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Carenza di calcio: cause e sintomi

Ultima modifica: 22 luglio 2016

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carenza di calcio sintomi

Una carenza di calcio può essere dovuta a diversi fattori, più o meno dipendenti dallo stile di vita. Per migliorare l’assorbimento di calcio può essere utile sapere quali condizioni agevolano o, al contrario, ostacolano l’assorbimento di calcio.

Cause della carenza di calcio

Si parla di ipocalcemia o carenza di calcio in caso di calcio totale sierico ‹ 8,8 ml/dl in presenza di proteine sieriche normali. Le cause possono essere diverse. Le più comuni sono:

  • Deficit di vitamina D. Dovuto a ridotta esposizione alla luce solare, scarsa assunzione alimentare, malassorbimento intestinale, patologie a carico di fegati e bile.
  • Malattie digestive con malassorbimento.
  • Insufficienza renale cronica.
  • Ipoparatiroidismo, cioè insufficiente secrezione di paratormone da parte delle ghiandole paratiroidi.

Nel bambino, soprattutto nel neonato, la carenza di calcio si associa spesso a rachitismo da carenza di vitamina D.

Fattori che ostacolano l’assorbimento di calcio

  • Carenza di vitamina D. La vitamina D viene assorbita dall’organismo soprattutto grazie all’esposizione ai raggi solari.
  • Squilibrio calcio/fosforo. Il calcio e il fosforo agiscono insieme per la salute delle ossa. Il rapporto calcio/fosforo nella dieta dovrebbe idealmente essere vicino a 1 in quanto l’eccesso dell’uno o dell’altro ne causa un uso non efficiente da parte dell’organismo. Tale squilibrio è favorito dal consumo troppo elevato di proteine animali.
  • Acido fitico. Presente in alcuni alimenti, soprattutto cereali integrali e crusca.
  • Acido ossalico. Presente in alcuni alimenti, per esempio spinaci e cacao.
  • Tannini. Presenti, per esempio, in caffè e tè.
  • Alcolici.

Occorre sottolineare che l’influenza degli elementi appena citati (alcol, tanni, acido ossalico e fitati) il più delle volte non è significativa e può creare squilibri, e quindi una carenza di calcio, soltanto in casi limite; per esempio quando la dieta è eccessivamente ricca di fibra e troppo povera di calcio. Nel contesto di un regime alimentare equilibrato, quindi, il problema non si pone.

L’apporto alimentare di calcio è particolarmente importante dalla nascita fino ai 25/30 anni di età, cioè fino al momento in cui si raggiunge la massima mineralizzazione ossea. Accumulando un buon patrimonio minerale, l’inevitabile calo che si avrà dopo i 30/40 anni non porterà conseguenze particolarmente gravi.

È, inoltre, importante l’apporto di calcio nella terza età, soprattutto nelle donne che, dalla menopausa in poi, perdono la protezione garantita dagli estrogeni.

Fattori che agevolano o inibiscono la biodisponibilità di calcio

Una volta che il calcio è stato assorbito a livello intestinale, è indispensabile che ci sia anche una buona biodisponibilità del minerale, altrimenti questo non andrà a depositarsi nelle scheletro e sarà eliminato con le urine. Lo stimolo più efficace alla deposizione del calcio nelle ossa è un’attività fisica costante e idonea alle proprie condizioni di salute; sono particolarmente indicati in questo senso jogging, ballo, camminate a passo spedito, nuoto.
Una dieta troppo ricca di sodio e di proteine animali (carne) favorisce la perdita di calcio attraverso le urine.

Sintomi della carenza di calcio

Le ipocalcemie lievi sono per lo più asintomatiche; non producono, cioè, alcun sintomo, specie nel breve periodo.
Nei casi più gravi si possono manifestare sensazione di punture o formicolio su mani, dita e intorno alla bocca; crampi e contratture muscolari; laringospasmo; sintomi neurologici.

Conseguenze della carenza di calcio

Una carenza di calcio può essere causa di diversi disturbi tra cui, il più noto, è l’osteoporosi. Nell’osteoporosi le ossa diventano più fragili e, appunto, porose perché il calcio viene sottratto dalle ossa molto più velocemente di quanto si depositi. A partire dai 30/40 anni tutti perdono densità ossea, ma le donne, specie dopo i 45 anni, sono più soggette a patire questo disturbo.

Il modo migliore per prevenire questo fenomeno e le conseguenti fratture legate all’invecchiamento è garantire all’organismo un buon accumulo di calcio nelle ossa da bambini.
Altre conseguenze della carenza di calcio sono alterazioni dell’attività muscolare, ipereccitabilità cardiaca, spasmi bronchiali, vescicali e intestinali.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Ha un blog, Apprendista mamma, in cui tratta vari temi legati alla maternità, con particolare attenzione a benessere di mamma e bambino. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano.www.testimedici.com

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