Sistema linfatico: cos’è, a cosa serve e cosa succede se non funziona bene

Sentiamo spesso parlare di sistema linfatico, ma sappiamo veramente cos’è? Scopriamo quali sono le sue funzioni e come capire se non funziona bene.

In questo articolo spieghiamo che cosa sia il sistema linfatico e quali possano essere i problemi di salute derivanti da possibili sue alterazioni patologiche. Ricordiamo che le notizie qui riportate sono generali e non vanno mai considerate come indicazioni di diagnosi o di terapia, per cui si rimanda ogni situazione ad una presa in carico personalizzata da parte del medico di fiducia.

a cosa serve il sistema linfatico

Linfa e sistema linfatico: cosa sono

Il sistema linfatico è composto da una serie di vasi chiamati appunto vasi linfatici, che sono diffusi pressoché in tutto il corpo, dai linfonodi e da alcuni organi. Queste diverse parti del sistema sono considerate tra loro semi-indipendenti. Il vaso linfatico principale si chiama dotto toracico, attraverso cui la linfa è immessa nel circolo venoso.

La linfa è un liquido chiaro che fa parte, appunto, del sistema linfatico, una rete di vasi e organi che aiuta il corpo a difendersi e a mantenere l’equilibrio dei liquidi. La linfa raccoglie le sostanze di scarto e i liquidi in eccesso dai tessuti, li filtra attraverso i linfonodi (le “ghiandole”) e li riporta nel sangue. Trasporta anche cellule del sistema immunitario (come linfociti B e T e macrofagi) che aiutano a combattere agenti patogeni. In pratica, è come un sistema di “pulizia e difesa” del nostro organismo.

Sistema linfatico: cosa succede se non funziona bene

Come anticipato sopra, la funzione del sistema linfatico è quella del drenaggio e del movimento di un liquido chiamato linfa. In senso generale esso è responsabile principalmente del riassorbimento di liquidi dallo spazio interstiziale nei tessuti, inoltre ha un ruolo nell’assorbimento di acidi grassi nell’intestino e nella corretta funzione immunitaria [1].

In caso di alterazioni in questo sistema, possono avvenire disturbi di vario tipo tra cui il cosiddetto linfedema, con accumulo di liquidi e quindi gonfiore con durezza alla pressione in alcuni tessuti e zone del corpo, in particolare negli arti (braccia o gambe). Può presentarsi poi arrossamento, ispessimento o indurimento della pelle nella parte colpita e possibile sensazione di prurito. È più raro il cosiddetto chilotorace, dato da un blocco del dotto toracico con presenza di liquido linfatico all’interno del torace. Esiste anche la linfangite, determinata da un’infezione di vasi linfatici da trattare solitamente con terapia antibiotica mirata.

Infine, i linfonodi sono parte del sistema linfatico e quindi anche le loro possibili alterazioni lo riguardano: le possibilità sono varie e sono costituite principalmente da problematiche di natura infiammatoria o infettiva oppure di tipo oncologico.

Se il sistema linfatico non funziona bene, i liquidi e le sostanze di scarto possono accumularsi nel corpo. Questo può causare gonfiore, soprattutto a gambe e braccia, e una maggiore sensazione di stanchezza. Anche le difese immunitarie possono indebolirsi, rendendo l’organismo più esposto a infezioni.
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Gli organi del sistema linfatico

Gli organi linfatici si suddividono in primari e secondari. I primari sono timo e midollo osseo: il primo è importante per la funzionalità immunitaria e si trova indicativamente dietro lo sterno, mentre il midollo osseo è sede di produzione di cellule del sangue ed è contenuto nelle ossa piatte e lunghe e nei corpi vertebrali. In generale, gli organi linfatici primari sono così chiamati poiché sedi di formazione e maturazione di cellule immunitarie.

