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Melograno: il potente antinfiammatorio che previene l’alzheimer

Ultima modifica: 14 giugno 2017

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Melograno per prevenire l'alzheimer: i benefici e gli studi scientifici

Melograno, un frutto antico dalle incredibili proprietà antinfiammatorie e ricco di vitamina C. Utilissimo supporto nella prevenzione di molte malattie, tra cui l’alzheimer.

Il melograno, Punica granatum, è un arbusto originario della Cina e dell’India, i cui frutti tondi, chiamati melagrana, racchiudono i caratteristici semi rossi e succosi.

Nei secoli la pianta del melograno si è adattata a zone geografiche con un clima caldo d’estate e mite d’inverno, come il medio-oriente e il bacino del mediterraneo. In Italia è sicuramente un frutto che caratterizza le stagioni autunnali e invernali ed infatti lo possiamo trovare in molti giardini facendo una semplice passeggiata durante queste stagioni.

Lo straordinario frutto possiede molteplici proprietà benefiche per la nostra salute tanto da essere stato citato già nella Bibbia tra i 10 cibi utili per il corpo e per la mente. Oggi è ancora considerato uno dei superfood, ossia cibi che favoriscono il nostro benessere.

Diversi studi hanno mostrato come il melograno possa aiutare a prevenire o contenere fattori di rischio per malattie non solo legate al sistema cardiovascolare, come ipertensione, colesterolo alto, ma anche correlate allo stress ossidativo e all’infiammazione.

L’ assunzione regolare di succo di melograno contribuisce ad esempio a tenere sotto controllo la pressione sanguigna.

Effetti protettivi verso le malattie cardiache associate ad alti livelli di trigliceridi e colesterolo “cattivo” LDL sono stati visti in vari studi dove nei pazienti che assumevano regolarmente il succo di melagrana si è registrata una riduzione dei trigliceridi e dell’LDL. Insomma, un toccasana per la salute delle nostre arterie.

Note sicuramente le proprietà anti-batteriche e anti-virali, che possono essere utili contro le malattie comuni delle gengive o contro le fastidiose infezioni da Candida. Sono stati anche dimostrati effetti antitumorali. In particolare, studi di laboratorio hanno dimostrato che l’estratto di melagrana può rallentare la riproduzione delle cellule del cancro, e anche indurre apoptosi (morte cellulare) nelle cellule tumorali.

Vi sono poi evidenze di come il melograno possa migliorare la memoria, in particolare negli anziani, e alcuni studi suggeriscono un ruolo protettivo contro il morbo di Alzheimer. Approfondiremo fra poco questo interessante aspetto.

Quali elementi contiene il melograno


Cerchiamo di capire insieme quali sono gli elementi che rendono il melograno un frutto così speciale. Pensate ad esempio che soltanto un bicchiere di succo naturale di melograno, contiene numerose sostanze nutrienti come proteine, vitamina C, vitamina K, fosforo, acido folico, calcio e potassio.

Sicuramente il contenuto in vitamina C contribuisce a rafforzare il nostro sistema immunitario nella difesa contro batteri e altri agenti patogeni, ma anche contro i malanni di stagione. La definizione di “Frutto della Medicina” data al melograno dipende in particolare dalla presenza di due sostanze uniche e responsabili della maggior parte dei benefici per la salute: pulicanigine e acido punicico.

Le punicalagine sono forti antiossidanti presenti nel succo e nella buccia di un melograno. Essi sono così potenti che il succo ha il triplo dell’attività antiossidante rispetto a vino rosso e tè verde. Gli estratti a base di questo frutto infatti, derivano dalla buccia, proprio per l’alto contenuto di antiossidanti e punicalagine.

L’acido punicico, presente al 65%, è un tipo di acido linoleico con effetti biologici importanti. Ad esempio alcuni studi hanno dimostrato un ruolo protettivo nei confronti dell’aterosclerosi, questo grazio all’azione diretta sui livelli di colesterolo LDL. Riducendo il colesterolo cattivo, si evita il deposito sulle arterie e la conseguente occlusione che può portare anche a ictus.

L’acido punicico insieme all’acido ellagico, altro componente della melagrana, favoriscono inoltre la formazione di nuove cellule della pelle agevolando la rigenerazione del tessuto cutaneo, allungando il ciclo di vita dei fibroblasti che producono collagene. Entrambi gli acidi viengono utilizzati quindi nei prodotti cosmetici per l’idratazione e la protezione della pelle.

L’acido ellagico è anche utile nel combattere i radicali liberi, sostanze di scarto che possono determinare un invecchiamento precoce delle nostre cellule.

Le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti del melograno

Abbiamo visto quali e quante sostanze sono contenute nella melagrana. Le proprietà principali e più importanti sono quelle antinfiammatorie e antiossidanti. Approfondiamo ancora di più questi aspetti.

