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Farmaci, alimenti e integratori alimentari: guida alle possibili interazioni

Ultima modifica:21 ottobre 2019

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Farmaci e alimenti o integratori alimentari possono dar luogo a interazioni, modificando così l’effetto dell’eventuale terapia in corso. In questa guida vi indichiamo alcune possibili interazioni a cui prestare attenzione.

Il mercato degli integratori nutrizionali è molto attivo anche nel nostro Paese. Tuttavia non tutti i prodotti sono uguali, non tutti hanno la stessa qualità e alcune tipologie possono interagire con alcuni farmaci mettendo a rischio l’effetto della terapia.

Interazione farmaci alimenti

Se come supporto per alcuni disturbi possiamo utilizzare qualche integratore alimentare, dobbiamo prestare molta attenzione quando è in corso anche una terapia farmacologica concomitante. Le diverse sostanze, infatti, potrebbero interagire, andando ad aumentare o a diminuire l’effetto del farmaco o ad aumentarne la possibile insorgenza di tossicità o effetti collaterali.

Per questo motivo abbiamo creato una guida che vi permetterà di capire quali sono gli alimenti/integratori a rischio di interazione farmacologica. Detto ciò, ricordiamo che l’uso di integratori non permette di dimenticarsi della corretta alimentazione e di uno stile di vita sano e per il loro utilizzo sarebbe sempre bene affidarsi al Medico di fiducia ed evitare fai-da-te derivanti dal “sentito dire” o da letture superficiali.

Farmaci e alimenti o integratori: le possibili interazioni

Iniziamo andando ad analizzare i principali tipi di farmaco presenti in commercio e vediamo con quali sostanze o alimenti possono interagire.

  • Ace inibitori e alcuni diuretici (esempio furosemide e idroclorotiazide): durante l’assunzione di questi farmaci va evitata l’assunzione di integratori contenenti potassio, che nell’organismo potrebbe diventare troppo. Allo stesso modo vanno limitati i cibi contenenti potassio, come ad esempio banane, arance, verdure a foglia verde e alcuni tipi di sale
  • Antibatterici ossazolidinoni: chi assume questi farmaci deve prestare molta attenzione ad evitare di ingerire molta tiramina con l’alimentazione, che potrebbe determinare un rialzo pericoloso della pressione. In particolare, sono da limitare fortemente o evitare gli alimenti non correttamente conservati o avariati, i cibi affumicati, in salamoia, fermentati e stagionati, salumi, yogurt e molti formaggi, banane, avocado e molte bevande alcoliche
  • Azitromicina: questo antibiotico andrebbe preferibilmente assunto a stomaco vuoto, perché il pasto concomitante potrebbe comprometterne l’assorbimento e quindi l’efficacia
  • Bifosfonati: questi farmaci vanno tassativamente assunti lontano dai pasti e in particolare almeno 30/60 minuti prima del primo pasto della giornata
  • Ciprofloxacina e tetracicline: è importante evitare la loro assunzione assieme a calcio o alimenti ricchi di calcio, latte, formaggi e altri alimenti caseari, perché potrebbero compromettere l’assorbimento del farmaco
  • Digossina: l’introduzione eccessiva con l’alimentazione di fibre e crusca contenute nei cereali può ridurre l’assorbimento del farmaco e si consiglia per questo la sua assunzione lontano dai pasti. È importante poi non assumere nello stesso periodo liquirizia, poiché la glicirrizina in essa contenuta può essere causa di interazione con il rischio di aritmie e infarto del miocardio
  • Etambutolo: questo farmaco non andrebbe assunto assieme a cibi ricchi di istamina, per il rischio di cefalea, palpitazioni, sudorazione e ipotensione (abbassamento della pressione)
  • Inibitori delle MAO (antidepressivi): anche in caso di assunzione di questi farmaci, va evitata l’assunzione eccessiva di tiramina. L’interazione può avere effetti anche molto gravi, in particolare con insorgenza di grave cefalea o grave crisi ipertensiva
  • Levotoroxina: si tratta di un farmaco per la tiroide e va evitata durante la terapia la contemporanea assunzione di integratori di vitamine e sali minerali e l’eccessivo consumo di noci, fibra, soia e farina di semi di cotone
  • Teofillina: alcuni alimenti (caffè, cacao, cioccolato, the) possono aumentarne la possibilità di effetti avversi, come nervosismo e tachicardia
  • Tetracicline: anche per questo farmaco, integratori contenenti magnesio potrebbero ridurre la sua disponibilità, così come l’assunzione di calcio o di eccessiva quantità di prodotti caseari
  • Warfarin: in caso di assunzione di questo anticoagulante orale, va evitata l’eccessiva assunzione di alimenti contenenti vitamina K, in particolare verdure a foglia verde e larga (spinaci, cavolo verde, lattuga, verze), broccoli, cavoletti di Bruxelles, fegato. È importante però non travisare questo messaggio e non andare repentinamente ad alterare le proprie abitudini alimentari, che potrebbe scompensare l’effetto del dosaggio terapeutico in corso, ma affidarsi sempre ad una corretta supervisione medica. Con la terapia con warfarin risultano inoltre incompatibili il succo di mirtillo, il Ginkgo biloba, lo zenzero e la curcuma. 
Gli integratori di vitamina C e in Ginseng potrebbero diminuire l’effetto del farmaco.

