Home Salute Corpo umano Anemia, non solo da carenza di ferro: ecco tipologie, sintomi e rimedi...

Anemia, non solo da carenza di ferro: ecco tipologie, sintomi e rimedi per contrastarla

Ultima modifica: 15 ottobre 2018

133
0
Anemia: controllo dal medico per verificare i sintomi
L’anemia è una condizione molto comune. Conoscere il motivo che l’ha causata permette di indirizzare in modo adeguato la terapia. In questo articolo troverete descritte le principali cause di anemia, i criteri per distinguerle e i trattamenti più efficaci.

L’anemia è una condizione in cui i valori di Emoglobina (Hb) sono inferiori a 12 g/dL nella donna e 13 g/dL nell’uomo. L’Emoglobina è una molecola che si trova all’interno dei globuli rossi dove lega l’ossigeno nel sangue per trasportarlo ai tessuti.

La carenza di ferro è la causa più frequente di anemia nel mondo e nei paesi industrializzati. Si stima che in Italia circa il 20% delle donne in età fertile soffra di un tipo di anemia definita sideropenica. Anche la popolazione anziana è frequentemente soggetta a sviluppare questa condizione in seguito a carenze nutrizionali.

Tipi di anemia

Una delle classificazioni attualmente in uso distingue due tipi di anemia in base al meccanismo che l’ha generata:

  • Le anemie da alterata produzione dei globuli rossi: in questo caso la produzione dei globuli rossi a partire dal midollo osseo o la sintesi delle proteine che compongono la molecola dell’emoglobina sono ridotte o assenti provocando una conseguente riduzione dei livelli di Hb nel sangue;
  • Le anemie da alterata distruzione dei globuli rossi: la produzione di globuli rossi e di emoglobina avviene normalmente ma vi è un’aumentata distruzione dei globuli rossi che determina la comparsa di anemia.

Cause dell’anemia

Come detto precedentemente la causa più frequente di anemia è la mancanza di ferro. Esistono inoltre una serie di cause più rare, talora dovute a difetti congeniti, che necessitano per la diagnosi e il trattamento di una valutazione Specialistica. È bene ricordare che talvolta l’anemia può essere dovuta a più cause concomitanti, in tal caso viene definita anemia multifattoriale. Qui di seguito riportiamo le cause più comuni di anemia:

✓ Anemia sideropenica

Detta anche anemia microcitica per la riduzione delle dimensioni dei globuli rossi. È causata dalla riduzione del ferro nell’organismo definita carenza marziale. La condizione più frequente che determina una carenza di ferro sono le perdite mestruali, questo spiega il motivo per cui le donne in età fertile sono più facilmente soggette a questo tipo di anemia. Il sanguinamento intestinale è invece la causa più frequente di anemia ferropriva negli anziani: può essere dovuto a emorroidi, ulcera gastrica, abuso di farmaci antinfiammatori o perdite gastrointestinali occulte.

Altre cause di carenza marziale sono l’inadeguata assunzione di ferro con l’alimentazione e il ridotto assorbimento di ferro a livello intestinale per esempio in caso di malattie intestinali croniche, modificazioni protratte del pH gastrico o alterazione della flora intestinale batterica. L’anemia sideropenica può essere dovuta anche ad un aumentato fabbisogno di Ferro, come durante l’infanzia, l’accrescimento e in corso di gravidanza.

✓ Anemia da carenza di vitamina B12

Detta anche anemia macrocitica o megaloblastica in quanto i globuli rossi tendono ad avere dimensioni più grandi. Il deficit di questa vitamina può essere causato da una mancata introduzione con la dieta, per esempio in chi segue un regime alimentare vegano o per ridotto assorbimento dovuto alla mancata secrezione da parte delle cellule dello stomaco di una molecola, chiamata fattore intrinseco, necessaria per l’assorbimento della vitamina B12. In quest’ultimo caso l’anemia viene detta pernciosa.

✓ Anemie da carenza di folati

Anche in questo caso i globuli rossi sono più grandi e l’anemia è detta macrocitica. Il deficit di folati può essere dovuto a carenze nutrizionali, a malassorbimento come nel caso della celiachia o ad aumentato fabbisogno per esempio in corso di gravidanza. Inoltre alcuni disordini cutanei che provocano un’aumentata desquamazione della pelle, come per esempio la psoriasi, possono provocare un aumento della perdita di folati.

