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Morbo di Crohn: sintomi, cause e possibili conseguenze

Ultima modifica: 4 maggio 2018

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Morbo di crohn: sintomi e cause

Il morbo di crohn è una patologia infiammatoria cronica caratterizzata da ulcere che se non trattate possono portare a complicanze gravi. Una diagnosi accurata con terapie farmacologiche mirate, dieta ad hoc e rimedi naturali possono contribuire al controllo della malattia e a migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria che rientra nel gruppo delle patologie infiammatorie croniche intestinali, spesso indicate dall’acronimo IBD, dall’inglese inflammatory bowel disease.

Al gruppo delle patologie croniche intestinali appartiene anche un’altra patologia, la colite ulcerosa. L’eziologia, ovvero la causa scatenante, di queste malattie è sconosciuta; si ipotizza sia la risultante di una risposta immunitaria anomala e di uno squilibrio della flora batterica intestinale.

Il morbo di Crohn è caratterizzato da ulcere intestinali e può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, anche se più frequentemente interessa il tratto terminale dell’ileo e il colon. Questa malattia si sta diffondendo con maggiore frequenza soprattutto nel mondo occidentale e risulta essere maggiormente presente in Europa e in Nord America, rispetto al continente asiatico e africano.

Una review condotta del 2012 mostrava un tasso di prevalenza compreso tra 0,6 e 322 persone ogni 100.000 abitanti. Il morbo di Crohn può colpire a qualsiasi età e si stima che oggi una gran parte dei pazienti sviluppi la malattia già nell’infanzia o nell’adolescenza.

Sintomi del morbo di Crohn

Il morbo di Crohn è una malattia spesso invalidante e che si associa molto spesso a una ridotta qualità della vita. I sintomi del morbo di Crohn sono, infatti, molto vari, possono interessare tutto l’apparato gastrointestinale dalla bocca all’ano e in generale si alternano fasi di remissione e fasi di riacutizzazione della patologia, caratterizzate da un aumento dell’infiammazione e, pertanto, dei fastidi. Inoltre la malattia si accompagna a un malassorbimento intestinale e a un ridotto introito di cibo, generando in molti casi una situazione di malnutrizione.

I sintomi del morbo di Crohn possono variare moltissimo, in base alla localizzazione e alla gravità della malattia. Tuttavia, il quadro sintomatologico caratteristico comprende dolore localizzato all’addome inferiore, diarrea (che può essere più o meno grave, secondo la zona colpita) e febbricola.

Inoltre, il morbo di crohn può avere altri sintomi, tra cui: sangue nelle feci, riduzione dell’appetito, perdita di peso e carenze nutrizionali. Sintomi meno frequenti sono anemia, vomito e disidratazione.

In sintesi, quindi, i sintomi principali che si associano al morbo di Crohn sono:

  • Diarrea cronica;
  • Dolori addominali;
  • Perdita di sangue misto a feci;
  • Lesioni perianali;
  • Febbre;
  • Segni di ostruzione intestinale;
  • Malnutrizione e perdita di peso.

Cause del morbo di Crohn

Le cause del morbo di Crohn, come anticipato inizialmente, sono ancora sconosciute; tuttavia molti autori hanno investigato le possibili motivazioni. Questa patologia è considerata una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario del paziente attacca il sistema gastrointestinale provocando l’infiammazione.

Innanzitutto sono stati rilevati diversi punti nel genoma umano associabili alla manifestazione di malattie infiammatorie croniche intestinali, molti dei quali associati anche con la presenza del morbo di Crohn. Per poter comprendere quanto detto qui sopra facciamo però un passo indietro. Per raggiungere il risultato descritto è stata condotta un’analisi approfondita su tutta la sequenza del genoma umano, confrontando il genoma di individui sani con quello di individui affetti dalla patologia.

Semplificando il concetto potremmo dire che dal confronto di questi numerosissimi genomi è emerso che nei genomi di pazienti affetti dalla patologia si ritrovavano dei piccoli “errori” rispetto al genoma di individui sani.

Inoltre è stato valutata un’associazione parziale tra la patologia e la dieta. In particolare uno studio giapponese ha correlato una dieta ricca di zuccheri, grassi sia saturi sia insaturi e vitamina E allo sviluppo della patologia. Infine anche il fumo di sigaretta e alcune terapie farmacologiche prolungate come quelle con i contraccettivi orali e i farmaci antinfiammatori non steroidei possono interferire con la comparsa e la gravità della malattia.

Riassumendo quanto detto, seppure la causa del morbo di Crohn rimanga sconosciuta sembra che alcuni fattori contribuiscano allo sviluppo di questa condizione:

  • Genetica;
  • Dieta;
  • Fumo di sigaretta;
  • Terapie farmacologiche.

