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Iodio: funzioni organiche, fisiologia e alimentazione

Ultima modifica: 11 agosto 2016

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Iodio: proprieta e funzioni organiche

Lo iodio è fondamentale soprattutto per il buon funzionamento della tiroide. Scopriamo perché è importante e come integrarlo correttamente nella dieta.

Funzioni e fisiologia dello iodio

Lo iodio influenza molti sistemi organici ed è importantissimo per far funzionare correttamente la tiroide. Le cellule della tiroide incorporano lo iodio e lo utilizzano per la sintesi degli ormoni tiroidei, soprattutto tetraiodotironina o T4, che ne contiene quattro atomi. Una volta in circolo, il T4 viene convertito in T3 (la tiodotironina) grazie all’azione di un enzima, la deiodasi, che priva l’ormone di un atomo di iodio.

Se la tiroide funziona bene, l’organismo si mantiene più facilmente in forma, evitando l’eccessiva magrezza o, al contrario, l’eccessivo accumulo di grasso; questa ghiandola è, inoltre, importante per la regolazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, per la rimozione delle tossine e per la corretta metabolizzazione di altri minerali, per esempio il calcio.

Quando lo iodio è carente possono manifestarsi diversi disturbi, primo fra tutti il gozzo, problema più diffuso di quanto si pensi, anche nel nostro Paese. Secondo una stima dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono circa 6 milioni gli italiani che ne soffrono.
Lo iodio è molto importante sempre, ma lo è doppiamente in gravidanza: nelle donne incinte, infatti, la carenza di iodio può compromettere lo sviluppo fetale, con gravi danni a livello neurologico. In fase evolutiva non bisognerebbe mai far mancare il giusto quantitativo di iodio, al fine di contrastare le patologie che possono derivare da una carenza di questo oligoelemento.

Anche un eccesso di iodio può essere pericoloso, soprattutto per le persone che soffrono di patologie a carico dei reni.

Iodio e alimentazione

Un ottimo metodo per fornire all’organismo, tramite l’alimentazione, tutto lo iodio di cui ha bisogno è utilizzare sale iodato. Ovviamente, comunque, non bisogna mai eccedere nel consumo giornaliero di questo prodotto, perché si rischia di nuocere alla salute delle arterie e del cuore. Per prevenire le malattie cardiovascolari non bisognerebbe superare i 4/5 grammi di sale al giorno, anche se si utilizza quello iodato.

Questo quantitativo, nel contesto di un’alimentazione adeguata, è in genere sufficiente per ottenere un apporto sufficiente di iodio. Per essere veramente efficace, però, bisogna porre attenzione a come lo si usa; il sale iodato, infatti, andrebbe messo sugli alimenti crudi oppure aggiunto dopo la cottura; con il calore, infatti, lo iodio evapora. Il sale iodato è adatto a tutti: bambini, adolescenti, donne in gravidanza e anziani. Solitamente, si consiglia di non somministrarlo solo ai bambini sotto l’anno d’età, per il semplice motivo che, prima dei dodici mesi, viene in generale sconsigliata l’introduzione del sale.

Lo iodio è presente in vegetali e animali marini; ne sono buone fonti le alghe, soprattutto l’alga kelp. Ci sono anche altre fonti vegetali di iodio, per esempio i semi di sesamo, i semi di soia, i fagioli, gli spinaci e le bietole.
Esistono sostanze che inibiscono l’assorbimento e la metabolizzazione dello iodio, per esempio i tiocinati, presenti nei cavoli e in altri vegetali della famiglia delle brassicacee.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Ha un blog, Apprendista mamma, in cui tratta vari temi legati alla maternità, con particolare attenzione a benessere di mamma e bambino. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano. www.testimedici.com

2 COMMENTI

  1. Salve,
    all’occorrenza leggo con interesse i vostri articoli ma a proposito dello iodio apprendo dal vostro articolo il consiglio di integrare la dieta con “sale iodato”. E’ ormai noto quanto sia dannoso in quanto lo iodio aggiunto al sale raffinato, e deprivato di molte sostanze presenti all’origine, sia quello chimico con effetti deleteri sull’organismo!

    • Gentile Valeria,
      vorrei occupare qualche riga per rispondere al suo interessante commento.
      Partiamo dal consiglio di utilizzare “sale iodato”: tale consiglio, che il nostro Ministero della Salute ripete fin dal 1997, è necessario per prevenire tutta quella serie di patologie derivanti dalla carenza di iodio, sia nell’adulto, sia soprattutto nel bambino.
      In Italia, tuttavia, sembra che solo una piccolissima percentuale di persone acquisti sale iodato e il resto della popolazione continui a comprare il sale senza aggiunta di iodio.
      Per un approfondimento in tal senso la invito a consultare questa pagina dell’istituto superiore di sanità, in cui questi pochi concetti sono maggiormente approfonditi: http://www.epicentro.iss.it/problemi/iodio/iodio.asp
      Tornando al suo commento, mi soffermerei sul concetto di dannoso.
      Il sale è nella maggior parte dei casi un prodotto raffinato e cioè “ripulito” dopo l’essiccazione. Questo, come giustamente diceva anche lei, porta alla perdita di alcuni micronutrienti che sono presenti invece in un sale integrale.
      Eccezione fatta per questa differenza, i due Sali sono e rimangono identici: chimicamente parlando si tratta di cloruro di sodio.
      Anche il sale integrale, infatti, non contiene una quantità di iodio sufficiente per assicurare il raggiungimento del fabbisogno giornaliero.
       A mio parere il problema del sale è dovuto all’enorme consumo di questo condimento e dei prodotti industriali contenenti il “sale nascosto” e non a una “tossicità” dovuta al lavaggio e alla trasformazione del sale.
      Detto questo penso che la scelta migliore possa essere sempre quella di rivolgerci verso prodotti più integrali e meno trasformati (quando questo è possibile), ma nel caso del sale il mio consiglio è quello di sceglierlo sempre iodato (e integrale) e di utilizzarlo con moderazione.
      Dott.ssa Stefania Cocolo

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