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Calcoli renali: cosa sono, perché si formano e come eliminarli


Ultima modifica: 13 ottobre 2018

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Uomo con dolore ai reni causato dai calcoli
I calcoli renali rappresentano un problema fastidioso per molte persone e in alcuni casi possono sfociare in una condizione estremamente dolorosa, oltre che grave. Vediamo quali sono le cause, i sintomi e rimedi naturali utili come complemento per la cura e la prevenzione di questa patologia, soprattutto nelle sue presentazioni lievi, che rappresentano la maggior parte dei casi.

I calcoli renali (condizione che si definisce tecnicamente “urolitiasi” o “calcolosi delle vie urinarie”) sono dei “sassolini” (aggregati solidi) di dimensione variabile che possono trovarsi a vari livelli lungo le vie urinarie. Solitamente si formano nel rene, ma poi migrano lungo l’apparato e possono essere espulsi con le urine. Se la loro consistenza è quella di una “sabbia”, prendono il nome di renella (nota appunto come “sabbia nei reni”).

Nei Paesi industrializzati una percentuale di popolazione variabile tra il 5 e il 20% (indicativamente un uomo su 10 e una donna su 20 in Italia) è colpita da questa patologia e si stima che chi soffre di un episodio di calcolosi renale o urinaria possa ripresentare la stessa condizione entro i dieci anni successivi. Vediamo ora quali sono le principali cause dei calcoli renali.

Cause dei calcoli renali

I calcoli urinari si formano nel momento in cui alcuni sali non si sciolgono correttamente nelle urine: queste sostanze si uniscono, cristallizzano e formano i calcoli.

Esistono vari tipi di calcoli renali, a seconda delle sostanze di cui essi sono composti: i più comuni sono di composizione calcica, contenenti quindi ossalato di calcio e fosfato di calcio, ma esistono anche calcoli composti di acido urico, cistina, carbonato, struvite, xantina, farmaci (ad esempio sulfonamidi) o altro, alcuni dei quali si formano a causa di un’infezione batterica in corso.

Spesso la calcolosi urinaria si associa statisticamente ad altre condizioni patologiche, tra cui osteoporosi, alterazioni della tolleranza al glucosio, problemi cardiovascolari, gotta o iperuricemia, steatosi epatica [1], infezioni delle vie urinarie, morbo di Crohn, alterazioni metaboliche [2,3], e altro. Inoltre, esistono malformazioni anatomiche all’interno delle vie urinarie capaci di predisporre alla formazione di calcoli urinari.

L’eziopatogenesi del problema, ossia la sua causa di origine, è complessa e si ritiene sussistano fattori sia genetici che ambientali, spesso commisti. Forse ha un ruolo anche la deficienza di vitamina D.

Esistono anche fattori di rischio che potrebbero essere causa di formazione di calcoli renali, tra cui ad esempio una condizione di disidratazione causata da un insufficiente apporto di liquidi e/o un eccessivo consumo con la dieta di proteine animali, zuccheri, sodio, ossalato e fruttosio. Anche l’inattività fisica rappresenta una condizione probabilmente predisponente.


Sintomi dei calcoli renali

I sintomi dei calcoli renali non sono sempre gli stessi. Quando le dimensioni dei calcoli sono ridotte, è frequente che la calcolosi delle vie urinarie non produca sintomi. Se invece la dimensione e la conformazione dei calcoli sono tali da lesionare il tratto di vie urinarie in cui passano, è possibile vedere del sangue nelle urine, pur in quantità contenute.

In casi più gravi, l’episodio può essere doloroso: la persona lamenta dolore addominale e alla schiena, talvolta febbre e bruciore durante la minzione (con l’emissione di urina). Se si manifesta una vera e propria colica renale il dolore è forte, di tipo intermittente, si localizza solitamente alla pancia e si irradia posteriormente a livello dei reni, spesso all’inguine e alla parte superiore della coscia e si può anche associare a nausea e vomito, a brividi scuotenti e a sudorazione intensa.

Diagnosi e prevenzione dei calcoli renali

La diagnosi di calcoli renali è medica e si basa sia sulla clinica che su esami di laboratorio e strumentali. Sono importanti i sintomi che lamenta il paziente, l’esame obiettivo (soprattutto addominale, ma non solo) e l’anamnesi. A ciò vanno associate spesso analisi del sangue, analisi delle urine ed ecografia. Solo in casi selezionati si eseguono esami di livello successivo come TC o urografia.

