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Recessione gengivale, le buone abitudini aiutano a prevenirla: ecco cos’è, le cause e come si cura

Ultima modifica:4 ottobre 2019

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La recessione gengivale è un disturbo piuttosto comune che si verifica soprattutto dopo i 40 anni. Quali sono le cause? Come si previene? Come si cura? Esistono rimedi naturali efficaci?

La recessione gengivale, detta anche retrazione gengivale, è il ritiro della gengiva verso la radice del dente. Si verifica più comunemente dopo i 40 anni, ma talvolta il fenomeno può cominciare anche prima.

Donna con recessione gengivale dal dentista

Le cause sono da ricercarsi prevalentemente nelle abitudini scorrette di igiene orale, dunque molto si può fare in termini di prevenzione. Le recessioni lievi si possono trattare anche in modo naturale, per le recessioni importanti si deve, invece, ricorrere alla chirurgia.

Recessione gengivale: i sintomi

Uno dei principali sintomi di recessione gengivale è il difetto estetico: i denti appaiono più lunghi e il colore non è uniforme. Si avverte inoltre un senso di fastidio e/o dolore, soprattutto quando ci si lava i denti, che porta il soggetto interessato a spazzolare in maniera meno accurata, con conseguenti formazioni di tartaro e placca che fanno aumentare ulteriormente il fastidio e provocano ulteriori potenziali problemi alla dentatura.

Un altro comunissimo sintomo delle gengive che si ritirano è l’aumentata sensibilità a caldo e freddo e, di conseguenza, un senso di fastidio quando si consumano cibi e/o bevande particolarmente caldi e/o freddi. La gengiva, infine, può infiammarsi, risultare gonfia e sanguinare. Spesso compaiono anche problemi di alitosi.

Cause della recessione gengivale: perché le gengive si ritirano?

Una delle cause principali della recessione gengivale è lo scorretto spazzolamento, unito all’uso di uno spazzolino troppo duro. Sostanzialmente, ci sono manovre, che usiamo per la pulizia dei denti che, se scorrette, possono causare traumi che, nel tempo, conducono al ritiro gengivale. Anche il filo interdentale, se fatto andare troppo in profondità, può causare danni alla gengiva.

Ci sono, inoltre, cause di natura fisiologica. La recessione gengivale si manifesta soprattutto nelle persone con gengive particolarmente sottili, con le radici dentali particolarmente sporgenti e/o con denti ruotati. Un’altra causa fisiologica è la presenza di un frenulo che si inserisce nel margine gengivale, impedendo una pulizia corretta; quest’ultima causa si può risolvere con un trattamento laser del frenulo.

Altre cause di recessione gengivale sono piercing sul labbro e sulla lingua, otturazione al colletto dei denti eseguite in maniera scorretta, infezione da herpes simplex, accumulo di placca e tartaro, fumo, bruxismo, carenza di vitamina C, squilibri ormonali.

Come prevenire la recessione gengivale

La recessione gengivale si previene soprattutto con una corretta igiene orale. I denti non andrebbero mai spazzolati in senso orizzontale, né verso la gengiva, ma sempre verticalmente dalla gengiva verso il basso.

Mai usare spazzolini con setole troppo dure; farsi consigliare dal proprio dentista di fiducia sul tipo di setole più adatte al proprio caso specifico. È, inoltre, importante evitare l’accumulo di placca e tartaro, rivolgendosi al proprio studio odontoiatrico di fiducia, almeno una volta l’anno. Non tutti hanno necessità di igiene dentale professionale con la stessa frequenza, farsi dunque consigliare dal proprio dentista di fiducia.

Gengive ritirate: i rimedi naturali per fermare o rallentare il processo

Il primo rimedio naturale contro la recessione gengivale è l’igiene dentale corretta. Anche il dentifricio e i colluttori hanno un ruolo importante. Per esempio, dentifrici o colluttori che contengono aloe vera, curcuma, tè verde, olio essenziale di limone, chiodi di garofano, mirra possono contribuire a ridurre l’infiammazione.

