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Come usare il cavolfiore in cucina: cottura, idee e abbinamenti

Ultima modifica: 23 gennaio 2018

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Cavolfiore tagliato a pezzetti posto in una ciotola

I cavolfiori sono ortaggi invernali ricchi di benefici e si prestano bene alla preparazione di diverse ricette. Vediamo come cucinare i cavolfiori e alcuni consigli per introdurli più spesso nella dieta.

Il cavolfiore è il fiore della pianta Brassica oleracea appartenente alla famiglia delle crucifere. Ne esistono moltissime varietà, e il suo periodo di raccolta va da ottobre, per le varietà più precoci, a maggio, per quelle più tardive.

Un ortaggio poco calorico dall’alto potere saziante, indicato quindi anche nelle diete dimagranti. Contiene sostanze nutritive importanti come minerali, acido folico, antiossidanti e vitamine, specialmente vitamina C, adatta per proteggersi dai mali di stagione.

Il cavolfiore è inoltre depurativo e vanta proprietà preventive nei confronti di alcuni tipi di tumori. Infine è indicato per chi soffre di diabete grazie alla proprietà di mantenere il livello di zuccheri costanti nel sangue. Scopriamo insieme come cuocere il cavolfiore e alcuni consigli per utilizzarlo in cucina.

Come cucinare il cavolfiore: cottura, idee e abbinamenti

Tipologia e preparazione del cavolfiore

Del cavolfiore la parte più comunemente usata è certamente la testa, resta il fatto che le foglie possono essere riciclate per la preparazione di minestroni e minestre. Il cavolfiore si presta a diverse cotture, infatti può essere consumato bollito, fritto, cotto al vapore e arrostito.

La bollitura e la cottura a vapore sono metodi che permettono di ottenere una pietanza priva di grassi e una base per la preparazione di diversi piatti salati. Il fiore del cavolfiore, detto anche testa, solitamente è di colore bianco, ma esistono delle varietà con colorazioni diverse: verde, arancione e viola. Prima di occuparsi della cottura occorre pulirlo, quindi eliminate le foglie e lo stelo centrale, e una volta tagliato a cimette sfregatelo con le mani o con uno spazzolino. Vediamo ora i due metodi più sani per cucinare il cavolfiore.

  • Cottura del cavolfiore bollito: fate bollire il cavolfiore diviso a cimette in acqua calda e salata per circa 15 minuti. La cottura può dipendere sia dalla grandezza delle cimette che dalla consistenza con cui preferite mangiare il cavolo, se più morbido o più croccante. Vi avvertiamo però che il cavolfiore più al dente risulta maggiormente digeribile e conserva un maggior numero di nutrienti;
  • Cottura del cavolfiore a vapore: dopo aver versato 5 cm di acqua in una pentola, portate a bollore. Posizionate sopra la pentola il cestello con all’interno i ciuffi di cavolfiore, con i gambi risvolti verso il basso. Fate cuocere con il coperchio per circa 7-10 minuti.

Un’altro metodo sano e veloce per cuocere e mangiare il cavolfiore è quello di saltare le cimette in padella per 5 o 6 minuti, aggiungengo solo un goccio di olio extravergine d’oliva, un filo d’acqua e, se lo desiderate, un paio di spicchi d’aglio. 
Una volta scelta la tipologia di cottura, non vi resta che condire e servire il cavolfiore per un sano contorno oppure utilizzarlo per la vostra ricetta preferita.

Gusto ed utilizzo dei cavolfiori in cucina

Dal suo gusto tendenzialmente muschiato, il cavolfiore è in perfetto accordo con sapori forti e speziati, come pomodori secchi sottolio, acciughe sottolio, verdurine sottaceto, formaggi stagionati, e spezie come cumino, aneto, e peperoncino.


