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Macchie rosse? Potrebbe essere un’allergia alimentare

Ultima modifica: 19 luglio 2016

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allergie alimentari

Le macchie rosse sulla pelle possono essere il sintomo di un’allergia alimentare. Come dobbiamo comportarci in questi casi? Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Caterina Perfetto, Biologa esperta in Igiene Alimentare, Nutrizione e Benessere.

Buongiorno Caterina. Può spiegare ai nostri lettori che cosa si intende per allergie alimentari e come si manifestano?

Buongiorno a Voi di Viversano. Le allergie alimentari consistono in una reazione rapida ed abnorme dell’organismo in seguito all’ingestione di determinati cibi (definiti allergeni alimentari), che coinvolge meccanismi immunitari IgE mediati e cellulo-mediati.

Tra le varie tipologie di allergia, quella alimentare è in diffusione sempre più crescente e può influire notevolmente sulla nostra vita quotidiana.
I sintomi di un’allergia alimentare compaiono solitamente tra i 30 minuti e le 2 ore successive all’ ingestione del cibo allergizzante ed interessano prevalentemente l’apparato gastroenterico, con nausea, vomito e diarrea, l’apparato respiratorio e l’ epidermide, con la comparsa di angioedema e di macchie rosse cutanee.

Quindi la comparsa di bolle o macchie rosse sulla pelle può essere indice di un’allergia alimentare?

Assolutamente si. Nello specifico, l’eruzione cutanea è caratterizzata, per l’appunto, da macchie di colorito rosso più o meno intenso, tondeggianti, con grandezza variabile da pochi millimetri a qualche centimetro (i cosiddetti pomfi dell’orticaria).

Esse danno una vasta sensazione di prurito e compaiono in vari distretti corporei, diffondendosi prevalentemente sul viso.

Quali sono gli alimenti che più frequentemente scatenano episodi di allergia?

Teoricamente, qualunque tipo di cibo può scatenare una reazione allergica.

Praticamente, ve ne sono alcuni che hanno un potere allergizzante maggiore: uovo (specie l’albume), latte di mucca, arachidi, nocciole e anacardi, frutta e verdura (in particolare pesche, fragole e pomodori), alcuni tipi di pesce.

Anche certi allergeni chimici possono, però, causare allergie alimentari: coloranti in primis (giallo crinolina, eritrosina, nero brillante ecc), a cui fanno seguito i preservanti (come l’acido sorbico o il beanzoato di sodio), gli esaltanti di sapore (glutammato monosodico) e sostanze naturali (fragranze, acido salicilico).

Cosa consiglia di fare nel caso si sospetti un’allergia a qualche alimento?

La diagnosi di allergia alimentare può essere confermata solo attraverso test ed esami di laboratorio mirati ad individuare l’ alimento (o gli alimenti) allergizzante.
In particolare i test che possiamo effettuare per diagnosticare le allergie alimentari sono:

  • PRIST e RAST: basati su prelievo ematico, dosano rispettivamente le IgE totali o specifiche per un allergene;
  • Prick test: vengono praticati piccoli tagli sull’avambraccio su cui si aggiunge una goccia di allergene;
  • Patch test: si applicano cerotti contenenti l’allergene.

Una volta individuato l’alimento o l’additivo scatenante l’allergia, occorre necessariamente eliminarlo dalla propria dieta. Soltanto dopo un protratto periodo di tempo, si può provare a reintrodurre cautamente l’alimento allergizzante: spesso, infatti, specie in età pediatrica, è possibile un ritorno ad una tolleranza per l’ alimento considerato.

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Caterina Perfetto
Caterina Perfetto si laurea in Scienze Biologiche presso la Federico II di Napoli. Dopo aver lavorato presso un laboratorio di analisi cliniche, si perfeziona in Igiene Alimentare, Nutrizione e Benessere. Esegue valutazione dello stato nutrizionale, determinazione Massa Magra e Massa Grassa, elaborazione di profili nutrizionali personali e specifici, test per le intolleranze alimentari. Riceve a S. Antimo (NA)

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