Diagnosi del morbo di Crohn

La diagnosi del morbo di Crohn si basa generalmente su diverse osservazioni. Innanzitutto la diagnosi è associata a una visita medica oggettiva in cui vengono valutati i sintomi sperimentati dal paziente, la cronicità della diarrea, la perdita di peso, la presenza di febbre, i dolori addominali e così via e viene visitato fisicamente il soggetto.

La visita medica iniziale è fondamentale per permettere una diagnosi corretta, tenendo conto che molto spesso i sintomi e le manifestazioni possono accomunare questa patologia ad altre patologie infiammatorie. In caso di sospetto, il medico indirizzerà il paziente verso degli esami e in particolare verso una colonscopia con biopsia e relativo esame istologico e visualizzazione del tratto terminale dell’ileo. Questo esame è necessario per valutare lo stato infiammatorio della mucosa intestinale.

Esistono poi degli esami parassitologici e batteriologici che si possono condurre per distinguere il tipo di patologia infiammatoria. Possono seguire a questa prima indagine numerosi altri esami diagnostici e radiografici come la risonanza magnetica addominale con mezzo di contrasto, l’esofagogastroduodenoscopia o la TAC. Questi esami permettono di localizzare l’infiammazione e definire la severità della malattia.

Morbo di Crohn: i rimedi naturali

In questo paragrafo vi presenteremo i rimedi naturali utili per il morbo di Crohn. Attenzione però al fai da te che in questo caso dovrebbe essere assolutamente vietato. Non fidatevi nemmeno dei consigli di chi non vi ha visitato e conosce perfettamente la vostra situazione: affidatevi a un medico esperto di fitoterapia o uno specialista in fitoterapia che possa collaborare insieme al vostro medico curante.

In generale, si segnala che i rimedi più utilizzati per questa patologia sono: altea, calendula, psillio, emblica officinalis, uncaria, achillea, agrimonia, aloe vera, amamelide, camomilla, fieno greco, liquirizia, luppolo, olmaria, quercia, tè verde e verbasco. Vi presentiamo adesso quelli che sono maggiormente impiegati e le loro proprietà.

1 Altea

L’altea ha un’azione antinfiammatoria a livello della mucosa intestinale e per questo risulta benefica in molte malattie intestinali tra cui il morbo di Crohn. Si consiglia di assumerla dopo i pasti e prima di andare a dormire come polvere (1 cucchiaino) o come tintura madre (30-60 gocce).

2 Fieno greco

Il fieno greco è un altro rimedio utilizzabile in caso di morbo di Crohn poiché da un lato stimola la sensazione di fame, apportando numerosi nutrienti, in pazienti a rischio malnutrizione e dall’altro lato ha azione antibatterica che può aumentare la lunghezza dei periodi di remissione. Si possono usare i semi, da assumere circa 30 minuti prima dei pasti principali oppure la tintura madre 30 gocce 3 volte al giorno per 2 mesi e/o ciclicamente.

3 Quercia

La quercia ha proprietà astringenti e può essere utilizzata con successo in caso di diarree croniche. Anche in questo caso è possibile preparare un decotto di quercia facendo bollire per 5 minuti 30 gr di quercia in 1 lt di acqua o assumere la tintura madre (15-25 gocce per 3 volte al giorno)

Morbo di Crohn: consigli di alimentazione

Non esiste una vera e propria dieta per il morbo di Crohn: gli studi attualmente hanno evidenziato che un aumentato consumo di frutta e verdura può essere associato con un diminuito rischio di sviluppare la malattia.

In generale, essendo una malattia infiammatoria, è bene che la dieta risulti ricca di sostanze antinfiammatorie come i polifenoli della frutta e della verdura o gli acidi grassi omega3. Infatti c’è evidenza che una dieta ricca di omega 3 (acidi grassi presenti soprattutto nel pesce azzurro o assimilabili attraverso un’integrazione alimentare) e povera di omega 6 (acidi grassi in parte pro-infiammatori presenti in grandi quantità negli olii vegetali e in tutti i prodotti da forno, così come nelle carni grasse) sia altrettanto protettiva.

Infine recenti evidenze hanno sottolineato un effetto positivo di zinco e vitamina D nei confronti del morbo di Crohn e non della colite ulcerosa. In caso sia presente diarrea, è bene ridurre il consumo di fibre per qualche giorno.

Non sono state trovate invece correlazioni tra il consumo di carboidrati (e di fibre da essi derivanti) e miglioramenti della patologia, mentre il consumo di zuccheri, dolci e bevande zuccherate si associa a un aumento dell’infiammazione.

