Home Salute Corpo umano Omocisteina alta, importante fattore di rischio cardiovascolare: ecco le cause e cosa...

Omocisteina alta, importante fattore di rischio cardiovascolare: ecco le cause e cosa fare

Ultima modifica: 14 giugno 2018

1894
0
Immagine schematica di una vena con flusso sanguigno e molecola di omocisteina

L’omocisteina è un metabolita poco conosciuto ma collegato all’insorgenza di patologie vascolari, che deve essere tenuto sotto controllo e trattato adeguatamente con integrazioni vitaminiche quando elevato. Vediamo di cosa si tratta e cosa fare.

Oggigiorno sempre più frequentemente ci può capitare di sentire parlare di omocisteina o che il nostro medico prescriva a noi o a nostri famigliari il suo dosaggio ematico. Ci possiamo, quindi chiedere: cos’è l’omocisteina e perché e in quali occasioni viene tenuta in considerazione?

L’omocisteina è un aminoacido non proteinogenico contenenete zolfo; è un metabolita tossico derivante dal metabolismo della metionina, un amminoacido che introduciamo con la dieta. L’aumento della concentrazione di omocisteina plasmatica è definita come iperomocisteinemia ed è attualmente considerato come un fattore di rischio per patologie cardiovascolari e cerebrovascolari.

Apriamo una piccola parentesi sul metabolismo dell’omocisteina, necessario per capire cosa succede quando l’omocisteina si accumula nelle nostre cellule. La trasformazione della metionina in omocisteina prevede tre passaggi, catalizzati da tre differenti enzimi.

Il primo di questi passaggi porta alla formazione di S-adenosilmetionina, una molecola molto importante perché utilizzata dalle nostre cellule come donatore di metili, utile nella formazione di diversi composti e nella regolazione epigenetica. Segue un secondo passaggio dove viene prodotta la S-adenosilmocisteina che viene infine convertita in omocisteina.

A questo punto l’omocisteina ha tre possibilità: divenire cistationina e poi cisteina (precursore del glutatione, del Coenzima A e delle proteine), ritornare ad essere s-adenosilomocisteina oppure essere trasformata in metionina.

Si stima in particolare che circa il 50% dell’omocisteina prodotta venga ritrasformata in metionina utilizzando due differenti vie: una dipendente dalla presenza di vitamine del gruppo B e una dipendente dalla presenza di betaina. Questa seconda via, però, non è presente a livello cerebrale: l’attività delle vitamine del gruppo B risulta pertanto fondamentale e il cervello risulta più vulnerabile all’aumento dell’omocisteina.

L’accumulo di omocisteina può portare a sua volta all’accumulo di S-adenosilomocisteina, con conseguenze negative sulle reazioni di transmetilazione e in conclusione sulle patologie vascolari e neurodegenerative.

Le cause di questa problematica possono essere diverse e ne discuteremo insieme in uno dei prossimi paragrafi. Partendo da quanto detto finora, però, potete immaginare che una delle cause di iperomocisteinemia è l’alimentazione squilibrata. Tale premessa ci è sembrata fondamentale per capire anche cosa rappresentano valori elevati di omocisteina plasmatica e quando è necessario prendere dei provvedimenti. Vediamolo insieme nel prossimo paragrafo.

Omocisteina: valori normali e quando diventa un problema

I valori di omocisteinemia possono essere differenti nelle varie fasce d’età e anche nei due sessi. In particolare con l’avanzare dell’età si assiste a un maggiore accumulo di omocisteina, così come nel sesso maschile.

In generale si considerano normali valori di omocisteina plasmatica non superiori a 15 umol/L. Un valore più alto definisce una situazione di iperomocisteinemia che può essere classificata come lieve (16-30 umol/L), moderata (31-100 umol/L) e severa (>100 umol/L).

I casi di iperomocisteinemia severa sono sempre presenti in caso di omocistinuria, una malattia congenita dovuta a difetti genetici. I livelli totali ematici di omocisteina sono considerati oggi fattori di rischio predittivi di patologie cardiovascolari, come screening per valutare errori congeniti nel metabolismo delle transmetilazioni e come controllo aggiuntivo per valutare la carenza di vitamina B12.

Sintomi e cause dell’omocisteina alta

L’iperomocisteinemia è ormai riconosciuta per la sua associazione con le malattie cardiovascolari. In tal senso i primi studi e i primi dati risalgono al 1962.
La sua elevata presenza nel sangue dipende da diversi fattori e in particolare i livelli di omocisteina plasmatica tendono ad aumentare con l’avanzare dell’età anagrafica; inoltre i livelli di omocisteina nella donna sono generalmente più bassi rispetto a quelli nell’uomo, ma tendono ad aumentare in menopausa.

Tra le cause dell’omocisteina alta vi è una prolungata dieta vegetariana o vegana non equilibrata e/o non accuratamente supplementata. Infatti alcuni regimi dietetici non equilibrati, soprattutto vegani, possono portare a un deficit di vitamina b12, b9 e b6, che abbiamo visto essere essenziali nel metabolismo dell’omocisteina. In altri casi la causa è genetica e generalmente dovuta alla presenza di enzimi difettosi e in particolare gli enzimi più coinvolti sono MTHFR (metiltetraidrofolato reduttasi) e CBS (cistationina beta sintasi).