Gli organi linfatici secondari sono milza, tonsille e MALT (sistema linfoide associato alle mucose). La milza è localizzata nella parte sinistra dell’addome, anch’essa è implicata nella funzione immunitaria e in modo simile ai linfonodi attua una filtrazione della linfa. Le tonsille si trovano invece nella zona di capo e collo e formano il cosiddetto “anello linfatico del Waldayer”, per proteggere a livello immunitario, bocca, naso e orecchie dalle aggressioni esterne. Il MALT è invece una porzione di sistema linfatico collocato nell’intestino, anch’esso con un ruolo principale di difesa immunitaria. Negli organi linfatici secondari avviene il contatto con gli antigeni, da cui nasce la risposta immunocompetente.

Cosa sono i linfonodi

I linfonodi sono piccoli organi diffusi in tutto il corpo lungo il percorso delle vie linfatiche e servono a filtrare la linfa e ad attivare la risposta immunitaria (in pratica è come se fossero dei “posti di controllo” del sistema immunitario). Alcune zone anatomiche in cui essi si trovano in maggior numero sono ad esempio il collo, le ascelle, l’addome e l’inguine e il loro scopo è quello di reagire con una risposta immunitaria di difesa in caso di potenziali pericoli esterni o interni. I fattori esterni sono soprattutto microrganismi patogeni, mentre quelli interni sono soprattutto alterazioni dovute a malattie oncologiche.

In alcune zone vari linfonodi si possono palpare esternamente durante una visita medica, ad esempio a livello di collo, inguine o ascelle. È possibile rilevare palpatoriamente da parte del medico un’eventuale alterazione di dimensioni, consistenza o mobilità di un linfonodo, proponendo se indicate anche indagini di approfondimento per perfezionare una diagnosi. Tra essi ricordiamo principalmente ecografia e biopsia.

Sistema linfatico e sistema circolatorio: come sono collegati

Il liquido trasportato dai vasi linfatici è un liquido che fuoriesce dal sistema cardiovascolare: i capillari linfatici in particolare hanno il compito di riassorbire liquido dall’interstizio dei tessuti, dopodiché la linfa è trasportata al torrente ematico. Nei vasi linfatici il circolo è unidirezionale, nella direzione del cuore. Una volta giunta “a destinazione”, la linfa verrà riversata nuovamente nel sangue. Se questo sistema di “drenaggio” si blocca, si formano gli edemi (i ristagni di liquidi). Quindi, i vasi linfatici non sono solo trasportatori, ma veri e propri “spazzini” che mantengono l’equilibrio dei liquidi nel corpo.

Cosa fare se si manifestano i sintomi di un’alterazione del sistema linfatico

In caso di patologie importanti come ad esempio linfedema o chilotorace, la diagnosi è medica ed è necessaria una visita immediata per una corretta presa in carico clinica e terapeutica.

Sono poi possibili alterazioni più blande di alcune parti del sistema linfatico, come ad esempio un gonfiore di uno o più linfonodi. Anche in questo caso il consiglio è quello di rivolgersi ad una consulenza medica, poiché si potrebbe trattare di un’alterazione transitoria e facilmente risolvibile, ma anche talvolta di una problematica tumorale da inquadrare correttamente.

Come mantenere in salute il sistema linfatico

Non tutte le alterazioni del sistema linfatico si possono prevenire, pensiamo ad esempio ai problemi oncologici. Detto questo, come per ogni funzione corporea è sicuramente utile in generale uno stile di vita salutare. Risulta molto importante il mantenimento di un peso controllato, curando eventuali condizioni di sovrappeso od obesità. È inoltre altrettanto importante uno stile di vita attivo, dimenticando la sedentarietà per aiutare con l’esercizio fisico regolare una sana circolazione linfatica.

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Bibliografia

  • [1] The Lymphatic System in Health and Disease – Pubmed

Dott.ssa Beatrice Andreoli

Medico chirurgo, laureata presso l’università di Verona. Ha conseguito il Master internazionale in Nutrizione e dietetica applicata presso l’università politecnica delle Marche (sede di Ancona) e il diploma triennale in Agopuntura energetica e tradizionale presso l'Associazione Italiana Agopuntura di Roma.

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