Fare attività fisica è fondamentale per la nostra salute, ma sappiamo scegliere il giusto abbigliamento per queste occasioni?
Molti attribuiscono all’abbigliamento sportivo un’importanza fondamentale dal punto di vista estetico: basta essere alla moda. Spesso non si pensa alla comodità e alla praticità degli indumenti che si ritrovano a contatto con le nostre parti più intime e a quelli adatti agli esercizi da effettuare, quanto, piuttosto ad essere “trend”. Nulla di più sbagliato perché i capi indossati ad esempio in palestra devono innanzitutto essere comodi e lasciare libertà di movimento. Le conseguenze di questo “approccio” alle discipline sportive sono piuttosto fastidiose: se si utilizza un tessuto realizzato prevalentemente in materiale sintetico, esempio, si può facilmente andare incontro a dermatiti, eczemi o reazioni allergiche, soprattutto durante la pratica di sport in cui si suda molto.
Queste problematiche si manifestano con bruciore, prurito e arrossamenti della pelle, ma non solo: una dermatite trascurata o non curata nel modo giusto, può degenerare in una micosi, un’infezione della pelle molto difficile da debellare.
Per molti sportivi infatti, l’allenamento può portare a sviluppare irritazioni, che si verificano quando i batteri naturalmente presenti sulla pelle rimangono intrappolati nei pori per via del sebo e del sudore..
Inoltre, allenamenti troppo duri e stressanti possono potenzialmente creare diversi disturbi alla pelle; in particolare, con la corsa possono verificarsi problemi legati all’insorgenza di funghi ai piedi, acne dovuta all’eccessiva sudorazione e irritazioni varie. Bisogna quindi scegliere il giusto abbigliamento: scarpe devono essere traspiranti, ma anche il tessuto che mettiamo a contatto con la pelle.

Ma cosa ci viene realmente proposto?
In un negozio tradizionale sportivo, l’abbigliamento che è presente è sostanzialmente sintetico: maglie, intimo e pantaloncini in nylon: questo perché le fibre sintetiche hanno la capacità di mantenere la pelle abbastanza asciutta.
Il risultato è che mettiamo plastica e sottoprodotti del petrolio a contatto con la pelle.
I tessuti sintetici, inoltre, non permettono alla pelle di respirare e creano un effetto di “sigillo” dell’umidità; non essendo fibre “vive” e permeabili, l’umidità costantemente prodotta dal nostro corpo – anche in fase di rilassamento e non solo quando sudiamo – permane tra la pelle e il tessuto stesso, creando l’ambiente adatto per la proliferazione di batteri e microrganismi indesiderati. Figuriamoci quando si pratica sport.
Qual è allora l’abbigliamento giusto per allenarsi?
Sicuramente i “classici” pantaloni o pantaloncini di cotone ampi e comodi vanno benissimo (un’attenzione va data al cotone che sia certificato organico per evitare di avere pesticidi nel tessuto), una magliettina a maniche corte ed una felpa perché nel passaggio da una sala all’altra, sarà bene coprirsi se si è molto sudati, per evitare spiacevoli raffreddori, mal di gola, dolori cervicali, ecc.
D’altronde non è difficile capire come ci si deve vestire quando si fa sport, basta osservare gli istruttori e i personal trainer che lavorano nelle palestre.
Un’altra idea da copiare ai professionisti sportivi è quella di imparare a vestirsi “a strati” in modo da potersi “alleggerire” nel momento in cui ce n’è bisogno. Nella fase del riscaldamento generalmente si fatica poco e quindi si può rimanere coperti, ma quando l’allenamento si fa più intenso, è opportuno liberarsi degli indumenti ingombranti…








