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Ipertensione arteriosa: definizione e fattori predisponenti

Ultima modifica: 6 ottobre 2017

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ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa è un importante fattore di rischio cardiovascolare. Nel mondo occidentale è un problema molto diffuso, soprattutto nella popolazione anziana. Vediamo cos’è l’ipertensione arteriosa, quali sono le cause, quali i fattori predisponenti.

Quando la pressione alta è un problema?

Per circolare nei vasi sanguigni, il sangue ha bisogno di una pressione che lo spinga in avanti, un po’ come accade per l’acqua nei tubi delle nostre abitazioni. Quando la pressione del sangue è sempre troppo elevata, si parla di ipertensione arteriosa.

In alcune occasioni, la pressione alta è una naturale risposta dell’organismo; per esempio in occasione di sforzi fisici, negli stati d’ansia, dopo l’assunzione di alcuni farmaci o anche di alcuni alimenti; in tutti questi casi, quando la pressione alta è transitoria e torna nella norma una volta che lo stimolo ha cessato il suo effetto, non costituisce un problema, a patto che l’innalzamento sia entro certi limiti e adeguato alle condizioni di salute del soggetto in questione.

In occasione di uno sforzo fisico, per esempio, è normale che la pressione superi certi limiti perché i muscoli hanno bisogno di più sangue per ricevere l’ossigeno e il nutrimento che gli occorrono in quel determinato momento, e questo è possibile se il sangue viene spinto con più forza nelle arterie, cioè, appunto, se la pressione aumenta. Il problema insorge quando la pressione è costantemente alta, oppure quando il rialzo pressorio avviene rapidamente e raggiunge livelli eccessivamente elevati.

Perché la pressione alta è pericolosa?

Se la pressione è troppo alta per un periodo di tempo prolungato, le arterie si deteriorano, danneggiando, nel tempo, gli organi che maggiormente dipendono da un regolare afflusso di sangue, cioè cuore, cervello e reni. Se il rialzo pressorio avviene troppo in fretta, raggiungendo valori elevatissimi, il danno può verificarsi anche in tempi molto brevi. L’eccessiva pressione, inoltre, potenzia gli effetti negativi di altri fattori di rischio cardiovascolare, per esempio fumo e colesterolo elevato.

Quando trattare la pressione alta

Viene considerata ottimale una pressione sistolica (massima) di 120 mmHg e diastolica (minima) di 80 mmHg. Si considerano, invece, troppo elevati valori superiori o pari a 140 mmHg di “massima” e 90 mmHg di “minima”; a partire da questi livelli viene solitamente consigliata una terapia.

Queste, in realtà, sono solo indicazioni generali e non sono valide in tutti i casi. È, infatti, noto che qualsiasi aumento della pressione arteriosa rispetto a quelli ideali comporta un aumento del rischio cardiovascolare. Se, quindi, una persona presenta anche altri fattori di rischio cardiovascolare, per esempio soffre di diabete, colesterolo alto o insufficienza renale, i valori indicati per trattare anche farmacologicamente l’ipertensione scendono. Per esempio, nei diabetici, si consiglia solitamente di intervenire già per una pressione di 130/80 mmHg.

Per stabilire la presenza di ipertensione arteriosa non basta una sola misurazione; occorre effettuare un monitoraggio per un certo periodo (stabilito dal medico) e tenere un diario dei valori pressori.

Prima di ricorrere ai farmaci o, comunque, contestualmente all’uso di medicinali, nel caso in cui il medico li abbia prescritti, è fondamentale seguire alcune norme, alcuni rimedi naturali per abbassare la pressione, tanto semplici quanto imprescindibili:

  • Seguire uno stile di vita attivo;
  • Mangiare correttamente, evitando il consumo eccessivo di sale e grassi;
  • Mantenere il peso corporeo nella norma;
  • Evitare il fumo di sigarette e non abusare dell’alcol.

Cause dell’ipertensione primaria e fattori predisponenti

L’ipertensione può essere primaria o secondaria. L’ipertensione è secondaria quando insorge come conseguenza di altre malattie, per esempio occlusione di un’arteria renale e ipertiroidismo. Nella maggior parte dei casi, però, l’ipertensione è primaria. Non è semplice stabilire le cause esatte di un’ipertensione primaria; esistono, però, fattori detti predisponenti, che cioè, nel loro insieme, ne favoriscono la comparsa:

  • L’età; l’ipertensione è più frequente nella popolazione anziana.
  • Uno stile di vita sedentario; la sedentarietà incide moltissimo sui valori pressori.
  • Fumo di sigarette.
  • Una dieta troppo ricca di sale e grassi e, al contrario, povera di frutta e verdure di stagione.
  • Sovrappeso e obesità.
  • Fattori genetici; la familiarità influisce per circa il 30% sulla possibilità d’insorgenza dell’ipertensione.
  • Ridotta capacità del rene di eliminare sodio.
  • Abuso di alcol. Un consumo ridotto di vino e birra può avere un effetto benefico, soprattutto grazie alle proprietà vasodilatatrici, ma l’abuso è fortemente dannoso.
  • Condizioni di forte stress.

Il presente articolo è a scopo puramente divulgativo e non può in alcun caso sostituire la consulenza di un medico.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Ha un blog, Apprendista mamma, in cui tratta vari temi legati alla maternità, con particolare attenzione a benessere di mamma e bambino. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano. www.testimedici.com

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