Gli antiossidanti sono considerati gli spazzini dei radicali liberi, sostanze in grado di danneggiare le cellule ed il materiale genetico in esse contenuto, ossia il DNA. Eliminare i radicali liberi che si producono con il normale metabolismo, significa dunque ritardare l’invecchiamento cellulare, supportare meglio il sistema immunitario e proteggere dall’insorgenza di numerose malattie e forme tumorali.

La proprietà antinfiammatoria della melagrana invece, permette di limitare la produzione di una molecola chiamata Proteina C Reattiva (PCR) e dei leucociti. Entrambi sono responsabili del processo infiammatorio che interviene nel momento in cui l’organismo è sottoposto a un danno da agenti fisici (es. ustione), chimici (es. acido) o patogeni (es. virus o batteri). Tale processo causa anche dolore, rossore e fastidio. Poterlo controllare è quindi importante anche per dare sollievo. Focalizziamoci ora su come e perché questo frutto può essere d’aiuto contro l’alzheimer.

Come e perché il melograno aiuta contro l’alzheimer

All’inizio del nostro viaggio alla scoperta del melograno abbiamo accennato al suo ruolo nella protezione da una malattia severa come l’Alzheimer. Si tratta di una malattia che causa un lento declino delle capacità cognitive, di memoria, e di ragionamento.

Anche se ad oggi non ci sono opzioni terapeutiche efficaci nel trattamento dell’Alzheimer, gli studi suggeriscono che la dieta può agire sulla prevenzione. Il melograno avendo un elevato contenuto in sostanze antiossidanti rispetto ad altri frutti e ortaggi, ha dimostrato avere un effetto neuroprotettivo. Un esperimento con topi transgenici affetti da una malattia neurodegenerativa e trattati con succo di melagrana, ha dimostrato un effetto benefico sulle capacità mnemoniche.

I ricercatori ritengono che in particolare le punicalagine del melograno possano aiutare a combattere il morbo di Alzheimer, riducendo l’infiammazione nelle cellule specifiche del cervello chiamate microglia. L’infiammazione a livello di queste cellule porta alla distruzione di altre cellule del cervello determinando e peggiorando i sintomi della demenza.

Un recente studio ha mostrato importanti risultati in pazienti sottoposti a intervento cardiaco al quale può seguire un deficit della memoria. Il trattamento con melograno non solo ha protetto da questo effetto, ma ha migliorato anche le prestazioni della memoria anche dopo 6 settimane dall’intervento.

Un messaggio incoraggiante per i pazienti e le persone che li assistono è stato rilasciato dal Dr Olumayokun Olajide: “sappiamo che l’assunzione regolare e il consumo regolare di melograno ha un sacco di benefici per la salute – compresa la prevenzione di neuro-infiammazione legate alla demenza”. Approfondire la ricerca è dunque fondamentale.

Quanto melograno assumere per ottenere benefici

Gli studi scientifici suggeriscono diverse quantità di succo di melograno da assumere per ottenere gli effetti benefici. Il gruppo del Dr Mirmiran ha dimostrato effetti nella riduzione dei trigliceridi e di LDL con 800 mg al giorno di olio di semi di melograno (ottenuto dopo l’estrazione del succo) per 4 settimane.

Per quanto riguarda gli effetti sulla memoria, uno studio ha indicato come dosaggio ideale 8 once (circa 225 grammi) al giorno sempre per 4 settimane.

Stando alla letteratura la dose consigliata è di un bicchiere da 250 ml, capace di fornire circa il 50% della dose giornaliera raccomandata (RDA) per un adulto, di vitamine A, C ed E e il 13% RDA di potassio. Può essere consigliato anche alle donne che vogliono prepararsi a una gravidanza: il succo di melograno apporta fino al 100% della RDA di acido folico, il cui ruolo è fondamentale per prevenire patologie gravi nel bambino.

In ogni caso è sempre buona norma confrontarsi con il proprio medico, soprattutto qualora si stiano assumendo quotidianamente farmaci e/o integratori.

Oltre ad essere un frutto squisito che ci regala l’autunno, come abbiamo visto il melograno è anche un ottimo alleato della salute! Voi lo mangiate? Scriveteci un commento e fateci sapere come lo utilizzate!

Dove trovare il succo di melograno

Succo di Melograno

Biotta Melagrana contiene il prezioso succo di melagrana ed è insaporito con tè bianco, concentrato di agave, purea di pere e succo di aronia.

Succo Melograno e Mirtillo

Succo di mirtilo e melograno preparato con ingredienti selezionati e 100% biologici prodotti in Italia.

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Chiara Mossali
Laureata in Biotecnologie, ha lavorato come Ricercatrice per progetti legati alla genetica umana, veterinaria e alimentazione. Grande interesse per la scrittura in particolare legata a temi in ambito medico-scientifico, dapprima una passione personale e poi trasformata in una vera professione. Si occupa di progetti educazionali e di aggiornamento rivolti non solo alla classe medica, ma anche al grande pubblico per contribuire alla diffusione delle novità più importanti legate alla scienza e alla salute.

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