Per quanto riguarda la prevenzione, esistono misure per cercare di diminuire la probabilità di sviluppare calcoli urinari. In caso di calcolosi calcica, che è la più frequente, uno dei principali accorgimenti è quello di bere molta acqua e di conseguenza aumentare il flusso di urina.

Risulta utile anche aumentare il consumo di acido citrico, ad esempio attraverso del succo fresco di limone, e privilegiare gli alimenti che aumentano la produzione di citrato, in particolare frutta e verdura.

È bene inoltre limitare il consumo di sodio, proteine animali, zuccheri, fruttosio e bevande alcoliche. Per quanto riguarda gli ossalati, essendo essi presenti in moltissimi cibi e quindi essendo difficoltoso evitarli tutti, è possibile contrastare la loro azione assumendo un sufficiente quantitativo di calcio, che quindi non va tolto dalla dieta.

Calcoli renali: come eliminarli

1 Succo di limone

Dall’azione alcalinizzante e ricco di acido citrico, il limone è un ottimo rimedio naturale contro i calcoli ai reni. Può essere spremuto e consumato fresco, da diluirsi in due litri d’acqua che vanno bevuti nell’arco della giornata. In alternativa, possibilmente su indicazione medica, è possibile utilizzare direttamente dell’olio essenziale di limone di alta qualità nella misura di una goccia al giorno.

2 Tisane specifiche

Le piante più utili per eliminare i calcoli renali sono equiseto, erba mate, verga d’oro, zenzero e cedracca, nota anche come “erba spaccapietre”. Queste piante sono note per il loro effetto di supporto nella risoluzione dei calcoli renali, come diuretici e dalle azioni leggermente antinfiammatorie. A tale scopo si possono bere in tisana anche più volte al giorno per qualche giorno continuativo.

3 Acqua di cocco

L’acqua di cocco sembra essere benefica per la salute dell’apparato urinario e può essere assunta a piacere nella giornata, purché si tratti di un prodotto puro e senza aggiunta di zuccheri o altri ingredienti.

4 Alchechengio

Questo frutto di origine asiatica possiede proprietà diuretiche e depurative utili a contrastare i calcoli ai reni, pertanto può essere assunto come bacca, sia a livello di supporto alla cura che di prevenzione. Anche in questo caso consigliamo una grande attenzione alla qualità e provenienza del prodotto.

5 Estratto idroalcolico di rusco

Il rusco, o pungitopo, possiede proprietà antinfiammatorie e diuretiche e si può assumere nella misura di qualche decina di gocce in poca acqua da bersi a piccoli sorsi più volte al giorno, con dosaggio a scalare secondo l’andamento delle condizioni.

6 Succo di mirtillo rosso

Il mirtillo rosso è noto per le proprietà benefiche per l’apparato urinario. Anch’esso va selezionato a seconda della qualità e delle modalità di preparazione e può essere utilizzato sia come supporto alla cura che come prevenzione. Va prestata attenzione per la sua possibile interazione con alcune terapie farmacologiche.

7 Gemmoderivati

I gemmoderivati più utili per favorire l’eliminazione dei cacoli sono quelli di betulla, erica, mirtillo rosso e vite vinifera. Questi rimedi posseggono proprietà diuretiche e antinfiammatorie benefiche per le vie urinarie e sono da assumersi puri o diluiti in acqua più volte nella giornata, anch’essi a scalare in base all’andamento clinico.

8 Agopuntura

Il trattamento agopunturistico trova ampia indicazione clinica per il supporto al trattamento dei calcoli renali in condizioni non complicate, sia in fase conclamata che a livello preventivo e per evitare ricadute di malattia.

9 Omeopatia

Tra i rimedi più utilizzati per il trattamento della problematica per mezzo del supporto della medicina omeopatica troviamo Cantharis, che è noto per il suo effetto sull’apparato urinario anche per altre condizioni, da assumersi su consiglio medico a basse diluizioni (essendo prescritto a livello sintomatico) e con dosaggio a scalare, individualizzato caso per caso.


