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Salice, antinfiammatorio e antipiretico: ecco proprietà, benefici e controindicazioni

Ultima modifica:17 Dicembre 2020

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Le sue proprietà antinfiammatorie e antipiretiche fanno del Salice uno dei migliori rimedi contro la febbre, il mal di testa e i dolori muscolari.

Il Salice Bianco (Salix Alba) è un grande albero appartenente alla famiglia delle Salicaceae che cresce spontaneo nelle zone temperate di Asia ed Europa. L’albero presenta una folta chioma aperta con rami sottili e può raggiungere i 25-30 metri di altezza. A scopo curativo se ne usa la corteccia la quale è ricca di Salicina, un principio attivo molto interessante. È molto diffuso anche nella medicina cinese, dove è conosciuto con il nome di Lui Shu Pi.

Salice bianco in erboristeria

La corteccia di salice bianco contiene Salicina, un principio attivo che, nel corpo, viene metabolizzato in acido salicilico, un princiopio attivo molto simile a noti farmaci antinfiammatori. In particolare, la salicina quando convertita in acido salicilico, inibisce l’attività della cicloossigenasi 1 (COX-1) e della cicloossigenasi 2 (COX-2). Questi sono gli stessi enzimi presi di mira dai FANS per alleviare il dolore e l’infiammazione.

Questo principio attivo, dunque, conferisce al salice proprietà analgesiche, antipiretiche, antinfiammatorie e antireumatiche. Vediamo ora più nello specifico le proprietà di questa pianta.

Le proprietà curative del Salice Bianco

✓ Rimedio per i sintomi influenzali

Andando più nello specifico sulle proprietà del salice, esso viene utilizzato come rimedio ai sintomi influenzali per via delle sue virtù antipiretiche ed antinfiammatorie. La salicina, infatti, condivide le stesse vie metabolice del più noto acido acetilsalicilico, con effetti sovrapponibili.

✓ Utile contro i dolori

Il salice trova largo impiego anche nella gestione del dolore. In particolare, sembra particolarmente efficace contro il dolore causato dall’artrite e contro la lombalgia acuta. A tal proposito, in una revisione del 2016, i ricercatori hanno valutato diversi studi pubblicati in precedenza sui trattamenti naturali per la lombalgia ed è emerso che la corteccia del salice bianco (Salix alba) era sempre presente e forniva costantemente un maggiore sollievo dal dolore rispetto a un placebo.

L’effetto antidolorifico del salice sembra essere dato dalla sua capacità di inibire la cicloossigenasi 2 (COX-2) mediando il rilascio di prostaglandine, mentre altri costituenti della corteccia di salice bianco possono avere proprietà antiossidanti e inibitorie della lipossigenasi che potrebbero contribuire all’effetto analgesico.

✓ Gestione della dismenorrea

La corteccia di salice è utile anche per la gestione dei dolori mestruali (dismenorrea) grazie al suo effetto antinfiammatorio, analgesico e inibente sull’aggregazione piastrinica.

✓ Benefici sulla pelle

La salicina trova impiego anche per uso esterno: esso infatti rientra in molte creme e lozioni per il trattamento di patologie dermatologiche come acne, psoriasi, dermatiti e forfora, verruche e calli svolgendo un’azione cheratolitica. Inoltre, l’acido salicilico (derivato proprio dalla corteccia del salice) viene usato come esfoliante in alcuni prodotti cosmetici.

Come si usa il salice

Grazie alle sue proprietà, quindi, il salice viene utilizzato in fitoterapia contro febbre, mal di testa, dolori muscolari, sintomi influenzali, dolori mestruali e mal di schiena. Può inoltre favorire la guarigione da mal di gola e raffreddore. Il salice solitamente si utilizza in tintura madre, in estratto secco oppure in tisane e, a seconda di ciò che si vuole curare, i tempi di somministrazione variano.

In ogni caso, il fitocomplesso contenuto nella corteccia del Salice è più tollerabile dall’intestino rispetto all’acido acetisalicilico. Tuttavia, se ne consiglia comunque l’assunzione dopo i pasto. Vediamo di seguito alcuni modi per usarlo nel concreto.

  • Tintura madre: qualora volessimo usare il salice sottoforma di tintura madre, sciogliere 30-40 gocce in poca acqua da bere 2 o 3 volte al giorno, dopo i pasti;
  • Estratto secco: il salice può essere usato anche in estratto secco, in tal caso assumere 1 o 2 compresse al giorno dopo i pasti. Per quanto riguarda gli estratti secchi, il dosaggio indicato in letteratura per ottenete effetti benefici è di 240 mg di salicina. Si raccomanda, tuttavia, di attenersi a quanto indicato sulla confezione o consigliato dal proprio medico di fiducia;
  • Tisane: se vogliamo ottenere una bavenda riscaldante ma anche antinfiammatoria e che ci fornisca i benefici effetti da questa pianta, possiamo optare per una buona tisana, da bere all’occorrenza. Chiaramente gli effetti della tisana saranno inferiori rispetto ad un estratto o alla tintura madre, tuttavia è un buon modo per assumere liquidi e beneficiare delle virtù delle piante.

Controindicazioni del Salice

L’uso del salice, così che di molti altri rimedi naturali, non è privo di controindicazioni. In particolare, è bene evitare l’assunzione in caso di gravidanza e allattamento o in caso di allegria o ipersensibilità ai silicati. Possono esservi anche interazioni con farmaci anticoagulanti, antiaggreganti e FANS. Può inoltre interferire con barbiturici e farmaci antidiabetici. Per questo è importante chiedere consiglio al medico prima di assumere il salice sotto qualsiasi forma.

In alcuni soggetti particolarmente sensibili può provocare un aumento di acidità gastrica. Se ne sconsiglia quindi l’utilizzo in caso di ulcera o reflusso gastrico. Si consiglia di rivolgersi al proprio medico prima di utilizzare il salice, soprattutto nel caso in cui si stia seguendo una cura farmacologica specifica. Sconsigliato l’utilizzo a bambini e adolescenti sotto i 18 anni.

Curiosità
Le virtù terapeutiche del Salice sono note da quasi duemila anni. Nel medioevo però il suo utilizzo a scopo terapeutico va via via perdendosi, a favore del suo utilizzo per la creazione di cesti di vimini, data la flessibilità dei rami. Il nome “vimini” infatti deriva dalla specie utilizzata a tale scopo ovvero il Salix Viminalis.

Bibliografia

  • B Schmid, R Lüdtke et al. “Efficacy and tolerability of a standardized willow bark extract in patients with osteoarthritis: randomized placebo‐controlled, double blind clinical trial” First published: 08 June 2001 https://doi.org/10.1002/ptr.981
  • Gagnier, Joel J. ND, et al. “Herbal Medicine for Low Back Pain” January 2016 – Volume 41 – Issue 2 – p 116-133 doi: 10.1097/BRS.0000000000001310
  • Alan D. Kaye, Amir Baluch, Adam M. Kaye. “Mineral, Vitamin, and Herbal Supplements” Editor(s): Lee A. Fleisher. https://doi.org/10.1016/B978-1-4377-2787-6.00016-4.
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