Oltre a dentifrici e collutori specifici, si citano spesso i seguenti rimedi naturali:

  • Masticare chiodi di garofano a fine pasto aiuta a risolvere il problema dell’alitosi e a contrastare i batteri;
  • Il gel all’aloe vera massaggiato sulle gengive agisce contro l’infiammazione;
  • I risciacqui con acqua e una o due gocce di tea tree oil hanno azione antibatterica e aiutano a mantenere le gengive più sane, prevenendo così anche la recessione gengivale;
  • Risciacqui con oil pulling (un olio a base di olio di sesamo, cocco o girasole) consentono di prevenire gengiviti e carie e combattono l’alitosi (oltre a rendere i denti più bianchi).
  • Poiché una delle cause di recessione gengivale è la carenza di vitamina C, un altro rimedio naturale che spesso si cita è, appunto, l’integrazione di questa vitamina.

Ovviamente, però, questi sono rimedi che possono andare bene se la recessione gengivale è di piccola entità, oppure a scopo preventivo.

Recessione gengivale, quando e come intervenire chirurgicamente

Quando il fenomeno delle gengive ritirate è importante, il dentista consiglierà l’intervento chirurgico per garantire una nuova copertura alla radice dentale e proteggere i denti, diventati sensibili. Si potrà ricorrere alla chirurgia tradizionale o alle nuove tecniche mini-invasive:

✓ Tecnica Pinhole

Si tratta di una tecnica innovativa che consente, in una singola seduta, di trattare un solo dente o anche un’intera arcata dentale. Utilizza membrane di collagene appositamente modellate e non prevede l’uso di punti di sutura. Vengono praticati piccoli fori nella mucosa, attraverso i quali si sposta la gengiva, fino a ricoprire le recessioni. I vantaggi sono, appunto, l’assenza dei punti di sutura e di prelievo del tessuto connettivo; la minore invasività e la minore durata dell’intervento rispetto alle tecniche tradizionali; meno fastidi nel post-intervento. Il principale svantaggio di questa tecnica è che non ci sono studi a lungo termine; di conseguenza non è possibile fare una previsione precisa sulla durata nel tempo dei risultati, specie per quanto riguarda la copertura in caso di impianti dentali.

✓ Tecnica tunnel

Anche questa è un tecnica recente; prevede un lieve scollamento dei tessuti (preservando le papille) e l’inserimento, all’interno della gengiva da ricoprire, di un pezzetto di tessuto prelevato dal palato oppure di biomateriale. È una tecnica meno invasiva rispetto a quelle più tradizionali, specie se si utilizza biomateriale e non tessuti prelevati dal palato; però, è anche vero, che quando si utilizza questo sistema, c’è una minore certezza della durata dei risultati nel tempo. Inoltre, con questa tecnica si riscontra qualche difficoltà nel ricoprire le recessioni ampie.

✓ Tecniche tradizionali

Prevedono il prelievo e l’innesto di tessuto connettivo del palato. Si tratta, dunque, di interventi più invasivi, ma anche più studiati nel tempo e con risultati maggiormente prevedibili. Se eseguite bene, i risultati estetici sono ottimi. I tempi dell’intervento, però, sono più lunghi rispetto alle tecniche mini-invasive e potrebbe residuare qualche cicatrice. In genere, i risultati durano oltre cinque anni. Il prelievo del palato può essere doloroso, ma esistono attualmente rimedi che consentono di ridurre moltissimo il dolore post-operatorio.

La buona riuscita di questi interventi dipende dal tipo e dalla gravità della recessione gengivale. Quelle fornite sono solo indicazioni di massima e non scendono troppo nello specifico delle varie tecniche. Solo il dentista potrà fornire tutti i chiarimenti specifici, dopo aver stabilito se intervenire e che tipo di tecnica adottare.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano.

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