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Carenza di vitamina B12: cause, sintomi per riconoscerla e cosa fare

Ultima modifica: 17 novembre 2017

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Carenza Vitamina B12 cause e sintomi

La carenza di vitamina B12 può essere dovuta a cause molteplici come alimentazione non equilibrata, malassorbimento, terapie farmacologiche prolungate e può provocare, se non curata, patologie molto gravi. Approfondiamo meglio tutti i sintomi e le cause della carenza di vitamina B12.

La vitamina B12, detta anche cobalamina, è un’importante vitamina idrosolubile facente parte delle vitamine del gruppo B. Essa è un importante cofattore del metabolismo cellulare e, in particolare, risulta fondamentale nella sintesi degli eritrociti e dei principali acidi nucleici (DNA e RNA). Inoltre livelli adeguati di vitamina B12 ci proteggono da complicanze cardiovascolari e da degenerazioni cerebrali.

In particolare, per chi volesse maggiori informazioni su questa vitamina e sulle sue funzioni, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento sulle funzioni della vitamina B12, mentre nelle prossime righe approfondiremo le cause e i sintomi legati a un deficit di vitamina B12 e gli eventuali rimedi.

L’uomo, così come tutti gli altri animali, non è assolutamente in grado di produrre autonomamente la vitamina B12. Questa vitamina, infatti, viene sintetizzata in natura solo da alcune specie di microrganismi. Alcuni di essi si trovano anche nel nostro intestino, a livello del colon.

Tuttavia, poiché l’assorbimento della cobalamina avviene a livello del piccolo intestino, l’unica vera fonte di vitamina B12 utilizzabile dall’uomo rimane l’alimentazione: questa molecola deve venire, quindi, giornalmente assunta attraverso il consumo di alimenti che la contengono. Il suo assorbimento, inoltre, risulta essere un processo abbastanza complesso che prevede il coinvolgimento di diverse proteine come la transcobalamina, l’aptocorrina e il fattore intrinseco.

La transcobalamina, in particolare, è una proteine che lega fino al 20% della cobalamina totale, formando un complesso definito olotranscobalamina (holoTC) che è l’unica forma attiva di vitamina B12.

L’aptocorrina è una proteina che lega il restante 80% della vitamina B12 totale e il fattore intrinseco è una proteina presente a livello dello stomaco indispensabile per il corretto assorbimento della cobalamina a livello intestinale.

Cause della carenza di Vitamina B12

Una carenza di vitamina B12 sembra essere piuttosto diffusa e le cause possono essere molteplici: le approfondiamo nelle prossime righe.

✓ Età maggiore a 75 anni

Sembra che la percentuale della popolazione che sperimenta una carenza di vitamina B12 aumenti con l’età. Negli Stati Uniti, in particolare, alcuni studi hanno dimostrato che la popolazione carente di cobalamina aumenta dal 6% negli adulti con età inferiore a 60 anni al 20% negli adulti con età maggiore di 60 anni. Infatti, è più probabile che l’anziano possa sperimentare una delle problematiche sotto elencate.

✓ Gastrite atrofica

Nella gastrite atrofica le cellule parietali dello stomaco vengono distrutte. Tali cellule sono deputate alla produzione del fattore intrinseco, che abbiamo già detto essere coinvolto nel processo di assorbimento della vitamina B12 a livello intestinale. Ne consegue un mancato assorbimento e una possibile carenza di cobalamina.

La gastrite atrofica può essere di tipo A (origine autoimmune) o di tipo B. Nel primo caso il corpo stesso produce anticorpi diretti contro le cellule parietali dello stomaco, distruggendole. Nel secondo caso, invece, non vi è produzione di anticorpi, ma la situazione ha origine da gastriti croniche di vario genere, incluse quelle legate all’infezione da Helicobacter Pylori.

✓ Resezione gastrica

Anche in caso di interventi gastrici chirurgici è possibile sperimentare un deficit del fattore intrinseco e, pertanto, una diminuita capacità di assorbimento della cobalamina.

✓ Resezione chirurgica del piccolo intestino

Come abbiamo detto, l’assorbimento della cobalamina avviene a livello intestinale. La resezione chirurgica della parte finale del piccolo intestino è una delle principali cause di malassorbimento della colbalamina. Allo stesso modo, il malassorbimento può essere legato a patologie che danneggiano la mucosa intestinale, come il morbo di Crohn o il morbo celiaco non trattato.

✓ Utilizzo prolungato (più di 4 mesi) di metformina

Alcuni studi condotti sulla popolazione diabetica hanno dimostrato che pazienti che assumono metformina 3 volte al giorno hanno un aumentato rischio di deficit di vitamina B12. Tale rischio, inoltre, aumenta in relazione alla durata della terapia farmacologica.

