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Colon irritabile: i rimedi naturali più utili ed efficaci

Ultima modifica:7 ottobre 2019

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In caso di colon irritabile è possibile avvalersi dell’aiuto di rimedi naturali potenzialmente capaci di aiutare a ridurre i sintomi. Vediamo quali sono, perché aiutano e come utilizzarli.

Contro il colon irritabile, una vera e propria cura definitiva per ora non c’è, purtroppo. Ma chi soffre di intestino irritabile può riuscire a controllare i sintomi e riprendere così il controllo della propria vita sociale.

Rimedi naturali per la sindrome del colon irritabile

Ricordiamo che i sintomi del colon irritabile possono avere una frequenza variabile, ma talvolta si manifestano quotidianamente e quindi risultano potenzialmente invalidanti per le attività della vita quotidiana.

In tutti i casi, oltre ai rimedi che vedremo in seguito, è indicato seguire una dieta per il colon irritabile in modo da apportare alcune modifiche alla propria alimentazione, tra cui evitare cibi industriali, farine e zuccheri raffinati, bevande confezionate e succhi di frutta, alcolici, lievito di birra.

Tra i cibi da privilegiare ricordiamo, nelle quantità corrette, riso e cereali, verdura lessata o al vapore, frutta cotta, miso, carni bianche, pesce e uova. Non per tutti è consigliabile un’alimentazione con cereali e farine sempre integrali così come l’assunzione di latticini, da valutare caso per caso.

Si ritiene anche che un livello costante e non saltuario di attività fisica leggera sia benefico per i pazienti che soffrono di colon irritabile. È anche consigliato bere una quantità adeguata di acqua ogni giorno, preferibilmente fuori dai pasti, e consumare i diversi pasti con calma e con una masticazione lenta e prolungata.

Colon irritabile: i rimedi naturali più efficaci

In caso di colon irritabile i rimedi naturali sono tanti e tutti mirati a ridurre i sintomi e il fastidio e cercare di riequilibrare l’intestino. Prima di assumere qualsiasi rimedio è consigliabile chiedere il parere del proprio medico curante, per escludere interazioni con eventuali terapie farmacologiche in corso. Vediamo ora quali sono i rimedi per curare il colon irritato e infiammato.

1 Fermenti lattici, prebiotici, probiotici

I prebiotici (ad esempio frutto-, xilo- o galatto-oligosaccaridi, inulina) sono sostanze che se assunte nelle quantità corrette e nei modi giusti possono andare a migliorare la composizione della flora batterica residente. Come definizione tecnica, si definiscono prebiotici “sostanze di origine alimentare, non digeribili, che se ingerite in quantità adeguata sono in grado di favorire selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o più microorganismi tra quelli già presenti nella flora batterica intestinale o tra quelli somministrati come probiotici”.

I probiotici, invece, si assumono allo scopo di stimolare la crescita di una flora intestinale “benefica” (come ad esempio Bifidobatteri). La definizione ufficiale di probiotici è “microrganismi vivi che ingeriti in adeguate quantità (attraverso alimenti appositamente arricchiti o sotto forma di integratori) sono in grado di esercitare benefiche funzioni per l’organismo”. La composizione della flora intestinale è altamente soggettiva e differente da individuo a individuo, influenzata in particolare da abitudini alimentari, stato di salute ed eventuale assunzione di farmaci. La corretta composizione è fondamentale anche per una corretta modulazione immunitaria; inoltre, un eccessivo aumento della cosiddetta “flora putrefattiva” (a seguito di un’alterata flora intestinale) può portare a sintomi caratteristici e fastidiosi come gonfiore addominale e meteorismo.

In caso di colon irritabile è assai probabile la presenza di una cosiddetta disbiosi, ossia un’alterazione della composizione ottimale del microbiota, pertanto è consigliabile una supplementazione di fermenti lattici, eventualmente concordata col medico.

2 Inulina e L-glutammina

In caso di colon irritabile è possibile sospettare la presenza di un’alterazione della permeabilità intestinale (“Leaky gut syndrome”), su cui gli studi in proposito stanno iniziando ad aumentare. Per questo motivo, oltre a mirare a ricolonizzare l’intestino con una flora eubiotica oppure prima di procedere a questo, è fondamentale sostenere ed eventualmente provare a trattare con rimedi naturali l’alterata permeabilità della mucosa che si sospetta. A questo scopo può essere utile assumere inulina e L-glutammina.

L’inulina è un oligosaccaride che si trova naturalmente in alcuni vegetali; ha la proprietà di aiutare a ripristinare una flora batterica intestinale corretta, in particolare favorendo la proliferazione di Bifidobatteri e Lattobacilli e quindi agendo come prebiotico. L’amminoacido L-glutammina aiuta a ripristinare o mantenere l’integrità della barriera intestinale. Queste sostanze, meglio se in associazione tra loro, si ritrovano all’interno di integratori nutrizionali specificatamente studiati.

