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Raffreddore: sintomi e cause

Ultima modifica: 4 novembre 2015

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Raffreddore sintomi e cause

Il raffreddore è un disturbo molto comune, ma… siamo sicuri di conoscerlo veramente? Vediamo quali sono le cause e quali i sintomi del raffreddore.

Si chiama raffreddore; la causa, però, non è da ricercarsi nelle basse temperature di per se stesse, bensì in agenti virali il cui contagio è favorito dal freddo. Durante i mesi autunnali e invernali, infatti, è più frequente la permanenza in ambienti caldi e sovraffollati, condizioni in cui la diffusione di virus (non solo quelli del raffreddore) è più facile.

Esistono, però, anche raffreddori che si presentano in estate. In realtà, considerata l’elevata variabilità di agenti virali che può esserne alla base, più che di raffreddore, dovremmo parlare di raffreddori.

Le cause del raffreddore

I virus responsabili del raffreddore comune sono almeno 5, con oltre 250 varianti note; la più frequente, con un’incidenza di oltre il 25% dei casi, è la famiglia dei Rhinovirus, il cui nome deriva dal greco rhis, che vuol dire naso; sono stati identificati oltre 120 virus appartenenti a questa famiglia. Altri virus frequentemente responsabili del raffreddore sono i cosiddetti Reovirus.

In altri casi, la causa del raffreddore dipende da patologie che poco hanno a che vedere con esso; per esempio l’adenovirus; esistono poi tutte quelle sindromi che vengono chiamate, propriamente o impropriamente, parainfluenzali, causate da virus quali pneumovirus, coranovirus e paramixovirus. Nel 30% dei casi, non si conosce con esattezza l’agente responsabile del raffreddore.

Come agiscono i virus del raffreddore

I virus sono parassiti che entrano nelle cellule e, per sopravvivere, ne sfruttano le fonti energetiche. Nel caso del raffreddore, attaccano le alte vie respiratorie; ne deriva un’infiammazione che causa la dilatazione dei vasi sanguigni che irrorano la mucosa nasale. Di conseguenza, si verifica una produzione di muco e il passaggio dell’aria viene ostacolato.

Il contagio del raffreddore

Il raffreddore si trasmette con estrema facilità, soprattutto durante i primi giorni; è sufficiente stare a contatto con una persona raffreddata per esserne contagiati. La diffusione può avvenire in due modi:

  • Per contatto diretto, cioè tramite la superficie corporea, in particolare le mani, o gli oggetti che si toccano normalmente.
  • Attraverso il respiro, cioè respirando aria infetta; i virus, infatti, sono dispersi nelle minuscole gocce d’acqua che vengono espulse tramite starnuti e colpi di tosse.

Quali fattori predispongono al raffreddore?

Il raffreddore è un evento morboso molto frequente; la sua comparsa è favorita da alcuni fattori:

  • Le brusche variazioni di temperatura, che l’organismo non riesce ad affrontare.
  • La permanenza frequente, come si diceva all’inizio, in ambienti riscaldati e sovraffollati.
  • Le condizioni fisiche individuali; una persona debilitata e il cui sistema immunitario è fragile sarà più a rischio di essere contagiata dai virus del raffreddore.
  • L’età. Nel bambino i raffreddori sono quasi quattro volte più frequenti che nell’adulto.
  • La frequentazione abituale di una comunità (scuole, ospedali, associazioni sportive…). Le persone che lavorano in una comunità, per esempio il personale scolastico e quello medico, sono più esposti al contagio di raffreddore.

Sintomi del raffreddore

I sintomi del raffreddore sono piuttosto noti: naso rosso che cola, congestione nasale, occhi rossi e lucidi, starnuti dovuti all’irritazione della mucosa nasale; difficoltà di respiro accompagnata da sensazione di naso chiuso; abbondanti secrezioni dal naso, prima acquose e poi più dense.

I sintomi del raffreddore possono riguardare anche altre parti del corpo; possono, infatti, comparire mal di testa, dolori articolari o alla parte posteriore della bocca, riduzione del senso dell’udito.

I sintomi del raffreddore sono dovuti al tentativo dell’organismo di rimuovere i virus dalla cellule che ne sono state infettate. In particolare, la secrezione nasale, il sintomo principale, costituisce una reazione dell’organismo che consente di intrappolare gli agenti infettivi spingendoli prima verso la gola e poi nello stomaco, dove vengono distrutti dai succhi gastrici. Le secrezioni nasali, inoltre, contengono sostanze chimiche che possono vantare azione antivirale ed antibatterica.

Il raffreddore ha in genere un decorso variabile da 4 a 7 giorni, a meno che non compaiano complicazioni a carico di trachea, bronchi e orecchie, ad aumentarne la durata.

Un raffreddore trascurato, dovuto a un germe particolarmente aggressivo, o che si presenti in un soggetto debole e/o debilitato, potrà dare spazio ad una superinfezione batterica, che ne peggiorerà il decorso. Non tutti i raffreddori sono uguali, proprio per l’enorme varietà di germi che possono esserne responsabili.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Ha un blog, Apprendista mamma, in cui tratta vari temi legati alla maternità, con particolare attenzione a benessere di mamma e bambino. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano. www.testimedici.com

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