Alcool e farmaci

In corrispondenza di una terapia farmacologica, sarebbe consigliabile sospendere per precauzione l’assunzione di alcool: seppure dosi basse di alcool non sembrano essere un problema eccessivo in caso di assunzione di determinate terapie, la sicurezza impone di essere cauti e cercare di evitarne il consumo. Alcune molecole farmacologiche sono del tutto incompatibili con l’assunzione di alcool, come ad esempio:

  • Gli antistaminici, perché possono causare sonnolenza e l’alcool aumenterebbe questo possibile effetto;
  • I narcotici (ad esempio morfina, ossicodone, codeina, contenuti a volte in farmaci complessi assieme ad alto tipo di molecole per il controllo del dolore o per la tosse), perché l’alcool potrebbe aumentarne il rischio di effetti collaterali anche gravi o molto gravi;
  • Il paracetamolo e le statine, perché entrambi implicano un metabolismo epatico e anche lo smaltimento dell’alcool ingerito necessita di un lavoro da parte del fegato e ne potrebbero derivare dei danni a questo organo;
  • Gli antinfiammatori non steroidei (FANS, come ibuprofene, ketoprofene, ecc) che potrebbero determinare sanguinamento gastrointestinale, effetto che è potenzialmente aumentato dall’assunzione contemporanea di alcool;
  • La teofillina, perché combinata all’assunzione di alcool potrebbe determinare la comparsa di nausea e vomito;
  • Nitroglicerina e isosorbide (nitrati), perché causano rilassamento dei vasi così come l’alcool, e la loro assunzione contemporanea potrebbe determinare un’eccessiva reazione vasale con calo pericoloso della pressione;
  • Gli anticoagulanti orali (Warfarin), perché il consumo di alcool potrebbe inficiare la metabolizzazione ed eliminazione del farmaco con un potenziamento del suo effetto fluidificante sul sangue;
  • Gli antibatterici ossazolidinonini, perché non vanno associati all’assunzione di tiramina, che è contenuta in moltissime bevande alcoliche;
  • Il metronidazolo e il tinidazolo (antiprotozoari), perché se assunti insieme ad alcool possono causare nausea, vomito e gastralgie;
  • Gli antimicobatterici, perché anch’essi incompatibili con l’assunzione di alcool;
  • Pressoché tutti i farmaci assunti per problematiche mentali o psichiatriche, tra cui quelli per ansia, attacchi di panico, depressione e psicosi, perché incompatibili con l’assunzione di alcool;
  • Le benzodiazepine, perché l’alcool associato alla loro assunzione potrebbe causare forte sonnolenza, aumentandone questo possibile effetto collaterale;
  • L’insulina, con la quale l’assunzione di alcool potrebbe causare problematiche a livello di assorbimento gastrico.

Assunzione di farmaci: attenzione al pompelmo

Il pompelmo è un frutto che può interagire con un gran numero di farmaci, si stima almeno ottanta. Il frutto è in grado di compromettere in maniera significativa la loro efficacia: questo accade perché inibisce l’azione di particolari enzimi (in particolare il citocromo P-450) a livello epatico. Ciò compromette alcune reazioni importanti di trasformazione ed eliminazione del farmaco, lasciandolo più tempo del previsto in circolo e quindi andandone potenzialmente ad aumentare o causare gli effetti collaterali, determinando una sorta di “sovradosaggio” del farmaco stesso.

