Home Salute Benessere psicofisico Babbo Natale esiste veramente? Ecco cosa dire ai nostri bambini

Babbo Natale esiste veramente? Ecco cosa dire ai nostri bambini

Ultima modifica: 25 marzo 2018

108
0
CONDIVIDI
Babbo Natale esiste o no: cosa dire ai bambini

Come spiegare ai bambini che Babbo Natale non esiste? Quando è il momento giusto di farlo e quando, invece, è bene lasciarli cullare in questa fantasia ancora per un po’?

È giusto far credere ai bambini che Babbo Natale esiste o è meglio dire tutta la verità? Arriva sempre il momento in cui ogni genitore inizia a porsi questa domanda, spaventato dall’idea che questa dolce favola possa diventare motivo di scontro una volta scoperta la verità.

Tutti noi siamo cresciuti con il mito di Babbo Natale, questo vecchietto panciuto con la barba lunga e un buffo vestito rosso, che si intrufola nel caminetto portando i doni ai bambini.

La leggenda di Babbo Natale nasce in realtà dalla storia di un santo. Si tratta di San Nicola, vescovo della città di Myra, in Turchia, vissuto intorno al 300. La storia narra che nel corso della sua vita abbia aiutato tanti bambini poveri, tanto da essere ricordato come un eroe per la sua grande generosità. Il suo aspetto però non aveva nulla a che vedere con quello del Babbo Natale di oggi.

Bisognerà aspettare il Medioevo per stabilire un giorno da dedicare alla celebrazione di questo santo. Da allora il 6 dicembre (giorno in cui San Nicola morì) si diffuse la tradizione di scambiare simbolicamente i regali. San Nicola divenne così il protettore di tutti i bambini e ancora oggi, in Germania, nei Paesi Bassi, in Austria, ma anche in Alto Adige, questa tradizione continua ad essere rispettata.

La storia che i bambini conoscono oggi è però molto diversa e difatti resta ancora da capire in che modo sia stata travisata a tal punto. Si ipotizza che agli inizi del 1800, poeti e scrittori decisero di recuperare la leggenda di San Nicola adattandola alle nuove abitudini sociali e trasformando così il Natale in un’occasione di gioia e di festa. Fu così che comparvero le prime descrizioni di Santa Claus, un omone giunto dal Polo Nord a bordo di una slitta trainata dalle renne.

Questa tradizione piace ancora oggi a tutti i bambini: il Natale diventa, al di là del proprio credo religioso, un’occasione di attesa e di speranza. I piccoli vivono con trepidazione l’arrivo di Babbo Natale, si svegliano la mattina del 25 dicembre con la frenesia di correre sotto l’albero per scoprire quali doni hanno ricevuto. I giorni precedenti sono vissuti in un’atmosfera di magia e spensieratezza, dove la fantasia si intreccia con la realtà portando una ventata di buon umore anche nelle persone più grandi.

Perché allora rinunciare a tutto questo? Perché dovremmo privare i bambini di credere a questa dolce bugia? In realtà la questione è molto più complessa e merita di essere affrontata con spirito critico in base all’età del bambino, per cui proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Babbo Natale esiste sì o no: cosa raccontare ai bambini piccoli?

Quando i bambini sono piccoli è del tutto normale che credano alla leggenda di Babbo Natale. Nella fase pre-scolare il bambino vive in un mondo tutto suo, dove la fantasia e la magia diventano protagoniste della quotidianità. I personaggi delle favole e dei cartoni animati sono per loro qualcosa di reale e concreto.

Del resto il bambino in questa fascia d’età attraversa la fase del pensiero magico, quindi tutto può diventare possibile. Per questo motivo risulterà molto facile credere alla storia di questo caro vecchietto proveniente dalla Lapponia. Babbo Natale entra a far parte del loro repertorio fantasioso e i bambini iniziano ad aspettare il suo arrivo ogni anno.

Credere che Babbo Natale esiste non è dannoso, ma può diventare al contrario un piacevole argomento di condivisione tra il genitore e il bambino. Si possono leggere insieme delle favole, guardare dei cartoni a tema, si può preparare insieme la letterina da spedire. Proprio per questo si ritiene giusto raccontare la storia di Babbo Natale quando i bambini sono piccoli. È un modo per regalare un po’ di spensieratezza e ingenuità ai propri figli, prima che crescano troppo in fretta.

Babbo Natale non esiste: quando è meglio dirlo e quando no

È giusto, ad una data età, raccontare al bambino che Babbo Natale non esiste oppure è meglio lasciare che lo scopra da solo? Di norma i bambini comprendono da soli, verso i 6-7 anni, che Babbo Natale non esiste. Possono averlo sentito dai fratelli, dai cugini più grandi o dagli stessi coetanei, magari tra i banchi di scuola. In altri casi iniziano a intuire che qualcosa non va e magari vi beccano proprio mentre sistemate i doni sotto l’albero.

Tuttavia bisogna prestare attenzione a due situazioni particolari: quando il bambino lo scopre troppo presto o quando continua a crederci anche più in là con gli anni.

Se il bambino è ancora piccolo e vi chiede apertamente qualcosa, è meglio non dirgli la verità, ma lasciare che continui a coltivare questa fantasia per un po’. Potete spiegargli che non tutti i bambini credono a Babbo Natale, ma che nella vostra famiglia questa è una tradizione a cui tenete.

Al contrario, se notate che vostro figlio si mostra ancora credulone dopo gli 8 anni, è bene che ne parliate apertamente per evitare che questa convinzione possa esporlo a derisioni da parte dei compagni.

Come comportarsi se scopre a scuola che Babbo Natale non esiste?

Quando i bambini iniziano a frequentare la scuola e affinano le loro capacità di socializzazione, è molto frequente che vengano a scoprire dai loro amichetti che Babbo Natale non esiste. Capita che tornino a casa imbronciati e arrabbiati coi genitori, delusi dal fatto di essere stati presi in giro.

Quando ciò accade è molto importante reagire nella maniera corretta: sedetevi con lui e spiegate con calma che non era vostra intenzione prenderlo in giro o deriderlo. Sottolineate che la favola di Babbo Natale appartiene alla storia della vostra famiglia e che avete ritenuto importante condividerla con lui.

Nella maggioranza dei casi i bambini comprendono che si tratta di una bugia buona e tornano presto alla loro quotidianità. Se il bambino è abbastanza grande da poter affrontare serenamente questa scoperta, evitate di continuare a mentire, insistendo sull’esistenza di Babbo Natale. In questi casi potrebbe sentirsi doppiamente confuso e tradito.

Voi come avete spiegato ai vostri bimbi la verità su Babbo Natale? Fateci sapere le vostre esperienze lasciando un commento.

Hai letto: Babbo Natale esiste veramente? Ecco cosa dire ai nostri bambini
© Copyright Viversano.net, tutti i diritti sono riservati. In nessun caso è consentita la riproduzione dei contenuti qui pubblicati. Per maggiori informazioni consultare la pagina Avvertenze e condizioni.
Alessia Fistola
La dott.ssa Alessia Fistola è Psicologa e Psicoterapeuta Familiare. Si laurea a Roma presso l’Università degli Studi La Sapienza e consegue un Master in Psicologia dell’Emergenza e Psicotraumatologia. Riceve come libero professionista a Chieti e Popoli (PE), lavorando con adulti, coppie, bambini ed adolescenti. Presso lo studio esegue anche le tecniche di rilassamento. Svolge progetti con scuole, associazioni ed enti pubblici. Cura un blog personale di divulgazione psicologica rivolto a tutte le mamme - www.labottegadellopsicologo.it.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here