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Iodio: funzioni organiche, sintomi da carenza e fonti alimentari

Ultima modifica: 25 marzo 2018

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Iodio: a cosa serve, carenza e fonti alimentari

Lo iodio è un minerale fondamentale per la crescita, la riproduzione, il metabolismo, la salute neuronale e moltissime altre funzioni. Scopriamo a cosa serve lo iodio, quali sono i sintomi da carenza e gli alimenti che ne sono più ricchi.

Lo iodio è un micronutriente essenziale per l’uomo, la cui carenza è associata a diverse patologie che possono interessare sia i bambini, sia li adulti. Il suo nome deriva da un termine greco che significa viola o lilla, facente riferimento al colore dei vapori di questo elemento.

Lo iodio è presente in piccole quantità (15-20 mg) nell’organismo umano, dove svolge un ruolo molto importante nella generazione degli ormoni tiroidei, come vedremo meglio nel paragrafo successivo. Inoltre possiamo trovare concentrazioni di iodio in altri tessuti umani come le ghiandole salivari, il tessuto mammario e la cervice uterina. Questi depositi ci anticipano già anche l’importanza di questo elemento nella gravidanza e nella crescita del bambino.

Lo iodio, presente in natura in diverse forme chimiche, può essere assorbito a livello intestinale attraverso due vie differenti: lo iodio molecolare (I2) è assorbito attraverso un processo di diffusione facilitata; mentre lo ioduro (I-) viene assorbito grazie alla presenza di una proteina di trasporto a livello della mucosa gastrica, che permette il trasporto congiunto di iodio e sodio.

Una volta assorbito si stima che circa il 30% dello iodio venga utilizzato dalla ghiandola tiroidea e il restante dagli altri tessuti, dove la sua funzione è perlopiù sconosciuta e si ipotizza possa fungere da antiossidante.

Le nostre linee guida e, in particolare, i LARN promossi dalla Società Italiana di Nutrizione Umana nel 2014 raccomandano un’assunzione giornaliera di 150 ug di iodio nell’uomo e nella donna adulti e di 200 ug di iodio in caso di gravidanza o allattamento.

Tuttavia questi livelli non sono spesso rispettati e ciò si ripercuote sulla salute di moltissime persone: solo in Italia, secondo il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica, sono ammalate di gozzo circa 6 milioni di persone (10% di tutta la popolazione italiana) e interessa addirittura il 20% della popolazione più giovane.

Questa importante problematica è correlata alla scarsa presenza di iodio nella nostra dieta abituale: approfondiremo insieme più avanti quali sono gli alimenti più ricchi di iodio, ma in ogni caso difficilmente riusciamo a coprire il nostro fabbisogno giornaliero solo con l’alimentazione.

Proprio per questo motivo già nel 1997 è stata avviata una campagna informativa nazionale dal titolo “Sale nell’alimentazione per la profilassi della carenza iodica e la prevenzione dell’ipertensione” che invitava tutta la popolazione italiana a utilizzare sale iodato, ovvero sale comune da cucina addizionato con iodio nella misura di 30 ug di iodio ogni grammo di sale.

Sembrerebbe, tuttavia, che la vendita di questo sale fortificato non sia elevata e corrisponda solo al 3% di tutto il sale alimentare. Ulteriori sono stati gli sforzi fatti dalle istituzioni per migliorare la situazione italiana: per esempio, grazie al comitato nazionale per il gozzo, è stato introdotto uno screening in tutti i bambini per valutare eventuali carenze di iodio.

A cosa serve lo Iodio? Proprietà e funzioni

Come abbiamo già visto una delle funzioni principali dello iodio è legata al funzionamento della tiroide, che a sua volta influenza moltissimi aspetti della nostra salute. Se la tiroide funziona bene infatti, l’organismo si mantiene più facilmente in forma, evitando l’eccessiva magrezza o, al contrario, l’eccessivo accumulo di grasso; questa ghiandola è, inoltre, importante per la regolazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, per la rimozione delle tossine e per la corretta metabolizzazione di altri minerali, per esempio il calcio. Vediamo di seguito nei dettagli la funzionalità dello iodio.

✓ Tiroide

Lo iodio presente nel sangue viene rapidamente assorbito dalla tiroide e utilizzato per la produzione degli ormoni tiroidei, che si distinguono in base al numero di molecole di iodio presenti. Una volta prodotti, gli ormoni tiroidei rimangono pronti per essere secreti sotto lo stimolo del TSH (thoyd stimulating hormone) prodotto dall’ipofisi, che viene a sua volta stimolata dal TRH (thyrotropin relasing hormone), rilasciato dall’ipotalamo.

