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Assorbenti lavabili: come si usano, come lavarli e come scegliere

Ultima modifica:19 novembre 2019

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Gli assorbenti lavabili sono un’alternativa ecologica a quelli monouso. Volete sapere come si usano? Come si lavano? Come scegliere i più adatti alla proprie esigenze? E magari anche come farseli da sole?

Il problema dell’ecologia è diventato sempre più urgente, ormai il sistema “usa e getta” che tanto è piaciuto per molti, troppi anni, sta mostrando le proprie crepe e stiamo imparando (o meglio, re-imparando) a riciclare e riutilizzare.

Assorbenti lavabili di vario tipo

Ma ci sono alcuni prodotti che facciamo più fatica ad abbandonare, uno di questi sono i tradizionali assorbenti per il ciclo mestruale. Gli assorbenti lavabili, oltre a costituire un’alternativa più ecologica, sono privi di profumi, petrolati e altre sostanze chimiche che, specie con l’uso prolungato, possono causare problemi di irritazioni, intolleranze e, talvolta, persino allergie; infine, nel tempo, consentono un certo risparmio economico. Chi non li hai mai usati, però, nutre molti dubbi soprattutto per quanto riguarda l’igiene, il lavaggio e la scelta. Vediamo di capire meglio come funzionano gli assorbenti lavabili.

Assorbenti lavabili: come sceglierli e come si usano

La prima cosa da sapere è che esistono tanti tipi di assorbenti lavabili; l’offerta è estremamente vasta. Sostanzialmente, però, si dividono in due categorie: gli “all in one”, composti da un unico pezzo e pronti all’uso, e gli assorbenti lavabili “pocket” che hanno, invece, una tasca, al cui interno va inserita la parte assorbente.

I modelli “pocket” hanno il vantaggio di essere modulabili, si possono ossia usare senza imbottitura, come salvaslip, con un solo inserto assorbente quando il flusso è meno abbondante o con due inserti assorbenti quando, invece, è più abbondante o durante la notte. I modelli “all in one”, comunque, esistono di tutte le misure e per tutte le esigenze e sono acquistabili anche in kit misti.

Un’altra differenza sostanziale riguarda i materiali. Anche in questo caso, gli assorbenti lavabili si possono dividere in due grandi gruppi: quelli composti completamente da materiali naturali (cotone, bambù, flanella…) e quelli composti, totalmente o in parte, da materiali tecnici (micropile, microsuede…). Un buon assorbente lavabile deve essere sempre e comunque traspirante, indipendentemente dal materiale di cui è composto. La scelta spesso è soggettiva ed è dettata da esigenze personali o semplicemente dal gusto.

Quasi tutti i modelli hanno le “ali”, che si abbottonano sotto lo slip con un comodo bottoncino, e hanno una pratica forma anatomica.

Quanti assorbenti lavabili bisogna avere? Molto dipende dal proprio flusso e dalla durata dal ciclo, che sono condizioni soggettive. Si può partire alternandoli con quelli tradizionali, per rendersi conto, appunto, del quantitativo che occorre. Per i giorni in cui il flusso è più abbondante si possono abbinare alle coppette mestruali. In genere, comunque, un kit di 10-12 assorbenti lavabili è sufficiente per le esigenze della maggior parte delle donne.

Come lavare correttamente gli assorbenti lavabili

Il lavaggio degli assorbenti lavabili non è complesso. Solitamente, sulle confezioni sono riportare le esigenze specifiche, perché molto dipende dalla tipologia di prodotto e dai materiali. Anche in questo caso, comunque, in linea generale si può dividere in due gradi gruppi: tessuti naturali e tessuti tecnici.

✓ Per i tessuti naturali

Non lasciare che il sangue si secchi perché renderebbe difficile il lavaggio. Quando ci si cambia occorre metterli subito a bagno in una bacinella con acqua fredda. L’acqua calda non va bene perché fisserebbe il sangue sul tessuto.

Lasciare in ammollo per 10-15 minuti e pretrattare strofinando con sapone di Marsiglia. Non è consigliabile utilizzare candeggina né smacchiatori chimici perché rovinerebbero il tessuto, ma soprattutto potrebbero irritare la pelle. Dopo aver strofinato accuratamente con sapone di Marsiglia, è consigliabile lasciare ancora in ammollo, per almeno un paio d’ore, lasciando un bello strato di sapone sulle macchie più resistenti. Si possono tenere in ammollo anche a lungo, ma è consigliabile non superare le 48 ore.

A questo punto, passare al lavaggio in lavatrice, con un normale detersivo. Non è necessario lavarli da soli, si possono mischiare con la biancheria intima o con gli asciugamani, con un programma normale a 40-60 gradi. Non usare ammorbidente.

