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10 modi per usare lo scarto dell’estrattore

Ultima modifica: 1 agosto 2018

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Immagine di estrattore con frutta sul tavolo e sul piatto

Dell’estratto non si butta via niente. Conservate la polpa di scarto dei vostri estratti per confezionare marmellate, polpette e omogeneizzati. Ma non è finita qui, potrebbero ringraziarvi anche gli amici a quattro zampe! Scoprite con noi 10 modi per utilizzare lo scarto dell’estrattore.

L’estratto è un’ottima abitudine. Il succo derivato dal processo di estrazione non è altro che il succo delle fibre degli ortaggi e della frutta lavorati a basso numero di giri dall’estrattore. La lentezza del procedimento permette alle proprietà organolettiche e nutrizionali di rimanere inalterate e trasferirsi completamente all’interno del succo.

Ma mentre la parte liquida fuoriuscita dal beccuccio dell’estrattore è immediatamente fruibile, c’è un’altra parte del procedimento di estrazione che non sappiamo come utilizzare e che spesso gettiamo nella spazzatura: la polpa di scarto.

Lo stesso vale anche per la preparazione casalinga di latte di soia oppure di mandorla e di avena: che fare del loro scarto, la cosiddetta okara? La prima regola valida per ogni estratto è: dell’estratto non si butta via niente. Ma prima di approfondire questa massima ispirata alla cultura del riciclo, scopriamo di cosa è fatto lo scarto dell’estrattore.

Da cosa è composto lo scarto dell’estrattore

Se il succo prodotto dall’estrattore contiene circa 1/3 delle fibre totali della materia prima, questo significa che i restanti 2/3 sono ancora presenti nella polpa di scarto. Gli scarti dell’estrattore dunque non sono altro che polpa di frutta e verdura privata dei succhi ma contente fibre e sapore. Disfarsi di questo concentrato di benessere sarebbe un vero peccato, considerando che lo scarto dell’estrattore è anche molto versatile in cucina. Non lasciatevi scoraggiare dal suo aspetto spesso poco invitante: lo scarto dell’estrattore è un’ottima base per un sacco di preparazioni, anche inaspettate.

Perché non buttare lo scarto dell’estrattore

Come abbiamo visto, lo scarto dell’estrattore, anche quando parliamo di okara di mandorle, avena e soia, è la parte solida prodotta dall’estrattore durante l’estrazione del succo dalla materia prima. La buona notizia è che anche lo scarto non è in realtà da scartare perché contiene fibre a volontà.

La consistenza della polpa in avanzo è perfetta per essere inserita in molte ricette sia dolci che salate e il suo sapore abbastanza neutro le garantisce un posto d’onore in molti piatti che prepariamo abitualmente, anche in assenza dello scarto dell’estrattore. Metterne una quantità a piacere nell’impasto dei plum cake, dei biscotti oppure dei burger di legumi home made è un ottimo modo per riciclare gli avanzi e mangiare sano senza spendere un centesimo per rendere più salutari le nostre preparazioni preferite.

10 idee pratiche per riutilizzare lo scarto dell’estrattore

L’utilizzo maggioritario dello scarto dell’estrattore si ha in cucina tra biscotti, muffin, burger e omogeneizzati. Ma vi stupirà sapere che l’estrattore, con i suoi avanzi, regala soddisfazioni anche al di là dei fornelli. Scopriamo insieme 10 modi furbi per utilizzare lo scarto dell’estrattore riducendo al minimo spese e rifiuti.

1 Barrette energetiche

Se vi piace sperimentare con la cucina crudista e siete muniti di estrattore, utilizzatelo anche per trasformare gli scarti dell’estrattore in ottime barrette energetiche. Arricchite gli scarti di succo con fiocchi d’avena e semi misti dando vita a un composto compatto. Posizionate il composto, già diviso in parti, sulla piastra dell’essiccatore rivestita di carta forno e lasciate nel macchinario per 24 ore a 40°.

2 Biscotti per la colazione

Arricchite la vostra ricetta preferita dei biscotti con una dose di scarto dell’estrattore (circa 100 gr di scarti di frutta per 200 di farina) e sfornerete dolcetti più sani e leggeri. Un paio di biscotti fatti in casa e ricchi di fibre sono un ottimo modo per iniziare la giornata e per riutilizzare gli scarti dell’estratto del mattino che altrimenti sarebbero scivolati nel dimenticatoio.