Consigli di alimentazione: cosa mangiare e cosa evitare

In caso di problemi di calcoli renali, è indicato avere alcune attenzioni all’alimentazione che in gran parte si possono generalizzare a tutte le tipologie di calcolo, pur con leggere differenze specifiche.

In generale, è sempre bene non ridurre l’assunzione di calcio né di magnesio con acqua e alimenti, ma ridurre l’assunzione di sodio. Vanno evitati o fortemente limitati prodotti confezionati e industriali, sale, insaccati e grassi saturi (contenuti ad esempio in carne di maiale, latte, burro, maionese e altre salse, margarina).

Vanno anche ridotte al giusto quantitativo le proteine animali, privilegiando invece il consumo di alimenti alcalinizzanti, in particolare frutta (evitando quella molto zuccherina, come banana, fico, uva, caco) e verdura di stagione.

In caso di calcoli di ossalato di calcio vanno ridotti gli alimenti contenenti ossalato (ad esempio spinaci, prezzemolo, erba cipollina, rabarbaro, bietole e barbabietole, nocciole, frutti di bosco, the e cioccolato), mentre in caso di calcoli di acido urico, vanno ridotti gli alimenti contenenti purine (in particolare prodotti di origine animale, soprattutto cacciagione, carni rosse, frattaglie, acciughe, frutti di mare) e vanno consumati con moderazione alcuni vegetali, in particolare asparagi, spinaci e funghi. Di seguito riportiamo una tabella indicativa degli alimenti consigliati e quelli da evitare.

Cibi consigliati Alimenti da preferire: Cibi sconsigliati Alimenti sconsigliati:
Acqua Proteine animali
Frutta e verdura di stagione (soprattutto cipolla, finocchio, sedano, carciofi, cicoria, indivia, verze, ananas, agrumi, mele sia crude che cotte, bacche di alchechengio, frutti rossi, melone, anguria) Zuccheri raffinati
Pesce Alimenti industriali
Riso integrale (compresa l’acqua di cottura) Bibite gassate
Bevande alcoliche
Grassi saturi
Sodio
Solanacee (pomodori, patate, melanzane, peperoni)
Fruttosio
Acido fitico (legumi e frutta secca)
Caffeina
Spinaci

Acqua e calcoli renali: quale scegliere e quanta berne

Esistono molte dicerie sul fatto che possano esistere acque migliori o peggiori per la prevenzione dei calcoli renali. Oggi si ritiene che il residuo fisso non debba essere necessariamente molto basso, ma che sia importante di per sé il fatto di bere acqua in quantità sufficienti, allo scopo di diluire le urine e rendere difficile l’aggregazione dei cristalli, oppure facilitare l’immediata espulsione di eventuali piccoli cristalli si siano eventualmente formati. Inoltre, alcune acque effervescenti naturali contengono una quantità consigliabile di calcio, che come si è detto non va eliminato dalla dieta.

È bene quindi che l’acqua presenti un residuo fisso abbastanza basso, ma senza eccessi in alcun senso. È utile piuttosto bere acqua con succo fresco di limone: circa il succo di uno o due limoni diluiti in 2 litri di acqua, da bersi durante la giornata. La quantità di acqua bevuta quotidianamente va aumentata in caso di temperature molto calde, sudorazione e attività fisica intensa.

Una buona ipotesi potrebbe essere l’acqua alcalina ionizzata, che permette un’azione alcalinizzante unitamente all’apporto di alcuni sali correttamente bilanciati; tale prodotto però, pur essendo potenzialmente indicato nel momento della problematica, non è benefico con certezza nel lungo periodo e quindi nella vita di tutti i giorni, poiché è dibattuto l’esito di un’eccessiva alcalinizzazione per l’organismo e i suoi equilibri interni, essendo il pH delle nostre cellule fisiologicamente neutro, con oscillazioni determinate da processi in corso. Inoltre, un’alcalinizzazione per mezzo di acqua alcalina o altri prodotti integrativi non sembra necessaria nel momento in cui la dieta sia correttamente bilanciata e non sovraccarica di prodotti di derivazione animale, zuccheri e farine raffinate e prodotti industriali, conservati e confezionati.

