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Diverticolite: conoscere i sintomi per prevenirla

Ultima modifica: 11 agosto 2016

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Diverticolite: sintomi cause e prevenzione

Diverticolite: la quinta malattia gastrointestinale per costi sanitari nei paesi occidentali, dove colpisce circa il 25% della popolazione! Alimentazione, attività fisica e stile di vita sano possono prevenire lo sviluppo di questa dolorosa patologia.

La diverticolite è una patologia dell’apparato digerente, caratterizzata dall’infiammazione di uno o più diverticoli, estroflessioni della mucosa e della sottomucosa dell’intestino che tendenzialmente si formano nella regione del colon.

Rappresenta la forma sintomatica della diverticolosi, contraddistinta sempre dalla presenza di diverticoli, senza però l’infiammazione!
Circa il 15-20% dei soggetti che presentano diverticolosi sviluppa successivamente la diverticolite.

Diverticolite: i sintomi

I sintomi della diverticolite possono essere acuti o cronici. Quelli cronici posso essere confusi con quelli della sindrome dell’intestino irritabile (SII) e comprendono dolore addominale (tendenzialmente localizzato al fianco sinistro), forte disagio, gonfiore, costipazione e diarrea. I sintomi acuti, invece, ricordano quelli dell’appendicite: febbre, dolore addominale acuto e leucocitosi.

La prevalenza di diverticolosi e diverticolite è in aumento nei paesi industrializzati in parallelo con l’aumento dell’aspettativa di vita e i tassi più elevati sono riscontrabili negli Stati Uniti e in Europa. Solo in Italia circa 6 milioni di persone, il 10% della popolazione soprattutto tra i 50 e 60 anni, soffre di diverticolite.

È diagnosticata tipicamente in seguito a colonscopia, è particolarmente frequente nei pazienti anziani ma soprattutto nelle donne, che hanno circa il doppio della probabilità di sviluppare i diverticoli rispetto agli uomini!

Stile di vita e diverticolite

Lo stile di vita e l’età sono i principali fattori di rischio per lo sviluppo di diverticolite, è quindi fondamentale prendersi cura del proprio corpo, sia internamente che esternamente, fin dai primi anni di vita.

Vediamo quali fattori sono particolarmente importanti nello sviluppo di diverticolite:

  • Fibre: esiste una possibile correlazione tra bassa assunzione di fibra alimentare, in particolare fibra insolubile (ricca in cereali integrali, verdura a foglia verde, frutta secca e semi oleosi) e lo sviluppo di diverticolite. È quindi raccomandato un adeguato apporto di fibre al giorno (25-30 g) per ridurre il rischio di sviluppare questa patologia.
  • Farmaci: l’utilizzo frequente di aspirina e/o farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) aumentano il rischio di infiammazione e di complicazioni dei diverticoli.
  • Probiotici: numerosi studi dimostrano come i probiotici, conosciuti anche come fermenti lattici, siano efficaci nel ridurre i sintomi di diverticolite, migliorando il microbiota intestinale.
  • Attività fisica: è raccomandato praticare una regolare attività fisica che corrisponde a 30 minuti al giorno di camminata a passo svelto, migliorando così la motilità intestinale e riducendo il ristagno di feci nei diverticoli.
  • Fumo: va sempre evitato, non solo se si soffre di diverticoli.

Diverticolite: i cibi si e quelli no

In caso di diverticolosi, la fase non infiammatoria, è fondamentale seguire un’alimentazione regolare e varia, i cui elementi chiave devono essere:

  • Frutta e verdura: ricchi di fibre aiutano a mantenere una regolare motilità intestinale
  • Cereali: preferire sempre i cereali integrali a quelli raffinati; hanno un maggiore effetto saziante grazie alla presenza delle fibre, migliorano la motilità intestinale e non determinano un forte aumento della glicemia.
  • Acqua: un’idratazione adeguata è fondamentale e ciò significa bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno.

Vanno, invece, eliminati o quantomeno ridotti gli alimenti grassi, soprattutto di origine animale, ma anche bevande gassate e cibi molto zuccherini.

Durante la fase infiammatoria (diverticolite) è necessario limitare le fibre, riducendo o abolendo frutta, verdura e cibi integrali per almeno 2-3 giorni prediligendo una dieta liquida o semiliquida a tenore molto ridotto in fibra e scorie. È molto importante in questa fase consultare il proprio medico curante per farsi prescrivere eventualmente terapie oppure consigliare il ricovero ospedaliero.

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Alessandra Esposito
Biologa Nutrizionista laureata in Scienze Biologiche con 110 e lode presso l’Università degli studi di Pavia, ha frequentato il Master di Specializzazione in Nutrizione Umana e Alimentazione e il Master in Nutrizione Culinaria. Da Luglio 2013 svolge l’attività professionale presso lo studio di Vigevano e quello di Verona e organizza corsi di educazione alimentare. Ha collaborato con la Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA, stila articoli di carattere scientifico-nutrizionale per magazine che si occupano di stile di vita sano, è la consulente nutrizionale del progetto VEGAE e la curatrice del blog d’informazione nutrizionale I Love Foods. www.nutrizionistaesposito.it

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