✓ Utilizzo prolungato (più di 12 mesi) di inibitori di pompa e di H2 antagonisti

L’utilizzo di questi farmaci riduce l’acidità gastrica e la produzione di acido cloridrico da parte delle cellule dello stomaco. La riduzione dell’acidità compromette l’assorbimento della cobalamina.

✓ Dieta vegana o strettamente vegetariana

Nel caso di diete vegane o diete strettamente vegetariane il problema principale è la quantità di vitamina B12 che si introduce con l’alimentazione. Come abbiamo anticipato l’unica fonte di vitamina B12 utilizzabile dall’uomo è quella alimentare e non esistono alimenti vegetali contenenti un significativo apporto di questa vitamina.
Per questo motivo, chi sceglie uno stile di vita vegano, dovrebbe affidarsi a uno specialista e mantenere monitorati i propri livelli di vitamina B12, considerando l’ipotesi di una supplementazione.

Sintomi della carenza di Vitamina B12

I sintomi della carenza di Vitamina B12 possono essere molteplici. Desideriamo sottolineare, prima di vedere insieme i sintomi principali, che spesso la carenza di vitamina B12 può risultare difficile da diagnosticare, specialmente in una fase iniziale, grazie alla capacità della cobalamina di concentrarsi a livello epatico.

Come dicevamo, conseguenze della carenza di Vitamina B12 possono essere diverse: dai sintomi cutanei, a quelli gastrointestinali, a quelli ematologici, a quelli neuropsichiatrici. In una grossa percentuale dei casi, il deficit di questa vitamina si traduce in anemia macrocitica e megaloblastica: un’anemia caratterizzata da eritropoiesi inefficace, in cui il volume corpuscolare medio degli eritrociti risulta aumentato. Manifestazioni cliniche dell’anemia megaloblastica sono: pallore, tachicardia, palpitazioni, debolezza e astenia.

A livello ematologico un altro sintomo della carenza di vitamina B12 è la piastrinopenia ovvero il ridotto numero di piastrine circolanti nel sangue.

Dal punto di vista cutaneo, invece, il deficit di questa vitamina si può manifestare con vitiligine o iperpigmentazione. Nonostante gli studi condotti siano ancora poco numerosi e il numero di casi analizzati sia ridotto, appare infatti esserci una correlazione tra la vitiligine e la carenza di vitamina B9 (acido folico) e vitamina B12.

Dal punto di vista neurologico i meccanismi che coinvolgono la cobalamina sono ancora sconosciuti. Tuttavia i comuni sintomi che accompagnano il deficit di vitamina B12 sono: parestesia (sensazione locale di formicolio, soprattutto agli arti inferiori o superiori, alle mani o ai piedi), stanchezza, disturbi motori che si possono presentare con anomalie dell’andatura, irritabilità e diversi cambiamenti cognitivi e/o comportamentali come depressione, psicosi, demenza, comportamento violento e cambi di personalità.

A tal proposito in ambito medico-scientifico si suggerisce di valutare eventuali carenze di vitamina B12 in tutti i pazienti affetti da demenza. In qualche (raro) caso un successivo trattamento con la cobalamina ha ripristinato la situazione iniziale. Inoltre, è stato verificato che in alcuni casi di demenza dovuti ad altre patologie (es. Morbo di Alzheimer) la situazione risultava peggiore in caso di carenza di Vitamina B12.

Dal punto di vista gastrointestinale uno dei sintomi più riportati in letteratura è la glossite, un’infiammazione cronica della lingua che accompagna spesso le anemie. In realtà sembra che solo in qualche caso di deficit di cobalamina si presenti anche questo sintomo, che non è comunque mai presente in caso di deficit subclinico.

Altri comuni sintomi legati a Vitamina B12 bassa, che si possono presentare a livello gastrointestinale, sono: anoressia, diarrea, stitichezza e flatulenza. Inoltre è frequente la presenza di ittero, che si accompagna a un aumento della bilirubina ematica e della lattato deidrogenasi.

Infine, l’ultimo sintomo che vogliamo citare in associazione alla carenza di vitamina B12 è di tipo vascolare: l’aumento dell’omocisteina nel sangue. L’iperomocisteinemia si correla ad un aumentato rischio di incorrere in patologie cardiovascolari come l’infarto e la sua conversione a metionina è dipendente dalla presenza di vitamina B12 e folati. A tal proposito sono in corso diversi studi che si pongono l’obiettivo di verificare se il trattamento con vitamina B12 possa migliorare il rischio cardiovascolare dei pazienti.