È possibile piuttosto valutare il beneficio di un’acqua depurata da bersi quotidianamente per ridurre l’apporto di eventuali sostanze non benefiche in essa disciolta, eventualmente anche per mezzo di macchinari ad installazione casalinga. Sicuramente va evitato il consumo di acqua in bottiglia di plastica, all’interno di un discorso di più ampio respiro, sia per la ripercussione a livello di inquinamento ambientale che per il possibile rilascio di sostanze proprio nell’acqua che poi si va a bere, anch’esso oggetto di dibattito.

Bisogna ricordare infine che in alcuni casi un eccessivo introito di acqua potrebbe peggiorare la situazione, quindi è sempre bene, in presenza certa di calcoli urinari, chiedere consiglio al proprio Medico di fiducia, sia per quanto riguarda la tipologia che la quantità di acqua da bere ogni giorno.

Le possibili conseguenze se non trattati

Generalmente la stragrande maggioranza dei calcoli esce spontaneamente dalle vie urinarie avendo dimensioni inferiori ai 5 millimetri di diametro; in questi casi, quindi, la terapia convenzionale è “sintomatica” (ad esempio con antidolorifici per controllare il dolore), ma anche in caso di assenza di terapia la situazione non si complica e si risolve nel giro di qualche ora o pochi giorni.

In una percentuale minore, tuttavia, la condizione potrebbe generare un’infezione, che se non trattata si può aggravare. In casi più complessi, infine, in cui i calcoli potrebbero portare anche ad un’ostruzione totale delle vie urinarie e idronefrosi, o anche in caso di comorbidità, la terapia è necessaria e comprende la terapia antibiotica se necessaria, alcuni farmaci somministrati allo scopo di facilitare l’espulsione dei calcoli e di aumentare il riassorbimento renale di calcio, la “litotrissia extracorporea ad onde d’urto”, con cui per mezzo di ultrasuoni i calcoli vengono frantumati, o la chirurgia endoscopica.

Calcoli renali in breve:
Sintomi
  • Episodio asintomatico (calcolo inferiore ai 5 mm di diametro);
  • Presenza di sangue nelle urine con o senza febbre associata;
  • Più raramente, condizione grave con dolore lancinante di tipo colico irradiato posteriormente e all’inguine, nausea e vomito, ematuria (sangue nelle urine), disuria (dolore nell’urinare e difficoltà nell’uscita delle urine), febbre, brividi e sudorazione intensa.
Cause
  • Predisposizione genetica;
  • Terapie farmacologiche;
  • Disidratazione (basso consumo di acqua);
  • Eccessivo consumo con l’alimentazione di proteine animali, zuccheri, ossalati e sodio;
  • Malformazioni delle vie urinarie;
  • Sedentarietà;
  • Patologie metaboliche, endocrinologiche, cardiovascolari e intestinali.
Diagnosi
  • Clinica;
  • Ematochimica (emocromo con formula leucocitaria);
  • Esame delle urine e urinocoltura;
  • Strumentale (ecografia, TC, urografia).
Rimedi naturali
  • Succo di limone;
  • Tisane con equiseto, erba mate, verga d’oro, zenzero e cedracca;
  • Acqua di cocco;
  • Bacche di alchechengio;
  • Estratto idroalcolico di rusco;
  • Succo di mirtillo rosso;
  • Gemmoderivati di betulla, erica, mirtillo rosso e vite vinifera;
  • Agopuntura;
  • Omeopatia.


Abbiamo visto più da vicino il problema dei calcoli renali e quali sono i possibili rimedi naturali per aiutare la risoluzione o per prevenire la sua comparsa. Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo sui social e lascia un commento per richiedere informazioni o condividere esperienze personali.

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Dott.ssa Beatrice Andreoli
Beatrice Andreoli è medico chirurgo, laureata presso l’università di Verona. Ha conseguito il Master internazionale in Nutrizione e dietetica applicata presso l’università politecnica delle Marche (sede di Ancona), il diploma triennale in Agopuntura energetica e tradizionale presso l'Associazione Italiana Agopuntura di Roma e il diploma triennale in Omeopatia presso la scuola di omeopatia di Verona. È iscritta alle liste complementari per la disciplina Omeopatia presso l’ordine dei medici di Verona. Lavora in libera professione come nutrizionista e come omeopata a Verona e provincia. www.beatriceandreoli.it

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