La carenza di iodio non permette la produzione degli ormoni tiroidei e questa carenza può provocare il gozzo e situazioni di ipotiroidismo. La funzione dello iodio è quindi strettamente legata alla funzionalità della ghiandola tiroidea. In particolare di seguito elenchiamo i pincipali ruoli dell’ormone tiroideo:

  • Sviluppo cerebrale: la carenza di iodio in tal senso può influenzare le strutture cerebrali e la sua funzione e sembra essere una delle cause principali (ma prevenibile) di disabilità mentale nel mondo;
  • Crescita: gli ormoni tiroidei sono fondamentali anche per la crescita del feto e del bambino;
  • Metabolismo: il buon funzionamento tiroideo innalza il metabolismo basale e pertanto la quantità di calorie consumate a riposo;
  • Sistema cardio-vascolare: un mal funzionamento della tiroide si associa anche a brachicardia o tachicardia;
  • Fertilità: problematiche tiroidee sono collegate a maggior rischio di aborti spontanei, emorragie post-parto, ipertensione gestazionale ed altre complicanze;
  • Anemia: gli ormoni tiroidei stimolano anche la generazione dei globuli rossi.

✓ Attività anti-ossidante

Un’altra proprietà dello iodio è quella di agire come antiossidante in caso di stress ossidativo, grazie alla sua capacità di regalare un elettrone.

Carenza di Iodio: cause e sintomi

Così come le funzioni dello iodio sono interconnesse, per la maggior parte, con quelle della tiroide così anche i sintomi legati alla carenza di iodio sono legati a un malfunzionamento tiroideo.

Le cause legate alla carenza di iodio sono perlopiù alimentari: non si assume sufficiente iodio con l’alimentazione e allo stesso tempo non si utilizza nessun tipo di alimento addizionato con iodio.

La carenza di iodio può provocare diversi danni alla tiroide: se la carenza è lieve è possibile che la tiroide lavori maggiormente per poter compensare la carenza e si generi una condizione di ipertiroidismo. Viceversa quando la carenza è moderata o grave la tiroide non riesce a funzionare e a produrre gli ormoni tiroidei e si genera così una situazione di ipotiroidismo.

  • I principali sintomi dell’ipertiroidismo sono: calo del peso ponderale, tremori, tachicardia e ipertensione, nervosismo e agitazione, e in alcuni casi alopecia.
  • I principali sintomi dell’ipotiroidismo sono: aumento ponderale, astenia e stanchezza fisica, cute (in particolare le estremità degli arti) fredda e intolleranza alle basse temperature, depressione e campi repentini d’umore, deficit di memoria, scarsa concentrazione e bradicardia.

È necessario inoltre sottolineare che ci sono una vasta quantità di alimenti che vengono definiti gozzigeni e che sembrano aggravare i sintomi dell’ipotiroidismo, anche se non sono stati valutati in studi condotti sull’uomo. Tra questi alimenti possiamo ricordare: il sorgo, la patata dolce, le crucifere, i semi di soia, il miglio e alcuni inquinanti ambientali.

Fonti alimentari di Iodio

Come vi abbiamo anticipato lo iodio si trova in alcuni alimenti, ma non in quantità sufficienti a rispondere al nostro fabbisogno quotidiano. In particolare lo iodio è presente nelle acque marine e pertanto gli alimenti più ricchi di questo elemento sono: pesci marini, alghe (soprattutto l’alga Kombu) e crostacei.

Per quanto riguarda gli ortaggi la loro composizione differisce in base al terreno sul quale vengono coltivati e non è quindi possibile conoscere a priori la quantità di iodio presente.

Invece per quanto riguarda gli altri alimenti di origine animale (carne, latte e uova) dipende dalla quantità di iodio che viene assunta dall’animale tramite l’alimentazione. Vediamo nella tabella di seguito i prodotti più ricchi di iodio secondo questi dati italiani.

