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I 3 dosha: Vata, Pitta e Kapha

Ultima modifica: 11 maggio 2016

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Le 3 dosha: Vata, Pitta e Kapha

La teoria dei dosha è la teoria alla base dei metodi diagnostici e di conseguenza delle terapie della medicina ayurvedica.

In Ayurveda i ritiene infatti che le malattie derivino da uno squilibrio tra i dosha, cioè dalla predominanza di una rispetto alle altre.

Il nostro corpo, così come l’Universo, è formato dai 5 elementi, le entità strutturali del corpo, ed è governato dai dosha, le forze che governano le attività fisiologiche.

Letteralmente, dosha significa “ciò che si macchia”, oppure “ciò che può contaminare”. Quando infatti un dosha aumenta a discapito degli altri, questo dosha va a contaminare i tessuti corporei.

Secondo l’Ayurveda quindi, i dosha sono sia le forze che sostengono la funzionalità del nostro corpo, sia le cause delle malattie: quando sono in equilibrio ci sostengono, ma un loro disequilibrio causa scompensi nelle funzionalità del nostro corpo che, se non riequilibrati in tempo, portano all’insorgere delle malattie.

Quali sono i dosha?

I dosha sono tre:

  • Vata, che governa il movimento
  • Pitta, che governa la trasformazione
  • Kapha, che governa la stabilità e lubrificazione

Quali organi controllano Vata, Pitta e Kapha?

Ogni dosha controlla diverse funzioni:

  • Vata è alla base del movimento, della respirazione e del sistema nervoso
  • Pitta controlla la digestione, la trasformazione, la visione e l’acutezza mentale
  • Kapha assicura stabilità di mente e corpo, forza, controlla il sistema immunitario e regola la formazione del muco

I dosha non regolano solo le funzioni corporee ma anche il funzionamento della nostra mente e le nostre emozioni.

I Prakruti Vata, Pitta e Kapha rappresentano la costituzione dell’individuo

Pur essendo tutti e tre i dosha presenti nel nostro corpo, in ogni organo e in ogni cellula, lo sono in maniera diversa. Ognuno di noi, per predisposizione costituzionale, ha un proprio equilibrio e proporzione, con un dosha predominante. Questa costituzione individuale è chiamata Prakruti.
Si parla quindi di persone con un Prakruti Vata, Pitta o Kapha o più semplicemente di persone Vata, Pitta o Kapha.

E’ importante capire quale sia il nostro Prakruti perché in base ad esso dovremo scegliere uno stile di vita che sia in armonia con la nostra costituzione: se infatti adottiamo stile di vita e comportamenti che aumentano il nostro dosha predominante, andremo facilmente fuori equilibrio.

Per fare un esempio: Pitta ha le caratteristiche del fuoco. Se una persona con Prakruti Pitta mangia cibi troppo piccanti (che hanno anch’essi le caratteristiche del fuoco), facilmente andrà fuori equilibrio e manifesterà sintomi tipici di un Pitta aggravato: irritazioni cutanee, bruciore di stomaco, prurito. Se la stessa quantità di cibo piccante viene mangiato da una persona Kapha, che tende ad avere sempre freddo e un metabolismo rallentato, le sarà utile per stimolare il metabolismo.

Sulla base di questa teoria, possiamo quindi capire perché persone diverse amano climi diversi, passatempi diversi, digeriscono facilmente cibi che per altri sono immangiabili, hanno la tendenza ad avere certe malattie e non altre.

Vikruti: la condizione in cui si trova l’individuo in un determinato momento

Oltre al Prakruti, nello stabilire la cura si tiene conto anche del Vikruti di una persona, cioè lo stato attuale delle sue dosha. Vikruti letteralmente significa “deviazione dalla natura”. E’ possibile per esempio che una persona abbia una costituzione Pitta, ma che al momento attuale abbia un aggravamento di Kapha.

Per stabilire quali sono il Pakruti e il Vikruti, il medico o l’operatore ayurvedico si serve di diversi metodi:
1. L’ascolto del polso;
2. Domande sullo stile di vita, le funzioni fisiologiche, la preferenza di cibi, la storia della vita e delle malattie, il proprio stato mentale ed emozionale, ecc;
3. L’osservazione del corpo del paziente attraverso i sensi della vista, del tatto, dell’olfatto e dell’udito.

L’operatore ayurvedico stabilirà quindi la cura, la dieta e lo stile di vita che andranno innanzitutto a riequilibrare la dosha aggravata per poi riportare la persona al suo naturale equilibrio fra i 3 dosha Vata, Pitta e Kapha, che come abbiamo detto varia da persona a persona.

Hai letto: I 3 dosha: Vata, Pitta e Kapha
Anna Venuti
Laureata in Lingua e Cultura Cinese, insegnante certificata di yoga, operatrice olistica con un diploma in Ayurveda e Panchkarma, appassionata di cucina naturale, erbe spontanee e crescita personale. Sensibile ai problemi ecologici, si impegna per un ritorno ad una vita più semplice e vera a contatto con la natura e le sue leggi. Tiene un blog dove parla di salute naturale, Ayurveda, erbe spontanee e medicinali, alimentazione vegana e crudista. www.meravigliaviva.com

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