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Fumare in gravidanza: i possibili danni al bambino

Ultima modifica:22 ottobre 2019

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Che fumare in gravidanza fa male lo sappiamo tutti, ma quali rischi comporta, esattamente, il fumo di sigarette per il bambino?

Fumare fa male. Fa male prima della gravidanza, in gravidanza e anche dopo della gravidanza. Fa male alla mamma e fa male al bambino. Anche il fumo passivo può nuocere gravemente alla salute del feto, quindi fa male anche restare nello stesso ambiente di una persona con la sigaretta accesa. Vi spieghiamo perché, e quali rischi comporta, esattamente, per il bambino.

Donna che fuma in gravidanza

Fumare in gravidanza: i rischi per la salute fisica del bambino

Le sostanze chimiche dannose contenute nelle sigarette, passando attraverso il cordone ombelicale e la placenta, raggiungono il bambino che si sta formando; gli fanno arrivare meno nutrimento; gli tolgono ossigeno; gli trasmettono sostanze cancerogene che possono danneggiarlo fortemente e predisporlo alla comparsa di tumori durante la crescita.

Tutto questo può accadere sia se è la donna a fumare in prima persona, sia se la gestante è esposta al fumo passivo. Andando più nello specifico, la nicotina causa un restringimento dei vasi sanguigni, di conseguenza il bambino riceve meno sostanze nutritive e meno ossigeno; il monossido di carbonio limita ulteriormente l’apporto di ossigeno; nelle sigarette sono presenti oltre 4.000 sostanze, molte delle quali potenzialmente cancerogene o in grado di causare allergie.

Fumare in gravidanza aumenta il rischio di morte improvvisa nel neonato. Il rischio di SIDS (sindrome della morte in culla) è alto anche per quei lattanti esposti al fumo di sigarette dopo la nascita.

Fumare in gravidanza aumenta il rischio di aborto spontaneo e parto prematuro. L’incremento del rischio è direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate ogni giorno, ma nelle donne fumatrici è più alto che nelle non fumatrici anche quando si consumano poche sigarette.

Fumare in gravidanza espone il bambino a un rischio maggiore di soffrire di respiro affannoso e asma. Aumenta, inoltre, la sensibilità alle infezioni respiratorie anche da adolescenti e in età adulta.

È, inoltre, più probabile che il bambino si presenti con basso peso alla nascita e gli effetti sono, almeno in parte, definitivi; è stato infatti riscontrato che, da adulto, il bambino di una donna che ha fumato in gravidanza sarà circa 1 cm più basso della media. Se la donna fuma aumenta, inoltre, il rischio di sanguinamento vaginale e di problemi a livello placentare.

Fumare in gravidanza, i rischi per la salute mentale del bambino

Il fumo in gravidanza può causare anche danni per la salute mentale del bambino. Secondo i risultati di alcune recenti ricerche, infatti, i figli di donne che hanno fumato mentre erano in dolce attesa sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare problemi comportamentali e di socializzazione.

Chi fuma ha meno probabilità di restare incinta

In realtà bisognerebbe smettere di fumare già prima di restare incinta, non appena si comincia a pensare a una gravidanza o a programmarla. Secondo uno studio condotto dall’Università di Copenaghen, il fumo di sigarette riduce del 30% la possibilità di restare incinta; nelle donne le cui madri erano fumatrici, la possibilità che inizi una gravidanza si riduce ulteriormente (50%). Le sostanze tossiche inalate con la sigaretta, infatti, hanno effetti negativi sul controllo ormonale, sulla maturazione degli ovuli e sull’endometrio. Per smettere di fumare, in gravidanza ma non solo, è fondamentale avere determinazione e costanza. Ne gioverà la salute del bambino e della madre.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano.

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