Tabella degli alimenti più ricchi di iodio (µg/100 gr di alimento):
Uovo di gallina intero in polvere 200
Cefalo muggine 190
Latte di vacca scremato, in polvere 150
Cozza 140
Caviale 140
Bottarga 140
Uovo di gallina, tuorlo 140
Vongole 140
Macedonia di frutta in scatola 120
Latte di vacca intero o parz. Scremato, in polvere 120
Farina lattea 120
Sgombro o maccarello 117
Merluzzo/baccalà/stoccafisso 110
Surimi 110
Anguilla di fiume 107
Gamberetti di lago 100
Gambero 100
Aragosta 100
Astice 100
Granchio, polpa in scatola 81
Capitone 80
Anguilla di mare 80
Lumache di mare 80
Yogurt di latte/Yogurt greco 63
Ostrica 60
Salmone in salamoia 59
Uova di oca/tacchina/anatra/gallina 53
Gorgonzola 46
Camembert 46
Groviera 46
Taleggio 46
Formaggio molle da tavola 46
Fontina 4
Pecorino 39
Burro 38
Salmone 37
Grana/Parmigiano 36
(fonte BDA-ieo)

Tossicità dello Iodio: cause e sintomi da eccesso

Bisogna prestare attenzione soprattutto nella supplementazione di iodio: l’utilizzo di integratori, per esempio, va gestito con accuratezza da un professionista poiché potrebbe provocare problematiche di ipertiroidismo. Normalmente, se considerata solo l’alimentazione, la tiroide possiede dei meccanismi di auto-compensazione che permetterebbero di gestire quantità elevate di iodio senza generare problemi.

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Stefania Cocolo
Biologa nutrizionista e amante dei cibi veri e naturali. Dopo la laurea, alcuni anni di esperienza lavorativa nell’ambito della formazione sanitaria e alcuni corsi di perfezionamento, si dedica dal 2015 esclusivamente all’ambito della nutrizione. Si divide tra attività di ambulatorio privato, corsi di formazione professionali riservati ad addetti mensa, corsi di divulgazione organizzati in collaborazione con diversi enti, aggiornamento professionale continuo e scrittura di brevi articoli informativi. Riceve presso diversi studi in provincia di Varese e principalmente a Gallarate. Tel: 340.5572519 - stefaniacocolo.wixsite.com/nutrizionista

2 COMMENTI

  1. Salve,
    all’occorrenza leggo con interesse i vostri articoli ma a proposito dello iodio apprendo dal vostro articolo il consiglio di integrare la dieta con “sale iodato”. E’ ormai noto quanto sia dannoso in quanto lo iodio aggiunto al sale raffinato, e deprivato di molte sostanze presenti all’origine, sia quello chimico con effetti deleteri sull’organismo!

    • Gentile Valeria,
      vorrei occupare qualche riga per rispondere al suo interessante commento.
      Partiamo dal consiglio di utilizzare “sale iodato”: tale consiglio, che il nostro Ministero della Salute ripete fin dal 1997, è necessario per prevenire tutta quella serie di patologie derivanti dalla carenza di iodio, sia nell’adulto, sia soprattutto nel bambino.
      In Italia, tuttavia, sembra che solo una piccolissima percentuale di persone acquisti sale iodato e il resto della popolazione continui a comprare il sale senza aggiunta di iodio.
      Per un approfondimento in tal senso la invito a consultare questa pagina dell’istituto superiore di sanità, in cui questi pochi concetti sono maggiormente approfonditi: http://www.epicentro.iss.it/problemi/iodio/iodio.asp
      Tornando al suo commento, mi soffermerei sul concetto di dannoso.
      Il sale è nella maggior parte dei casi un prodotto raffinato e cioè “ripulito” dopo l’essiccazione. Questo, come giustamente diceva anche lei, porta alla perdita di alcuni micronutrienti che sono presenti invece in un sale integrale.
      Eccezione fatta per questa differenza, i due Sali sono e rimangono identici: chimicamente parlando si tratta di cloruro di sodio.
      Anche il sale integrale, infatti, non contiene una quantità di iodio sufficiente per assicurare il raggiungimento del fabbisogno giornaliero.
       A mio parere il problema del sale è dovuto all’enorme consumo di questo condimento e dei prodotti industriali contenenti il “sale nascosto” e non a una “tossicità” dovuta al lavaggio e alla trasformazione del sale.
      Detto questo penso che la scelta migliore possa essere sempre quella di rivolgerci verso prodotti più integrali e meno trasformati (quando questo è possibile), ma nel caso del sale il mio consiglio è quello di sceglierlo sempre iodato (e integrale) e di utilizzarlo con moderazione.
      Dott.ssa Stefania Cocolo

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