✓ Anemia delle malattie croniche

Questa forma di anemia è caratteristica in corso di malattie infettive croniche, in corso di malattie del collagene come l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico o in corso di malattie tumorali. È dovuta alla produzione di una molecola, l’epcidina, che intrappola il ferro all’interno di cellule coinvolte nell’infiammazione chiamate macrofagi, rendendolo indisponibile per la produzione di nuovi globuli rossi. Si viene quindi a creare una situazione nella quale vi può essere un accumulo di ferro nell’organismo ma contemporaneamente si sviluppa l’anemia.

✓ Anemia nelle sindromi thalassemiche

La thalassemia (o anemia mediterranea) è un disordine congenito frequente soprattutto nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, in India, Africa e Oriente. In Italia, in particolare, è diffusa nel delta padano e nelle regioni meridionali come Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. È un disordine ereditario dovuto ad alterazioni genetiche eterogenee che causano la riduzione della sintesi di una o più proteine che compongono l’emoglobina. Questo comporta la produzione di globuli rossi più piccoli (anche in questo caso l’anemia viene detta microcitica) e l’aumentata distruzione delle emazie in circolo. Ne consegue un’anemia di grado variabile da severa (<8 g/dL) a lieve/moderata (12-8 g/dL).

✓ Anemia falciforme

È un disordine congenito presente in particolare nei paesi in cui la malaria è o è stata endemica. La causa dell’anemia falciforme è una mutazione del gene globinico che comporta la precipitazione delle molecole di emoglobina all’interno dei globuli rossi con conseguente deformazione a forma di falce, da cui il nome. I globuli rossi falciformi tendono ad aggregarsi tra loro, possono ostruire i vasi arteriosi e causare ischemia negli organi interessati.

Immagine che rappresenta la condizione anemica e la concentrazione di globuli rossi nel sangue

Sintomi dell’anemia

L’anemia si manifesta con sintomi che variano in base alla severità dell’anemia e alla velocità con cui si è instaurata la carenza emoglobinica: tanto più veloce è stato il calo dell’emoglobina tanto più intensi saranno i sintomi.

Tutti i tipi di anemia provocano: fiacchezza, facile affaticabilità, pallore, difficoltà a concentrarsi, respiro faticoso dopo uno sforzo fisico e tachicardia. A questi possono essere associati i sintomi secondari alla condizione sottostante che ha causato l’anemia: in caso di deficit gravi e protratti di vitamina B12, per esempio, possono comparire sintomi neurologici come difficoltà nelle coordinazione, tremori e disturbi della memoria, in caso di perdite gastrointestinali le feci possono apparire nere e avere un’odore particolarmente sgradevole. Nell’anemia falciforme, invece, si possono avere crisi dolorose soprattutto alle estremità e a livello addominale, problemi di vista, pelle fredda e gonfiore o comparsa di ittero.


Diagnosi dell’anemia

L’anemia è facilmente diagnosticata tramite un esame del sangue chiamato emocromo. I livelli di Hb definiscono la presenza di anemia e la sua entità. I valori di Hb normali nell’uomo sono compresi tra 13 e 16 g/dL, nella donna tra 12 e 15.5 g/dL. L’anemia può essere di grado lieve (Hb tra 12 gr/dl e 10 gr/ dl), moderata (Hb tra 10 e 8 gr/dl) o severa (< 8 gr/dl). Ci sono altri parametri dell’emocromo che definiscono ulteriormente l’anemia. In particolare viene considerato l’MCV (Volume Cellulare Medio): i valori normali sono compresi tra 80 e 100 fl. Se l’MCV è < 80 fl si tratta di un’anemia microcitica, se invece l’MCV è > 100 fl si tratta di un’anemia macrocitica.

In caso di bassi livelli di emoglobina possono essere ridotti anche la conta assoluta di globuli rossi e l’ematocrito (Ht) che corrisponde al volume del sangue occupato dai globuli rossi. All’emocromo seguono una serie di esami che hanno lo scopo di individuare la causa dell’anemia. Questi esami vi verranno prescritti dal medico sulla base dei valori dell’emocromo e della vostra situazione clinica. I più comuni sono:

  • Reticolociti: sono i globuli rossi più giovani, in genere aumentano in relazione all’entità e alla causa dell’anemia. Il loro dosaggio è inoltre utile per valutare l’efficacia della terapia;
  • Ferritina: corrisponde ai depositi di ferro dell’organismo. I valori normali sono tra i 20 e i 120 mcg/L. In caso di anemia da carenza di Ferro il dosaggio della ferritina sarà ridotto;
  • Dosaggio folati e vitamina B12: valutano un’eventuale carenza di queste vitamine;
  • Sangue occulto fecale: valuta l’eventuale presenza di piccole tracce di sangue nelle feci, se positivo è segno che potrebbe esserci un sanguinamento intestinale.

