comuni malattie metaboliche che coinvolge ogni organo del corpo e che si stima riguardi oltre il 4% della popolazione in Italia.

Quando di verifica il Diabete?

Il diabete si verifica quando le cellule beta del pancreas non sono più in grado di produrre la quantità di insulina sufficiente a rispondere alle necessità dell’organismo provocando, così, un aumento dei livelli di glicemia, definito iperglicemia.

Secondo una classificazione eziologica, il diabete si suddivide in 4 tipologie:

  • Diabete di tipo I, noto anche come diabete giovanile o diabete mellito insulino dipendente;
  • Diabete di tipo II, detto pure Diabete dell’età adulta e non insulino dipendente
    (Per approfondire puoi leggere » Diabete di tipo 2: definizione, fattori di rischio, diagnosi);
  • Diabete secondario;
  • Diabete gestazionale.

Il diabete più comune è quello di tipo II, caratterizzato da una produzione di insulina presente, ma non adeguata ai fabbisogni corporei. I segni clinici tipici sono essenzialmente una glicemia a digiuno ≥ 126 (mg/dL) o ≥200 due ore dopo somministrazione di glucosio per os. I sintomi del diabete, invece, sono vari perché l’insulina agisce su diverse vie metaboliche: glicosuria, poliurea, disidratazione, alterazione della pressione arteriosa e della funzionalità renale, aumentato senso della fame, aumentati acidi grassi ematici, atrofia muscolare… e l’elenco potrebbe continuare!

Data la sua natura multifattoriale, è necessario diagnosticare e trattare in maniera adeguata il diabete perché, col tempo, può portare danni anche seri soprattutto alla retina, al cuore, al rene e ai nervi periferici. Fondamentale è seguire un’ appropriata terapia farmacologica, a cui va associata una corretta dietoterapia.

È tendenza comune, quando si parla di diabete, accostare i termini “restrizione” e “complessità” alla parola DIETA, immaginando di dover affrontare chissà quale percorso alimentare a ostacoli, quali rinunce, partendo così già demoralizzati e diffidenti.

In realtà la dieta ideale per il diabete non è né restrittiva, né complessa, dovendo fornire lo stesso apporto calorico giornaliero di una persona non diabetica (in caso di diabetico sovrappeso, va indicato un regime alimentare ipocalorico), tenendo sempre presenti il sesso, l’età, la costituzione fisica, l’attività lavorativa. La dietoterapia ha lo scopo di:

  • Assicurare un buon controllo glicemico, considerando i farmaci ipoglicemizzanti utilizzati;
  • Raggiungere e mantenere il peso corporeo desiderabile;
  • Incidere sui fattori di rischio per prevenire o ritardare le complicanze più importanti (al diabete II si associano spesso dislipidemia, ipertensione arteriosa, danni renali);
  • Ottenere e tenere uno stato di benessere.

Alimentazione e diabete: ecco alcune “dritte” per un’efficace dietoterapia

  • Ripartire gli alimenti nei tre pasti principali, intercalati da 2-3 spuntini;
  • Preferire pasta e pane integrale;
  • Consumare legumi 3 volte a settimana;
  • Ridurre la quota proteica giornaliera a 0.8 g/kg peso corporeo per il maggior rischio di nefropatie, preferendo pesce e carni bianche e magre;
  • Limitare l’uso di condimenti animali, di uova, formaggi, per tenere il colesterolo introdotto inferiore a 300 mg/die e tenere basse anche la quantità di lipidi totali e grassi saturi. Preferire sempre olio extravergine d’oliva per condire;
  • Ridurre al massimo i cosiddetti grassi “trans” presenti in biscotti, crackers, merendine;
  • Consumare molte fibre e molte verdure.

Diabete e carboidrati: come comportarsi?

Nel soggetto diabetico un’attenzione particolare va data ai carboidrati, la cui assunzione dovrebbe rappresentare, come sempre, il 55-60% delle kcal totali/die, prediligendo gli amidacei (pane e pasta integrali o legumi in primis, in seconda istanza riso e patate, meno ricchi di fibre) agli zuccheri semplici (frutta, marmellata, miele, lattosio, biscotti).

Ancora più importante è considerare il valore dell’indice glicemico degli stessi, che va tenuto basso quanto più possibile. Alcuni trucchi per riuscirci? Teniamo d’occhio la temperatura ed i tempi di cottura del cibo: più cuociamo un alimento, e maggiore è la temperatura di cottura, più innalziamo il suo IG.

Pertanto, scoliamo la pasta al dente, mangiamo più insalate di pasta o di patate fredde, evitiamo di riscaldare al microonde cibi già precedentemente cotti: la pasta riscaldata ha infatti un IG maggiore rispetto a quella consumate subito, mentre il pane raffermo ha un IG inferiore rispetto a quello “di giornata”. Pure il contenuto di grassi (olio e.v.o.) ritarda lo svuotamento dello stomaco e ritarda l’innalzamento della glicemia.

Ed infine….si deve rinunciare ai dolci? No, ma con moderazione. Una fetta di dessert a fine pasto, una volta a settimana, è meglio tollerata in quanto lo stomaco già pieno assorbe zuccheri più lentamente. Cediamo al peccato di gola,quindi. Basta compensare riducendo poi l’apporto di carboidrati.

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Caterina Perfetto
Caterina Perfetto si laurea in Scienze Biologiche presso la Federico II di Napoli. Dopo aver lavorato presso un laboratorio di analisi cliniche, si perfeziona in Igiene Alimentare, Nutrizione e Benessere. Esegue valutazione dello stato nutrizionale, determinazione Massa Magra e Massa Grassa, elaborazione di profili nutrizionali personali e specifici, test per le intolleranze alimentari. Riceve a S. Antimo (NA)

2 COMMENTI

  1. Buon giorno, interessante l’articolo riguardo la diabete. Se possibile, mi farebbe piacere avere un’informazione, riguardo l’alimentazione, per una persona anziani di 84 anni con diabete mellito 2,..cardiopatica , allergica al Nichel + lombosciatalgia ( 3 Ernie ) e la maggior parte è a letto,.. diciamo ” persona mezzo allettata”,.. purtroppo ,..che deambula molto poco,.. con il girello. Come deve comportarsi con l’alimentazione ?

    • Buongiorno a lei, le consiglio di seguire le indicazioni presenti nell’articolo e di considerare che, in caso di persona allettata, occorre aumentare leggermente l’apporto di proteine e scegliere un’alimentazione nutriente e ricca di fibre (per evitare un ulteriore indebolimento muscolare), evitando gli zuccheri raffinati, diminuendo il sale e garantendo sempre una buona idratazione. È preferibile fare pasti più piccoli e più frequenti.

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