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Scegliere un abbigliamento sportivo di qualità

Ultima modifica: 22 marzo 2018

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Fare attività fisica è fondamentale per la nostra salute, ma sappiamo scegliere il giusto abbigliamento per queste occasioni?

Molti attribuiscono all’abbigliamento sportivo un’importanza fondamentale dal punto di vista estetico: basta essere alla moda. Spesso non si pensa alla comodità e alla praticità degli indumenti che si ritrovano a contatto con le nostre parti più intime e a quelli adatti agli esercizi da effettuare, quanto, piuttosto ad essere “trend”. Nulla di più sbagliato perché i capi indossati ad esempio in palestra devono innanzitutto essere comodi e lasciare libertà di movimento. Le conseguenze di questo “approccio” alle discipline sportive sono piuttosto fastidiose: se si utilizza un tessuto realizzato prevalentemente in materiale sintetico, esempio, si può facilmente andare incontro a dermatiti, eczemi o reazioni allergiche, soprattutto durante la pratica di sport in cui si suda molto.
Queste problematiche si manifestano con bruciore, prurito e arrossamenti della pelle, ma non solo: una dermatite trascurata o non curata nel modo giusto, può degenerare in una micosi, un’infezione della pelle molto difficile da debellare.

Per molti sportivi infatti, l’allenamento può portare a sviluppare irritazioni, che si verificano quando i batteri naturalmente presenti sulla pelle rimangono intrappolati nei pori per via del sebo e del sudore..

Inoltre, allenamenti troppo duri e stressanti possono potenzialmente creare diversi disturbi alla pelle; in particolare, con la corsa possono verificarsi problemi legati all’insorgenza di funghi ai piedi, acne dovuta all’eccessiva sudorazione e irritazioni varie. Bisogna quindi scegliere il giusto abbigliamento: scarpe devono essere traspiranti, ma anche il tessuto che mettiamo a contatto con la pelle.

Ma cosa ci viene realmente proposto?

In un negozio tradizionale sportivo, l’abbigliamento che è presente è sostanzialmente sintetico: maglie, intimo  e pantaloncini in nylon: questo perché le fibre sintetiche hanno la capacità di mantenere la pelle abbastanza asciutta.

Il risultato è che mettiamo plastica e sottoprodotti del petrolio a contatto con la pelle.

I tessuti sintetici, inoltre, non permettono alla pelle di respirare e creano un effetto di “sigillo” dell’umidità; non essendo fibre “vive” e permeabili, l’umidità costantemente prodotta dal nostro corpo – anche in fase di rilassamento e non solo quando sudiamo – permane tra la pelle e il tessuto stesso, creando l’ambiente adatto per la proliferazione di batteri e microrganismi indesiderati. Figuriamoci quando si pratica sport.

Qual è allora l’abbigliamento giusto per allenarsi?

Sicuramente i “classici” pantaloni o pantaloncini di cotone ampi e comodi vanno benissimo (un’attenzione va data al cotone che sia certificato organico per evitare di avere pesticidi nel tessuto), una magliettina a maniche corte ed una felpa perché nel passaggio da una sala all’altra, sarà bene coprirsi se si è molto sudati, per evitare spiacevoli raffreddori, mal di gola, dolori cervicali, ecc.

D’altronde non è difficile capire come ci si deve vestire quando si fa sport, basta osservare gli istruttori e i personal trainer che lavorano nelle palestre.

Un’altra idea da copiare ai professionisti sportivi è quella di imparare a vestirsi “a strati” in modo da potersi “alleggerire” nel momento in cui ce n’è bisogno. Nella fase del riscaldamento generalmente si fatica poco e quindi si può rimanere coperti, ma quando l’allenamento si fa più intenso, è opportuno liberarsi degli indumenti ingombranti…

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3 COMMENTI

  1. Ciao silvia, finalmente un articolo concreto. Che dovrebbero leggere tantissime ragazzine come mia figlia. Una ragazza di 14 anni che ha sempre avuto una spiccatissima passione per lo sport. Ginnastica artistica a soli 5 anni, poi a 12 è passata all’aerobica e infine ha scelto pilates. Aveva l’abitudine di cambiare spesso abbigliamento sportivo. Purtroppo i costi dell’ abbigliamento di marca li conosciamo tutti e non sempre sono accessibili. Nell’ultimo anno ha comprato tantissimi pantaloncini e body in un negozio di abbigliamento cinese e si è ritrovata con un eritema da contatto su tutto il corpo. Attenti a quello che acquistate soprattutto in certi negozi di abbigliamento, le fibre sintetiche gia di per se non sono adatte per lo sport, figuriamoci se poi la composizione chimica è sconosciuta.

    • Ciao Simona è capitata anche a me la stessa cosa pochi giorni fa. Hai anche ragione per quanto riguarda i prezzi dei grandi marchi che sono davvero inaccessibili almenocchè non si parli di abbigliamento sportivo in outlet. Però c’è anche da dire che molto spesso proprio per quanto riguarda l’abbigliamento sportivo il made in italy è abbastanza sottovalutato, nonostante ci siano dei marchi come Errea, Givova, Legea ecc ecc, che vengono utilizzati anche dai club di serie A. E bisogna anche dire che questi marchi offrono abbigliamento di grande qualità e i prezzi sono davvero accessibili a tutti se puo interessarti dai uno sguardo on line ci sono tantissimi negozi che trattano questi marchi come ad esempio Dadasportweb. E complimenti a silvia per l’articolo.

      • Ciao Domenico di sicuro non hai tutti i torti pero ho dato un occhiata al negozio di cui parli. Io l’unico marchio su cui farei affidamento è Errea, acquisto spesso questa marca e devo dire che mi trovo davvero bene, sia per quanto riguarda la qualità che i prezzi praticati, però non farei tanto affidamento sugli altri, che molto spesso acquistano direttamente dalla cina. Magari le forniture peri grandi club saranno anche made in italy ma non ne sono cosi convinto quando si parla di merce destinata ad un normale utente e venduta a sottocosto. E quando pure la manifattura è tutta made in Italy a volte capita che la qualità sia scadente e quindi una tuta sportiva ad esempio la indossi o utilizzi solo per un anno poi ne devi comprare una nuova.

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