Sintomi da carenza di Vitamina B12:
Sintomi ematologici
  • Anemia macrocitica e megaloblastica;
  • Piastrinopenia.
Sintomi cutanei
  • Vitiligine;
  • Iperpigmentazione.
Sintomi neurologici
  • Sensazione di formicolio agli arti inferiori o superiori, alle mani o ai piedi;
  • Stanchezza;
  • Anomalie dell’andatura;
  • Irritabilità;
  • Cambiamenti cognitivi e/o comportamentali.
Sintomi gastrointestinali
  • Glossite;
  • Anoressia;
  • Diarrea;
  • Stitichezza;
  • Flatulenza.
Altri sintomi
  • Ittero;
  • Iperomocisteinemia.

Carenza di Vitamina B12: i rischi e le conseguenze

La carenza cronicizzata di questa vitamina può quindi condurre a problematiche decisamente gravi. Come vi abbiamo anticipato, la cobalamina si accumula a livello epatico e per questo motivo un iniziale malassorbimento o un ridotto apporto alimentare non provoca immediati sintomi o fastidi. Se, tuttavia, questa carenza dovesse venir trascurata i sintomi sopra elencati potrebbero cronicizzarsi causando problemi neurologici permanenti (anche nel caso di bambini allattati al seno) o provocando patologie cardiovascolari anche mortali.

Come prevenire la carenza di vitamina B12

Innanzitutto il nostro principale consiglio è quello di essere sempre seguiti da un esperto, in modo tale che possa sempre consigliarvi al meglio. La carenza di Vitamina B12 potrebbe essere prevenuta in diversi casi; mentre in altri casi le problematiche sono genetiche e l’unica possibilità che ci rimane è la supplementazione.

Innanzitutto è importante curare la propria alimentazione, assicurandosi che contenga buone fonti di vitamina B12. Inoltre è importante rivolgersi sempre al proprio medico e richiedere un monitoraggio di questa vitamina qualora fossimo in terapia da diverso tempo con i farmaci che vi abbiamo citato.

Scarica la tabella: Alimenti ricchi di vitamina B12 ↓

Integrazione corretta di Vitamina B12

I livelli di assunzione di vitamina b12 raccomandati sono 2,4-2,8 µg al giorno, facilmente raggiungibili con una dieta equilibrata, nel caso di diete onnivore o vegetariane. Infatti, anche i derivati animali come il latte, lo yogurt, i formaggi o le uova contengono cobalamina e possono essere considerate delle fonti ottimali.

Come abbiamo visto insieme, una possibile carenza si può sviluppare negli anziani o in caso di alcune terapie farmacologiche prolungate. In questi casi i rimedi per la carenza di vitamina B12 possono includere la supplementazione o la correzione delle proprie abitudini alimentari (laddove possibile).

In caso di diete vegane invece la supplementazione è vivamente consigliata da tutte le maggiori società scientifiche: tale supplementazione deve essere continuativa e non limitata a un determinato periodo temporale. A tal proposito ricordiamo che gli alimenti vegetali (nemmeno le alghe) non sono in grado di garantire un apporto sufficiente di cobalamina.

La vitamina B12 è presente sotto forma di diverse tipologie di integratori: inieizioni intramuscolo, compresse masticabili e compresse sublinguali. Queste ultime risultano particolarmente consigliate in caso di problematiche intestinali.

La forma chimica di vitamina b12 più spesso presente negli integratori in commercio è la cianocobalamina; altri integratori invece contengono la metilcobalamina, che è la forma già attivata di cobalamina, utile anche in caso di mutazioni genetiche che rendono difficile la metilazione della vitamina. Desideriamo concludere ricordando che, secondo alcuni studi, l’integrazione risulterebbe più efficace rispetto alla dieta poiché l’assimilazione risulta più efficiente.

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Stefania Cocolo
Biologa nutrizionista e amante dei cibi veri e naturali. Dopo la laurea, alcuni anni di esperienza lavorativa nell’ambito della formazione sanitaria e alcuni corsi di perfezionamento, si dedica dal 2015 esclusivamente all’ambito della nutrizione. Si divide tra attività di ambulatorio privato, corsi di formazione professionali riservati ad addetti mensa, corsi di divulgazione organizzati in collaborazione con diversi enti, aggiornamento professionale continuo e scrittura di brevi articoli informativi. Riceve presso diversi studi in provincia di Varese e principalmente a Gallarate. Tel: 340.5572519 - stefaniacocolo.wixsite.com/nutrizionista

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