3 Rimedi ricchi di mucillagini in caso di stitichezza

Nei casi in cui si presenti frequentemente il problema della stitichezza, oltre a ricordare l’importanza dell’assunzione di liquidi e della presenza costante e non sporadica di un livello minimo di attività fisica, è possibile anche assumere alcuni rimedi naturali per cercare di limitare il problema, come la tisana alla malva, i semi di psillio o i semi di lino.

Questi rimedi ricchi di mucillagini possiedono proprietà lenitive in quanto esse, assorbendo acqua, possono creare un piccolo rivestimento protettivo alla mucosa e coadiuvare l’attività intestinale. Esse infatti aumentano il volume intestinale, che stimola a sua volta la peristalsi.

La malva, in particolare, possiede proprietà antinfiammatorie generali e per questo a livello fitoterapico vede una vasta applicazione clinica. I semi di psillo rappresentano anch’essi un aiuto tradizionale contro la stitichezza, oltre a ridurre leggermente i livelli ematici di glucosio e colesterolo. I semi di lino hanno proprietà antinfiammatoria ed emolliente, contengono acidi grassi monoinsaturi, mucillagini, proteine e sali minerali.

È possibile preparare una tisana alla malva usandone foglie e fiori essiccati da acquistare in erboristeria, da consumare calda. È possibile anche preparare un decotto di malva e utilizzarlo tiepido a livello locale per effettuare un clistere. I semi di psillo si possono assumere circa venti minuti prima di un pasto, ricordando di bere molto durante la giornata. I semi di lino si possono utilizzare bevendo il liquido di ammollo (dopo un ammollo di almeno 4 o 5 ore in acqua), puri in cucina per insaporire minestre, insalate o primi piatti, oppure sotto forma di olio vegetale ottenuto con spremitura meccanica. L’olio si può assumere saltuariamente nella misura di un cucchiaio da minestra la sera prima di coricarsi, al fine di lubrificare il contenuto intestinale e favorirne l’evacuazione.

4 Tisane di camomilla, tiglio, melissa, valeriana, menta

In caso di colon infiammato un possibile rimedio è dato da queste erbe, che possiedono proprietà calmanti e lenitive sull’apparato intestinale. Possono essere utilizzate per la preparazione di tisane, anche mescolandole tra loro, da bere una o più volte nella giornata.

La camomilla è nota per le sue proprietà calmanti, inoltre potrebbe aiutare a ridurre i livelli di glucosio nel sangue. Anche il tiglio ha un’azione calmante ed è consigliabile soprattutto in caso di dolori addominali ricorrenti. La melissa rilassa la muscolatura migliorando la peristalsi intestinale e aiuta l’eliminazione dei gas intestinali. La valeriana è ricca in flavonoidi ed ha anch’essa azione sedativa, trovando ampio utilizzo in caso di colon irritabile. Anche la menta piperita trova indicazioni in questa sindrome, eventualmente anche sotto forma di olio essenziale, date le sue proprietà modulanti sul dolore intestinale.

È bene ricordare però che alcune di queste piante, in particolare camomilla e valeriana ma non solo, potrebbero in alcuni casi causare un “effetto paradosso” andando a generare un’aumentata eccitabilità anziché ad avere azione calmante e sedativa. Non sono quindi consigliabili nella totalità dei casi, non sempre nei bambini o in gravidanza, ed è corretto chiedere un’indicazione personalizzata al proprio medico.

5 Semi di finocchio e aloe

I semi di finocchio risultano benefici per l’intestino infiammato in quanto contengono oli essenziali, vitamine e fibre; facilitano la digestione, prevengono la pancia gonfia e hanno proprietà antinfiammatorie, oltre ad aiutare nella funzione cardiovascolare. L’aloe vera possiede proprietà antinfiammatorie e sostiene la digestione e le funzioni epatiche.

I semi di finocchio si possono utilizzare per preparare tisane, anche assieme ad altre erbe già nominate come ad esempio camomilla e menta, oppure consumare da soli per aromatizzare piatti e preparazioni culinarie. Essi si possono anche masticare con effetto rinfrescante, così come i semi di cumino. L’aloe può essere usata in molti modi e tra essi si può reperire come estratto idroenzimatico in gocce senza alcool: questo tipo di preparazione garantisce un’elevata biodisponibilità della sostanza.