Vi sono poi esami di secondo livello che vi potrebbero essere prescritti dal medico di base o dallo Specialista Ematologo sulla base della vostra storia clinica: il dosaggio di LDH (valori normali 135-225 U/L), aptoglobina (valori normali: 32-205 mg/dL) e bilirubina (valori normali: 0.25-1 mg/dL), per esempio, sono aumentati nelle anemie da aumentata distruzione dei globuli rossi, il Test di Coombs ricerca la presenza di eventuali anticorpi diretti contro i globuli rossi mentre il dosaggio dell’Eritopoietina (valori normali 3.2-31.9 mU/mL) valuta invece la capacità renale di compensare la ridotta concentrazione di Emoglobina.

Cosa fare in caso di anemia: consigli e rimedi

In linea generale in caso di anemia è sempre bene consultare il proprio medico di fiducia per valutare gli approfondimenti diagnostici più idonei e l’eventuale trattamento che può variare da persona a persona. La terapia dell’anemia dipende dalla causa che l’ha determinata. Qui di seguito troverete una serie di consigli utili per chi soffre di anemia sideropenica o da carenza di folati e vitamina B12. In tutti gli altri casi è opportuno seguire le indicazioni fornitevi dal vostro medico curante o dallo Specialista Ematologo.

1 Integrazione con Ferro

L’assunzione di ferro è indicata in chi soffre di anemia carenziale. Il trattamento andrebbe proseguito per almeno 3 mesi; non è sufficiente, infatti, correggere i livelli di Hb ma è anche necessario ripristinare i depositi di ferro che sono indicati dai valori di ferritina. Questa terapia, soprattutto se prolungata e con dosaggi elevati, può provocare disturbi intestinali come diarrea, dolori di stomaco, crampi addominali. Per ovviare a questi disturbi è preferibile assumere le compresse a stomaco pieno. Esistono delle formulazioni in grado di ridurre questi effetti indesiderati sfruttando delle molecole che favoriscono l’assorbimento del ferro riducendo il tempo di esposizione della mucosa intestinale a questo elemento.

2 Vitamina C

Numerosi studi hanno dimostrato come la vitamina C favorisca l’assorbimento del ferro. In commercio si trovano infatti numerosi preparati che contengono l’associazione tra ferro e vitamina C. Potete anche optare per delle alternative naturali: gli estratti di acerola o di rosa canina sono infatti estremamente ricchi di questa vitamina.

3 Integrazione con acido folico

In caso di carenza di questa vitamina è opportuno assumere un’adeguata integrazione. Il dosaggio può variare in base alla vostra situazione clinica: nelle donne in gravidanza è consigliato assumere 400 mcg/die, in caso di gravi carenze si può assumere alla dose di 1 mg/die fino a 5 mg/die.

4 Integrazione con vitamina B12

Questo trattamento è indicato per chi soffre di anemia macrocitica con bassi livelli di vitamina B12. Spesso è associata alla carenza di folati I preparati in commercio, infatti, frequentemente contengono una associazione di queste due vitamine. Le linee guida ministeriali definiscono il fabbisogno giornaliero pari a 2.5 microgrammi, tuttavia in caso di deficit importanti è opportuno utilizzare dosaggi più elevati.

5 Integratori probiotici

È ormai noto che la flora batterica intestinale svolge molteplici azioni benefiche per il nostro organismo, la presenza equilibrata di batteri nel nostro intestino favorisce infatti un maggiore assorbimento del ferro. In commercio è presente un ampia scelta di integratori probiotici, vi suggeriamo di preferire formulazioni che contengono sia bifidi che lattobacilli e di assumere questa terapia per almeno 3 mesi.

