Home Alimentazione Come cucinare sano Kudzu, l’addensante senza glutine: come usarlo in cucina, idee e consigli d’uso

Kudzu, l’addensante senza glutine: come usarlo in cucina, idee e consigli d’uso

Ultima modifica:6 Luglio 2020

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Il kudzu è una pianta asiatica dalle numerose proprietà benefiche ma ancora poco conosciuta nel nostro paese. È reperibile nei negozi specializzati, principalmente sotto forma di farina. Scopri come usarlo in cucina e alcuni consigli per inserirlo nelle ricette.

Il kudzu è una pianta selvatica dal nome scientifico Pueraria lobata, appartenente alla famiglia delle Fabacee (o Leguminose) e originaria dell’Asia orientale. Dalla sua radice si ricava un amido chiamato kudzu o kuzu, ricco di sali minerali come calcio, ferro e fosforo, e carboidrati. Questo amido privo di glutine è facilmente utilizzabile in cucina e come rimedio di piccoli problemi di salute.

Kudzu sfuso sopra un piatto

Prima di vederne gli utilizzi in cucina, segnaliamo che una delle proprietà più interessanti del kudzu, sembra essere quella di aiutare contro le dipendenze da fumo e alcol. Inoltre è un buon rimedio contro disturbi intestinali (è un valido aiuto anche nelle forme influenzali poiché riequilibra la flora batterica) e aiuta nella digestione. Vediamo ora, invece, tutti gli utilizzi del kudzu in cucina.

Come usare il kudzu in cucina: preparazione e consigli

Tipologia e preparazione del kudzu

In commercio, nei negozi biologici specializzati, è facile reperire la fecola della radice di Pueraria Lobata. Come già anticipato questo amido è senza glutine, quindi può essere consumato anche dai celiaci.

Oltre ad essere utilizzato come fecola e come integratore per le sue proprietà, è un ottimo addensante e può essere impiegato nella cucina vegana o in quella tradizionale, in diverse preparazioni. Per gli appassionati della cucina macrobiotica è un ingrediente molto importante per diverse ricette.

Il kudzu viene venduto in barattoli di vetro sotto forma di agglomerati di polvere bianca che, prima di essere utilizzata, per praticità va ridotta in polvere. Ecco come potete procedere:

  • Prelevate alcune pietre bianche dal barattolo e pestatele
  • Usate la quantità che vi serve e versatela in acqua fredda e mescolate
  • A questo punto aggiungete la soluzione alle vostre preparazioni in cottura, mescolate continuamente per qualche minuto fino a che non raggiunge la consistenza desiderata.

Gusto ed utilizzo del kudzu in cucina

Il kuzu ha un sapore neutro, questo lo rende un ingrediente assai versatile in cucina. Uno degli usi più comuni cui viene sottoposto è quello di addensare salse, vellutate, zuppe, composte, creme, gelati e budini, adoperato in percentuale di circa il 10% in relazione ai liquidi (ad esempio: per 100 ml di liquido andranno utilizzati 10 gr di kudzu, per 200 ml di liquido utilizzeremo 20 gr di kudzu e così via).

In questi casi il kuzu va sciolto a freddo (come mostrato nel paragrafo precedente), e per quanto concerne creme e budini, la preparazione va successivamente fatta rapprendere in frigorifero per almeno un paio di ore.

Mentre nel caso in cui vogliate usarlo come fecola nei prodotti da forno, vi suggeriamo di utilizzarlo in misura del 10% in relazione alla farina, ne garantirà maggiore sofficità e fragranza. Se invece volete sfruttare al massimo delle proprietà benefiche, potete preparare una bevanda da bere, ad esempio, dopo i pasti. Vediamo come prepararla:

  • Sciogliete 1 cucchiaino di polvere di kudzu in mezzo bicchiere di acqua fredda;
  • Versate il composto in un pentolino e fate sobbollire a fiamma bassa rigirando spesso;
  • Ad un certo punto il liquido cambierà colore, diventando trasparente e denso. Lasciate intiepidire e poi bevetelo.

Abbinamenti consigliati con il kuzu

Come già detto il kudzu, non avendo nessun sapore predominante, è molto neutro e questo fa sì che possa essere usato tranquillamente in qualunque preparazione. Come addensante in qualunque vellutata e zuppa, nei gelati e budini, che siano a cioccolato o frutta, e in ogni tipo di dolce da forno associato a qualunque tipo di altra farina. Vista l’origine completamente vegetale è un ingrediente utile anche nella cucina vegana e potrà essere utilizzato con qualsasi abbinamento.

Se volete assumere la bevanda a base di kuzu come depurativo, potete associare delle bevande o tisane a base di piante detox. Per ulteriori approfondimenti sulle piante detox, potete leggere il nostro articolo: 5 tisane detox: ricette e consigli d’uso.

Cucina nel mondo

Nel mondo orientale è nota la combinazione di tre ingredienti macrobiotici (umeboshi, shoyu e kudzu) che dà vita ad una bevanda chiamata Ume-Sho-Kudzu dal forte potere depurativo e disintossicante, che ristabilisce ordine nello stomaco e nella pancia. La si prepara facendo sciogliere un cucchiaino di kudzu in una tazza d’acqua a cui si aggiunge una prugna umeboshi, si mescola e si porta ad ebollizione. Al termine si aggiunge poi un cucchiaio di salsa di soia.

Conservazione del kudzu

Il kuzu si conserva bene per diversi mesi, basta riporlo in un luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce del sole. In ogni caso, vi consigliamo di verificare e tenere conto della data di scadenza e le modalità di conservazione riportate sulla confezione.

Curiosità
Tradotto dal cinese, kudzu significa “eliminatore di intossicazione”, già questo basta a farvi capire la forte capacità disintossicante attribuita a questo ingrediente.
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