È generalmente difficile riconoscere i sintomi dell’omocisteina alta se non è evidente la patologia a cui si accompagna. È possibile tuttavia evidenziare questa situazione con un semplice esame del sangue, che verrà prescritto dal medico dopo un’attenta diagnosi qualora risultassero evidenti problematiche cardiovascolari, stili di vita squilibrati o aborti spontanei ricorrenti.

Omocisteina alta: i rimedi naturali

Il trattamento dell’omocisteina alta prevede la possibilità di integrare alcune vitamine del gruppo B. Vediamo quali sono.

  • Vitamina B9 o acido folico: questa vitamina è la vitamina che viene sempre integrata in tutti i casi di iperomocisteinemia. Essa è essenziale per la produzione del tetraidrofolato che riconverte l’omocisteina in metionina. Viene integrata nella dose di 400 mcg al giorno;
  • Vitamina B12: la vitamina B12 è un cofattore importante nella reazione di conversione dell’omocisteina in metionina e anche questa può essere assunta tramite integrazione, preferibilmente sublinguale. Esistono differenti dosaggi, sulla base del consiglio medico;
  • Vitamina B6: altro cofattore della conversione di omocisteina in metionina. Anche questa vitamina può essere integrata.

Omocisteina alta: consigli di alimentazione

Abbiamo visto che il trattamento dell’iperomocisteinemia prevede la supplementazione di alcune vitamine. Ne consegue che una dieta corretta, ricca di cibi contenenti queste vitamine non può che essere utile. Vediamo quindi insieme cosa mangiare con l’omocisteina alta.

In generale è importante porre attenzione agli alimenti ricchi delle vitamine prima citate. La vitamina B12 in particolare è contenuta nei seguenti alimenti: interiora, molluschi e frutti di mare, pesce, carne, uova, latte e latticini. Nel caso di dieta vegana, questa vitamina deve essere tenuta sotto controllo ed eventualmente integrata.

La vitamina B9 è contenuta nel lievito di birra (ed è possibile, per esempio, utilizzare quello compresso), nella verdura a foglia verde come il crescione, gli spinaci, le ortiche, le foglie di rapa o il tarassaco, nei legumi e in particolare nei fagioli e anch’esso nelle interiora e in particolare nel fegato.

Infine la vitamina B6 è contenuta nei cereali integrali, nella frutta secca, nei legumi, nelle interiora e in misura minore in carne, pesce e alcuni ortaggi come i funghi.

Non ci sono alimenti, invece, che contribuiscono all’aumento dell’omocisteina nel sangue; tuttavia un abuso di alcol è causa di mancato assorbimento dei nutrienti. Inoltre, essendo questa condizione correlata all’aumento di patologie cardiovascolari, si consiglia la medesima attenzione che si ha quando insorgono queste patologie. NO pertanto a una dieta eccessivamente ricca di zuccheri, acidi grassi trans o acdi grassi saturi. Riassumiamo dunque quanto detto finora nella tabella che segue

Cibi consigliati Alimenti da preferire: Cibi sconsigliati Alimenti sconsigliati:
Pesce Alcolici
Legumi Zuccheri semplici (zucchero, zucchero di canna, sciroppi, miele, marmellata)
Uova Bevande zuccherate
Frutta secca Dolci
Cereali integrali
Verdura

Le possibili conseguenze sulla salute

L’accumulo dell’omocisteina come abbiamo già detto è deleterio ed è considerato un fattore di rischio per tutte le patologie cardiovascolari e cerebrovascolari. L’omocisteina elevata è stata inoltre associata nelle più recenti ricerche a diverse altre patologie come le patologie psichiatriche e neurodegenerative (depressione, alzheimer, parkinson). Inoltre l’omocisteina sembra influenzare l’attività osteoclastica, aumentandola. Questo aumento dell’attività può portare a un maggior rischio di fratture e a una minore densità minerale ossea.

Ci sono diversi studi che correlano l’omocisteina anche a divese problematiche gastrointestinali come la stipsi, il morbo di crohn, il cancro del colon e altre malattie infiammatorie intestinali. Infine elevati livelli di omocisteina nel sangue sono stati ritrovati anche in diverse tipologie di malattie tumorali. Nonostante non si sappia se gli elevati livelli di omocisteina possano contribuire o meno all’insorgere della patologia, tenere sotto controllo questo parametro in alcuni casi può essere davvero fondamentale!

Avete trovato interessante il nostro articolo? Se avete domande o volete condividere con noi le vostre esperienze lasciateci un commento!

Hai letto: Omocisteina alta, importante fattore di rischio cardiovascolare: ecco le cause e cosa fare
© Copyright Viversano.net, tutti i diritti sono riservati. In nessun caso è consentita la riproduzione dei contenuti qui pubblicati. Per maggiori informazioni consultare la pagina Avvertenze e condizioni.
Dott.ssa Stefania Cocolo
Biologa nutrizionista e amante dei cibi veri e naturali. Dopo la laurea, alcuni anni di esperienza lavorativa nell’ambito della formazione sanitaria e alcuni corsi di perfezionamento, si dedica dal 2015 esclusivamente all’ambito della nutrizione. Si divide tra attività di ambulatorio privato, corsi di formazione professionali riservati ad addetti mensa, corsi di divulgazione organizzati in collaborazione con diversi enti, aggiornamento professionale continuo e scrittura di brevi articoli informativi. Riceve presso diversi studi in provincia di Varese e principalmente a Gallarate. stefaniacocolo.wixsite.com/nutrizionista

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here