3 Muffin alla frutta

Lo scarto dell’estrattore, soprattutto quando si tratta di scarti di frutta e verdure dolci, come le carote, è una buona base per fare in casa dei muffin totalmente vegetali. Utilizzate 50 gr di scarto ogni 100 di farina come parte solida del dolce e unite cremor tartaro, zucchero integrale di canna, poco olio di semi di girasole e latte vegetale fino ad ottenere la giusta consistenza. Infornate i muffin a 180° per circa 30 minuti.

4 Marmellata di frutta

Dovrete attendere un po’ prima di poter confezionare qualche vasetto di marmellata fatta in casa con gli scarti dell’estrattore, ma l’attesa verrà ampiamente ripagata. Conservate lo scarto degli estratti di frutta in freezer fino a raggiungere la quantità idonea. Scongelate la polpa di scarto e cuocetela in una pentola ampia assieme a succo di limone, poco zucchero di canna e acqua. Portate a ebollizione e cuocete per almeno 20 minuti. Riponete la confettura nei vasetti sterilizzati e fate il sottovuoto.

5 Omogeneizzati

Sani, fatti in casa ed ecologici. Gli omogeneizzati per i più piccini possono essere prepararti a partire dagli scarti dell’estrattore, sia di frutta che di verdura. Nel primo caso, aggiungete agli scarti altra frutta fresca lavata e sbucciata, nel secondo allungate la polpa di scarto con del brodo di verdure delicato e biologico. Frullate il tutto e il gioco è fatto.

6 Nei sughi o in insalata

Lo scarto di polpa di verdura può essere usato senza nessuna elaborazione per arricchire insalate e sughi fatti in casa. Aggiungetene una piccola quantità nei vostri piatti e lasciate che la polpa di scarto si amalgami agli altri ingredienti prendendone gli aromi e i sapori. I vostri piatti ne guadagneranno in fibre e consistenza.

7 Burger vegetali

Mischiare gli scarti dell’estrattore, sia di frutta che di verdura, a pangrattato e farina di ceci o di piselli è uno stratagemma furbo per creare degli ottimi burger di verdure casalinghi. Condite con le spezie preferite, arricchite con verdure bollite o legumi frullati e cuocete al forno o in padella antiaderente.

8 Polpette di okara

Come recuperare l’okara di soia? Se preparate il latte vegetale in casa utilizzando l’estrattore, potete dare nuova vita allo scarto della soia o della mandorla cucinando delle polpette vegetali speziate. Spremete bene l’okara in modo che perda l’acqua in eccesso e unitela a legumi, spezie e pangrattato fino ad ottenere la consistenza perfetta. Cuocete al forno o in padella.

9 Per gli animali domestici

Perché non regalare un concentrato di fibre, vitamine e gusto ai nostri amici a quattro zampe? Mischiate gli scarti di frutta e verdura alla pappa abituale ricordandovi di scartare ortaggi e frutta possibilmente dannosi per la loro salute come uva, albicocche, avocado, biete, spinaci, cicoria e lattuga.

10 Compost

Per utilizzare ogni tipo di scarto dell’estrattore potete creare un compost, ovvero un concime vegetale che sarà pronto all’uso dopo circa 12 mesi. Per prepararlo basterà munirsi di una scatola di plastica forata con cartone e foglie secche sul fondo che riempirete alternativamente di rifiuto umido e foglie.

Quale di questi modi per utilizzare lo scarto dell’estrattore proverete per primo? Fatecelo sapere lasciando un commento e condividete con noi le vostre idee!

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Martina Tallon
Martina ama tutto ciò che ruota attorno alla natura, la cucina vegana e lo storytelling. Copywriter, blogger e articolista freelance, oltre a collaborare con alcune testate online, gestisce dal 2012 un blog personale dedicato alla cultura e alla cucina vegana in cui racconta le sue esperienze di vita legate al cibo, che si svolgano tra le mura di casa oppure nei ristoranti vegan friendly di tutta Europa. Esperta di cucina vegana sana ma golosa, non smette mai di sperimentare dentro e fuori la cucina. www.vegancucinafelice.it

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