Alcuni dei farmaci che vietano l’assunzione di pompelmo sono ad esempio: antidiabetici (repaglinide, saxagliptin), antinfiammatori (budesonide, colchicina, metilprednisolone), antitumorali (crizotinib, dasatinib, erlotinib, everolimus, imatinib, lapatinib, nilotinib, pazopanib, sorafenib, sunitinib, vandetanib, venurafenib), eritromicina, estradiolo ed etinilestradiolo, farmaci psicoattivi (buspirone, carbamazepina, diazepam, fentanyl, metadone, midazolam, ossicodone, quetiapina, sertralina, triazolam), immunosoppressivi (ciclosporine, tacrolimus), warfarin.

Raccomandazioni generali

In caso di assunzione di farmaci, sia per breve che per lungo periodo, consigliamo di evitare in modo netto l’assunzione di integratori nutrizionali, anche se “naturali”, senza una supervisione medica. Inoltre, anche in caso di consiglio o prescrizione da parte di altre figure, è fondamentale riferire che cosa si sta esattamente assumendo al proprio medico curante.

Anche gli integratori, infatti, possono compromettere l’effetto della terapia farmacologica, aumentandone o diminuendone l’effetto o andandone ad aumentare la probabilità di insorgenza di determinati effetti collaterali/avversi. Allo stesso modo consigliamo sempre di non assumere per precauzione alcolici e di chiedere al proprio Medico consigli specifici su eventuali accorgimenti da dover attuare riguardo la dieta: se assumiamo alcuni farmaci, infatti, dobbiamo evitare particolari alimenti.

Ricordiamo, poi, che gli integratori vanno dosati secondo fabbisogni precisi che possono variare sia durante la vita che in caso di determinate condizioni patologiche, e quindi, oltre ad essere sicuri che sia possibile assumerli in contemporanea a determinati farmaci, bisogna altresì essere sicuri di assumerne i corretti dosaggi e di scegliere formulazioni dotate di ottimale biodisponiblità.

Va ricordato, infine, che molti integratori possono contenere zuccheri in grado di avere effetti sulla glicemia (valore di zucchero nel sangue) e quindi non sono compatibili con diagnosi di diabete o alterata tolleranza al glucosio, oltre che essere poco consigliabili in linea generale se il quantitativo di zucchero è elevato. Infine, riportiamo di seguito una tabella riassuntiva sulle principali interazioni farmaci e alimenti.

Farmaco Alimenti che aumentano l’effetto Alimenti che diminuiscono l’effetto
Azitromicina Stomaco pieno (andrebbe assunta a stomaco vuoto)
Beta-bloccanti Digiuno (vanno assunti in corrispondenza di un pasto)
Ciprofloxacina Latte e latticini, calcio e integratori di calcio
Digossina Crusca e alimenti ricchi di fibre
Levotiroxina Quantità eccessive di fibre, integratori multivitaminici e di sali minerali, soia, noci, calcio e alimenti ricchi di calcio
Sedativi e ipnotici Stomaco pieno (vanno assunti lontano dai pasti)
Tetracicline Latte e latticini
Warfarin Alimenti contenenti molta vitamina K (ad esempio broccoli, cavoletti, cavolo, cicoria, cime di rapa, lattuga, rucola, spinaci, verza, fegato), Gingko biloba, succo di mirtillo, zenzero Ginseng, vitamina C (alte dosi)

 

Bibliografia / Sitografia

  • https://www.aifa.gov.it/sites/default/files/sintesi_interazioni_farmaci_alimenti.pdf
  • Jou J, Johnson PJ. Nondisclosure of complementary and alternative medicine use to primary care physicians: findings from the 2012 National Health Interview Survey. JAMA Internal Medicine 2016
  • https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/farmaci/fattori-che-influiscono-sulla-risposta-ai-farmaci/interazioni-tra-farmaci
  • https://www.cmaj.ca/content/185/6/507.1
  • https://www.cmaj.ca/content/185/6/507.2
  • https://www.cmaj.ca/content/185/4/309
  • https://www.cmaj.ca/content/167/8/848.1
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  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26958257
  • https://jpharmsci.org/article/S0022-3549(16)32811-8/abstract?code=xphs-site
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Dott.ssa Beatrice Andreoli
Medico chirurgo, laureata presso l’università di Verona. Ha conseguito il Master internazionale in Nutrizione e dietetica applicata presso l’università politecnica delle Marche (sede di Ancona) e il diploma triennale in Agopuntura energetica e tradizionale presso l'Associazione Italiana Agopuntura di Roma.

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