Consigli di alimentazione

Un’alimentazione varia ed equilibrata in molti casi può prevenire l’insorgenza dell’anemia carenziale. Nelle tabelle INRAN sono elencati gli alimenti con più alto contenuto di Ferro. Qui di seguito trovate riassunti i principali alimenti consigliati in caso di carenza marziale:

  • Carne: è uno degli alimenti con la maggiore concentrazione di ferro eme che ha la qualità di essere molto più biodisponibile rispetto al ferro contenuto nei vegetali
  • Mitili: come cozze e vongole contengono buone quantità di Ferro
  • Legumi: come fagioli, ceci, lenticchie contengono concentrazioni di Ferro simili se non superiori a quelle contenute nei frutti di mare
  • Verdure: in particolare rucola e spinaci sono ricchi di Ferro non eme, questo ferro è meno disponibile per il nostro organismo ma se condiamo queste verdure con del limone la sua biodisponibilità aumenta considerevolmente
  • Agrumi: arance e limoni in particolare contengono elevate concentrazioni di vitamina C che favorisce l’assorbimento del Ferro

Se invece la vostra anemia è causata da una carenza di folati questi sono gli alimenti che possono aumentare i livelli di folati nel sangue:

  • Verdura: in particolare gli ortaggi di colore verde come asparagi, broccoli, carciofi, cavolini di Bruxelles, sono ricchi di folati
  • Agrumi: arance e limoni oltre ad essere ricchi di vitamina C contengono buone concentrazioni di acido folico

La carenza di vitamina B12 è frequente in chi segue un regime alimentare privo di qualsiasi alimento di origine animale. Questa vitamina, infatti, è contenuta quasi esclusivamente in prodotti di origine animale come carne, pesce, prodotti caseari e uova. In chi segue una dieta vegana è quindi indispensabile ricorrere, preferibilmente sotto controllo medico, ad una integrazione con vitamina B12.

Conseguenze dell’anemia

L’anemia, soprattutto se di entità lieve, è generalmente ben tollerata. Anche valori di emoglobina moderatamente ridotti, tra i 10 e gli 8 gr/dL, sono ben tollerati se la comparsa dell’anemia è stata graduale o se si tratta di un disturbo cronico, come per esempio nelle sindromi talassemiche. Ciò è dovuto alla capacità del nostro organismo di adattarsi alle minori concentrazioni di emoglobina.

Se l’anemia insorge in poco tempo, al contrario, le conseguenze possono essere molto più evidenti: fiato corto, difficoltà nel compiere sforzi fisici, stanchezza eccessiva, difficoltà di concentrazione. Quando l’anemia è severa con valori < 8g/dL le conseguenze possono essere gravi: in questo caso, infatti la concentrazione di ossigeno che raggiunge i tessuti è molto bassa e può provocare danni negli organi nobili come il cuore e il cervello. La mancanza di ossigeno a livello cerebrale può provocare perdita di coscienza, mentre a livello cardiaco si possono avere episodi di angina o infarto, specie in persone anziane o che soffrono già di problemi al cuore. In questi casi è necessaria la trasfusione di sangue per riportare velocemente i livelli di emoglobina a valori di sicurezza.

Anemia in breve:
Sintomi
  • Fiato corto;
  • Difficoltà nel compiere sforzi fisici;
  • Stanchezza eccessiva;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Perdita di coscienza (nei casi più gravi).
Cause
  • Carenza di Ferro;
  • Carenza di folati e/o vitamina B12;
  • Sindromi thalassemiche;
  • Anemia delle malattie croniche.
Diagnosi
  • Emocromo;
  • Reticolociti;
  • Dosaggio ferritina, folati e vitamina B12;
  • Su indicazione medica: aptoglobina, LDH, test di Coombs, dosaggio eritropoietina.
Rimedi naturali
  • Terapia in base alla causa. Se carenza di Ferro, folati o vitamina B12: adeguata integrazione cui associare una adeguata alimentazione.

 

Hai letto: Anemia, non solo da carenza di ferro: ecco tipologie, sintomi e rimedi per contrastarla
© Copyright Viversano.net, tutti i diritti sono riservati. In nessun caso è consentita la riproduzione dei contenuti qui pubblicati. Per maggiori informazioni consultare la pagina Avvertenze e condizioni.
Dott.ssa Anna Artuso
Medico Chirurgo Specialista in Ematologia. Presso l’Ematologia di Verona e Trento ha maturato competenze riguardo: prescrizione chemioterapia, gestione effetti collaterali e diagnosi delle malattie ematologiche. Ha approfondito le patologie della coagulazione presso il Centro Malattie Emorragiche e Trombotiche di Vicenza. Collabora con il Reparto di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale di Verona e svolge assistenza domiciliare ai malati ematologici e oncologici per conto di AIL Associazione Italiana Leucemie. All'attività medica tradizionale ha affiancato lo studio di Medicine Complementari conseguendo il diploma triennale in Omeopatia presso la Scuola Omeopatica di Verona. Lavora in libera professione come Ematologa e Omeopata a Verona. www.artusoanna.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here