6 Carbone vegetale, mastice di chios e cumino

Questi rimedi naturali per il colon irritabile aiutano a ridurre il sintomo del meteorismo e favoriscono una corretta peristalsi. Il carbone vegetale o carbone attivo è un prodotto che facilita la riduzione dei gas intestinali. Il mastice di chios coadiuva la funzione digestiva e supporta il transito del contenuto intestinale, così come il cumino, che inoltre facilita l’eliminazione dei gas intestinali

Il carbone vegetale è reperibile sotto forma di capsule o compresse da deglutire con acqua. È importante sottolineare che esso interferisce con l’assorbimento di nutrienti e di molecole farmacologiche e pertanto, oltre a dover essere assunto lontano dai pasti, è consigliabile chiedere il consiglio del medico prima di assumerlo se sono in corso terapie farmacologiche di qualsiasi tipo, oltre che in gravidanza e allattamento e nel bambino. Il mastice di chios si può assumere sotto forma di estratto idroenzimatico in gocce, che non contiene alcool. Anche il cumino è acquistabile in questa stessa forma, oppure si possono utilizzare i semi di cumino puri all’interno dell’alimentazione quotidiana per insaporire verdura, riso o altre pietanze.

7 Gemmoderivati di mirtillo rosso, mirtillo nero e tiglio

Il mirtillo possiede proprietà antinfiammatorie e vasomotorie ed è considerato uno dei grandi rimedi naturali per il colon irritabile, oltre che per altre condizioni patologiche. Il tiglio possiede invece proprietà calmanti, anche a livello nervoso.

L’utilizzo di piante sotto forma di gemmoderivati permette di racchiudere nel prodotto finito la totalità delle proprietà della pianta e gli effetti risultano più ampi rispetto a quelli del fitoterapico ottenuto da parti di pianta adulta. Ogni sostanza fitoterapica però potrebbe causare effetti avversi e sono possibili interazioni con determinate terapie farmacologiche: per questo è necessario, prima di assumere un’integrazione naturale di questo tipo, chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

8 Antiossidanti

Si ipotizza nel colon irritabile, o più nello specifico in caso di alterazioni della permeabilità intestinale, la presenza di uno stato pro-infiammatorio oppure di un’infiammazione di basso grado nell’ambiente intestinale. A questo scopo risultano utili ad esempio la vitamina C, la vitamina E, il selenio, il betacarotene, lo zinco ed altre sostanze ad azione antiossidante.

Integratori nutrizionali contenenti una o più di queste sostanze si possono reperire facilmente in commercio, ma è importante selezionare il prodotto in base alla qualità delle materie prime, dei processi di produzione e della sua qualità finale. Inoltre, è dibattuta la reale utilità di un loro uso prolungato o non supportato da un solido ragionamento clinico.

9 Zenzero e curcuma

Contro il colon irritabile queste spezie sono un’ottimo rimedio naturale. Lo zenzero vanta proprietà depurative, antinfiammatorie e gastroprotettive e ha un ruolo nel contrastare il meteorismo oltre che il reflusso gastroesofageo. La curcuma possiede notevoli proprietà antinfiammatorie e i suoi potenziali benefici si mostrano diffusi a svariate condizioni. Tuttavia, è ben nota la sua scarsa biodisponibilità; utile associarla alla piperina del pepe nero, ma ancora più indicato risulta assumerne, qualora indicato, una dose sufficiente per mezzo di integratori nutrizionali correttamente composti.

Sia zenzero che curcuma si possono assumere tramite specifici integratori standardizzati per ottenere un effetto maggiore oppure, più semplicemente, utilizzati come spezie in cucina per molti piatti (anche se in questo caso l’effetto sarà minore). Lo zenzero può essere bollito in acqua per qualche minuto per una tisana allo zenzero da gustare il mattino, oppure usato come ingrediente per la preparazione di estratti. La curcuma può insaporire riso e verdure oppure può essere mescolata a latte di mandorle, olio di cocco e qualche granello di pepe per la preparazione del tradizionale “latte d’oro”, che è possibile gustare in qualsiasi momento della giornata. Alcune sostanze però, e in particolare la curcuma, potrebbero interferire con alcuni farmaci come gli anticoagulanti orali.

10 Cibi fermentati

Grazie al consumo di cibi fermentati, fonti naturali di probiotici, è possibile ingerire microrganismi benefici per il sistema gastrointestinale. Tra questi cibi ricordiamo ad esempio il kefir (latte fermentato), il miso, lo yogurt, l’acidulato di umeboshi, il tempeh, la verdura fermentata. Tutti questi alimenti possono trovare ampio spazio in cucina, all’interno delle abitudini alimentari di tutti.

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Dott.ssa Beatrice Andreoli
Medico chirurgo, laureata presso l’università di Verona. Ha conseguito il Master internazionale in Nutrizione e dietetica applicata presso l’università politecnica delle Marche (sede di Ancona) e il diploma triennale in Agopuntura energetica e tradizionale presso l'Associazione Italiana Agopuntura di Roma.

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