In cottura il cavolfiore emana un forte odore di zolfo che spesso lo rende meno appetibile ai palati più problematici. Per evitare questo inconveniente esistono varie tecniche una della quali prevede di posizionare sulla pentola di cottura una mollica di pane imbevuta d’aceto oppure l’aggiunta di una patata o di foglie d’alloro nell’acqua di cottura.

Abbinamenti consigliati con il cavolfiore

Come già abbiamo accennato, il cavolfiore può essere condito con spezie dal gusto forte come peperoncino, aneto, pepe, zenzero, chiodi di garofano, ma si sposa bene anche con cumino, coriandolo, curry, curcuma e semi di finocchio. È un ortaggio abbastanza versatile, che può essere usato come contorno, condimento per primi piatti, come ingrediente per zuppe, vellutate e polpette vegetali.

Contrariamente a quanto si pensa, può essere mangiato anche crudo, tagliato a fettine sottili in aggiunta alle insalate. 
Tra i piatti più noti con il cavolfiore c’è sicuramente l’insalata di rinforzo, un tipico piatto natalizio di origine campana. Il cavolfiore bollito o cotto a vapore, va servito con olive, verdure sottaceto, acciughe, e condito con olio extravergine d’oliva e prezzemolo tritato.

Molto buona e semplice da preparare è la pasta con i cavolfiori, ideale se volete smaltire un po’ di cavolfiore avanzato. Basta ripassare l’ortaggio in padella con olio extravergine d’oliva, uno spicchio d’aglio, e a scelta tra delle acciughe e pomodori secchi, e uva passa e pinoli.

Non solo, il cavolfiore si adatta anche per la preparazione di minestre in aggiunta a cereali come orzo e farro. In questo caso sbollentate il cavolfiore e poi in una pentola insieme ad uno spicchio d’aglio e sale, cuocete i cereali a scelta seguendo i tempi di cottura previsti. Infine condite la minestra con erbe aromatiche a piacere come maggiorana e timo.

Se volete optare per un contorno di verdure miste niente paura, potete aggiungere al cavolfiore cotto un’infinità di verdure,ortaggi e legumi, noi vi suggeriamo: cicoria, broccoli, carote, ceci, patate e pomodori

Cucina nel mondo

Dalla cucina macrobiotica, tipica della Cina, vi presentiamo un piatto molto particolare chiamato nishime. È uno stufato preparato con verdure miste tra cui carote, zucca, cipolla, cavoli (anche il cavolfiore), e l’alga kombu, condito con il shoyu,una salsa di soia fermentata. Invece in Marocco è famosa una crema di cavolfiori e panna, condita con salsa piccante harissa, aromatizzata con cannella e cumino.

Conservazione del cavolfiore

Il cavolfiore, se fresco e quindi con la testa compatta e le foglie intatte, si conserva fino a 5 giorni in frigorifero. Una volta cotto può essere conservato in un barattolo ermetico in frigorifero fino al giorno successivo. Un’altro modo originale per conservare il cavolfiore è quello di metterlo sottaceto. Vediamo come si procede:

Cavolfiore sottaceto: dopo aver lavato il cavolfiore ridotto in cimette, fatelo scottare per 3-4 minuti in abbondante acqua e succo di limone. 
Prelevate i ciuffi con una schiumarola e fateli raffreddare ed asciugare su uno strofinaccio. 
Fate bollire mezzo litro d’aceto (dovrebbe bastare per circa 1 chilo di cavolfiore) con un cucchiaino di sale e qualche foglia d’alloro per 5 minuti. 
Disponete le cimette di cavolfiore nei barattoli di vetro sterilizzati in modo da occupare tutto lo spazio. Infine versate l’aceto ancora caldo fino a riempire il barattolo. 
Una volta raffreddati i barattoli potete conservarli tranquillamente in dispensa per qualche mese.

Curiosità
Gli antichi greci e romani già all’epoca ne apprezzavano le proprietà dei cavolfiori. Li utilizzavano per le loro proprietà ricostituenti e per la cura di alcuni problemi gastrointestinali come l’ulcera.
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