Via libera quindi, a una dieta ricca di frutta, verdura e pesce di piccola taglia (per evitare l’accumulo di metalli pesanti, assolutamente deleterio), soprattutto nei periodi di remissione della malattia. Questi alimenti potrebbero agire positivamente sull’infiammazione e aiutare a ritardare la successiva riacutizzazione.

Nel caso di forte infiammazione intestinale, invece, è possibile sperimentare fastidi (dolori addominali, difficoltà digestive) con tutti i cibi ricchi di fibra o di grassi: in questi casi la dieta potrebbe doversi ridurre ulteriormente e vale la pena farsi seguire da un professionista per valutare quali cibi preferire e quali limitare e per evitare una malnutrizione severa.

In particolare, potrebbe essere utile limitare il consumo di frutta e verdura cruda, di cereali integrali, di legumi e dei latticini, che per molti pazienti sono associati a un peggioramento dei sintomi gastrointestinali.

Cibi consigliati Alimenti da preferire: Cibi sconsigliati Alimenti sconsigliati:
Frutta Zucchero
Verdura Dolci
Pesci di piccola taglia Bevande zuccherate
Oli vegetali (olio di arachidi, di semi, di girasole..)
Prodotti da forno contenenti oli vegetali
Carni grasse

Le possibili conseguenze del morbo di Crohn non trattato

Le conseguenze del morbo di Crohn sulla qualità della vita e sullo stato di salute generale dipendono moltissimo dall’andamento e dalla gravità della malattia, oltre che dall’età e dalle condizioni del soggetto interessato.

Il morbo di Crohn ha, generalmente, un andamento progressivo; tuttavia, dopo il primo episodio possono trascorrere anche molti anni prima che ci sia una riacutizzazione. In altri casi, dopo un primo esordio più o meno grave, la malattia può ripresentarsi altre volte, ma in forma più lieve. Esistono però anche situazioni in cui la patologia si manifesta in maniera più severa, tanto da richiedere un intervento chirurgico che, purtroppo, però, non mette al riparo dall’eventuale comparsa di recidive.

Il morbo di Crohn, nei casi più gravi, se non trattato può avere complicanze anche molto serie, per esempio: ostruzione del piccolo intestino, fistole e perforazione intestinale. Le complicanze possono essere anche a carico di altri organi e apparati, quali articolazioni, fegato, cute, reni e occhi; la più frequente complicazione extra-intestinale è l’artrite, il cui decorso clinico è indipendente da quello intestinale.

Conseguenze del morbo di Crohn nei bambini. Quando la patologia compare in età pediatrica può causare ritardi della crescita e dello sviluppo sessuale.

Conseguenze del morbo di Crohn in gravidanza. La presenza di morbo di Crohn al momento del concepimento incrementa il rischio di aborto o di parto prematuro, è dunque consigliabile cercare una gravidanza in una fase di quiescenza della malattia. La gravidanza, di per sé, non influenza il decorso della malattia e l’eventuale terapia da seguire va concordata con il medico per limitare i rischi sia per la donna, sia per il bambino.

Morbo di Crohn in breve:
Sintomi
  • Diarrea cronica;
  • Dolori addominali;
  • Perdita di sangue misto a feci;
  • Lesioni perianali;
  • Febbre;
  • Segni di ostruzione intestinale;
  • Malnutrizione e perdita di peso.
Cause (fattori che contribuiscono)
  • Genetica;
  • Dieta scorretta;
  • Fumo di sigaretta;
  • Terapie farmacologiche.
Diagnosi
  • Colonscopia con biopsia;
  • Esami parassitologici e batteriologici;
  • RM addominale;
  • Esofagogastroduodenoscopia;
  • TAC.
Rimedi naturali
  • Altea;
  • Fieno greco;
  • Quercia;
  • Altri rimedi naturali (ad es: calendula, psillio, uncaria, achillea, camomilla, liquirizia, luppolo, tè verde).
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Stefania Cocolo
Biologa nutrizionista e amante dei cibi veri e naturali. Dopo la laurea, alcuni anni di esperienza lavorativa nell’ambito della formazione sanitaria e alcuni corsi di perfezionamento, si dedica dal 2015 esclusivamente all’ambito della nutrizione. Si divide tra attività di ambulatorio privato, corsi di formazione professionali riservati ad addetti mensa, corsi di divulgazione organizzati in collaborazione con diversi enti, aggiornamento professionale continuo e scrittura di brevi articoli informativi. Riceve presso diversi studi in provincia di Varese e principalmente a Gallarate. Tel: 340.5572519 - stefaniacocolo.wixsite.com/nutrizionista

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