✓ Per i tessuti tecnici

Inserirli direttamente in lavatrice all’interno della propria “wet bag”. La “wet bag” è una pratica bustina che ha una doppia funzione: riporre gli assorbenti sporchi, quando ci si cambia, prima di lavarli; portare con sé gli assorbenti puliti per potersi cambiare fuori casa. In genere, quindi, è consigliabile averne un paio. La “wet bag” ha una doppia utilità anche per chi utilizza assorbenti lavabili in tessuti naturali; quando si è fuori casa si può comunque riporre gli assorbenti sporchi all’interno della “wet bag” che li manterrà umidi, e poi metterli ammollo appena arrivate a casa.

Gli assorbenti lavabili realizzati in tessuti tecnici possono essere conservati nella propria wet bag per un massimo di tre giorni. È, però, consigliabile lavarli il prima possibile dopo averli sciacquati velocemente sotto l’acqua corrente e pretrattati con sapone di Marsiglia per favorire la rimozione delle macchie.

Lavaggio a mano degli assorbenti lavabili

Sia gli assorbenti realizzati in tessuti naturali, sia quelli fatti con tessuti tecnici possono essere lavati a mano. In tal caso, smacchiare sotto l’acqua corrente con sapone di Marsiglia o altro sapone (spesso sui siti che li commercializzano si trovano anche i prodotti giusti per il lavaggio), lasciare qualche minuto a bagno e poi lavare ancora fino a rimuovere bene le macchie.

Gli assorbenti lavabili sono igienici?

È una delle domande che più frequentemente ci si pone quando si comincia a pensare di avvicinarsi a questa tipologia di prodotto. La risposta è assolutamente sì. Gli assorbenti lavabili, come si diceva sopra, sono composti da materiali naturali quali il cotone, il bambù e la flanella, che sono tutti altamente traspiranti e lavabilissimi, oppure da tessuti tecnici quali, per esempio, micropile e microsuede, traspiranti, antimacchia e altrettanto lavabili. In entrambi i casi, non è complicato mantenerli igienici.

Precedentemente al primo utilizzo vanno lavati almeno una volta in lavatrice, preferibilmente a 60 gradi, soprattutto al fine di aumentarne il potere assorbente. Chi non ama vedere macchie può optare per le fantasie e per i colori più scuri, che non lasciano intravedere gli aloni. In commercio ce ne sono veramente per tutti i gusti.

Dove si comprano gli assorbenti lavabili? Quanto costano?

Il modo più pratico e veloce per acquistare assorbenti lavabili è on line. Gli shop sono moltissimi, c’è solo l’imbarazzo della scelta; le descrizioni, in genere, sono piuttosto dettagliate: materiali, livello di assorbenza, forma, colori, fantasie… Spesso, già sul sito web, si trovano anche le specifiche istruzioni per il lavaggio, quindi si può scegliere pure in base al tipo di “manutenzione”.

Il primo utilizzo richiede un piccolo investimento. Un singolo assorbente lavabile costa in media 6-8 euro: acquistando le confezioni da 2 o 3 pezzi si può risparmiare qualcosa. Alla lunga, però, il risparmio è assicurato perché, se gestiti correttamente, durano 4 o 5 anni. Il consiglio, per chi non li abbia mai usati, è di prenderne pochi per volta, magari provando vari modelli e produttori, in modo da trovare veramente la soluzione perfetta per le proprie esigenze.

Assorbenti lavabili, come farli da sé

Un modo per risparmiare sin dall’inizio è farseli da sé. Le nostre nonne erano molto pratiche: realizzavano i propri assorbenti fai da te sovrapponendo strati di cotone e/o spugna di colore bianco. A noi, però, piacciono colorati, pratici e divertenti e, dunque, farli da sé richiede un po’ di lavoro in più. Il sistema indicato sotto, comunque, è davvero molto semplice, perfetto per le principianti.

Occorrente:

  • Un assorbente tradizionale monouso
  • Tessuto in cotone 100%
  • Asciugamano in spugna
  • Ago e filo
  • Bottoncini automatici
  • Matita per sarta
  • Forbici da sarta

Procedimento

  • Usando un assorbente che ci vada bene quanto a dimensioni e forma, disegnare con la matita il perimetro su un tessuto in cotone, aggiungendo un centimetro circa di abbondanza alle ali. Ci serviranno due sagome;
  • Sempre con lo stesso assorbente, disegnare con la matita il perimetro senza ali sulla spugna, che andrà a costituire l’imbottitura. Naturalmente, più strati di spugna aggiungeremo, maggiore sarà l’assorbenza. I due modelli possono essere realizzati prima su un cartoncino, che poi potremo conservare per realizzarne altri;
  • Cucire tra di loro gli strati di spugna e rifinire i bordi;
  • Tagliare le due sagome di cotone. Cucire l’imbottitura di spugna al centro di una delle due sagome e sovrapporre l’altra, cercando di essere il più precise possibile; fissare la spugna anche all’altra sagoma di cotone. Con un punto da orlatura, cucire tutto il bordo;
  • Fissare i bottoncini automatici.
Una curiosità
Alcuni siti web, oltre a vendere assorbenti lavabili già pronti all’uso, commercializzano kit con tutto l’occorrente e tutte le istruzioni per realizzarli da sé.
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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano.

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